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Lunedì della V settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)
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Le Letture di oggi sono tratte dal Nuovo Lezionario,
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DO051 ;
Grado della Celebrazione: Feria Colore liturgico: Verde
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E' sempre utile rileggere queste pagine della Genesi che ci parlano di Dio Creatore, delle grandi opere di Dio e ci riempiono di un senso di ammirazione e di grandezza. Sappiamo che la Bibbia non pretende di spiegare in modo scientifico come fu creato il mondo; è una storia religiosa che parla di tutte le creature, che dice che tutte le creature vengono da Dio, dalla parola di Dio che le ha create. E evidente, anche ad una semplice lettura, che lo scrittore biblico è pieno di ammirazione per l'opera di Dio. E l'ammirazione nostra, a millenni di distanza, deve essere ancora più grande, perché l'uomo oggi ha capito ancora meglio la grandezza dell'universo. Certamente l'autore del libro della Genesi non sapeva che la luna dista dalla terra quattrocentomila chilometri, noi lo sappiamo. Egli ignorava che gli astri sono a distanze quasi inimmaginabili, migliaia di anni luce. L'universo ha una immensità quasi incalcolabile, si scoprono sempre più astri: stelle, vie lattee, galassie nuove... Questa grandezza invece noi la conosciamo ed è una rivelazione, non sufficiente, ma importante, di Dio. Dio si rivela nella creazione, come dice san Paolo e prima di lui il libro della Sapienza. Ed è bene per noi ritornare a questa ammirazione davanti alle opere di Dio, non soltanto davanti alle grandi meraviglie dell'universo, ma anche davanti a quelle piccole, che sono così belle. Si dice che sant'Ignazio, che non era certo un santo troppo sentimentale, si commuoveva davanti a un fiorellino, pensando a Dio Creatore. Nel racconto biblico c'è una espressione ritornante: "E Dio vide che era cosa buona". Un cristiano ha una visione ottimista della creazione, non si fissa sulle cose negative che pur ci sono nel mondo, non si lamenta in continuazione del male: vede l'insieme che è creato da Dio e che è cosa buona. Tante cose sono buone, belle, splendide e ci riempiono di riconoscenza, perché Dio le ha create, perché noi siamo circondati di meraviglie fatte da Dio.
La rivelazione è una rivelazione di luce: "Dio è luce", tutte le sue opere sono belle. Sappiamo e la Genesi lo racconterà che il peccato ha rovinato l'opera di Dio, ma fondamentalmente essa rimane buona, e dobbiamo ricordarcelo. Così nella Messa ci appoggiamo all'opera di Dio per il sacrificio. Prima diciamo: "Dalla tua bontà abbiamo ricevuto questo pane e questo vino": è il ricordo della creazione. Poi, nel prefazio di questa settimana: "Tu hai creato il mondo nella varietà dei suoi elementi...". Quindi noi riceviamo le cose da Dio e soltanto dopo possiamo portarle a lui, presentarle a lui perché trasformi quanto ha creato in strumento di grazia.
Ringraziamo sovente Dio per l'opera della creazione e sentiamoci pieni di riconoscenza e di orgoglio perché siamo il capolavoro delle sue mani.
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Antifona d'ingresso
Venite, adoriamo il Signore,
prostrati davanti a lui che ci ha fatti;
egli è il Signore nostro Dio. (Sal 95,6-7)
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Colletta
Custodisci sempre con paterna bontà
la tua famiglia, Signore,
e poiché unico fondamento della nostra speranza
è la grazia che viene da te,
aiutaci sempre con la tua protezione. Per il nostro...
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Prima lettura
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Gen 1,1-19
Dio disse, e così avvenne.
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Dal libro della Gènesi
In principio Dio creò il cielo e la terra. La terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l’abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque.
Dio disse: «Sia la luce!». E la luce fu. Dio vide che la luce era cosa buona e Dio separò la luce dalle tenebre. Dio chiamò la luce giorno, mentre chiamò le tenebre notte. E fu sera e fu mattina: giorno primo.
Dio disse: «Sia un firmamento in mezzo alle acque per separare le acque dalle acque». Dio fece il firmamento e separò le acque che sono sotto il firmamento dalle acque che sono sopra il firmamento. E così avvenne. Dio chiamò il firmamento cielo. E fu sera e fu mattina: secondo giorno.
Dio disse: «Le acque che sono sotto il cielo si raccolgano in un unico luogo e appaia l’asciutto». E così avvenne. Dio chiamò l’asciutto terra, mentre chiamò la massa delle acque mare. Dio vide che era cosa buona. Dio disse: «La terra produca germogli, erbe che producono seme e alberi da frutto, che fanno sulla terra frutto con il seme, ciascuno secondo la propria specie». E così avvenne. E la terra produsse germogli, erbe che producono seme, ciascuna secondo la propria specie, e alberi che fanno ciascuno frutto con il seme, secondo la propria specie. Dio vide che era cosa buona. E fu sera e fu mattina: terzo giorno.
Dio disse: «Ci siano fonti di luce nel firmamento del cielo, per separare il giorno dalla notte; siano segni per le feste, per i giorni e per gli anni e siano fonti di luce nel firmamento del cielo per illuminare la terra». E così avvenne. E Dio fece le due fonti di luce grandi: la fonte di luce maggiore per governare il giorno e la fonte di luce minore per governare la notte, e le stelle. Dio le pose nel firmamento del cielo per illuminare la terra e per governare il giorno e la notte e per separare la luce dalle tenebre. Dio vide che era cosa buona. E fu sera e fu mattina: quarto giorno.
Parola di Dio
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Salmo responsoriale
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Sal 103
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Gioisca il Signore per tutte le sue creature.
Benedici il Signore, anima mia!
Sei tanto grande, Signore, mio Dio!
Sei rivestito di maestà e di splendore,
avvolto di luce come di un manto.
Egli fondò la terra sulle sue basi:
non potrà mai vacillare.
Tu l’hai coperta con l’oceano come una veste;
al di sopra dei monti stavano le acque.
Tu mandi nelle valli acque sorgive
perché scorrano tra i monti,
In alto abitano gli uccelli del cielo
e cantano tra le fronde.
Quante sono le tue opere, Signore!
Le hai fatte tutte con saggezza;
la terra è piena delle tue creature.
Benedici il Signore, anima mia.
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Canto al Vangelo (Mt 4,23)
Alleluia, alleluia.
Gesù annunciava il vangelo del Regno
e guariva ogni sorta di malattie e infermità nel popolo.
Alleluia.
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Vangelo
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Mc 6,53-56
Quanti lo toccavano venivano salvati.
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Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli, compiuta la traversata fino a terra, giunsero a Gennèsaret e approdarono.
Scesi dalla barca, la gente subito lo riconobbe e, accorrendo da tutta quella regione, cominciarono a portargli sulle barelle i malati, dovunque udivano che egli si trovasse.
E là dove giungeva, in villaggi o città o campagne, deponevano i malati nelle piazze e lo supplicavano di poter toccare almeno il lembo del suo mantello; e quanti lo toccavano venivano salvati.
Parola del Signore
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Preghiera dei fedeli
Tutta la creazione attende la salvezza del Signore. Nell'attesa della sua venuta, presentiamo al Padre le necessità della Chiesa e del mondo. Preghiamo insieme dicendo:
Rinnova, Signore, la tua alleanza con noi.
Con la scienza e la tecnica, o Signore, doni all'uomo possibilità di dominare il mondo. Aiuta i responsabili della società a servire, non a distruggere l'umanità. Preghiamo:
I tuoi miracoli indicano che sei venuto a redimere il mondo e preparare una nuova creazione. Fà che la tua chiesa porti sempre agli uomini la gioia della salvezza. Preghiamo:
Nonostante il progresso, gli uomini son spesso inquieti, soli e infelici. Attirali a te, Signore, perché possano sperimentare il potere benefico della tua compassione. Preghiamo:
Sei venuto tra noi come uomo buono e amico attento. Aiutaci, Signore, a non vivere con indifferenza, accanto a chi soffre. Preghiamo:
Ti si può trovare ovunque, ma sei reale e vivo nel tabernacolo. Fà, o Signore, che le nostre chiese siano un luogo privilegiato per l'incontro con te. Preghiamo:
Per gli operatori sanitari.
Per chi sente la vocazione alla preghiera.
O Dio eterno, presente nella creazione e ancor più nella redenzione, fà che accogliamo con gratitudine i doni che ci hai elargito e siamo solerti collaboratori della tua opera nel mondo. Per Cristo nostro Signore. Amen.
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Preghiera sulle offerte
Il pane e il vino che hai creato, Signore,
a sostegno della nostra debolezza,
diventino per noi sacramento di vita eterna.
Per Cristo nostro Signore.
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Antifona di comunione
Rendiamo grazie al Signore per la sua misericordia,
per i suoi prodigi verso i figli degli uomini;
egli sazia il desiderio dell’assetato e
ricolma di beni l’affamato. (Sal 107,8-9)
Oppure:
“Beati coloro che piangono, perché saranno consolati.
Beati coloro che hanno fame e sete di giustizia,
perché saranno saziati. (Mt 5,5-6)
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Preghiera dopo la comunione
O Dio, che ci hai resi partecipi
di un solo pane e di un solo calice,
fa’ che uniti al Cristo in un solo corpo
portiamo con gioia frutti di vita eterna
per la salvezza del mondo.
Per Cristo nostro Signore.
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| don Luciano Sanvito (Omelia del 08-02-2010)
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Basta un attimo
Gesù guarisce l'umanità in vari modi.
Ma il modo più semplice è il toccare e il lasciarsi toccare.
La guarigione passa attraverso un contatto semplice e distinto.
Basta un'attimo, ci dice il Vangelo, e spesso l'incontro è assicurato.
L'importante è che in quel tocco e in quell'attimo sia conce ...
(continua)
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| Monaci Benedettini Silvestrini (Omelia del 08-02-2010)
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Un tocco di speranza
«Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate dunque e imparate che cosa significhi: Misericordia io voglio e non sacrificio. Infatti non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori». Questa sentenza del Signore ci indica verso chi egli indirizza di preferenza la sua mission ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 08-02-2010)
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Dalla Parola del giorno
"Lo pregavano di potergli toccare almeno la frangia del mantello; e quanti lo toccavano guarivano".
Come vivere questa Parola?
Il Vangelo di oggi ci spinge a capire il significato più profondo di un contatto, di un vero incontro con Gesù.
Gli apostoli che vivevano accan ...
(continua)
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| padre Lino Pedron (Omelia del 08-02-2010)
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Le folle riconoscono Gesù e gli portano i malati. Egli salva tutti coloro che lo toccano. Viene messa in evidenza sia l'avidità degli uomini nell'approfittare della potenza del guaritore, sia la compassione di Gesù verso le "pecore senza pastore" (6,34).
La gente lo cerca come salvatore del popolo ...
(continua)
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| don Luciano Sanvito (Omelia del 09-02-2009)
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Riconoscere Gesù
Un Gesù calamitante.
Una calamita elettrizzante.
Un contatto di certa guarigione.
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Occorre però riconoscerlo, per incontrarne la certa guarigione.
Spesso questa guarigione non avviene perché chi abbiamo incontrato non era il Cristo, ma qualcuno di simile o un altro c ...
(continua)
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| Monaci Benedettini Silvestrini (Omelia del 09-02-2009)
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Gesù guarisce gli infermi
La fede in Gesù salva! Ne hanno fatto esperienza gli uomini di cui si narra nel vangelo: lo toccavano e guarivano. Possiamo fare anche noi le stessa esperienza, abbiamo bisogno soltanto di fede che ci fa credere a Gesù, alle cose che Egli dice, e nelle sua persona divina e umana. Colui nel quale rip ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 09-02-2009)
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Commento su Gen 1,5
Dalla Parola del giorno
“E fu sera e fu mattina.”
Come vivere questa Parola?
Con la vittoria sulle forze ostili e disgreganti del caos, di cui parla l’autore sacro in questa prima pagina della Genesi, anche il tempo prende a fluire nel ritmico e armonioso alternarsi della notte e del giorno, qu ...
(continua)
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| a cura dei Carmelitani (Omelia del 09-02-2009)
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1) Preghiera
Custodisci sempre con paterna bontà
la tua famiglia, Signore,
e poiché unico fondamento della nostra speranza
è la grazia che viene da te,
aiutaci sempre con la tua protezione. Per il nostro...
2) Lettura
Dal Vangelo secondo Marco 6,53-56
In quel tempo, Gesù e i suoi ...
(continua)
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| Monaci Benedettini Silvestrini (Omelia del 05-02-2007)
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«Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate dunque e imparate che cosa significhi: Misericordia io voglio e non sacrificio. Infatti non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori». Questa sentenza del Signore ci indica verso chi egli indirizza di preferenza la sua mission ...
(continua)
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| mons. Vincenzo Paglia (Omelia del 05-02-2007)
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Ovunque Gesù si reca, sull'una e sull'altra riva del lago, il suo passaggio cambia letteralmente la vita e le giornate delle cittadine e dei villaggi. La descrizione evangelica di queste improvvisate file di barelle e di malati nelle piazze e nelle strade mostra che finalmente è giunto tra gli uomin ...
(continua)
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| Monaci Benedettini Silvestrini (Omelia del 06-02-2006)
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Gesu' guarisce
Tanti miracoli, e tante persone che li chiedono: due realtà che si confrontano, due mondi che si incontrano. Possiamo però porci la domanda: cosa cercano le persone da questo incontro? Che tipo di guarigione? Chi troveranno, chi veramente cercano? Che cognizione hanno di Lui? Cosa lega, in definitiv ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 06-02-2006)
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Dalla Parola del giorno
Appena i sacerdoti furono usciti dal santuario, la nube riempì il tempio e i sacerdoti non poterono rimanervi a causa della nube perché la gloria del Signore riempiva il tempio.
Come vivere questa Parola?
L'inaugurazione del tempio di Gerusalemme è un momento importanti ...
(continua)
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| mons. Vincenzo Paglia (Omelia del 06-02-2006)
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Ovunque Gesù si reca, sull'una e sull'altra riva del lago, il suo passaggio cambia letteralmente la vita e le giornate delle cittadine e dei villaggi. La descrizione evangelica di queste improvvisate file di barelle e di malati nelle piazze e nelle strade mostra che finalmente è giunto tra gli uomin ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 09-02-2004)
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Dalla Parola del giorno
Dovunque giungeva Gesù, in villaggi o città o campagne, ponevano gli infermi nelle piazze e lo pregavano di potergli toccare almeno la frangia del mantello; e quanti lo toccavano guarivano.
Come vivere questa parola?
Le folle portavano a Gesù i loro malati perché "da lui ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 10-02-2003)
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Dalla Parola del giorno
In principio Dio creò il cielo e la terra. Ora la terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l'abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque. Dio disse: «Sia la luce!». E la luce fu.
Come vivere questa Parola?
Incomincia così il libro della Genesi di cui la ...
(continua)
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| Paolo Curtaz (Omelia del 10-02-2003)
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Commento Marco 6,53-56
La malattia è oggi un tema dimenticato, riservato agli addetti del settore e a chi – sfortunatamente – ne fa esperienza sulla propria pelle. D'altronde nel mondo super-efficiente come il nostro, la malattia è discrepanza, fastidio, dimensione che intristisce, quindi meglio non parlarne o, al limite, ...
(continua)
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| padre Lino Pedron (Omelia del 10-02-2003)
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Commento su Marco 6,53-56
Le folle riconoscono Gesù e gli portano i malati. Egli salva tutti coloro che lo toccano. Viene messa in evidenza sia l'avidità degli uomini nell'approfittare della potenza del guaritore, sia la compassione di Gesù verso le "pecore senza pastore" (6,34).
La gente lo cerca come salvatore del popol ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 05-02-2001)
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Dalla Parola del giorno
In principio Dio creò il cielo e la terra [...]. E Dio vide che era cosa buona.
Come vivere questa Parola?
Quello che ci colpisce, nel racconto della creazione, è il ripetersi, scandito a mo' di elemento ritmico, dell'espressione ammirata di Dio per le opere da Lui creat ...
(continua)
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