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Giovedì della XXXI settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)
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Le Letture di oggi sono tratte dal Nuovo Lezionario,
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DO314 ;
Grado della Celebrazione: Feria Colore liturgico: Verde
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"In quel tempo dice il passo evangelico di oggi si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano:
Costui riceve i peccatori e mangia con loro"". Manca ai farisei l'atteggiamento interiore della povertà spirituale, indispensabile per essere all'unisono con Gesù, per condividere i suoi sentimenti. La loro è invece l'attitudine contraria: questo è mio e non appartiene che a me, non può essere condiviso con altri. Scribi e farisei sono convinti che Dio è proprietà loro e di nessun altro: gli altri sono peccatori. Sono loro i padroni di Dio, i padroni della salvezza, i padroni della vita spirituale e mormorano contro Gesù che "riceve i peccatori e mangia con loro", perché hanno l'impressione che venga ingiustamente dato ad altri qualche cosa che è di loro esclusiva proprietà. Gesù vuole invece far loro capire che per essere uniti a Dio non devono rinchiudersi nel loro egoismo, ma aprirsi agli altri, accogliere gli altri, anche quelli che sembrano i più indegni, perché questo è l'atteggiamento di Dio. Dio è la generosità senza limiti, colui che si prende cura di tutti, si rallegra con tutti, si preoccupa in modo speciale dei più bisognosi, cioè di chi si trova in una condizione di mise4a spirituale che deve essere sostenuta, confortata.
Chi è povero in spirito desidera il bene degli altri, condivide con gli altri i doni che ha ricevuto, sapendo che sono doni che si moltiplicano distribuendoli; così è nella condizione privilegiata per essere unito al Signore.
Le ricchezze spirituali sono state paragonate alla fiamma. Una fiamma non perde nulla comunicandosi, anzi è accresciuta e diffonde più luce, diffonde più fuoco. Chi vuoi metterla al sicuro in un luogo chiuso, la fa morire per mancanza di ossigeno. Così è per le ricchezze spirituali.
Domandiamo al Signore di comprendere profondamente questa attitudine di spirito, che ci impedisce di inorgoglire, di appoggiarci su noi stessi, e ci fa abbandonare nelle mani del Signore tutto ciò che siamo, tutto ciò che facciamo, sapendo che tutto ci viene da lui e che, se li condividiamo, egli moltiplica in noi i suoi doni.
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Antifona d'ingresso
Non abbandonarmi, Signore mio Dio,
da me non stare lontano;
vieni presto in mio aiuto,
Signore, mia salvezza. (Sal 38,22-23)
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Colletta
Dio onnipotente e misericordioso,
tu solo puoi dare ai tuoi fedeli
il dono di servirti in modo lodevole e degno;
fa’ che camminiamo senza ostacoli
verso i beni da te promessi.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
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Prima lettura
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Rm 14,7-12
Sia che viviamo, sia che moriamo, siamo del Signore.
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Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Fratelli, nessuno di noi vive per se stesso e nessuno muore per se stesso, perché se noi viviamo, viviamo per il Signore, se noi moriamo, moriamo per il Signore. Sia che viviamo, sia che moriamo, siamo del Signore. Per questo infatti Cristo è morto ed è ritornato alla vita: per essere il Signore dei morti e dei vivi.
Ma tu, perché giudichi il tuo fratello? E tu, perché disprezzi il tuo fratello? Tutti infatti ci presenteremo al tribunale di Dio, perché sta scritto:
«Io vivo, dice il Signore:
ogni ginocchio si piegherà davanti a me
e ogni lingua renderà gloria a Dio».
Quindi ciascuno di noi renderà conto di se stesso a Dio.
Parola di Dio
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Salmo responsoriale
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Sal 26
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Contemplerò la bontà del Signore nella terra dei viventi.
Il Signore è mia luce e mia salvezza:
di chi avrò timore?
Il Signore è difesa della mia vita:
di chi avrò paura?
Una cosa ho chiesto al Signore,
questa sola io cerco:
abitare nella casa del Signore
tutti i giorni della mia vita,
per contemplare la bellezza del Signore
e ammirare il suo santuario.
Sono certo di contemplare la bontà del Signore
nella terra dei viventi.
Spera nel Signore, sii forte,
si rinsaldi il tuo cuore e spera nel Signore.
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Canto al Vangelo (Mt 11,28)
Alleluia, alleluia.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi,
e io vi darò ristoro, dice il Signore.
Alleluia.
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Vangelo
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Lc 15,1-10
Vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte.
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Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro».
Ed egli disse loro questa parabola: «Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta, finché non la trova? Quando l’ha trovata, pieno di gioia se la carica sulle spalle, va a casa, chiama gli amici e i vicini e dice loro: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora, quella che si era perduta”. Io vi dico: così vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte, più che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di conversione.
Oppure, quale donna, se ha dieci monete e ne perde una, non accende la lampada e spazza la casa e cerca accuratamente finché non la trova? E dopo averla trovata, chiama le amiche e le vicine, e dice: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la moneta che avevo perduto”. Così, io vi dico, vi è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte».
Parola del Signore
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Preghiera dei fedeli
Dio è nostra forza e baluardo, difesa nella tentazione, bontà nella sconfitta. A lui ci presentiamo, una volta ancora bisognosi del suo aiuto. Diciamo insieme:
Signore, ascolta ed esaudisci.
Perché nessun peccato diminuisca in noi la gioiosa certezza che Cristo è alla nostra ricerca per accoglierci tra le sue braccia, come la pecora smarrita. Preghiamo:
Perché nel nostro paese le risorse che Dio ci ha dato, siano investite nella costruzione di una società attenta agli ultimi e giusta con tutti. Preghiamo:
Perché i genitori e gli educatori sappiano trasmettere alle nuove generazioni il gusto d'una vita in armonia con Dio e con il prossimo. Preghiamo:
Perché i cristiani discriminati o perseguitati a motivo della fede, vivano la loro emarginazione con fortezza, umiltà e senza rancori. Preghiamo:
Perché la nostra comunità riesca a plasmarsi un cuore che non giudica e non cede a grettezze e parzialità. Preghiamo:
Per gli orfani e le vedove.
Per i ragazzi in cammino verso il sacramento della penitenza, dell'eucaristia, della cresima.
Tu conosci, Padre, ciò di cui abbiamo bisogno prima ancora che apriamo la bocca. A quanto qui espresso, aggiungi tu ciò che sai essere buono e utile per ciascuno di noi. Per Cristo Gesù nostro Signore. Amen.
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Preghiera sulle offerte
Questo sacrificio che la Chiesa ti offre, Signore,
salga a te come offerta pura e santa,
e ottenga a noi la pienezza della tua misericordia.
Per Cristo nostro Signore.
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Antifona di comunione
Tu mi indichi il sentiero della vita, Signore,
gioia piena nella tua presenza. (Sal 16,11)
Oppure:
Dice il Signore: “Come il Padre che ha la vita ha mandato me
e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia di me vivrà per me”. (Gv 6,57)
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Preghiera dopo la comunione
Continua in noi, o Dio, la tua opera di salvezza,
perché i sacramenti che ci nutrono in questa vita
ci preparino a ricevere i beni promessi.
Per Cristo nostro Signore.
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| Monaci Benedettini Silvestrini (Omelia del 05-11-2009)
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La gioia di Dio per il suo perdono
«Vi dico, ci sarà più gioia in cielo per un peccatore convertito, che per novantanove giusti che non hanno bisogno di conversione». È la gioia di Dio e di tutto il, paradiso che oggi è solennemente proclamata. Peccato che tale gioia non sia sempre condivisa dagli uomini! Ciò accade forse perché noi ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 05-11-2009)
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Commento su Rm 14,8
Dalla Parola del giorno
"Sia che viviamo sia che moriamo siamo del Signore."
Come vivere questa Parola
L'espressione letta nel suo contesto è percorsa da un respiro di libertà. Paolo sta richiamando i cristiani perché si astengano da giudizi facili e sommari circa l'agire dei fratelli: "Chi sei ...
(continua)
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| a cura dei Carmelitani (Omelia del 05-11-2009)
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1) Preghiera
Dio onnipotente e misericordioso,
tu solo puoi dare ai tuoi fedeli
il dono di servirti in modo lodevole e degno;
fa' che camminiamo senza ostacoli
verso i beni da te promessi.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
2) Lettura
Dal Vangelo secondo Luca 15,1-10
In quel tem ...
(continua)
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| Monaci Benedettini Silvestrini (Omelia del 06-11-2008)
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La gioia del perdono
Nella tradizione giudaica era ferma convinzione che bisognasse tenersi a debita distanza dai peccatori e da tutti coloro che, con giudizio inappellabile, erano ritenuti immondi. Il pretesto era originato da rischio del contagio e dal pericolo di contrarre la stessa impurità, circostanza questa che i ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 06-11-2008)
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Commento a Fil 3,8
Dalla Parola del giorno
“Tutto ormai io reputo una perdita di fronte alla sublimità della conoscenza di Cristo Gesù.”
Come vivere questa Parola?
Paolo è ben consapevole dei doni di grazia e di natura presenti nella sua vita. Sa riconoscerli e apprezzarli, libero da ogni forma di strisciante e f ...
(continua)
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| a cura dei Carmelitani (Omelia del 06-11-2008)
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1) Preghiera
Dio onnipotente e misericordioso,
tu solo puoi dare ai tuoi fedeli
il dono di servirti in modo lodevole e degno;
fa’ che camminiamo senza ostacoli
verso i beni da te promessi.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
2) Lettura
Dal Vangelo secondo Luca 15,1-10
In quel tem ...
(continua)
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| Monaci Benedettini Silvestrini (Omelia del 08-11-2007)
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La gioia di Dio per il suo perdono
"Vi dico, ci sarà più gioia in cielo per un peccatore convertito, che per novantanove giusti che non hanno bisogno di conversione". È la gioia di Dio e di tutto il paradiso che oggi viene solennemente proclamata. Peccato che tale gioia non sia sempre condivisa dagli uomini! Ciò accade forse perché n ...
(continua)
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| mons. Vincenzo Paglia (Omelia del 08-11-2007)
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Molta folla seguiva Gesù, ed era composta per lo più di malati, di peccatori, di gente abbandonata. Ed è ovvio che tutto ciò non passava inosservato. Anzi, questo rapporto privilegiato con i peccatori era uno dei motivi di accusa: il giovane profeta si mischiava troppo con loro. Gesù mostra che tale ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 08-11-2007)
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Dalla Parola del giorno
Cessiamo dal giudicarci gli uni gli altri; pensate invece a non essere causa di inciampo o di scandalo al fratello .
Come vivere questa Parola?
Paolo esordisce con un 'cessiamo', cioè dando per scontata la tendenza a giudicare. È qualcosa di connaturale che ci portiamo d ...
(continua)
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| mons. Vincenzo Paglia (Omelia del 09-11-2006)
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Molta folla seguiva Gesù, ed era composta per lo più di malati, di peccatori, di gente abbandonata. Ed è ovvio che tutto ciò non passava inosservato. Anzi, questo rapporto privilegiato con i peccatori era uno dei motivi di accusa: il giovane profeta si mischiava troppo con loro. Gesù mostra che tale ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 03-11-2005)
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Commento a Luca 15,10
Dalla Parola del giorno
C'è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte (Lc 15,10)
Come vivere questa Parola?
Accostare le due letture che la liturgia odierna ci presenta, cioè la pericope tratta dalla lettera ai Romani e il brano evangelico di Luca, fa saltare im ...
(continua)
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| Monaci Benedettini Silvestrini (Omelia del 03-11-2005)
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La gioia del perdono
Nella tradizione giudaica era ferma convinzione che bisognasse tenersi a debita distanza dai peccatori e da tutti coloro che, con giudizio inappellabile, erano ritenuti immondi. Il pretesto era originato da rischio del contagio e dal pericolo di contrarre la stessa impurità, circostanza questa che i ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 04-11-2004)
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Dalla Parola del giorno
Tutto ormai io reputo una perdita di fronte alla sublimità della conoscenza di Cristo.
Come vivere questa Parola?
Questa di Paolo più che una dichiarazione, è un gioioso grido esistenziale da parte di un uomo che, sulla bilancia della sua vita ha visto "sbilanciarsi" tut ...
(continua)
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| Paolo Curtaz (Omelia del 06-11-2003)
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Un Dio che ci viene a cercare, che fa festa se ritrova la sua pecora perduta, un Dio che non rimprovera, né giudica ma gioisce con delicatezza. Noi, invece, sempre attenti a dirci "a posto" a pensarci come persone "per bene", guardiamo a noi con indulgenza, pronti magari a trovare le ragioni di una ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 06-11-2003)
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Dalla Parola del giorno
Nessuno di noi vive per se stesso e nessuno muore per se stesso, perché se noi viviamo, viviamo per il Signore; se noi moriamo, moriamo per il Signore. Sia che viviamo, sia che moriamo, siamo dunque del Signore. (Rom 14,7-8)
Come vivere questa Parola?
E' un chiaro e for ...
(continua)
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| padre Lino Pedron (Omelia del 06-11-2003)
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Commento su Luca 15, 1-32
I destinatari dell'insegnamento sono gli scribi e i farisei. La parabola è un invito ai giusti perché si convertano dalla propria giustizia che condanna i peccatori, alla giustizia del Padre che li giustifica.
Mentre il peccatore sente il bisogno della misericordia di Dio, il giusto non la vuole ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 07-11-2002)
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Dalla Parola del giorno
Si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei i e gli scribi mormoravano: «Costui riceve i peccatori e mangia e beve con loro».
Come vivere questa Parola?
Sono bene in evidenza due opposti atteggiamenti: quello di chi si avvicina a Ges ...
(continua)
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| Paolo Curtaz (Omelia del 07-11-2002)
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Commento Luca 15,1-10
Dio gioisce per noi, gioisce per me: è lui che ci viene incontro, che affronta la fatica del cammino. Succede anche dalle mie parti, in alta montagna: d'estate le mucche sono ai pascoli alti, oltre i 2000 metri, e può accadere che qualche manzo aggiri le fragili barriere messe dai contadini per anda ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 08-11-2001)
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Dalla Parola del giorno
Nessuno di noi vive per se stesso e nessuno muore per se stesso, perché se noi viviamo, viviamo per il Signore; se noi moriamo, moriamo per il Signore. Sia che viviamo, sia che moriamo, siamo dunque del Signore.
Come vivere questa Parola?
La parola di Paolo ci fa capire ...
(continua)
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