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LITURGIA

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Sabato 17 Ottobre 2009

Domenica 18 Ottobre 2009

Lunedì 19 Ottobre 2009

Martedì 20 Ottobre 2009

  Martedì della XXVIII settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)

Le Letture di oggi sono tratte dal Nuovo Lezionario,
se desideri i testi precedenti clicca qui.

DO282 ;
Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Verde

Ascolta il Vangelo >
San Paolo in questo inizio della lettera ai Romani ci mostra la disposizione di colui che è mandato, che ha una missione: "Io non mi vergogno del Vangelo". È la sua prima parola, per annunciare ciò che andrà esponendo in tutta la lettera. "Non mi vergogno del Vangelo, poiché è potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede, del Giudeo prima e poi del Greco". Paolo è fiero del Vangelo: è la prima condizione perché egli possa compiere la sua missione. Se se ne vergognasse non potrebbe proclamarlo, forse lo custodirebbe nel cuore, ma non andrebbe verso gli altri per chiamarli a credere. Ragioni per vergognarsi ci sarebbero, e in un'altra lettera Paolo stesso dice che il linguaggio della croce è follia per i Greci e scandalo per i Giudei; è dunque un messaggio non gradito all'uomo, che lo disprezza e se ne burla. E follia dire che Cristo è stato vincitore lasciandosi crocifiggere, ed è uno scandalo, per il Giudeo che attendeva miracoli, l'assenza del miracolo al momento della morte di Gesù. Ma Paolo sa che il Vangelo è potenza di Dio, che Cristo ha vinto e che la sua vittoria è trasmessa dalla parola.
È abbastanza stupefacente leggere che il Vangelo è potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede. Come può una parola essere una potenza? In altri passi Paolo contrappone parola e potenza, ed è ciò che anche noi facciamo quando diciamo: "Sono solo parole, lasciano il tempo che trovano". Ma il Vangelo è una parola speciale, che ha in sé tutta la potenza di Dio. Lo crediamo davvero? Troppo volte noi lo riceviamo come una parola che ci viene detta affinché mettiamo al suo servizio le nostre forze. Ti viene detto: "Farai questo! " e non è che queste parole te ne diano la forza, anzi ti domandano di usare le tue forze per agire come ti è stato detto.
Paolo dice che il Vangelo non è una parola così, che esige e basta. La parola del Vangelo è potente, deve essere accolta come una forza e non come un comando, perché il Vangelo trasmette la fede e tutta la nostra vita è costruita sulla fede; la forza la attingiamo dalla fede e non dalla fiducia in noi stessi. Per la fede ci apriamo alla potenza di Dio e fondiamo la nostra vita sulla grazia, sul dono gratuito che egli ci fa. Poi vengono le nostre opere, animate dalla grazia che ci è stata data, e non viceversa; prima le nostre opere e poi la grazia divina.
Paolo, nel passo che leggiamo oggi, annuncia la salvezza della fede: "E in esso (nel Vangelo) che si rivela la giustizia di Dio di fede in fede, come sta scritto: "Il giusto vivrà mediante la fede"".
Il seguito della lettura si accorda con questo annuncio per antitesi. San Paolo ha detto: "La giustizia di Dio (giustizia che salva) si rivela nel Vangelo per chiunque crede", e continua: "L'ira di Dio si rivela dal cielo contro ogni empietà". Qui l'Apostolo annuncia la tesi che svilupperà subito dopo per dimostrare la necessità del Vangelo, potenza di Dio.
L'umanità è in una situazione di angoscia, di miseria e di schiavitù: si è incatenata al peccato ed è meritevole dell'ira di Dio, quindi non ha via di uscita.
Proprio per questo Dio ha stabilito un altro mezzo di salvezza: non le opere dell'uomo, tutte corrotte dal peccato, ma la fede in Cristo. Ecco allora la missione di Paolo: predicare la fede e perciò la salvezza per dono gratuito di Dio, per grazia.
Anche nel Vangelo di oggi, che a prima vista sembra non aver punti di corrispondenza con il grande affresco della lettera ai Romani, Gesù dà lo stesso annuncio: è necessario cambiare mentalità, convertirsi. Egli invita i farisei a passare da una religione di purità esteriore a una religione interiore di misericordia, di umiltà, di comunione. il fariseo che ha invitato Gesù a casa sua si mette subito a giudicarlo, perché non si è lavato le mani prima del pasto. Per i farisei queste abluzioni erano importanti, perché considerate non come un gesto di igiene, ma come una garanzia di purità davanti a Dio. L'ospite di Gesù si stupisce, ma il Signore respinge questo concetto di religione e di purità e dichiara che non queste cose sono necessarie, ma la purezza interiore: "Voi farisei purificate l'esterno della coppa e del piatto, ma il vostro interno è pieno di rapina e di iniquità". Pulire l'esterno è facile, ma purificare il cuore non è possibile all’uomo. Bisogna accogliere la grazia di Dio, cioè rinunciare alla pretesa di salvarsi con le opere e mettersi con umiltà davanti a lui, e contemporaneamente nella misericordia e nella benevolenza verso gli altri, perché Dio non dà la sua grazia se non a chi è disposto a far grazia agli altri.
Gesù continua con una frase che non ci aspetteremmo in questo contesto: "Piuttosto date in elemosina quel che c'è dentro, ed ecco, per voi tutto sarà mondo". Quando il cuore dell'uomo (l'"interno") è rinnovato dalla conversione, diventa buono, generoso, passa da una religione di separazione a una religione di partecipazione, di dono, di comunione.

Antifona d'ingresso
Se consideri le nostre colpe, Signore,
chi potrà resistere?
Ma presso di te è il perdono,
o Dio di Israele. (Sal 130,3.4)


Colletta
Ci preceda e ci accompagni sempre la tua grazia,
Signore,
perché, sorretti dal tuo paterno aiuto,
non ci stanchiamo mai di operare il bene.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

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Prima lettura

Rm 1,16-25
Gli uomini, pur avendo conosciuto Dio, non lo hanno glorificato come Dio.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, io non mi vergogno del Vangelo, perché è potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede, del Giudeo, prima, come del Greco. In esso infatti si rivela la giustizia di Dio, da fede a fede, come sta scritto: «Il giusto per fede vivrà».
Infatti l’ira di Dio si rivela dal cielo contro ogni empietà e ogni ingiustizia di uomini che soffocano la verità nell’ingiustizia, poiché ciò che di Dio si può conoscere è loro manifesto; Dio stesso lo ha manifestato a loro. Infatti le sue perfezioni invisibili, ossia la sua eterna potenza e divinità, vengono contemplate e comprese dalla creazione del mondo attraverso le opere da lui compiute.
Essi dunque non hanno alcun motivo di scusa perché, pur avendo conosciuto Dio, non lo hanno glorificato né ringraziato come Dio, ma si sono perduti nei loro vani ragionamenti e la loro mente ottusa si è ottenebrata. Mentre si dichiaravano sapienti, sono diventati stolti e hanno scambiato la gloria del Dio incorruttibile con un’immagine e una figura di uomo corruttibile, di uccelli, di quadrupedi e di rettili.
Perciò Dio li ha abbandonati all’impurità secondo i desideri del loro cuore, tanto da disonorare fra loro i propri corpi, perché hanno scambiato la verità di Dio con la menzogna e hanno adorato e servito le creature anziché il Creatore, che è benedetto nei secoli. Amen.

Parola di Dio

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Salmo responsoriale

Sal 18

I cieli narrano la gloria di Dio.

I cieli narrano la gloria di Dio,
l’opera delle sue mani annuncia il firmamento.
Il giorno al giorno ne affida il racconto
e la notte alla notte ne trasmette notizia.

Senza linguaggio, senza parole,
senza che si oda la loro voce,
per tutta la terra si diffonde il loro annuncio
e ai confini del mondo il loro messaggio.

Canto al Vangelo (Eb 4,12)
Alleluia, alleluia.
La parola di Dio è viva, efficace;
discerne i sentimenti e i pensieri del cuore.
Alleluia.

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Vangelo

Lc 11,37-41
Date in elemosina, ed ecco, per voi tutto sarà puro.


+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, mentre Gesù stava parlando, un fariseo lo invitò a pranzo. Egli andò e si mise a tavola. Il fariseo vide e si meravigliò che non avesse fatto le abluzioni prima del pranzo.
Allora il Signore gli disse: «Voi farisei pulite l’esterno del bicchiere e del piatto, ma il vostro interno è pieno di avidità e di cattiveria. Stolti! Colui che ha fatto l’esterno non ha forse fatto anche l’interno? Date piuttosto in elemosina quello che c’è dentro, ed ecco, per voi tutto sarà puro».

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Il Signore dà a ogni uomo la possibilità di conoscerlo e di amarlo. Perché questo suo dono si avveri, diciamo insieme:
Purifica il nostro cuore, Signore.

O Signore, suscita costantemente nella tua Chiesa dei maestri di verità e dei testimoni di carità, perché essa sia, in mezzo al mondo, fiaccola che illumina ed esempio che trascina. Preghiamo:
O Signore, aiuta gli uomini a non offuscare il loro cuore con il disordine morale del peccato e con l'orgoglio della mente, ma riconosciamo te, creatore e redentore. Preghiamo:
O Signore, conforta tutti quelli che non si sentono amati e riconosciuti, perché gustino il tuo amore incondizionato di Padre e sia colmato il vuoto del loro cuore. Preghiamo:
O Signore, aiuta tutti noi ad essere sempre schietti e sinceri, e fà che il servizio della verità non ostacoli mai il rispetto reciproco e la carità. Preghiamo:
O Signore, ravviva la sorgente del nostro amore, perché le nostre relazioni con gli altri non si fermino alla superficie ma arrivino al cuore dei fratelli. Preghiamo:
Perché la diplomazia internazionale sia basata sull'onestà e il disinteresse.
Perché gli educatori sappiano coltivare l'innocenza e la purezza di cuore dei bambini.

O Padre, tu che ami incondizionatamente le tue creature, e pur detestando il peccato non rifiuti il peccatore, concedi sempre a noi il coraggio di stare dinanzi a te per essere ricolmati della tua grazia santificante. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Preghiera sulle offerte
Accogli, Signore, le nostre offerte e preghiere,
e fa’ che questo santo sacrificio,
espressione perfetta della nostra fede,
ci apra il passaggio alla gloria del cielo.
Per Cristo nostro Signore.


Antifona di comunione
I ricchi impoveriscono e hanno fame,
ma chi cerca il Signore non manca di nulla. (Sal 34,11)

Oppure:
Quando il Signore si manifesterà, saremo simili a lui,
perché lo vedremo così come egli è. (1Gv 3,2)


Preghiera dopo la comunione
Padre santo e misericordioso,
che ci hai nutriti con il corpo e sangue del tuo Figlio,
per questa partecipazione al suo sacrificio
donaci di comunicare alla sua stessa vita.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

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don Luciano Sanvito     (Omelia del 12-10-2010)
Purificare l'interno
PURIFICARE NON L'ESTERNO E LA FACCIATA DELLA NOSTRA VITA MA QUELLO CHE STA DENTRO: L'INTERNO DEL NOSTRO CUORE... Il desiderio di apparire. La voglia di mostrare. La tentazione di far vedere. Così ciascuno ogni giorno cammina davanti al mondo, senza penetrare nel mondo con il messaggio della ...
(continua)
don Luciano Sanvito     (Omelia del 13-10-2009)
Invito a pranzo
INVITARE A PRANZO... Significa creare un rapporto di amicizia e di confronto, nella serenità. Eppure, quel fariseo che invita Gesù sta a osservare come il suo invitato non assolve alle usanze, più che incontrare la sua persona. Spesso anche noi nell'incontro con l'altro abbiamo sempre la barr ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 13-10-2009)
Dalla coppa al cuore dell’uomo
Non tutti i farisei erano nemici del Signore, alcuni di loro non potevano fare ameno di nutrire per il Maestro una segreta simpatia. Ricordiamo Nicodemo che di notte si recava da Gesù per ascoltarlo. Uno di loro invita Gesù a mensa. Occhi scrutatori si puntano su Lui per osservarlo e giudicarlo e su ...
(continua)
a cura dei Carmelitani     (Omelia del 13-10-2009)

1) Preghiera Ci preceda e ci accompagni sempre la tua grazia, Signore, perché, sorretti dal tuo paterno aiuto, non ci stanchiamo mai di operare il bene. Per il nostro Signore Gesù Cristo... 2) Lettura del Vangelo Dal Vangelo secondo Luca 11,37-41 In quel tempo, dopo che Gesù ebbe f ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 13-10-2009)
Commento su Rm 1,16
Dalla Parola del giorno "Io non mi vergogno del vangelo, poiché è potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede." Come vivere questa Parola? Secondo Paolo, il vangelo non può essere messo a confronto con altre religioni o visioni della vita e del mondo, anzi tutte queste le mette in discussi ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 14-10-2008)
Date in elemosina e tutto sarà puro per voi!
A volte ci poniamo questa domanda: chi è puro agli occhi di Dio? La nuova purità umana, svelata dal Cristo, è quella del cuore. Qui nel nostro brano, Gesù tralascia le abluzioni per reagire contro il formalismo dei farisei. Così può spiegare come l'osservanza puramente esteriore della legge è riprov ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 14-10-2008)

Dalla Parola del giorno Colui che ha fatto l’esterno non ha forse fatto anche l’interno? Piuttosto date in elemosina quel che c’è dentro, ed ecco, per voi tutto sarà mondo. Come vivere questa Parola? Anche nella pagina del vangelo odierno Gesù prende posizione con forza contro il legalismo dei ...
(continua)
a cura dei Carmelitani     (Omelia del 14-10-2008)

1) Preghiera Ci preceda e ci accompagni sempre la tua grazia, Signore, perché, sorretti dal tuo paterno aiuto, non ci stanchiamo mai di operare il bene. Per il nostro Signore Gesù Cristo... 2) Lettura del Vangelo Dal Vangelo secondo Luca 11,37-41 In quel tempo, dopo che Gesù ebbe f ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 16-10-2007)

Dalla Parola del giorno Ciò che di Dio si può conoscere è loro manifesto. Infatti dalla creazione del mondo in poi, le sue perfezioni invisibili possono essere contemplate con l'intelletto nelle opere da lui compiute. Come vivere questa Parola? Scrivendo ai Romani, forti e potenti di un impero ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 16-10-2007)
Un invito a pranzo... da chi?
Un fariseo invita Gesù a pranzo. Gesù è motivo di inquietudine perché, contravvenendo ad una norma religiosa divenuta ormai solo convenzione sociale, non si lava le mani. La reazione del fariseo è di sorpresa se non addirittura di scandalo per questo comportamento. Il fariseo non si pone il problema ...
(continua)
mons. Vincenzo Paglia     (Omelia del 16-10-2007)

Gesù, invitato a casa di un fariseo, non compie le prescrizioni rituali prima del pasto. Questo comportamento gli procura severi giudizi. Gesù, accortosene, risponde al fariseo spostando la questione rituale su un altro piano, quello del cuore. E chiarisce che nella vita non conta l'apparire, fosse ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 17-10-2006)
Date in elemosina, e tutto sara' puro per voi
Nel contesto di un pranzo nella casa di un fariseo, Luca colloca sorprendentemente una serie di invettive durissime di Gesù contro i farisei e gli scribi a seguire. L'occasione si presenta quando Gesù, sedutosi alla tavola del fariseo non si attiene alle abluzioni rituali. Certo ogni religione ha i ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 17-10-2006)
Commento Luca 11,37-41
Dalla Parola del giorno Voi farisei purificate l'esterno della coppa e del piatto, ma il vostro interno è pieno di rapina e di iniquità. Come vivere questa Parola? Gesù è stato invitato a pranzo da un fariseo e si asside a mensa senza le rituali purificazioni, con grande scandalo del suo ospit ...
(continua)
mons. Vincenzo Paglia     (Omelia del 17-10-2006)

Gesù, invitato a casa di un fariseo, non compie le prescrizioni rituali prima del pasto. Questo comportamento gli procura severi giudizi. Gesù, accortosene, risponde al fariseo spostando la questione rituale su un altro piano, quello del cuore. E chiarisce che nella vita non conta l'apparire, fosse ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 11-10-2005)
Le esigenze della legge
I Farisei, al tempo di Gesù, erano campioni di ipocrisia. Si fermavano alle esigenze esteriori della legge e si sentivano appagati. Reclamavano i primi posti nelle sinagoghe e i saluti da parte di tutti nelle piazze. Gesù stigmatizza un tale comportamento e, con veemenza (guai a voi!) li paragona a ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 11-10-2005)

Dalla Parola del giorno Io non mi vergogno del vangelo, poiché è potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede. Come vivere questa Parola? Paolo si presenta così, a testa alta, quale banditore di un messaggio che non conosce le sottili disquisizioni della sapienza umana, ma che, proprio in ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 12-10-2004)

Dalla Parola del giorno Per virtù dello Spirito, attendiamo dalla fede la giustificazione che speriamo. Poiché in Cristo Gesù non è la circoncisione che conta, ma la fede che opera per mezzo della carità. Come vivere questa Parola? Nella lettura odierna, Paolo mette in contrapposizione la "circ ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 14-10-2003)

"Date in elemosina quel che c'è dentro": Gesù contesta l'atteggiamento esteriore del fariseo che, dopo averlo invitato a pranzo, si scandalizza della sua libertà interiore. Brutta malattia, il fariseismo, che contagia, troppo spesso, anche noi. Colpisce, normalmente, coloro che con devozione voglion ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 14-10-2003)

Dalla Parola del giorno "Ciò che di Dio si può conoscere è loro manifesto; Dio stesso lo ha loro manifestato. Infatti dalla creazione del mondo in poi, le sue perfezioni invisibili possono essere contemplate con l'intelletto nelle opere da lui compiute" Come vivere questa Parola? Scrivendo ai R ...
(continua)
padre Lino Pedron     (Omelia del 14-10-2003)
Commento su Luca 11, 37-41
Il fariseismo rappresenta la deviazione più frequente della religione. In esso l'esperienza di fede viene ridotta a un meccanismo di cerimonie, di riti, di pratiche, senza preoccuparsi di riempirle di un contenuto. Il fariseo che ha invitato Gesù a pranzo è rimasto meravigliato che non abbia eseguit ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 15-10-2002)

Dalla Parola del giorno Colui che ha fatto l'esterno non ha forse fatto anche l'interno? Piuttosto date in elemosina quel che c'è dentro, ed ecco, per voi tutto sarà mondo. Come vivere questa Parola? Anche nella pagina del vangelo odierno Gesù prende posizione con forza contro il legalismo dei ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 15-10-2002)
Commento Luca 11,37-41
"Date in elemosina quel che c'è dentro": Gesù contesta l'atteggiamento esteriore del fariseo che, dopo averlo invitato a pranzo, si scandalizza della sua libertà interiore. Brutta malattia, il fariseismo, che contagia, troppo spesso, anche noi. Colpisce, normalmente, coloro che con devozione voglion ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 16-10-2001)

Dalla Parola del giorno Io non mi vergogno del vangelo, perché è potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede [...]. E' in esso che si rivela la giustizia di Dio di fede in fede, come sta scritto: "Il giusto vivrà mediante la fede" Come vivere questa Parola? Paolo è fiero del Vangelo. E que ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 17-10-2000)

Dalla Parola del giorno Voi farisei purificate l'esterno della coppa e del piatto, ma il vostro interno è pieno di rapina e d'iniquità. Stolti! (...) Piuttosto date in elemosina quel che c'è dentro, ed ecco, per voi tutto sarà mondo. Come vivere questa Parola? Gesù, invitato a pranzo da un fari ...
(continua)

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