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CHIESA

      

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LITURGIA

> 5 Maggio 2009 <

Domenica 3 Maggio 2009

Lunedì 4 Maggio 2009

Martedì 5 Maggio 2009

Mercoledì 6 Maggio 2009

Giovedì 7 Maggio 2009

Venerdì 8 Maggio 2009

Sabato 9 Maggio 2009

Domenica 10 Maggio 2009

Lunedì 11 Maggio 2009

Martedì 12 Maggio 2009

  Martedì della IV settimana di Pasqua

Le Letture di oggi sono tratte dal Nuovo Lezionario,
se desideri i testi precedenti clicca qui.

EP042 ;
Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Bianco

Ascolta il Vangelo >
Segno che contraddistingue il pastore è il richiamo. L’impostore può tentare di imitarlo, ma le pecore non si lasciano ingannare. È il richiamo del vero Pastore che provoca la loro reazione in risposta. Esse sentono, seguono e hanno fiducia.
Le parole e le azioni di Cristo non arrivano a farlo conoscere come Messia: manca un elemento essenziale, cioè la fede. Questa risposta è riservata a chi appartiene al Buon Pastore. Egli conosce le sue pecore ed esse conoscono lui. I Giudei possono servirsi della persuasione o della persecuzione, ma non attireranno a sé i discepoli del Signore. Qual è il fondamento di questa certezza? È molto semplice: il Padre. Egli è più grande di tutti. L’espressione di Cristo “io e il Padre” indica un’unica persona. Agli occhi dei Giudei, un’affermazione del genere è una bestemmia, mentre per i discepoli riassume tutto l’insegnamento di Gesù.
Tale affermazione è apportatrice di conflitto: i Giudei devono annientare Gesù e disperderne i discepoli. La questione è grave. Gesù è davvero il Figlio di Dio? I Giudei l’accusano di proclamarsi Dio. La verità è però un’altra. La verità è che in Gesù, Dio si fa uomo.

Antifona d'ingresso
Rallegriamoci ed esultiamo,
diamo gloria a Dio,
perché il Signore ha preso possesso del suo regno,
il nostro Dio, l’Onnipotente. Alleluia. (Ap 19,7.6)


Colletta
Dio Padre onnipotente,
che ci dai la grazia di celebrare
il mistero della risurrezione del tuo Figlio,
concedi a noi di testimoniare con la vita
la gioia di essere salvati.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

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Prima lettura

At 11,19-26
Cominciarono a parlare anche ai Greci, annunciando che Gesù è il Signore.

Dagli Atti degli Apostoli

In quei giorni, quelli che si erano dispersi a causa della persecuzione scoppiata a motivo di Stefano erano arrivati fino alla Fenicia, a Cipro e ad Antiòchia e non proclamavano la Parola a nessuno fuorché ai Giudei. Ma alcuni di loro, gente di Cipro e di Cirène, giunti ad Antiòchia, cominciarono a parlare anche ai Greci, annunciando che Gesù è il Signore. E la mano del Signore era con loro e così un grande numero credette e si convertì al Signore.
Questa notizia giunse agli orecchi della Chiesa di Gerusalemme, e mandarono Bàrnaba ad Antiòchia. Quando questi giunse e vide la grazia di Dio, si rallegrò ed esortava tutti a restare, con cuore risoluto, fedeli al Signore, da uomo virtuoso qual era e pieno di Spirito Santo e di fede. E una folla considerevole fu aggiunta al Signore.
Bàrnaba poi partì alla volta di Tarso per cercare Sàulo: lo trovò e lo condusse ad Antiòchia. Rimasero insieme un anno intero in quella Chiesa e istruirono molta gente. Ad Antiòchia per la prima volta i discepoli furono chiamati cristiani.

Parola di Dio

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Salmo responsoriale

Sal 86

Genti tutte, lodate il Signore.

Sui monti santi egli l’ha fondata;
il Signore ama le porte di Sion
più di tutte le dimore di Giacobbe.
Di te si dicono cose gloriose,
città di Dio!

Iscriverò Raab e Babilonia
fra quelli che mi riconoscono;
ecco Filistea, Tiro ed Etiopia:
là costui è nato.
Si dirà di Sion:
«L’uno e l’altro in essa sono nati
e lui, l’Altissimo, la mantiene salda».

Il Signore registrerà nel libro dei popoli:
«Là costui è nato».
E danzando canteranno:
«Sono in te tutte le mie sorgenti».

Canto al Vangelo (Gv 10,27)
Alleluia, alleluia.
Le mie pecore ascoltano la mia voce, dice il Signore,
e io le conosco ed esse mi seguono.
Alleluia.

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Vangelo

Gv 10,22-30
Io e il Padre siamo una cosa sola.


+ Dal Vangelo secondo Giovanni

Ricorreva, in quei giorni, a Gerusalemme la festa della Dedicazione. Era inverno. Gesù camminava nel tempio, nel portico di Salomone. Allora i Giudei gli si fecero attorno e gli dicevano: «Fino a quando ci terrai nell’incertezza? Se tu sei il Cristo, dillo a noi apertamente».
Gesù rispose loro: «Ve l’ho detto, e non credete; le opere che io compio nel nome del Padre mio, queste danno testimonianza di me. Ma voi non credete perché non fate parte delle mie pecore. Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano. Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola».

Parola del Signore

Preghiera sulle offerte
O Dio, che in questi santi misteri
compi l’opera della nostra redenzione,
fa’ che questa celebrazione pasquale
sia per noi fonte di perenne letizia.
Per Cristo nostro Signore.

Oppure:
Accogli, Signore, questo sacrificio,
che ti offriamo in rendimento di grazie
per i tuoi benefici,
e fa’ che al dono della tua benevolenza
corrisponda l’impegno della nostra vita.
Per Cristo nostro Signore.


PREFAZIO PASQUALE IV
La restaurazione dell’universo per mezzo del mistero pasquale

È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
proclamare sempre la tua gloria, o Signore,
e soprattutto esaltarti in questo tempo
nel quale Cristo, nostra Pasqua, si è immolato.
In lui, vincitore del peccato e della morte,
l’universo risorge e si rinnova,
e l’uomo ritorna alle sorgenti della vita.
Per questo mistero, nella pienezza della gioia pasquale,
l’umanità esulta su tutta la terra,
e con l’assemblea degli angeli e dei santi
canta l’inno della tua gloria: Santo...


Antifona di comunione
Il Cristo doveva patire
e risuscitare dai morti
e così entrare nella sua gloria. Alleluia. (cf. Lc 24,46.26)

Oppure:
“Le mie pecore ascoltano la mia voce
e io le conosco ed esse mi seguono”. Alleluia. (Gv 10,27)


Preghiera dopo la comunione
Esaudisci, Signore, le nostre preghiere:
la partecipazione al mistero della redenzione
ci dia l’aiuto per la vita presente
e ci ottenga la felicità eterna.
Per Cristo nostro Signore.

Oppure:
O Signore, la grazia dei sacramenti pasquali
cresca di giorno in giorno nella nostra vita,
e l’Eucaristia che abbiamo offerto e ricevuto
ci edifichi tutti nel tuo amore.
Per Cristo nostro Signore.

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Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 27-04-2010)
Non credete perché non siete mie pecore
Gesù rivelandosi a noi nella sua persona umano-divina ci si è fatto conoscere come l'inviato del Padre per la nostra salvezza. Si è posto nei confronti dell'umanità e di ogni uomo come il pastore buono, che ama, protegge e guida le sue pecore, è disposto a dare la vita per ognuno di esse. Si è china ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 27-04-2010)

Dalla Parola del giorno Ad Antiochia per la prima volta i discepoli furono chiamati cristiani. Come vivere questa Parola? La prima lettura di oggi offre una bella descrizione della primitiva diffusione del cristianesimo. In primo luogo, essa avviene grazie alla persecuzione (v.19): in quanto ...
(continua)
padre Lino Pedron     (Omelia del 27-04-2010)

La festa della dedicazione del tempio di Gerusalemme ricorreva a metà dicembre. Con tale solennità i giudei celebravano l'anniversario della purificazione del tempio operata da Giuda Maccabeo (cfr 1Mac 4,36-59; 2Mac 10,1-8). I giudei mascherano la loro intenzione ipocrita, dichiarando di avere l'an ...
(continua)
don Luciano Sanvito     (Omelia del 27-04-2010)
Testimoni del Pastore
"DICCI SE SEI TU IL CRISTO!" Dire il Cristo al mondo non è questione di intelligenza o di conoscenza umana. Anche la miglior strumentazione umana nella comunicazione non potrà mai sopperire alla docilità della conoscenza fiduciosa che di fronte al Vangelo si apre a ogni conoscenza dall'alto. ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 05-05-2009)
Io e il Padre siamo una cosa sola
Gesù è il Messia: non lo ha ancora compreso chi non appartiene a lui, perché privo della disponibilità della fede. La domanda preoccupata: “tu chi sei?” è quella che il mondo attuale seguita a rivolgere a lui. La risposta di Gesù è piena di evidenza e di naturalezza: non dottrine elaborate, ma l’evi ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 05-05-2009)
Commento su Giovanni 10,27
Dalla Parola del giorno “Le mie pecore ascoltano la mia voce: io le conosco ed esse seguono me.” Come vivere questa Parola? Siamo ancora dentro la simbologia, ricca e profonda, del pastore. E ritorna un verbo che è pregnante nel suo significato: il verbo conoscere e, subito dopo, il ‘seguire’. ...
(continua)
a cura dei Carmelitani     (Omelia del 05-05-2009)
Commento Giovanni 10,22-30
1) Preghiera Dio Padre onnipotente, che ci dai la grazia di celebrare il mistero della risurrezione del tuo Figlio, concedi a noi di testimoniare con la vita la gioia di essere salvati. Per il nostro Signore Gesù Cristo... 2) Lettura del Vangelo Dal Vangelo secondo Giovanni 10,22-30 ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 15-04-2008)
Io e il Padre siamo una cosa sola
Gesù passeggiava nel tempio e i giudei gli si fecero incontro e gli dissero: "Fino a quando terrai l'animo nostro sospeso? Se tu sei il Cristo, dillo a noi apertamente". Essi vogliono proprio sapere se il Cristo è colui che dice di essere. La richiesta sembra più che pertinente, ma dalla risposta di ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 15-04-2008)
Commento Gv 10, 27-28
Dalla Parola del giorno "Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Io do loro la vita eterna e non andranno mai perdute e nessuno le rapirà dalla mia mano." Gv 10, 27-28 Come vivere questa Parola? Ancora una pennellata si aggiunge al profilo del Buon Pastore-Messi ...
(continua)
Messa Meditazione     (Omelia del 15-04-2008)
L’inverno interiore
Lettura La scena che il testo propone alla meditazione si svolge nel tempio, durante la festa della Dedicazione, nel periodo invernale (vv. 22-23). I Giudei provocano Gesù perché dica con chiarezza se è il Messia. Egli risponde che lo ha già detto, ma non vogliono credergli. Eppure, anche le sue op ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 01-05-2007)

Dalla Parola del giorno Io do loro la vita eterna e non andranno mai perdute e nessuno le rapirà dalla mia mano. Come vivere questa Parola? Queste parole sono pronunciate da Gesù durante la solennità ebraica della dedicazione del tempio, in un clima di grande gioia e luce. Eppure i farisei rima ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 09-05-2006)
Io e il Padre siamo una cosa sola
Nella festa delle Dedicazione si trova l'opportunità per interrogare veramente Gesù. Nel brano del Vangelo di oggi sono contrapposte due aspettative: quella umana e quella divina. Due storie di salvezza di confrontano; l'una proviene dai desideri dell'uomo e l'altra dall'amore di Dio. La prima chied ...
(continua)
mons. Vincenzo Paglia     (Omelia del 09-05-2006)

La curiosità di quei farisei su Gesù li spinge a rivolgersi a lui quasi insultandolo: "Fino a quando terrai l'animo nostro sospeso? Se tu sei il Cristo, dillo a noi apertamente." Tante erano le folle che circondavano Gesù e lo premevano con le loro richieste, ma era molto diverso. Questi domandavano ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 09-05-2006)

Dalla Parola del giorno Quando Barnaba giunse ad Antiochia e vide la grazia del Signore, si rallegrò. Come vivere questa Parola? L'episodio che ci viene proposto dalla prima lettura è ricco di interessanti sollecitazioni. In seguito a una persecuzione, i cristiani cercano rifugio ad Antiochia. ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 04-05-2004)

Dalla Parola del giorno Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Io do loro la vita eterna ed esse non andranno mai perdute e nessuno le rapirà dalla mia mano. Come vivere questa parola? C'è un rapporto di reciproca conoscenza che s'instaura tra il Pastore e le pe ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 13-05-2003)

Dalla Parola del giorno "Io do loro la vita eterna e non andranno mai perdute e nessuno le rapirà mai dalla mia mano. Il Padre mio che me le ha date è più grande di tutti e nessuno può rapirle dalla mano del Padre mio". Come vivere questa Parola? In poche righe incontriamo per ben due volte l'i ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 13-05-2003)
Commento Giovanni 10,22-30
"No, nessuno mi rapirà dalla Sua mano". E' una preghiera, un'invocazione che spesse volte consiglio a chi viene a scaricare la sua angoscia e la sua fatica nelle mie povere mani di prete. Ci sono situazioni, molte, troppe, in cui non si sa più che fare: un matrimonio sbagliato, un figlio con cui non ...
(continua)
padre Lino Pedron     (Omelia del 13-05-2003)
Commento su Giovanni 10, 22-30
La festa della dedicazione del tempio di Gerusalemme ricorreva a metà dicembre. Con tale solennità i giudei celebravano l'anniversario della purificazione del tempio operata da Giuda Maccabeo (cfr 1Mac 4,36-59; 2Mac 10,1-8). I giudei mascherano la loro intenzione ipocrita, dichiarando di avere l' ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 23-04-2002)

Dalla liturgia del giorno Ad Antiochia per la prima volta i discepoli furono chiamati cristiani. Come vivere questa Parola? La prima lettura di oggi offre una bella descrizione della primitiva diffusione del cristianesimo. In primo luogo, essa avviene grazie alla persecuzione (v.19): in quanto ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 16-05-2000)

Dalla Parola del giorno Io do alle mie pecore la vita eterna: non andranno mai perdute e nessuno le rapirà dalla mia mano. Il Padre mio che me le ha date è più grande di tutti e nessuno può rapirle dalla mano del Padre mio. Io e il Padre siamo una cosa sola. Come vivere questa Parola? Gesù riba ...
(continua)

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