LA
CHIESA

      

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LITURGIA

> 15 Maggio 2009 <

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Venerdì 22 Maggio 2009

  Venerdì della V settimana di Pasqua

Le Letture di oggi sono tratte dal Nuovo Lezionario,
se desideri i testi precedenti clicca qui.

EP055 ;
Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Bianco

Ascolta il Vangelo >
Nell’antichità, l’amicizia era stimata al di sopra di ogni cosa. Era considerata qualcosa di raro, di cui poteva godere solo l’uomo virtuoso ed educato, in quanto era vista come il più spirituale di ogni tipo di amore.
A differenza dell’amore erotico, in cui gli amanti si amano ponendosi l’uno di fronte all’altro, gli amici si tengono l’uno di fianco all’altro, mirando alla stessa meta o avendo un interesse comune: il vero, il bene, il bello (C. S. Lewis). Ciò che unisce i veri amici è la verità espressa in una vita virtuosa.
Cristo ha chiamato “amici” i suoi discepoli a lui più vicini solo alla fine della sua vita, dopo aver fatto loro conoscere tutto ciò che aveva sentito dal Padre, dopo aver rivelato la verità a coloro che egli aveva scelto. Per provare che non esiste amore più grande del suo, egli ha offerto la propria vita per i suoi amici. Di conseguenza, ciò che era raro nell’antichità, è comune nella Chiesa, in cui uomini e donne conoscono e vivono la verità.
Tale verità distrugge ogni barriera sociale, culturale o razziale; unisce i cuori e gli spiriti che cercano di conoscere e di vivere quella verità, che è la nostra fede.
Così la Chiesa è cattolica, come lo è la vera amicizia, ed è per questo che uomini e donne provenienti dagli ambienti più diversi possono amarsi davvero, come ci ha amati Cristo. Ciò è evidente soprattutto nella vita religiosa.

Antifona d'ingresso
L’Agnello immolato
è degno di ricevere potenza e ricchezza
e sapienza e forza e onore. Alleluia. (Ap 5,12)


Colletta
Donaci, o Padre, di uniformare la nostra vita
al mistero pasquale che celebriamo nella gioia,
perché la potenza del Signore risorto
ci protegga e ci salvi.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

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Prima lettura

At 15,22-31
E’ parso bene, allo Spirito Santo e a noi, di non imporvi altro obbligo al di fuori di queste cose necessarie.

Dagli Atti degli Apostoli

In quei giorni, agli apostoli e agli anziani, con tutta la Chiesa, parve bene di scegliere alcuni di loro e di inviarli ad Antiòchia insieme a Paolo e Bàrnaba: Giuda, chiamato Barsabba, e Sila, uomini di grande autorità tra i fratelli.
E inviarono tramite loro questo scritto: «Gli apostoli e gli anziani, vostri fratelli, ai fratelli di Antiòchia, di Siria e di Cilìcia, che provengono dai pagani, salute! Abbiamo saputo che alcuni di noi, ai quali non avevamo dato nessun incarico, sono venuti a turbarvi con discorsi che hanno sconvolto i vostri animi. Ci è parso bene perciò, tutti d’accordo, di scegliere alcune persone e inviarle a voi insieme ai nostri carissimi Bàrnaba e Paolo, uomini che hanno rischiato la loro vita per il nome del nostro Signore Gesù Cristo. Abbiamo dunque mandato Giuda e Sila, che vi riferiranno anch’essi, a voce, queste stesse cose. È parso bene, infatti, allo Spirito Santo e a noi, di non imporvi altro obbligo al di fuori di queste cose necessarie: astenersi dalle carni offerte agli idoli, dal sangue, dagli animali soffocati e dalle unioni illegittime. Farete cosa buona a stare lontani da queste cose. State bene!».
Quelli allora si congedarono e scesero ad Antiòchia; riunita l’assemblea, consegnarono la lettera. Quando l’ebbero letta, si rallegrarono per l’incoraggiamento che infondeva.

Parola di Dio

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Salmo responsoriale

Sal 56

Ti loderò fra i popoli, Signore.

Saldo è il mio cuore, o Dio,
saldo è il mio cuore.
Voglio cantare, voglio inneggiare:
svégliati, mio cuore,
svegliatevi, arpa e cetra,
voglio svegliare l’aurora.

Ti loderò fra i popoli, Signore,
a te canterò inni fra le nazioni:
grande fino ai cieli è il tuo amore
e fino alle nubi la tua fedeltà.
Innàlzati sopra il cielo, o Dio,
su tutta la terra la tua gloria.

Canto al Vangelo (Gv 15,15)
Alleluia, alleluia.
Vi ho chiamato amici, dice il Signore,
perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio
l’ho fatto conoscere a voi.
Alleluia.

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Vangelo

Gv 15,12-17
Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri.


+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici.
Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi.
Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».

Parola del Signore

Preghiera sulle offerte
Santifica, o Dio, i doni che ti presentiamo
e trasforma in offerta perenne tutta la nostra vita
in unione alla vittima spirituale,
il tuo servo Gesù,
unico sacrificio a te gradito.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

Oppure:
O Padre, che dal cuore aperto del tuo Figlio
hai fatto scaturire sangue e acqua,
segno dei sacramenti della redenzione,
accetta le offerte che ti presentiamo
e colmaci della ricchezza inesauribile dei tuoi doni.
Per Cristo nostro Signore.


PREFAZIO PASQUALE V
Cristo sacerdote e vittima

È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
proclamare sempre la tua gloria, o Signore,
e soprattutto esaltarti in questo tempo
nel quale Cristo, nostra Pasqua, si è immolato.
Offrendo il suo corpo sulla croce,
diede compimento ai sacrifici antichi,
e donandosi per la nostra redenzione
divenne altare, vittima e sacerdote.
Per questo mistero, nella pienezza della gioia pasquale,
l’umanità esulta su tutta la terra,
e con l’assemblea degli angeli e dei santi
canta l’inno della tua gloria: Santo...


Antifona di comunione
Il Cristo crocifisso è risorto dai morti
e ci ha redenti. Alleluia.

Oppure:
“Voi siete miei amici,
se farete ciò che io vi comando”,
dice il Signore. Alleluia. (Gv 15,14)


Preghiera dopo la comunione
O Dio, che ci hai nutriti con questo sacramento,
ascolta la nostra umile preghiera:
il memoriale della Pasqua,
che Cristo tuo Figlio ci ha comandato di celebrare,
ci edifichi sempre nella tua carità.
Per Cristo nostro Signore.

Oppure:
O Padre, che nutri alla tua mensa
coloro che confidano nel tuo amore,
guidaci nella via dei tuoi comandamenti
fino alla Pasqua eterna del tuo regno.
Per Cristo nostro Signore.

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Eremo San Biagio     (Omelia del 07-05-2010)

Dalla Parola del giorno Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Come vivere questa Parola? Nel Vangelo di oggi, Gesù prosegue il discorso di ieri, con l'approfondimento di alcuni aspetti: noi siamo amici di Gesù, non servi, perché egli ha condiviso con noi ...
(continua)
don Luciano Sanvito     (Omelia del 07-05-2010)
"Gli uni gli altri come io..."
Il reciproco amore nel riferimento costante a Lui: ecco il VERO AMORE. Il vero amore non è amare Lui. Nemmeno amarci tra di noi. Ma insieme, queste due realtà: amarci come Lui. * Da un lato, amarci tra noi: opera nostra e nostro impegno. Dall'altro, amare come Lui ci ha amati: accoglienza del ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 15-05-2009)

Dalla Parola del giorno Non vi chiamo più servi perché il servo non sa quello che fa il padrone; ma vi ho chiamati amici perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi. Come vivere questa Parola? Gesù ci chiama amici! L’amore di amicizia è la forma più alta dell’amore: v ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 15-05-2009)
Amarci a vicenda, come egli ci ha amati
Amare significa voler bene. Gesù ci ha tanto voluto bene che ha dato la sua vita per noi e ha dato la sua vita a noi; questo è veramente l’amore più grande. Quando l’amore è vicendevole c’è anche l’amicizia. Gesù ci dice: “Voi siete miei amici”, e quindi ci impegna a rispondere al suo amore. Assolve ...
(continua)
a cura dei Carmelitani     (Omelia del 15-05-2009)
Commento Giovanni 15,12-17
1) Preghiera Donaci, o Padre, di uniformare la nostra vita al mistero pasquale che celebriamo nella gioia, perché la potenza del Signore risorto ci protegga e ci salvi. Per il nostro Signore Gesù Cristo... 2) Lettura Dal Vangelo secondo Giovanni 15,12-17 In quel tempo, Gesù disse ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 11-05-2007)
L'amore più grande
E' da leggere e da meditare la lettera inviata dagli apostoli alle varie comunità cristiane: essa emana un'atmosfera di libertà e di carità; è fonte di gioia per coloro che la ricevono, è motivo di conforto e di incoraggiamento. Si intuisce che viene dall'Amore e genera amore. È una pratica esperien ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 11-05-2007)

Dalla Parola del giorno Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga. Come vivere questa Parola? "Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi". Una scelta arbitraria che lede la nostra smania di protagonismo? Una ch ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 19-05-2006)

Dalla Parola del giorno Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io vi ho amati. Come vivere questa Parola? E quasi non bastasse, al termine di questa pericope, torna stringato e perentorio l'imperativo: "Amatevi gli uni gli altri". Si direbbe che non c'è niente di pi ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 19-05-2006)
Questo vi comando: amatevi gli uni gli altri...
Gesù durante l'ultima Cena apre il suo cuore completamente ai suoi apostoli. È una comunione intensa e profonda. Vi leggiamo esortazioni che riguardano tutta l'esistenza. Non sono comandi dettati da una volontà di dimostrare in modo arrogante la propria superiorità. È la volontà di farci partecipi d ...
(continua)
mons. Vincenzo Paglia     (Omelia del 19-05-2006)

Gesù, dicendo ai discepoli: "Io sono la vite, voi i tralci", vuole che comprendano bene il tipo di legame che c'è tra lui e i suoi. Un tralcio vive e dà frutto unicamente se resta attaccato alla vite; se venisse tagliato si seccherebbe e morirebbe. Restare legati alla vite è pertanto essenziale per ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 23-05-2003)
Commento Giovanni 15,12-17
Il comando del Signore, la sua dottrina, la sua legge, dunque, è tutta sintetizzata in questa frase semplice, da mandare a memoria: amatevi gli uni gli altri. Semplice, sconvolgente, inquietante, difficile, faticoso, splendido comando del Signore! Non è forse l'amore, l'amare, il desiderio più profo ...
(continua)
padre Lino Pedron     (Omelia del 23-05-2003)
Commento su Giovanni 15, 12-17
I precetti dati da Gesù ai suoi discepoli sono tanti, ma il suo comandamento specifico, che li contiene tutti, è uno solo: l'amore scambievole tra i suoi discepoli. L'elemento distintivo caratteristico dell'amore fraterno tra i discepoli è la sua misura e il suo modello: "Come io vi ho amati" (v. ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 26-05-2000)

Dalla Parola del giorno Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Come vivere questa Parola? Quello che è chiamato il comandamento per eccellenza del cristiano acquista qui la più forte espressione. Gesù aveva già evidenziato che il comandamento dell'am ...
(continua)

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