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Giovedì della XXX settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)
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Le Letture di oggi sono tratte dal Nuovo Lezionario,
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DO304 ;
Grado della Celebrazione: Feria Colore liturgico: Verde
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Noi siamo chiamati alla santità! Quando riflettiamo a questo, può darsi che confondiamo la santità con un insieme di virtù. Quando si fa un processo di canonizzazione effettivamente si comincia col verificare se la persona che si suppone degna di essere canonizzata ha esercitato le virtù in modo eminente e il primo decreto è quello sulla eroicità delle virtù. Tuttavia è molto insufficiente e inesatto confondere la santità con la perfezione.
San Paolo nella lettera ai Romani ci rivela in che cosa consiste la santità quando parla di non essere separati dall'amore di Dio, di non essere separati da Dio, infatti questo è la santità: l'unione con Dio, essere in comunione col Dio santissimo. Dio è santo, dice la Scrittura, ed è la migliore definizione di Dio, Dio è tre volte santo. Questo significa che è il Diverso da noi e che per giungere a lui dobbiamo essere trasformati a sua immagine, cioè diventare santi.
Nella religione antica questa santità non era confusa con lo sforzo morale, si sapeva che si trattava di un altro ordine. Lo sforzo dell'uomo non può mai portarlo al livello di Dio; perché l'uomo diventi santo bisogna che Dio agisca e lo renda simile a lui: la santificazione è prima di tutto opera di Dio in noi. Ed è proprio quanto ci dice san Paolo: Dio ha fatto tutto per portarci vicino a lui, per metterci in comunione con lui, perché noi siamo santi. "Non ha risparmiato il proprio Figlio, ma l'ha dato per tutti noi... Come non ci donerà ogni cosa insieme con lui?". Per questo abbiamo fiducia, non in noi ma nell'amore di Dio che ci innalza accanto a sé, che ci santifica, che ci dà quella santità di cui neppure avremmo idea se nella sua bontà egli non venisse a donarcela.
San Paolo esclama: "Noi siamo più che vincitori per virtù di colui che ci ha amati", più che vincitori in ogni circostanza: la santità è una grande vittoria. Nell'Apocalisse è detto che il premio è promesso a colui che avrà riportato vittoria, e noi siamo più che vincitori, perché Cristo ha vinto e ci comunica la sua vittoria. E Dio che donandoci il suo Figlio ha superato tutti gli ostacoli che ci separavano da lui, il Dio di misericordia, che ha riconciliato a sé il mondo nella morte e risurrezione del suo Figlio, come diciamo nella formula dell'assoluzione, il Dio pieno di bontà che vuoi comunicare se stesso e ha trovato il mezzo per farlo.
Ecco la strada della santità. Si tratta allora di aprirsi all'azione santificante di Dio, di aprirsi a questo amore che è stato più forte di tutto. Così riceviamo in noi la vittoria di Dio e siamo più che vincitori. E siamo sicuri che nessun ostacolo ci impedirà di essere con Dio, perché egli stesso ha percorso tutto il cammino: "Né morte, né vita, né angeli, né principati, né presente, né avvenire, né potenze... niente potrà mai separarci dall'amore di Dio, in Cristo Gesù, nostro Signore". Per progredire nella santità dobbiamo costantemente approfondire la nostra fede in questo amore di Dio, nell'amore che Dio ci dà, che è l'amore che egli ha per noi e l'amore che egli mette in noi.
I santi hanno creduto all'amore di Dio, al suo amore verso di noi e all'amore che egli mette in noi, l'hanno riconosciuta in tutti i benefici divini e in tutte le esigenze di Dio. I comandi di Dio non sono fatti per opprimerci, ma per portarci alla comunione con lui, nell'amore reale, nella verità dell'amore, che è l'unione delle volontà. Le stesse prove di cui parla Paolo: "La tribolazione, l'angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada", non sono più ostacoli, perché Dio li ha trasformati, per mezzo della croce di Gesù, in manifestazioni del suo amore per noi, del nostro amore per lui.
Tutto ciò che ci contraria, che ci umilia, che in apparenza si oppone ai nostri progetti, deve essere guardato in modo positivo, sapendo che è uno strumento di cui Dio si serve per approfondire la comunione tra noi e lui, vale a dire per farci santi. Dio fa tutto; noi dobbiamo aprirci all'amore che egli ci dona, per essere più che vincitori.
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Antifona d'ingresso
Gioisca il cuore di chi cerca il Signore.
Cercate il Signore e la sua potenza,
cercate sempre il suo volto. (Sal 104,3-4)
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Colletta
Dio onnipotente ed eterno,
accresci in noi la fede, la speranza e la carità,
e perché possiamo ottenere ciò che prometti,
fa’ che amiamo ciò che comandi.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
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Prima lettura
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Rm 8,31b-39
Nessuna creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, che è in Cristo Gesù.
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Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Fratelli, se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? Egli, che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha consegnato per tutti noi, non ci donerà forse ogni cosa insieme a lui? Chi muoverà accuse contro coloro che Dio ha scelti? Dio è colui che giustifica! Chi condannerà? Cristo Gesù è morto, anzi è risorto, sta alla destra di Dio e intercede per noi!
Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? Come sta scritto:
«Per causa tua siamo messi a morte tutto il giorno,
siamo considerati come pecore da macello».
Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori grazie a colui che ci ha amati. Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcun’altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, che è in Cristo Gesù, nostro Signore.
Parola di Dio
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Salmo responsoriale
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Sal 108
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Salvami, Signore, per il tuo amore.
Tu, Signore Dio,
trattami come si addice al tuo nome:
liberami, perché buona è la tua grazia.
Io sono povero e misero,
dentro di me il mio cuore è ferito.
Aiutami, Signore mio Dio,
salvami per il tuo amore.
Sappiano che qui c’è la tua mano:
sei tu, Signore, che hai fatto questo.
A piena voce ringrazierò il Signore,
in mezzo alla folla canterò la sua lode,
perché si è messo alla destra del misero
per salvarlo da quelli che lo condannano.
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Canto al Vangelo (Lc 19,38)
Alleluia, alleluia.
Benedetto colui che viene, il re, nel nome del Signore.
Pace in cielo e gloria nel più alto dei cieli.
Alleluia.
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Vangelo
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Lc 13,31-35
Non è possibile che un profeta muoia fuori di Gerusalemme.
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Dal Vangelo secondo Luca
In quel momento si avvicinarono a Gesù alcuni farisei a dirgli: «Parti e vattene via di qui, perché Erode ti vuole uccidere».
Egli rispose loro: «Andate a dire a quella volpe: “Ecco, io scaccio demòni e compio guarigioni oggi e domani; e il terzo giorno la mia opera è compiuta. Però è necessario che oggi, domani e il giorno seguente io prosegua nel cammino, perché non è possibile che un profeta muoia fuori di Gerusalemme”.
Gerusalemme, Gerusalemme, tu che uccidi i profeti e lapidi quelli che sono stati mandati a te: quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli, come una chioccia i suoi pulcini sotto le ali, e voi non avete voluto! Ecco, la vostra casa è abbandonata a voi! Vi dico infatti che non mi vedrete, finché verrà il tempo in cui direte: “Benedetto colui che viene nel nome del Signore!”».
Parola del Signore
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Preghiera dei fedeli
Dio Padre non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, perché diventassimo figli. Trasformati dal suo amore, rivolgiamogli ora la nostra preghiera. Diciamo insieme:
Per il tuo Cristo, ascoltaci, o Signore.
Perché la Chiesa sia il luogo dove tutti trovano salvezza. Preghiamo:
Perché il sangue dei martiri rigeneri la fede di molti. Preghiamo:
Perché ogni autorità sia a servizio del bene e della pace del mondo. Preghiamo:
Perché le nostre città siano luoghi di pace e di fede. Preghiamo:
Perché gli annunciatori del vangelo vengano accolti ed ascoltati. Preghiamo:
Perché la croce di Cristo sia per tutti il segno della vittoria sulla morte. Preghiamo:
Perché l'ateismo teorico e pratico non confonda la fede dei semplici. Preghiamo:
Perché Dio doni alla sua Chiesa nuovi profeti. Preghiamo:
Perché ogni volto sofferente ci richiami la passione di Gesù. Preghiamo:
Perché il cuore del violento si apra alla grazia del Signore. Preghiamo:
Padre santo, che hai fatto di Gerusalemme la città della nostra salvezza, sostieni il tuo popolo che si sforza di seguire le orme del tuo Figlio, perché con lui ti lodi per i secoli dei secoli. Amen.
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Preghiera sulle offerte
Guarda, Signore, i doni che ti presentiamo:
quest’offerta,
espressione del nostro servizio sacerdotale,
salga fino a te e renda gloria al tuo nome.
Per Cristo nostro Signore.
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Antifona di comunione
Esulteremo per la tua salvezza
e gioiremo nel nome del Signore, nostro Dio. (Sal 20,6)
Oppure:
Cristo ci ha amati: per noi ha sacrificato se stesso,
offrendosi a Dio in sacrificio di soave profumo. (Ef 5,2)
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Preghiera dopo la comunione
Signore, questo sacramento della nostra fede
compia in noi ciò che esprime
e ci ottenga il possesso delle realtà eterne,
che ora celebriamo nel mistero.
Per Cristo nostro Signore.
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| don Luciano Sanvito (Omelia del 29-10-2009)
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Segni contrariati
I SEGNI DELLA CONTRARIETA' NON SPENGONO LA FORZA DELLA MISSIONE E DELLA PREDICAZIONE, ANZI...
Che siano persone come Erode o città come Gerusalemme che portano ostacolo, non importa; la via della profezia e dell'annuncio procede imperterrito e sempre più rafforzato di fronte alle minacce e agli o ...
(continua)
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| a cura dei Carmelitani (Omelia del 29-10-2009)
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1) Preghiera
Dio onnipotente ed eterno,
accresci in noi la fede, la speranza e la carità,
e perché possiamo ottenere ciò che prometti,
fa' che amiamo ciò che comandi.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
2) Lettura del Vangelo
Dal Vangelo secondo Luca 13,31-35
In quel giorno, si avv ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 29-10-2009)
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Dalla Parola del giorno
"Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? Egli che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, come non ci donerà ogni cosa insieme con lui?"
Come vivere questa Parola?
All'interno della preziosa lettera ai Romani, questa proclamazione di Paolo (u ...
(continua)
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| don Luciano Sanvito (Omelia del 30-10-2008)
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Regno e Segno
IL SEGNO DI DIO NON VIENE RICONOSCIUTO DAI SUOI...
Anzitutto, il segno di Dio oltrepassa tutti gli ostacoli che gli si pongono innanzi.
Perché non è semplice segno, ma segno della potenza di Dio, che rende significativo e potente il segno che Egli pone nella storia, oltre ogni impedimento e limi ...
(continua)
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| Monaci Benedettini Silvestrini (Omelia del 30-10-2008)
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Il terzo giorno avrò finito
Il linguaggio di Gesù, secondo lo stilo proprio orientaleggiante, è spesso permeato di sottili allegorie, non sempre di immediata comprensione per noi non assuefatti a quello stile. Erode, che sta tramando contro di lui, viene definita una volpe per designare la sua astuzia malvagia. Dichiara poi ch ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 30-10-2008)
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Dalla Parola del giorno
“Attingete forza nel Signore E nel vigore della sua potenza […]. State dunque ben fermi, cinti i fianchi con la verità, rivestiti con la corazza della giustizia.”
Come vivere questa Parola?
S. Paolo, servendosi di espressioni allegoriche, esorta il credente a rivestire u ...
(continua)
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| a cura dei Carmelitani (Omelia del 30-10-2008)
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1) Preghiera
Dio onnipotente ed eterno,
accresci in noi la fede, la speranza e la carità,
e perché possiamo ottenere ciò che prometti,
fa’ che amiamo ciò che comandi.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
2) Lettura del Vangelo
Dal Vangelo secondo Luca 13,31-35
In quel giorno, si avv ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 27-10-2005)
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Dalla Parola del giorno
Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? Egli che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, come non ci donerà ogni cosa insieme con lui?
Come vivere questa Parola?
Queste parole di Paolo sono il cuore della lettera ai Romani. Qui è la sfida gi ...
(continua)
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| Monaci Benedettini Silvestrini (Omelia del 27-10-2005)
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Il terzo giorno avro' finito
Il linguaggio di Gesù, secondo lo stilo proprio orientaleggiante, è spesso permeato di sottili allegorie, non sempre di immediata comprensione per noi non assuefatti a quello stile. Erode, che sta tramando contro di lui, viene definita una volpe per designare la sua astuzia malvagia. Dichiara poi ch ...
(continua)
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| Paolo Curtaz (Omelia del 30-10-2003)
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Gesù non ha paura di quel furbastro di Erode. Non ragiona allo stesso modo, vive in un'altra dimensione. Erode è un politico: calcola; esercitra il potere, si sente Dio. Gesù no, lui è Dio e il suo potere è l'amore. Deve compiere un gesto, l'ultimo, il più drammatico e scandaloso, il dono di sé defi ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 30-10-2003)
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Dalla Parola del giorno
"Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi?"
Come vivere questa Parola?
Subito dopo averci così fortemente provocati con questa domanda, Paolo porta la prova che Dio stesso si fa garante del fatto che niente e nessuno può essere contro di noi. Egli infatti, "non ha rispa ...
(continua)
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| padre Lino Pedron (Omelia del 30-10-2003)
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Commento su Luca 13,31-35
Probabilmente Erode si serve dei farisei per impaurire Gesù e allontanarlo dal suo territorio. E' meglio che questa persona scomoda si trasferisca nella zona di competenza del suo nemico, Pilato. Questi, a sua volta, glielo invierà e gli restituirà il favore. In tale scambio diverranno amici (Lc 23, ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 31-10-2002)
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Dalla Parola del giorno
Attingete forza dal Signore e nel vigore della sua potenza. Rivestitevi dell'armatura di Dio [...]. La nostra battaglia infatti non è contro creature fatte di carne e sangue.
Come vivere questa Parola?
C'è una concezione illusoria del cammino cristiano. E l'illusione è d ...
(continua)
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| Paolo Curtaz (Omelia del 31-10-2002)
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Commento Luca 13,31-35
Il desiderio di Dio è salvare, lo sentiamo nella sommessa voce del Signore Gesù, nel suo sguardo appannato dalle lacrime che a stento trattiene. La sua missione volge al termine, la speranza di risolvere tutto con semplicità sembra svanire, la sua fiducia nella capacità dell'uomo a cambiare, contrad ...
(continua)
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