|
|
|
Martedì della XIV settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)
|
Le Letture di oggi sono tratte dal Nuovo Lezionario,
se desideri i testi precedenti clicca qui.
|
|
|
DO142 ;
Grado della Celebrazione: Feria Colore liturgico: Verde
|
|
L'episodio del Libro della Genesi che leggiamo oggi è molto misterioso; i Padri l'hanno letto come una prova spirituale che Dio impone a Giacobbe, come già ad Abramo, anche se in modo diverso.
"Giacobbe rimase solo e un uomo lottò con lui fino allo spuntare dell'aurora". La lotta ìnizia al buio e si compie nel buio; non solo nel buio della notte, ma della conoscenza: Giacobbe non sa con chi lotta. Abramo aveva sentito la voce di Dio, sapeva che era lui, ma anch'egli deve muoversi nella notte: "Partì senza sapere dove andava", come dice la lettera agli Ebrei. Giacobbe invece ha scelto la sua destinazione, ma lungo la strada Dio lo chiama ad un cambiamento interiore attraverso una lotta con lui, lotta prolungata e dura, di cui è difficile dire di più.
È il momento più drammatico e misterioso della vita di Giacobbe, che per continuare il parallelo con Abramo si può far corrispondere alla salita sul monte nel territorio di Moria dove, dopo un'agonia di dolore e di obbedienza, Dio gli conferma la sua promessa e la sua benedizione.
Giacobbe, pur lottando, sente che il suo avversario non ha intenzioni malevole, capisce confusamente che Dio gli è vicino, tanto è vero che vuol essere benedetto: "Non ti lascerò, se non mi avrai benedetto". E con la benedizione riceve un nome nuovo. Giacobbe ha lottato con Dio, ha avuto la conferma della sua vocazione: è ormai un uomo nuovo, un uomo di Dio.
Nel cammino spirituale avviene qualcosa di simile. Scelto il cammino, si presentano presto difficoltà per cui bisogna lottare. Sovente le certezze iniziali scompaiono, tutto diventa buio e c'è la tentazione di lasciar perdere: è il momento della lotta per rimanere fermi nelle proprie decisioni, senza cambiare nulla. Ci possono essere anche difficoltà esterne: sono permesse da Dio per farci progredire nella luce e nella grazia.
Noi vorremmo una vita tranquilla, serena, pacifica... Serena sì, pacifica sì, ma nell'accettazione fiduciosa delle traversie che Dio permette per amore e che non ci mancheranno mai, perché la nostra vita non può avere altro modello che quella di Gesù.
|
Antifona d'ingresso
Ricordiamo, o Dio, la tua misericordia
in mezzo al tuo tempio.
Come il tuo nome, o Dio, così la tua lode
si estende ai confini della terra;
di giustizia è piena la tua destra. (Sal 48,10-11)
|
|
Colletta
O Dio, che nell’umiliazione del tuo Figlio
hai risollevato l’umanità dalla sua caduta,
donaci una rinnovata gioia pasquale,
perché, liberi dall’oppressione della colpa,
partecipiamo alla felicità eterna.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
|
|
|
|
|
|
>
|
Prima lettura
|
|
|
Gen 32,23-33
Ti chiamerai Israele, perché hai combattuto con Dio e hai vinto.
|
|
|
|
|
Dal libro della Gènesi
In quei giorni, di notte Giacobbe si alzò, prese le due mogli, le due schiave, i suoi undici bambini e passò il guado dello Iabbok. Li prese, fece loro passare il torrente e portò di là anche tutti i suoi averi.
Giacobbe rimase solo e un uomo lottò con lui fino allo spuntare dell’aurora. Vedendo che non riusciva a vincerlo, lo colpì all’articolazione del femore e l’articolazione del femore di Giacobbe si slogò, mentre continuava a lottare con lui.
Quello disse: «Lasciami andare, perché è spuntata l’aurora». Giacobbe rispose: «Non ti lascerò, se non mi avrai benedetto!». Gli domandò: «Come ti chiami?». Rispose: «Giacobbe». Riprese: «Non ti chiamerai più Giacobbe, ma Israele, perché hai combattuto con Dio e con gli uomini e hai vinto!». Giacobbe allora gli chiese: «Svelami il tuo nome». Gli rispose: «Perché mi chiedi il nome?». E qui lo benedisse.
Allora Giacobbe chiamò quel luogo Penuèl: «Davvero – disse – ho visto Dio faccia a faccia, eppure la mia vita è rimasta salva».
Spuntava il sole, quando Giacobbe passò Penuèl e zoppicava all’anca. Per questo gli Israeliti, fino ad oggi, non mangiano il nervo sciatico, che è sopra l’articolazione del femore, perché quell’uomo aveva colpito l’articolazione del femore di Giacobbe nel nervo sciatico.
Parola di Dio
|
|
|
|
|
|
>
|
Salmo responsoriale
|
|
|
Sal 16
|
|
|
|
|
Nella giustizia, Signore, contemplerò il tuo volto.
Ascolta, Signore, la mia giusta causa,
sii attento al mio grido.
Porgi l’orecchio alla mia preghiera:
sulle mie labbra non c’è inganno.
Dal tuo volto venga per me il giudizio,
i tuoi occhi vedano la giustizia.
Saggia il mio cuore, scrutalo nella notte,
provami al fuoco: non troverai malizia.
Io t’invoco poiché tu mi rispondi, o Dio;
tendi a me l’orecchio, ascolta le mie parole,
mostrami i prodigi della tua misericordia,
tu che salvi dai nemici chi si affida alla tua destra.
Custodiscimi come pupilla degli occhi
all’ombra delle tue ali nascondimi.
Io nella giustizia contemplerò il tuo volto,
al risveglio mi sazierò della tua immagine.
|
|
|
|
|
Canto al Vangelo (Gv 10,14)
Alleluia, alleluia.
Io sono il buon pastore, dice il Signore,
conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me.
Alleluia.
|
|
|
|
|
|
>
|
Vangelo
|
|
|
Mt 9,32-38
La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai!
|
|
|
|
|
|
|
|
+
Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, presentarono a Gesù un muto indemoniato. E dopo che il demonio fu scacciato, quel muto cominciò a parlare. E le folle, prese da stupore, dicevano: «Non si è mai vista una cosa simile in Israele!». Ma i farisei dicevano: «Egli scaccia i demòni per opera del principe dei demòni».
Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità. Vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe perché mandi operai nella sua messe!».
Parola del Signore
|
|
|
|
|
|
|
|
Preghiera dei fedeli
Il Signore Gesù è venuto a liberare il suo popolo da ogni schiavitù. Con fiducia, rivolgiamoci al Padre, datore di ogni bene, dicendo:
Nel nome di Cristo, ascoltaci, Signore.
Perché la Chiesa, per la fede nel nome di Gesù, continui ad operare segni e miracoli per la salvezza di tutti gli uomini. Preghiamo:
Perché i governatori dei popoli si adoperino instancabilmente per la vita e per la pace dell'umanità. Preghiamo:
Perché ogni uomo sia consapevole che Dio l'ha creato per una missione particolare a beneficio di tutti. Preghiamo:
Perché il bisogno di salvezza, presente nel mondo, faccia nascere nel cuore di molti giovani l'aspirazione a donarsi totalmente al Signore, padrone della messe. Preghiamo:
Perché la nostra comunità, nel rinnovare l'alleanza con il Padre, divenga segno visibile dell'amore di Cristo per il nostro quartiere. Preghiamo:
Perché ogni uomo incontri personalmente il Signore.
Per i seminaristi della nostra parrocchia.
Padre santo, che liberi l'umanità dal dominio del male, fà che la memoria della morte e risurrezione di Gesù ci aiuti ad essere operai fedeli nella costruzione del tuo regno. Per Cristo nostro Signore. Amen.
|
|
|
|
|
|
|
|
Preghiera sulle offerte
Ci purifichi, Signore,
quest’offerta che consacriamo al tuo nome,
e ci conduca di giorno in giorno
a esprimere in noi la vita nuova del Cristo tuo Figlio.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
|
|
Antifona di comunione
Gustate e vedete quanto è buono il Signore; beato l’uomo che in lui si rifugia. (Sal 34,9)
|
|
Preghiera dopo la comunione
Dio onnipotente ed eterno,
che ci hai nutriti con i doni della tua carità senza limiti,
fa’ che godiamo i benefici della salvezza
e viviamo sempre in rendimento di grazie.
Per Cristo nostro Signore.
|
|
|
|
|
|
|
torna su
|
| don Luciano Sanvito (Omelia del 06-07-2010)
|
Il segno di Dio
Gesù riorienta la nostra vita.
Ogni suo passaggio suscita ammirazione o opposizione.
Ma non si può rimanere indifferenti a Lui, al suo passare nella storia.
Tutto viene messo in discussione dallo stupore di fronte ai segni che fa.
Tutto viene messo in discussione anche da chi non gli crede e ...
(continua)
|
| Monaci Benedettini Silvestrini (Omelia del 07-07-2009)
|
La lotta e la luce
Una pagina nota ed enigmatica quella di Genesi che la liturgia ci propone oggi e, dicono i commentatori, antichissima, addirittura di origine preisraelitica. Ma lasciamo da parte le disquisizioni degli esperti e prendiamo in considerazione la lotta di Giacobbe con l’uomo misterioso: che cosa avrà si ...
(continua)
|
| a cura dei Carmelitani (Omelia del 07-07-2009)
|
Commento Matteo 9,32-38
1) Preghiera
O Dio, che nell'umiliazione del tuo Figlio
hai risollevato l'umanità dalla sua caduta,
donaci una rinnovata gioia pasquale,
perché, liberi dall'oppressione della colpa,
partecipiamo alla felicità eterna.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
2) Lettura del Vangelo
Dal Va ...
(continua)
|
| Monaci Benedettini Silvestrini (Omelia del 08-07-2008)
|
La "cura" di Cristo
"Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, predicando il vangelo del Regno e curando ogni malattia e infermità". Così si afferma nel mondo il Regno di Dio; è la vittoria di Cristo sul male, in ogni sua manifestazione, e la liberazione dalle seduzioni e invasioni d ...
(continua)
|
| don Luciano Sanvito (Omelia del 10-07-2007)
|
"Operai per la messe"
Chi sono gli "operai per la messe"?
Essi sono coloro che sorgono dalla coscienza universale.
Cioè?
Dalla coscienza a tutti i livelli, in tutte le situazioni e in qualsiasi uomo di fronte alla esperienza della messe: il campo del mondo.
In che campo devo operare?
Ecco l'operaio della messe, ch ...
(continua)
|
| Monaci Benedettini Silvestrini (Omelia del 10-07-2007)
|
Giacobbe lotta con Dio
Giacobbe è in viaggio verso Canaan. È preso dal timore del fratello Easù che ancora, dopo tanti anni, non accetta di essere stato derubato della benedizione paterna. Rimane solo nella notte e un uomo lotta con lui fino allo spuntar del giorno: Prima di lasciarlo chiede e ottiene la sua benedizione. ...
(continua)
|
| Eremo San Biagio (Omelia del 10-07-2007)
|
Dalla Parola del giorno
Vedendo le folle ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore senza pastore.
Come vivere questa Parola?
Gesù si commuove guardando la folla che lo segue. Non si possono leggere queste espressioni senza riflettere profondamente "tanto più che il verb ...
(continua)
|
| mons. Vincenzo Paglia (Omelia del 10-07-2007)
|
Con questo brano si chiude la seconda sezione della chiamata di Matteo, quella dei miracoli. Gesù non parlava solamente di una vita nuova, operava perché si istaurasse in mezzo agli uomini: ecco il senso dei miracoli. E non cessava di parlare e di operare miracoli. E' la via obbligata della stessa c ...
(continua)
|
| Eremo San Biagio (Omelia del 05-07-2005)
|
Commento su Gn 32,23.24.30
Dalla Parola del giorno
Durante la notte Giacobbe si alzò, prese le due mogli, le due schiave, i suoi undici figli e passò il guado di Iabbok. Li prese, fece loro passare il torrente e fece passare anche tutti i suoi averi. Giacobbe rimase solo e un uomo lottò con lui, fino allo spuntare dell'auror ...
(continua)
|
| Eremo San Biagio (Omelia del 06-07-2004)
|
Dalla Parola del giorno
Presentarono a Gesù un muto indemoniato. Scacciato il demonio, quel muto cominciò a parlare e la folla presa da stupore diceva: «Non si è mai vista una cosa simile in Israele!».
Come vivere questa parola?
Presentare a Gesù il mutismo della nostra fragile fede: ecco la sf ...
(continua)
|
| padre Lino Pedron (Omelia del 08-07-2003)
|
Commento su Matteo 9, 32-38
Secondo le credenze antiche la malattia era sempre provocata da un demonio. La guarigione quindi avviene con la cacciata del demonio. Al miracolo operato da Gesù seguono subito due opposte reazioni: la gente è presa dallo stupore, i farisei accusano Gesù di "scacciare i demoni per opera del principe ...
(continua)
|
| Eremo San Biagio (Omelia del 09-07-2002)
|
Dalla Parola del giorno
Con il loro argento e il loro oro si son fatti idoli ma per la loro rovina.
Come vivere questa Parola?
Questa affermazione del profeta Osea si allinea perfettamente con tante altre della Bibbia, dove si denuncia il male inveterato dell'uomo. No, esso non è l'ateismo ma l ...
(continua)
|
| Eremo San Biagio (Omelia del 11-07-2000)
|
Dalla Parola del giorno
Io sono la vera vite e il Padre mio è il vignaiolo. Ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto.
Come vivere questa Parola?
«Ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto»: legge di arboricoltura questa, ma ancora di più legge della vi ...
(continua)
|
|
|
torna su
|
|