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LITURGIA

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Martedì 20 Ottobre 2009

Mercoledì 21 Ottobre 2009

  Mercoledì della XXVIII settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)

Le Letture di oggi sono tratte dal Nuovo Lezionario,
se desideri i testi precedenti clicca qui.

DO283 ;
Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Verde

Ascolta il Vangelo >
Nella prima parte della sua lettera ai Romani san Paolo dimostra che tutti hanno bisogno della misericordia di Dio: da soli non possiamo essere giusti e piacere a Dio. E nel secondo capitolo l'Apostolo si rivolge a quelli che farisaicamente si credono giusti, gente che non ha bisogno della misericordia di Dio, perché sono veramente come devono essere. San Paolo dice che pensano così di sé per una illusione molto comune, perché giudicano gli altri: "Sei inescusabile, chiunque tu sia, o uomo che giudichi, perché mentre giudichi gli altri condanni te stesso; infatti, tu che giudichi, fai le medesime cose".
E veramente un'illusione comune credersi giusti perché si giudicano gli altri. Nelle cose esterne, materiali succede che se vediamo qualcuno che sbaglia noi abbiamo l'impressione che al suo posto faremmo meglio, anche in cose in cui magari non siamo competenti. E non pensiamo che un conto è giudicare, criticare e un conto è fare e che molto probabilmente noi che critichiamo faremmo molto peggio di chi è oggetto del nostro giudizio. Così capita in campo morale, spirituale. Vedendo compiere un'azione non giusta, pensiamo, anche senza dirlo esplicitamente, che noi, nella stessa situazione, faremmo la cosa giusta. E questo non è vero perché, al posto della persona che noi giudichiamo, noi, coi nostri difetti, eviteremmo forse l'errore che lei ha commesso, ma ne faremmo degli altri.
San Paolo mette di fronte a questa situazione colui che giudica, dicendogli: "Tu che giudichi, fai le stesse cose". Infatti chi giudica, anche se può evitare molte delle cose che critica, per il fatto stesso che giudica manca gravemente alla vera giustizia e, come dice Gesù, trascura le cose più importanti, che sono la giustizia e l'amore. Giudicando ci si separa dagli altri, ci si mette in una situazione di egoismo e di orgoglio. Anche se uno facesse tutto bene, gli manca la cosa fondamentale e non può piacere a Dio. Fare il bene consiste nel mettersi con gli altri, non nel separarsi da loro: chi pretende di essere buono e si separa dagli altri, per questo stesso fatto non lo è, anzi è più profondamente cattivo di chi pecca, ma si pone in umiltà e semplicità a Dio.
Dunque san Paolo ha perfettamente ragione di dire: "Sei inescusabile, tu che giudichi gli altri, perché mentre li giudichi condanni te stesso". Dobbiamo essere tutti insieme davanti alla misericordia di Dio: è la sola strada della salvezza. Paolo lo ripeterà più avanti: è necessario accettare la grazia di Dio, che è offerta a tutti. Giudei e Greci, cristiani e pagani, peccatori e giusti devono insieme accettare la grazia di Dio. Ricordiamoci che questa è un'attitudine fondamentale per essere salvati. Siamo tutti peccatori perdonati e nessuno può separarsi dagli altri giudicandoli severamente, se vuol piacere a Dio.

Antifona d'ingresso
Se consideri le nostre colpe, Signore,
chi potrà resistere?
Ma presso di te è il perdono,
o Dio di Israele. (Sal 130,3.4)


Colletta
Ci preceda e ci accompagni sempre la tua grazia,
Signore,
perché, sorretti dal tuo paterno aiuto,
non ci stanchiamo mai di operare il bene.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

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Prima lettura

Rm 2,1-11
Dio renderà a ciascuno secondo le sue opere, al Giudeo prima come al Greco.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Chiunque tu sia, o uomo che giudichi, non hai alcun motivo di scusa perché, mentre giudichi l’altro, condanni te stesso; tu che giudichi, infatti, fai le medesime cose. Eppure noi sappiamo che il giudizio di Dio contro quelli che commettono tali cose è secondo verità.
Tu che giudichi quelli che commettono tali azioni e intanto le fai tu stesso, pensi forse di sfuggire al giudizio di Dio? O disprezzi la ricchezza della sua bontà, della sua clemenza e della sua magnanimità, senza riconoscere che la bontà di Dio ti spinge alla conversione?
Tu, però, con il tuo cuore duro e ostinato, accumuli collera su di te per il giorno dell’ira e della rivelazione del giusto giudizio di Dio, che renderà a ciascuno secondo le sue opere: la vita eterna a coloro che, perseverando nelle opere di bene, cercano gloria, onore, incorruttibilità; ira e sdegno contro coloro che, per ribellione, disobbediscono alla verità e obbediscono all’ingiustizia.
Tribolazione e angoscia su ogni uomo che opera il male, sul Giudeo, prima, come sul Greco; gloria invece, onore e pace per chi opera il bene, per il Giudeo, prima, come per il Greco: Dio infatti non fa preferenza di persone.

Parola di Dio

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Salmo responsoriale

Sal 61

Secondo le sue opere, Signore, tu ripaghi ogni uomo.

Solo in Dio riposa l’anima mia:
da lui la mia salvezza.
Lui solo è mia roccia e mia salvezza,
mia difesa: mai potrò vacillare.

Solo in Dio riposa l’anima mia:
da lui la mia speranza.
In Dio è la mia salvezza e la mia gloria;
il mio riparo sicuro, il mio rifugio è in Dio.

Confida in lui, o popolo, in ogni tempo;
davanti a lui aprite il vostro cuore:
nostro rifugio è Dio.

Canto al Vangelo (Gv 10,27)
Alleluia, alleluia.
Le mie pecore ascoltano la mia voce, dice il Signore,
e io le conosco ed esse mi seguono.
Alleluia.

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Vangelo

Lc 11,42-46
Guai a voi, farisei; guai a voi dottori della legge.


+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, il Signore disse: «Guai a voi, farisei, che pagate la decima sulla menta, sulla ruta e su tutte le erbe, e lasciate da parte la giustizia e l’amore di Dio. Queste invece erano le cose da fare, senza trascurare quelle. Guai a voi, farisei, che amate i primi posti nelle sinagoghe e i saluti sulle piazze. Guai a voi, perché siete come quei sepolcri che non si vedono e la gente vi passa sopra senza saperlo».
Intervenne uno dei dottori della Legge e gli disse: «Maestro, dicendo questo, tu offendi anche noi». Egli rispose: «Guai anche a voi, dottori della Legge, che caricate gli uomini di pesi insopportabili, e quei pesi voi non li toccate nemmeno con un dito!».

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
I frutti dello Spirito sono amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé. Chiediamo dunque di camminare sempre alla sua luce, dicendo insieme:
Manda su di noi il tuo Spirito, o Signore.

Perché coloro che hanno il compito di guidare il popolo di Dio, siano aiutati dalla grazia a comprendere e condividere la vita del gregge loro affidato. Preghiamo:
Perché le leggi che governano la Chiesa siano il frutto dell'attento e umile ascolto della parola di Dio, nascano dal cuore dei pastori, e vengano accolte con amore dai fedeli. Preghiamo:
Perché gli uomini non abusino della pazienza del Signore, ma riconoscano che usa misericordia perché vuole la conversione e l'impegno secondo i doni ricevuti. Preghiamo:
Perché chi è caduto nella colpa e nell'errore, non sia solo oggetto di giudizio e di condanna, ma venga fraternamente aiutato a ritornare alla verità e alla piena comunione con gli altri. Preghiamo:
Perché la ricerca del progresso e della tecnica sia indirizzata unicamente alla dignità della persona, senza seminare vittime ed emarginazione. Preghiamo:
Perché i cristiani siano i primi a domandare perdono.
Perché nessuno si ritenga dispensato dal pagare le tasse.

O Dio che vedi nel segreto dei cuori, aiutaci ad essere unicamente preoccupati della tua maggior gloria e di vivere sempre con lo sguardo rivolto a te. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Preghiera sulle offerte
Accogli, Signore, le nostre offerte e preghiere,
e fa’ che questo santo sacrificio,
espressione perfetta della nostra fede,
ci apra il passaggio alla gloria del cielo.
Per Cristo nostro Signore.


Antifona di comunione
I ricchi impoveriscono e hanno fame,
ma chi cerca il Signore non manca di nulla. (Sal 34,11)

Oppure:
Quando il Signore si manifesterà, saremo simili a lui,
perché lo vedremo così come egli è. (1Gv 3,2)


Preghiera dopo la comunione
Padre santo e misericordioso,
che ci hai nutriti con il corpo e sangue del tuo Figlio,
per questa partecipazione al suo sacrificio
donaci di comunicare alla sua stessa vita.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

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don Luciano Sanvito     (Omelia del 13-10-2010)
Ritornare al 'sè'
QUANDO DIVENTIAMO LUOGHI DI MORTE E DI MORTALITA'... L'esteriorità che ci prende e che ci assilla quasi possimi schiavi delle apparenze e dell'impressione fatta agli altri diventa una tomba, un sepolcro che fa sperimentare in chi ci incontra l'esperienza della morte e della mortalità morale. L ...
(continua)
don Luciano Sanvito     (Omelia del 14-10-2009)
Osservanze minuziose
Minuzie e esteriorità... Osservanze fondate sulla precisione e sui dettami insignificanti resi peso sugli altri ma nemmeno valutati su di sè. Esteriorità che copre la verità e la ricerca del senso, quindi senza valore. La figura del fariseo diventa così una maschera nascosta dietro proprio le m ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 14-10-2009)
La «decima» da dare a Dio
Gesù ritorna ancora sugli adempimenti esteriori che vengono visti come esaustivi della nostra fede e come espressione unica della nostra adesione a Dio. Essere ligi alle leggi decretate dagli uomini è certamente espressione di giustizia, ma non possiamo limitare a tali adempimenti il nostro rapporto ...
(continua)
a cura dei Carmelitani     (Omelia del 14-10-2009)

1) Preghiera Ci preceda e ci accompagni sempre la tua grazia, Signore, perché, sorretti dal tuo paterno aiuto, non ci stanchiamo mai di operare il bene. Per il nostro Signore Gesù Cristo... 2) Lettura del Vangelo Dal Vangelo secondo Luca 11,42-46 In quel tempo, Gesù disse: "Guai a v ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 14-10-2009)
Commento su Rm 2,11
Dalla Parola del giorno "Gloria… onore e pace per chi opera il bene." Come vivere questa Parola? Opera il bene chi cammina in rettitudine davanti a Dio e ad ogni fratello e sorella: chi non giudica, chi non ha il cuore duro e impenitente… che sia ‘giudeo' o ‘grecò - dice San Paolo -, cioè appar ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 15-10-2008)
Dai loro frutti li riconoscerete
Davanti alla lista dei frutti dello Spirito Santo e delle opere della carne della prima lettura possiamo fare un esame di coscienza e vedere dove siamo situati. Siamo stati creati a immagine di Dio, per essere amati e per amare. I frutti dello Spirito Santo, frutti di una libera adesione a Gesù Cris ...
(continua)
a cura dei Carmelitani     (Omelia del 15-10-2008)

1) Preghiera Ci preceda e ci accompagni sempre la tua grazia, Signore, perché, sorretti dal tuo paterno aiuto, non ci stanchiamo mai di operare il bene. Per il nostro Signore Gesù Cristo... 2) Lettura del Vangelo Dal Vangelo secondo Luca 11,42-46 In quel tempo, Gesù disse: “Guai a v ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 17-10-2007)

Dalla Parola del giorno Sei inescusabile, chiunque tu sia, o uomo che giudichi; perché mentre giudichi gli altri, condanni te stesso; infatti, tu che giudichi, fai le medesime cose. Come vivere questa Parola? Paolo ha appena affermato che la sofferenza umana (e quindi il mondo profano) non ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 17-10-2007)
Chi si esalta sarà umiliato...
Gesù, nel suo annuncio del Regno, non ha mai taciuto l'ipocrisia dei suoi ascoltatori. I farisei ed i dottori della legge sono tra i suoi riferimenti più frequenti. Dal brano del vangelo di oggi possiamo capire perché talvolta le parole di Gesù suonano dure. Leggiamo oggi che Gesù non vuole che la l ...
(continua)
mons. Vincenzo Paglia     (Omelia del 17-10-2007)

Un dottore della legge, ascoltando le dure parole di Gesù contro il ritualismo farisaico, ribatte che in quel modo offende anche lui e tutti i suoi colleghi. Con questa reazione egli mostra che, in verità, ha ascoltato Gesù con l'orgoglio di chi deve difendere la sua posizione e non come un uomo bis ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 12-10-2005)

Dalla Parola del giorno Sei inescusabile, chiunque tu sia, o uomo che giudichi; perché mentre giudichi gli altri, condanni te stesso [...]. Con la tua durezza e il tuo cuore impenitente accumuli collera su di te per il giorno dell'ira e della rivelazione del giusto giudizio di Dio. Come vivere q ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 13-10-2004)

Dalla Parola del giorno Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé; contro queste cose non c'è legge. Come vivere questa Parola? Paolo, nel tratto della lettera ai Galati, proposto oggi dalla liturgia, mette a fuoco una contrappos ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 12-09-2004)
Guai a voi, farisei!
I «guai» scagliati dal Signore contro scribi, farisei e dottori della legge sono l'esatto opposto delle beatitudini. Queste sono frutto e conseguenza del bene riconosciuto, amato e praticato, quelle derivano invece dalle cattive azioni e particolarmente dalla falsità e dall'ipocrisia. Per questo Ges ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 15-10-2003)

Il rischio c'è, siamo onesti. E' nel nostro cuore, è nella nostra natura umana, è nella storia del cristianesimo e –in fondo – nella storia di tutte le esperienze religiose. Forse, a pensarci bene, è il rischio nascosto nelle relazioni, affettive e non, di tutti noi: il rischio dell'abitudine, dell' ...
(continua)
padre Lino Pedron     (Omelia del 15-10-2003)
Commento su Luca 11,42-46
I farisei osservano scrupolosamente la legge nelle piccole cose e la calpestano nei comandamenti essenziali. Sono vanagloriosi. Esteriormente si presentano irreprensibili, ma interiormente sono ben lontani dall'osservanza della legge. Gesù esige che la legge sia osservata per intero: "Queste cose ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 16-10-2002)

Dalla Parola del giorno Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé; contro queste cose non c'è Legge. Come vivere questa Parola? Nella pericope che oggi la liturgia ci propone Paolo contrappone "le opere della carne" e "il ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 16-10-2002)
Commento Luca 11,42-46
Voglio prendere le difese dei farisei. Sì, abbiate pazienza, ma credo che gli evangelisti ci tenessero a sottolineare i difetti dimenticandone i pregi. Ogni parroco come me vorrebbe almeno qualche fariseo tra i propri parrocchiani: versavano il decimo del proprio stipendio al Tempio! Risolveremmo un ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 17-10-2001)

Dalla Parola del giorno Sei inescusabile, chiunque tu sia, o uomo che giudichi; perché mentre giudichi gli altri, condanni te stesso; infatti, tu che giudichi, fai le medesime cose. Eppure noi sappiamo che il giudizio di Dio è secondo verità contro quelli che commettono tali cose. Come vivere qu ...
(continua)

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