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Martedì della XXX settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)
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Le Letture di oggi sono tratte dal Nuovo Lezionario,
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DO302 ;
Grado della Celebrazione: Feria Colore liturgico: Verde
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Oggi ascoltiamo due parabole, una per l'uomo e una per la donna: è una delicatezza del Signore che in Luca troviamo altre volte, per esempio nella parabola della pecora smarrita che il pastore ricerca e della dramma che una donna cerca con diligenza. Vuol dire che il Signore invita tutti, uomini e donne, alla pazienza e alla vera speranza. Le due parabole odierne parlano infatti del dinamismo del regno di Dio, che sembra niente ed è una forza potente. Un granellino di senapa si vede appena, ma ha in sé una forza vitale che lo fa crescere fino a diventare un grande arbusto, sul quale gli uccelli del cielo possono posarsi. ~ lievito nascosto nella farina sembra una cosa da niente, ma la fa tutta fermentare e le dà la possibilità di diventare pane. La stessa cosa è per la nostra vita: dobbiamo accogliere in noi il regno di Dio, la parola di Dio, che è poca cosa, come parola: un po' d'aria in movimento. Ma la sua forza in noi può trasformare, deve trasformare tutta la nostra vita. Noi però dobbiamo avere insieme pazienza e fiducia. Pazienza perché il miracolo non avviene in un attimo. Una volta gettato il seme bisogna aspettare, perché per un certo tempo sembra persino che non esista più; una volta impastato il lievito con la farina, se non gli si dà il tempo di lievitare la pasta, non succede niente. Ricordo che quando ero piccolo mia madre ci faceva un po' di dolci e, messo il lievito, ci raccomandava di non avvicinarci al recipiente che conteneva l'impasto, perché se lo toccavamo si interrompeva la lievitazione, e addio al dolce che aspettavamo con tanto ardore! E un esempio di pazienza: è inutile voler affrettare i tempi. La stessa cosa avviene nella vita spirituale. Noi vogliamo veder subito il cambiamento e se questo non avviene ci sforziamo di affrettare i tempi, invece di fidarci del Signore e di aspettare con tranquillità. Sappiamo che la forza, il lievito, egli lo ha messo nella nostra vita e che quindi la difficoltà sarà superata, la cosa avverrà. Soltanto dobbiamo fidarci, invece di pensare che se facciamo più sforzi, se ce la mettiamo tutta, vedremo il risultato: questa in fondo è mancanza di fiducia. Pazienza e fiducia: il Signore vuole soltanto questo.
San Paolo nella lettera ai Romani dice la stessa cosa, in modo più tormentato, secondo il suo temperamento:
"Tutta la creazione geme e soffre... attendendo", ma sono i gemiti del parto, quindi pieni di speranza. Devono essere gemiti di speranza, perché se non trova fede e speranza Dio non può operare ciò che vuole nella vita di ogni uomo e in tutta la creazione. Se invece ci fondiamo sulla sua parola e l'accogliamo nel silenzio e nella pazienza, possiamo dire con san Paolo: "Le sofferenze del momento presente non sono paragonabili alla gloria futura che dovrà essere rivelata in noi".
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Antifona d'ingresso
Gioisca il cuore di chi cerca il Signore.
Cercate il Signore e la sua potenza,
cercate sempre il suo volto. (Sal 104,3-4)
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Colletta
Dio onnipotente ed eterno,
accresci in noi la fede, la speranza e la carità,
e perché possiamo ottenere ciò che prometti,
fa’ che amiamo ciò che comandi.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
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Prima lettura
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Rm 8,18-25
L’ardente aspettativa della creazione è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio.
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Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Fratelli, ritengo che le sofferenze del tempo presente non siano paragonabili alla gloria futura che sarà rivelata in noi.
L’ardente aspettativa della creazione, infatti, è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio. La creazione infatti è stata sottoposta alla caducità – non per sua volontà, ma per volontà di colui che l’ha sottoposta – nella speranza che anche la stessa creazione sarà liberata dalla schiavitù della corruzione per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio.
Sappiamo infatti che tutta insieme la creazione geme e soffre le doglie del parto fino ad oggi. Non solo, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l’adozione a figli, la redenzione del nostro corpo. Nella speranza infatti siamo stati salvati.
Ora, ciò che si spera, se è visto, non è più oggetto di speranza; infatti, ciò che uno già vede, come potrebbe sperarlo? Ma, se speriamo quello che non vediamo, lo attendiamo con perseveranza.
Parola di Dio
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Salmo responsoriale
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Sal 125
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Grandi cose ha fatto il Signore per noi.
Quando il Signore ristabilì la sorte di Sion,
ci sembrava di sognare.
Allora la nostra bocca si riempì di sorriso,
la nostra lingua di gioia.
Allora si diceva tra le genti:
«Il Signore ha fatto grandi cose per loro».
Grandi cose ha fatto il Signore per noi:
eravamo pieni di gioia.
Ristabilisci, Signore, la nostra sorte,
come i torrenti del Negheb.
Chi semina nelle lacrime
mieterà nella gioia.
Nell’andare, se ne va piangendo,
portando la semente da gettare,
ma nel tornare, viene con gioia,
portando i suoi covoni.
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Canto al Vangelo (Mt 11,25)
Alleluia, alleluia.
Ti rendo lode, Padre,
Signore del cielo e della terra,
perché ai piccoli hai rivelato i misteri del Regno.
Alleluia.
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Vangelo
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Lc 13,18-21
Il granello crebbe e divenne un albero.
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Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, diceva Gesù: «A che cosa è simile il regno di Dio, e a che cosa lo posso paragonare? È simile a un granello di senape, che un uomo prese e gettò nel suo giardino; crebbe, divenne un albero e gli uccelli del cielo vennero a fare il nido fra i suoi rami».
E disse ancora: «A che cosa posso paragonare il regno di Dio? È simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata».
Parola del Signore
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Preghiera dei fedeli
La diffusione del regno di Dio è opera anche delle mani operose dell'uomo. Rivolgiamoci al Padre che tutto porta alla piena realizzazione, dicendo insieme:
Venga il tuo regno, Signore.
Il regno di Dio è più vasto della Chiesa. Perché il popolo di Dio sia specchio e icona del Cristo salvatore. Preghiamo:
Il mondo è alla ricerca spasmodica della libertà. Perché ogni uomo trovi, nella fede o nell'ascolto della retta coscienza, la verità che pienamente lo realizza. Preghiamo:
Il regno di Dio è come lievito che fermenta la massa. Perché tutti i cristiani fecondino il mondo con la preghiera e la testimonianza operosa. Preghiamo:
Il regno di Dio è già presente tra noi. Perché chi ha scelto il celibato annunci con semplicità e gratuità il primato assoluto di Dio. Preghiamo:
Cristo ha inaugurato il regno. Perché questa nostra celebrazione eucaristica anticipi quello che ancora, nella fede, stiamo aspettando. Preghiamo:
Perché la preghiera sia attesa della rivelazione di Dio.
Perché impariamo la pazienza e la fiducia dai nostri contadini.
Il tuo aiuto, o Dio, ci conforti nella partecipazione alla costruzione del tuo regno e ogni nostra opera sia per la santificazione del tuo nome. Per Cristo nostro Signore. Amen.
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Preghiera sulle offerte
Guarda, Signore, i doni che ti presentiamo:
quest’offerta,
espressione del nostro servizio sacerdotale,
salga fino a te e renda gloria al tuo nome.
Per Cristo nostro Signore.
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Antifona di comunione
Esulteremo per la tua salvezza
e gioiremo nel nome del Signore, nostro Dio. (Sal 20,6)
Oppure:
Cristo ci ha amati: per noi ha sacrificato se stesso,
offrendosi a Dio in sacrificio di soave profumo. (Ef 5,2)
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Preghiera dopo la comunione
Signore, questo sacramento della nostra fede
compia in noi ciò che esprime
e ci ottenga il possesso delle realtà eterne,
che ora celebriamo nel mistero.
Per Cristo nostro Signore.
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| don Luciano Sanvito (Omelia del 26-10-2010)
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Piccolezza e nascondimento
Non pensiamo a un Regno di Dio in evidenza e già fatto e all'opera...
Il Regno di Dio giace nella semina fatta e nel lievito posto sul tavolo, in attesa della provocazione benefica della natura delle cose o delle persone, quali la casalinga, che intervengano all'opera della sua crescita e della p ...
(continua)
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| don Luciano Sanvito (Omelia del 27-10-2009)
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"Micrograzie"
LE REALIZZAZIONI DEL PIANO DI DIO
AVVENGONO
ATTRAVERSO LE "MICROGRAZIE"
Sono dei portenti che Dio pone nel giardino della nostra vita con una situazione particolare che è propria dell'attenzione dello Spirito: la piccolezza, che va espandendosi secondo la grazia e il progetto di Dio.
Sono le ...
(continua)
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| Monaci Benedettini Silvestrini (Omelia del 27-10-2009)
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Un granellino che cresce un lievito che fermenta
I regni di questo mondo legano il loro prestigio alla grandiosità, al fasto, alla potenza; ci stupisce perciò sentire Gesù che parla del Regno di Dio paragonandolo ad un granellino di senapa, inizialmente quasi invisibile, ma che, posto nel terreno fecondo, diventa albero. È ancora più suggestiva l' ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 27-10-2009)
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Dalla Parola del giorno
"Ciò che si spera, se visto non è più speranza; infatti, ciò che uno già vede, come potrebbe ancora sperarlo? Ma se speriamo quello che non vediamo, lo attendiamo con perseveranza."
Come vivere questa Parola?
Questa pericope si aggancia a un'affermazione importante. S. P ...
(continua)
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| a cura dei Carmelitani (Omelia del 27-10-2009)
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1) Preghiera
Dio onnipotente ed eterno,
accresci in noi la fede, la speranza e la carità,
e perché possiamo ottenere ciò che prometti,
fa' che amiamo ciò che comandi.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
2) Lettura
Dal Vangelo secondo Luca 13,18-21
In quel tempo, Gesù diceva: "A ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 28-10-2008)
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Dalla Parola del giorno
Non siete più stranieri né ospiti, ma siete concittadini dei santi e familiari di Dio, edificati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, e avendo come pietra angolare lo stesso Cristo Gesù.
Come vivere questa Parola?
S. Paolo ha proclamato che, di fronte a Dio, ...
(continua)
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| Monaci Benedettini Silvestrini (Omelia del 30-10-2007)
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Il granello è cresciuto ed è diventato un arbusto
Il regno di Dio non è qui o là: è un dinamismo, una energia nuova che ha fatto irruzione all'interno di ogni realtà quotidiana, per sé di incerto significato. Tre staia di farina, le donne che ascoltavano Gesù dovettero uscire in un grido di esclamazione: è una quantità enorme che nessuna di loro si ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 30-10-2007)
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Dalla Parola del giorno
Io ritengo che le sofferenze del momento presente non sono paragonabili alla gloria futura che dovrà essere rivelata in noi.
Come vivere questa Parola?
Chi ha detto che il cristianesimo è all'insegna della tristezza non ha mai letto, o per lo meno, non ha mai approfondit ...
(continua)
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| mons. Vincenzo Paglia (Omelia del 30-10-2007)
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Di fronte alla crescente opposizione nei confronti di Gesù possono nascere dubbi sul successo della sua missione. Insomma, ci si potrebbe chiedere: il Vangelo non è troppo debole per un mondo così forte? Non è troppo semplice per un mondo sempre più complesso? Di fronte a questi dubbi, possiamo asco ...
(continua)
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| Monaci Benedettini Silvestrini (Omelia del 31-10-2006)
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A chi e' simile il regno di Dio?
Il Vangelo odierno contiene due brevi parabole sul regno di Dio: il granellino di senapa e il lievito nella massa di farina. La prima ne sottolinea la crescita in estensione, la seconda ne mostra la profondità. Ciò che importa è l'arbusto pieno di rami, dove si annidano gli uccelli e l'impasto ferme ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 31-10-2006)
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Dalla Parola del giorno
A che cosa è simile il regno di Dio, e a che cosa lo rassomiglierò? E' simile a un granellino di senapa, che un uomo ha preso e gettato nell'orto; poi è cresciuto e diventato un arbusto, e gli uccelli del cielo si sono posati tra i suoi rami.
Come vivere questa Parola?
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(continua)
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| mons. Vincenzo Paglia (Omelia del 31-10-2006)
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Di fronte alla crescente opposizione nei confronti di Gesù possono nascere dubbi sul successo della sua missione. Insomma, ci si potrebbe chiedere: il Vangelo non è troppo debole per un mondo così forte? Non è troppo semplice per un mondo sempre più complesso? Di fronte a questi dubbi, possiamo asco ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 25-10-2005)
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Dalla Parola del giorno
Gesù diceva: «A che cosa è simile il regno di Dio, e a che cosa lo rassomiglierò? E' simile a un granellino di senapa, che un uomo ha preso e gettato nell'orto; poi è cresciuto e diventato un arbusto, e gli uccelli del cielo si sono posati tra i suoi rami».
Come vive ...
(continua)
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| Monaci Benedettini Silvestrini (Omelia del 25-10-2005)
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Il granellino e il lievito
Immagini di grandezza, di potenza e di gloria ci accompagnano quando pensiamo ai regni umani e ai grandi della terra. Gesù viene ancora una volta a sconvolgere i nostri pensieri dicendoci che il Regno di Dio, infinito nella sua grandezza e in tutte le sue perfezioni e simile a un granellino di senap ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 26-10-2004)
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Dalla Parola del giorno
Gesù diceva: "A che cosa è simile il regno di Dio, e a che cosa lo rassomiglierò? E' simile a un granellino di senapa, che un uomo ha preso e gettato nell'orto; poi è cresciuto e diventato un arbusto, e gli uccelli del cielo si sono posati tra i suoi rami".
Come vivere qu ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 29-10-2002)
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Dalla Parola del giorno
Il Regno di Dio è simile a un granello di senapa, che un uomo ha preso e gettato nell'orto; poi è cresciuto e diventato un arbusto, e gli uccelli del cielo si sono posati tra i suoi rami. E ancora è simile al lievito che una donna ha preso e nascosto in tre staia di farina, ...
(continua)
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| Paolo Curtaz (Omelia del 29-10-2002)
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Commento Luca 13,18-21
Il Regno di Dio, quindi, è realtà piccola, nascosta, fragile, ma piena di una straordinaria capacità di far crescere la pasta, capace di accogliere ed ospitare gli uccelli del cielo. Talvolta, però, siamo tentati di guardare alle cose di Dio con sguardo mondano, a lasciarci tentare dalle seduzioni d ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 30-10-2001)
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Dalla Parola del giorno
Le sofferenze del momento presente non sono paragonabili alla gloria futura che dovrà essere rivelata in noi. [...] Sappiamo bene che tutta la creazione geme e soffre fino ad oggi nelle doglie del parto; essa non è la sola, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spir ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 31-10-2000)
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Dalla Parola del giorno
Siate sottomessi gli uni agli altri nel timore di Cristo.
Come vivere questa Parola?
La sottomissione di cui parla Paolo non è certamente quella passiva remissività di chi delega facilmente agli altri iniziativa, decisioni, idee. E' piuttosto l'atteggiamento libero e lib ...
(continua)
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