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CHIESA

      

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LITURGIA

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Domenica 22 Febbraio 2009

Lunedì 23 Febbraio 2009

  Lunedì della VI settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)

Le Letture di oggi sono tratte dal Nuovo Lezionario,
se desideri i testi precedenti clicca qui.

DO061 ;
Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Verde

Ascolta il Vangelo >
Il Vangelo, che ci fa vedere l'ostilità dei farisei verso Gesù, è in relazione con la prima lettura, che narra il primo omicidio, la morte di Abele.
La Chiesa ha colto benissimo la relazione tra la storia di Abele e quella di Gesù: nel Canone romano il sacrificio di Abele è una prefigurazione del sacrificio di Gesù. ~ miglior commento di questa pagina della Genesi ce lo dà san Giovanni nella sua prima lettera, facendo vedere che la ragione dell'omicidio commesso da Caino è la malizia, la malvagità. L'innocente èucciso dal malvagio, è odiato perché compie il bene:
"Caino era dal maligno e uccise il suo fratello. E per qual motivo l'uccise? Perché le opere sue erano malvage, mentre quelle di suo fratello erano giuste" (1 Gv 3,12). San Giovanni lo applica ai cristiani, che non devono meravigliarsi di essere odiati dal mondo. "Sappiamo egli scrive che siamo passati dalla morte alla vita perché amiamo i fratelli". Ma "chi non ama rimane nella morte", e non soltanto rimane nella morte, ma desidera uccidere il proprio fratello, perché "il diavolo è omicida fin dal principio".
La storia di Caino e Abele possiamo applicarla anche a noi stessi, dato che ciò che è vero per Caino lo è anche per noi: quando proviamo odio per gli altri, quando ci troviamo in contrasto con gli altri non è perché loro fanno il male, ma perché noi non siamo buoni, noi siamo malvagi e, vedendo che essi sono migliori di noi, non riusciamo più a sopportarli. Dobbiamo essere molto attenti a questa tentazione. Quando avvertiamo in noi pensieri di violenza, di opposizione, chiediamoci con sincerità: "Perché ho questi pensieri? E perché gli altri sono cattivi, o perché io non sono abbastanza buono?". Spesso la risposta è la seconda: siccome non sono abbastanza buono, ho pensieri di violenza, cioè di intolleranza, di antipatia, di invidia, in fondo. il Signore ci dice che non dobbiamo avere pensieri di violenza neppure quando gli altri sono cattivi: dobbiamo essere noi migliori, per vincere il male con il bene.
La luce di Dio è già penetrata anche in questi inizi della storia umana e i Padri della Chiesa vi hanno riconosciuto il mistero di Gesù, la vittoria di Gesù sul peccato. Abele innocente muore. La prima ingiustizia è compiuta, ma Dio vigila; Dio non è indifferente, mai, anche quando talvolta noi diremmo il contrario. Dopo la morte di Abele, Dio parla e chiede ragione: "Dov'è tuo fratello Abele?". I Padri intravedono qui, agli albori dell'umanità, l'intenzione di Dio di dare la risurrezione come rimedio a questo primo omicidio. Nella lettera agli Ebrei l'autore dimostra che Abele, anche dopo la morte, è già figura di Cristo risorto. Abele è morto, ma la sua voce si fa sentire: "La voce del sangue di tuo fratello grida a me dal suolo!". Dunque, in certo qual modo, egli vive ancora. E la voce del sangue è ancora più forte dice l'autore della lettera agli Ebrei quando si parla di Cristo. U sangue di Gesù, sparso dai suoi nemici, grida dopo la sua morte: Cristo è risorto! Questa voce grida non per chiedere vendetta, ma misericordia e amore.
In questa pagina biblica i Padri della Chiesa hanno visto anche un altro simbolo della risurrezione di Cristo, ed è la nascita di un altro figlio: "Adamo si unì di nuovo alla moglie, che partorì un figlio, e lo chiamò Set. "Perché disse Dio mi ha concesso un'altra discendenza al posto di Abele"". Set, nei commenti dei Padri della Chiesa, è figura di Cristo risorto. Secondo i Padri, Dio già all'inizio fa intravedere il suo disegno di salvezza, la vittoria sulla morte e 5ul male che sarà data all'uomo In Gesù morto e risorto.
Il Vangelo di oggi parla in modo misterioso di questa vittoria. I farisei chiedono un segno dal cielo, dice il Vangelo, "per metterlo alla prova". Se Gesù darà questo segno, essi vi troveranno motivo per condannarlo, per ucciderlo. Ma Gesù per il momento oppone un rifiuto: "Perché questa generazione chiede un segno? In verità vi dico: non sarà dato alcun segno a questa generazione". il segno sarà in realtà la morte di Cristo e la sua risurrezione, segno dell'amore di Dio e della vittoria di Gesù. In un altro punto del Vangelo questo è detto più chiaramente prendendo come simbolo il segno di Giona, gettato in mare e sfuggito alla morte per intervento di Dio, che prepara nel tempo il suo disegno contro la morte, e contro il male. Apriamo il cuore a questa vittoria di Dio, la vittoria della sofferenza accettata con amore per ottenere che il bene trionfi.

Antifona d'ingresso
Sii per me difesa, o Dio, rocca e fortezza che mi salva,
perché tu sei mio baluardo e mio rifugio;
guidami per amore del tuo nome. (Sal 31,3-4)


Colletta
O Dio, che hai promesso di essere presente
in coloro che ti amano
e con cuore retto e sincero custodiscono la tua parola,
rendici degni di diventare tua stabile dimora.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

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Prima lettura

Gen 4,1-15.25
Caino alzò la mano contro il fratello Abele e lo uccise.

Dal libro della Gènesi

Adamo conobbe Eva sua moglie, che concepì e partorì Caino e disse: «Ho acquistato un uomo grazie al Signore». Poi partorì ancora Abele, suo fratello. Ora Abele era pastore di greggi, mentre Caino era lavoratore del suolo.
Trascorso del tempo, Caino presentò frutti del suolo come offerta al Signore, mentre Abele presentò a sua volta primogeniti del suo gregge e il loro grasso. Il Signore gradì Abele e la sua offerta, ma non gradì Caino e la sua offerta. Caino ne fu molto irritato e il suo volto era abbattuto. Il Signore disse allora a Caino: «Perché sei irritato e perché è abbattuto il tuo volto? Se agisci bene, non dovresti forse tenerlo alto? Ma se non agisci bene, il peccato è accovacciato alla tua porta; verso di te è il suo istinto, e tu lo dominerai».
Caino parlò al fratello Abele. Mentre erano in campagna, Caino alzò la mano contro il fratello Abele e lo uccise.
Allora il Signore disse a Caino: «Dov’è Abele, tuo fratello?». Egli rispose: «Non lo so. Sono forse io il custode di mio fratello?». Riprese: «Che hai fatto? La voce del sangue di tuo fratello grida a me dal suolo! Ora sii maledetto, lontano dal suolo che ha aperto la bocca per ricevere il sangue di tuo fratello dalla tua mano. Quando lavorerai il suolo, esso non ti darà più i suoi prodotti: ramingo e fuggiasco sarai sulla terra».
Disse Caino al Signore: «Troppo grande è la mia colpa per ottenere perdono. Ecco, tu mi scacci oggi da questo suolo e dovrò nascondermi lontano da te; io sarò ramingo e fuggiasco sulla terra e chiunque mi incontrerà mi ucciderà». Ma il Signore gli disse: «Ebbene, chiunque ucciderà Caino subirà la vendetta sette volte!». Il Signore impose a Caino un segno, perché nessuno, incontrandolo, lo colpisse.
Adamo di nuovo conobbe sua moglie, che partorì un figlio e lo chiamò Set. «Perché – disse – Dio mi ha concesso un’altra discendenza al posto di Abele, poiché Caino l’ha ucciso».

Parola di Dio

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Salmo responsoriale

Sal 49

Offri a Dio come sacrificio la lode.

Parla il Signore, Dio degli dèi,
convoca la terra da oriente a occidente:
«Non ti rimprovero per i tuoi sacrifici,
i tuoi olocausti mi stanno sempre davanti.

Perché vai ripetendo i miei decreti
e hai sempre in bocca la mia alleanza,
tu che hai in odio la disciplina
e le mie parole ti getti alle spalle?

Ti siedi, parli contro il tuo fratello,
getti fango contro il figlio di tua madre.
Hai fatto questo e io dovrei tacere?
Forse credevi che io fossi come te!
Ti rimprovero: pongo davanti a te la mia accusa».

Canto al Vangelo (Gv 14,6)
Alleluia, alleluia.
Io sono la via, la verità e la vita, dice il Signore.
Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.
Alleluia.

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Vangelo

Mc 8,11-13
Perché questa generazione chiede un segno?


+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, vennero i farisei e si misero a discutere con Gesù, chiedendogli un segno dal cielo, per metterlo alla prova.
Ma egli sospirò profondamente e disse: «Perché questa generazione chiede un segno? In verità io vi dico: a questa generazione non sarà dato alcun segno».
Li lasciò, risalì sulla barca e partì per l’altra riva.

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
La risurrezione di Cristo è il grande segno della nostra fede. Con l'assistenza dello Spirito, chiediamo al Padre la semplicità e l'amore, dicendo:
Sostieni la nostra fede, Signore.

Perché la Chiesa testimoni la verità di Cristo rinunciando alla potenza esteriore, e, sostenuta dall'amore, cammini con gioia nella via dell'umiltà e della povertà. Preghiamo:
Perché i giovani non si lascino sedurre dalla tentazione della violenza ma scoprano nel comandamento dell'amore l'unica possibilità per la personale realizzazione. Preghiamo:
Perché chi vive nel dubbio e nell'incertezza si abbandoni fiduciosamente nel grembo di Dio, da cui ogni vita ha origine. Preghiamo:
Perché il popolo cristiano abbandoni ogni forma di superstizione, e creda unicamente nel Signore morto e risorto per tutti. Preghiamo:
Perché la nostra fede, nutrita dalla preghiera e dai sacramenti, sia sempre più vera e gioiosa e si esprima attraverso i numerosi carismi ricevuti gratuitamente per il bene di tutti. Preghiamo:
Perché non poniamo delle condizioni al Signore.
Per chi si è pentito dei delitti commessi.

O Dio, tu possiedi tutta la gloria e la potenza; eppure hai voluto manifestarti sotto le umili spoglie di un uomo povero e crocifisso. Aiutaci ad essere sereni nei nostri limiti e a godere dei doni che ci hai dato. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Preghiera sulle offerte
Questa nostra offerta, Signore,
ci purifichi e ci rinnovi,
e ottenga a chi è fedele alla tua volontà
la ricompensa eterna.
Per Cristo nostro Signore.


Antifona di comunione
Hanno mangiato e si sono saziati
e Dio li ha soddisfatti nel loro desiderio,
la loro brama non è stata delusa. (Sal 78,29-30)

Oppure:
Dio ha tanto amato il mondo da donare il suo unico Figlio,
perché chiunque crede in lui non perisca,
ma abbia la vita eterna. (Gv 3,16)


Preghiera dopo la comunione
Signore, che ci hai nutriti al convito eucaristico,
fa’ che ricerchiamo sempre quei beni
che ci danno la vera vita.
Per Cristo nostro Signore.

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don Luciano Sanvito     (Omelia del 15-02-2010)
Senza segni
Chiedere un segno quando lo abbiamo che senso può avere? Ma la domanda che sorge in conseguenza è questa: perché non vediamo ancora e in verità questo segno? L'incontro con Gesù non è significativo, dice il Vangelo, perché la gente di allora, quella generazione, non si accorge ancora del segno: ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 15-02-2010)
A questa generazione? Nessun altro segno!
I farisei chiedono al Signore un segno. È una richiesta che sembra logica e coerente per le loro aspettative. Gesù si dimostra essere il Messia tanto aspettato; loro chiedono nient'altro che Egli lo dimostri concretamente. È nella logica del loro modo di intendere il rapporto con Dio. Sotto la richi ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 15-02-2010)

Dalla Parola del giorno "Ma egli sospirò profondamente e disse: «Perché questa generazione chiede un segno?" Come vivere questa Parola? Il profondo respiro è sintomatico di qualcosa che fa soffrire Gesù. E quell'interrogativo che segue rende palese il motivo della sua disapprovazione. La gente ...
(continua)
padre Lino Pedron     (Omelia del 15-02-2010)

A questo punto la situazione di Gesù è veramente tragica e la sua immagine impressionante. E' un uomo addolorato per il rifiuto dei farisei e meravigliato e deluso per il comportamento dei discepoli che ancora non capiscono. I primi sono totalmente chiusi alla fede. Se chiedono a Gesù un segno, un ...
(continua)
don Luciano Sanvito     (Omelia del 16-02-2009)
Il sospiro dello Spirito
Il sospiro dello Spirito... "Gesù con un profondo sospiro..." Senza lo Spirito, ci vuol dire Gesù, a che serve un mondo di segni dati da Lui? Sarebbero indecifrabili. Solo accogliendo lo Spirito i segni hanno senso e acquistano valore, e ne originano altri, generati proprio da quel soffio cr ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 16-02-2009)
Il Regno dei cieli è vicino
Chi si rende infedele al contratto d’amore matrimoniale è un adultero. Perciò Gesù chiama generazione adultera gli ebrei suoi contemporanei, che si ostinavano in una infedeltà con l’alleanza contratta con Dio. Non hanno perciò diritto di pretendere un particolare segno oltre ai molti segni che egli ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 16-02-2009)

Dalla Parola del giorno Caino disse al fratello Abele: «Andiamo in campagna!». Mentre erano in campagna, Caino alzò la mano contro il fratello Abele e lo uccise. Allora il Signore disse a Caino: «Dov’è Abele tuo fratello?». Egli rispose: «Non lo so. Sono forse il guardiano di mio fratello?». Ripres ...
(continua)
a cura dei Carmelitani     (Omelia del 16-02-2009)

1) Preghiera O Dio, che hai promesso di essere presente in coloro che ti amano e con cuore retto e sincero custodiscono la tua parola, rendici degni di diventare tua stabile dimora. Per il nostro Signore Gesù Cristo... 2) Lettura del Vangelo Dal Vangelo secondo Marco 8,11-13 In qu ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 12-05-2008)

Dalla Parola del giorno In quel tempo vennero i farisei e incominciarono a discutere con Gesù, chiedendogli un segno dal cielo, per metterlo alla prova. Ma egli, con un profondo sospiro, disse: "Perché questa generazione chiede un segno? In verità vi dico: non sarà dato alcun segno a questa generaz ...
(continua)
a cura dei Carmelitani     (Omelia del 12-05-2008)
Commento Marco 8,11-13
1) Preghiera O Dio, che hai promesso di essere presente in coloro che ti amano e con cuore retto e sincero custodiscono la tua parola, rendici degni di diventare tua stabile dimora. Per il nostro Signore Gesù Cristo... 2) Lettura del Vangelo Dal Vangelo secondo Marco 8,11-13 In quel ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 12-05-2007)
Dacci un segno e crederemo
Per due settimana saremo accompagnati nella liturgia eucaristica da San Giacomo, che identificato in Giacomo di Alfeo, spesso viene chiamato anche fratello del Signore. Il brani evangelici invece fino alla nona settimana compresa saranno tratti da Marco. Sono tre i pensieri o messaggi che Giacomo c ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 12-02-2007)
La vera conoscenza di Cristo
I farisei per credere in Cristo, chiedono un segno. È una tentazione ricorrente quella di pretendere da Dio che ci si manifesti e ci convinca della sua presenza con prodigi e segni a nostra misura, che soddisfino cioè la nostra curiosità e ci smuovano dalla nostra ostinata incredulità. È assurdo sol ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 12-02-2007)

Dalla Parola del giorno Allora il Signore disse a Caino [...]: «Che hai fatto? La voce del sangue di tuo fratello grida a me dal suolo! Ora sii maledetto lungi da quel suolo che per opera della tua mano ha bevuto il sangue di tuo fratello. Come vivere questa Parola? Con le prime pagine della Bi ...
(continua)
mons. Vincenzo Paglia     (Omelia del 12-02-2007)

Gesù torna nel territorio giudaico, nella sua patria. E, paradossalmente, subito la scena muta. I farisei gli si fanno incontro, non come i poveri e i deboli che lo cercano per ricevere aiuto. Essi, invece, sicuri nella loro posizione, vogliono combatterlo. Gli chiedono un segno che confermi inequiv ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 13-02-2006)
Non sara' dato alcun segno a questa generazione
I farisei chiedono un segno al Signore. È una richiesta che sembra logica e coerente per le loro aspettative. Gesù si dimostra essere il Messia tanto aspettato; loro chiedono nient'altro che Egli lo dimostri concretamente. È nella logica del loro modo di intendere il rapporto con Dio. In definitiva, ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 13-02-2006)

Dalla Parola del giorno Si leva il sole col suo ardore e fa seccare l'erba e il suo fiore cade, e la bellezza del suo aspetto svanisce. Come vivere questa Parola? L'autore della lettera, che ci viene proposta dalla liturgia odierna, ricorre a un'immagine particolarmente eloquente, per richiama ...
(continua)
mons. Vincenzo Paglia     (Omelia del 13-02-2006)

Gesù torna nel territorio giudaico, nella sua patria. E, paradossalmente, subito la scena muta. I farisei gli si fanno incontro, non come i poveri e i deboli che lo cercano per ricevere aiuto. Essi, invece, sicuri nella loro posizione, vogliono combatterlo. Gli chiedono un segno che confermi inequiv ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 16-02-2004)

Dalla Parola del giorno La prova della vostra fede produce la pazienza e la pazienza completi l'opera sua in voi. (...) Non pensi di ricevere qualcosa dal Signore un uomo che ha l'animo oscillante e instabile in tutte le sue azioni. Come vivere questa parola? L'incipit della Lettera di Giacomo ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 17-02-2003)

Dalla Parola del giorno I farisei incominciarono a discutere con Gesù, chiedendogli un segno dal cielo, per metterlo alla prova. Ma egli, con un profondo sospiro, disse: "Perché questa generazione chiede un segno?" Come vivere questa parola? I farisei chiedono a Gesù un segno dal cielo. Eppure ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 17-02-2003)
Commento Marco 8,11-13
Conosco un sacco di gente che di mestiere fa il consigliere di Dio: discute animatamente con lui, povero Dio, annotando scrupolosamente tutto ciò che Dio, fosse un po' meno tirchio, dovrebbe fare: fermare le guerre (che noi facciamo), sfamare i bambini che muoiono di fame (che muoiono a causa di un' ...
(continua)
padre Lino Pedron     (Omelia del 17-02-2003)
Commento su Marco 8,11-13
A questo punto la situazione di Gesù è veramente tragica e la sua immagine impressionante. E' un uomo addolorato per il rifiuto dei farisei e meravigliato e deluso per il comportamento dei discepoli che ancora non capiscono. I primi sono totalmente chiusi alla fede. Se chiedono a Gesù un segno, u ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 12-02-2001)

Dalla Parola del giorno Caino disse al fratello Abele: «Andiamo in campagna!». Mentre erano in campagna, Caino alzò la mano contro il fratello Abele e lo uccise. Allora il Signore disse a Caino: «Dov'è Abele tuo fratello?». Egli rispose: «Non lo so. Sono forse il guardiano di mio fratello?». Ripres ...
(continua)

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