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San Paolo Miki e compagni
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S0206 ; DO045
Grado della Celebrazione: Memoria Colore liturgico: Rosso
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Il salmo responsoriale che parla di lacrime e di gioia non è molto adatto per i martiri giapponesi, perché essi non hanno seminato nel pianto ma nella gioia. In quello che di loro si racconta, il meraviglioso è proprio nella gioia che irradiava dai loro volti mentre andavano al supplizio. Paolo Miki dopo essere stato condannato con gli altri, scrisse a un superiore della Compagnia di Gesù con semplicità: "Siamo stati condannati alla crocifissione, ma non preoccupatevi per noi che siamo molto consolati nel Signore. Abbiamo un solo desiderio, ed è che prima di arrivare a Nagasaki possiamo incontrare un Padre della Compagnia per confessarci, partecipare alla messa e ricevere l'Eucaristia. È il nostro unico desiderio".
Vediamo in questo la gioia della speranza fondata sulla fede che è feconda di frutti di carità. Evidentemente soltanto la fede era fondamento della loro grande gioia, che dimostrarono anche sulla croce. Essere crocifissi con Cristo era per loro grande onore perché credevano con tutta l'anima che Cristo si era dato per loro e per la loro salvezza.
"Il Figlio di Dio mi ha amato e ha dato se stesso per me". La croce appare alla fede come il sommo dell'amore di Cristo e dell'amore che noi possiamo dare a lui. In questa fede essi erano pieni di speranza e di gioia.
La loro speranza era non la ricompensa, ma il martirio: speravano che Gesù li avrebbe sostenuti fino alla morte e avrebbe permesso loro di offrire la vita con un amore senza limiti. ~ pensiero di imitarlo dando la vita per gli altri era fonte di grande esultanza.
Per commentare il loro martirio si potrebbero prendere le parole della lettera di Pietro: "Rendete conto della speranza che è in voi con dolcezza e rispetto". Dall'alto della sua croce Paolo Miki continuava a predicare Cristo e a testimoniare la sua speranza. Diceva ai presenti: "Io sono giapponese come voi, non sono uno straniero ed è a causa della mia fede in Cristo che sono condannato. Nella situazione estrema in cui mi trovo potete credere alla mia sincerità. Non ho nessuna voglia di ingannarvi e vi dichiaro che non c e via di salvezza se non nella fede in Cristo". E continuava, manifestando che la fede e la speranza gli riempivano il cuore di intensa carità: "Cristo vuole che perdoniamo a chi ci fa del male e preghiamo per loro. Io dunque perdono a tutti quelli che hanno contribuito alla nostra morte e auguro loro di convertirsi, perché anch'essi si salvino".
E anche tutti i suoi compagni sorridevano e cantavano preghiere dall'alto della croce.
Possiamo pensare che talvolta è più difficile essere gioiosi nelle circostanze ordinarie della vita che in quelle straordinarie, nelle quali la grazia sostiene in maniera speciale. Ma abbiamo altri esempi a illuminare la vita quotidiana. E a proposito della sua vita quotidiana che san Paolo dice: "Sono crocifisso con Cristo e non son più io che vivo, ma Cristo vive in me". La croce di Cristo illuminava le sue numerose, e niente affatto gloriose, difficoltà di ogni giorno: egli stesso parla di tribolazioni umilianti.
Ma nella fede egli ne vedeva il senso di profonda unione a Gesù, ed era lieto nella speranza, paziente nella tribolazione e insegnava questa via di gioia ai cristiani.
Domandiamo al Signore di farci giungere alla stessa unione vitale con lui che vediamo nella vita di questi martiri e di tanti santi.
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Antifona d'ingresso
Esultano in cielo i santi martiri,
che hanno seguito le orme di Cristo;
per il suo amore hanno versato il sangue
e si allietano per sempre con Cristo Signore.
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Colletta
O Dio, forza dei martiri,
che hai chiamato alla gloria eterna
san Paolo Miki e i suoi compagni
attraverso il martirio della croce,
concedi anche a noi per loro intercessione
di testimoniare in vita e in morte
la fede del nostro Battesimo.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
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Prima lettura
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Eb 13,1-8
Gesù Cristo è lo stesso ieri e oggi e per sempre.
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Dalla lettera agli Ebrei
Fratelli, l’amore fraterno resti saldo. Non dimenticate l’ospitalità; alcuni, praticandola, senza saperlo hanno accolto degli angeli. Ricordatevi dei carcerati, come se foste loro compagni di carcere, e di quelli che sono maltrattati, perché anche voi avete un corpo. Il matrimonio sia rispettato da tutti e il letto nuziale sia senza macchia. I fornicatori e gli adùlteri saranno giudicati da Dio.
La vostra condotta sia senza avarizia; accontentatevi di quello che avete, perché Dio stesso ha detto: «Non ti lascerò e non ti abbandonerò». Così possiamo dire con fiducia:
«Il Signore è il mio aiuto, non avrò paura.
Che cosa può farmi l’uomo?».
Ricordatevi dei vostri capi, i quali vi hanno annunciato la parola di Dio. Considerando attentamente l’esito finale della loro vita, imitatene la fede.
Gesù Cristo è lo stesso ieri e oggi e per sempre!
Parola di Dio
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Salmo responsoriale
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Sal 26
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Il Signore è mia luce e mia salvezza.
Il Signore è mia luce e mia salvezza:
di chi avrò timore?
Il Signore è difesa della mia vita:
di chi avrò paura?
Se contro di me si accampa un esercito,
il mio cuore non teme;
se contro di me si scatena una guerra,
anche allora ho fiducia.
Nella sua dimora mi offre riparo
nel giorno della sventura.
Mi nasconde nel segreto della sua tenda,
sopra una roccia m’innalza.
Il tuo volto, Signore, io cerco.
Non nascondermi il tuo volto,
non respingere con ira il tuo servo.
Sei tu il mio aiuto, non lasciarmi.
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Canto al Vangelo (Lc 8,15)
Alleluia, alleluia.
Beati coloro che custodiscono la parola di Dio
con cuore integro e buono
e producono frutto con perseveranza.
Alleluia.
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Vangelo
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Mc 6,14-29
Quel Giovanni che io ho fatto decapitare, è risorto.
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Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, il re Erode sentì parlare di Gesù, perché il suo nome era diventato famoso. Si diceva: «Giovanni il Battista è risorto dai morti e per questo ha il potere di fare prodigi». Altri invece dicevano: «È Elìa». Altri ancora dicevano: «È un profeta, come uno dei profeti». Ma Erode, al sentirne parlare, diceva: «Quel Giovanni che io ho fatto decapitare, è risorto!».
Proprio Erode, infatti, aveva mandato ad arrestare Giovanni e lo aveva messo in prigione a causa di Erodìade, moglie di suo fratello Filippo, perché l’aveva sposata. Giovanni infatti diceva a Erode: «Non ti è lecito tenere con te la moglie di tuo fratello». Per questo Erodìade lo odiava e voleva farlo uccidere, ma non poteva, perché Erode temeva Giovanni, sapendolo uomo giusto e santo, e vigilava su di lui; nell’ascoltarlo restava molto perplesso, tuttavia lo ascoltava volentieri.
Venne però il giorno propizio, quando Erode, per il suo compleanno, fece un banchetto per i più alti funzionari della sua corte, gli ufficiali dell’esercito e i notabili della Galilea. Entrata la figlia della stessa Erodìade, danzò e piacque a Erode e ai commensali. Allora il re disse alla fanciulla: «Chiedimi quello che vuoi e io te lo darò». E le giurò più volte: «Qualsiasi cosa mi chiederai, te la darò, fosse anche la metà del mio regno». Ella uscì e disse alla madre: «Che cosa devo chiedere?». Quella rispose: «La testa di Giovanni il Battista». E subito, entrata di corsa dal re, fece la richiesta, dicendo: «Voglio che tu mi dia adesso, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista». Il re, fattosi molto triste, a motivo del giuramento e dei commensali non volle opporle un rifiuto.
E subito il re mandò una guardia e ordinò che gli fosse portata la testa di Giovanni. La guardia andò, lo decapitò in prigione e ne portò la testa su un vassoio, la diede alla fanciulla e la fanciulla la diede a sua madre. I discepoli di Giovanni, saputo il fatto, vennero, ne presero il cadavere e lo posero in un sepolcro.
Parola del Signore
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Preghiera dei fedeli
Fratelli, Dio è buono e si fa trovare da chi lo cerca. Confortati dalla certezza che Cristo Signore è lo stesso ieri oggi e sempre, lasciamoci condurre da lui nel domandare al Padre le cose di cui abbiamo bisogno, e diciamo:
Dio di Gesù Cristo, ascoltaci!
Perché la Chiesa, testimoniando la verità del vangelo, sappia dialogare serenamente con tutti gli uomini. Preghiamo:
Perché i cristiani che soffrono per la persecuzione o la negazione dei loro diritti, guardino a Cristo crocifisso, vittoria sul peccato e sulla morte. Preghiamo:
Perché i responsabili della vita pubblica operino nella verità, nella giustizia e nel rispetto di ogni persona. Preghiamo:
Perché teologi, catechisti e quanti hanno il compito di diffondere la parola di Dio, irradino la luce della verità con la dottrina e con la vita. Preghiamo:
Perché coloro che si interrogano sul destino dell'uomo, trovino risposta nel messaggio del vangelo e nell'atteggiamento misericordioso dei cristiani. Preghiamo:
Per chi dona i proprio tempo nel soccorrere i bisognosi.
Perché nessun uomo venga sfruttato, imbrogliato, deriso.
Padre buono, è nel nome di tuo Figlio Gesù che ti preghiamo, fiduciosi della tua benevolenza. Non guardare ai nostri meriti, ma al sacrificio perfetto di Cristo, che con te vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.
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Preghiera sulle offerte
Accogli, Padre Santo, i doni che ti offriamo
in memoria dei santi Paolo Miki e compagni,
che hanno versato il sangue per la fede,
e concedi anche a noi di perseverare, con la fortezza dei martiri,
nella confessione del tuo nome. Per Cristo ...
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Antifona di comunione
"Voi avete perseverato con me nelle mie prove,
e io preparo per voi un regno", dice il Signore,
"perchè possiate mangiare e bere alla mia mensa
nel mio regno".
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Preghiera dopo la comunione
Infondi in noi, Signore, la sapienza della croce,
che ha illuminato i tuoi martiri,
perchè, fortificati da questo sacrificio,
aderiamo pienamente e collaboriamo nella Chiesa
alla redenzione del mondo. Per Cristo ...
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| don Luciano Sanvito (Omelia del 05-02-2010)
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Una croce in sintonia con la Croce
La testimonianza della Verità non ammette mai il piacere.
La testimonianza del piacere non ammette mai la Verità.
Sta di fatto che per noi la testimonianza piacevole e quella della verità si accompagnano; non così per il profeta: la verità va d'accordo solo con il valore: verità è ciò che vale, ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 05-02-2010)
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Dalla Parola del giorno
"Il re Erode ne fu rattristato: tuttavia, a motivo del giuramento e dei commensali, non volle opporle un rifiuto."
Come vivere questa Parola?
C'era davvero di che essere rattristato! La figlia di Erodiade, che aveva danzato magistralmente, al re che giura di essere pront ...
(continua)
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| Monaci Benedettini Silvestrini (Omelia del 05-02-2010)
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La verità decapitata!
Anche durante l'esperienza terrena di Gesù, molti chiacchierano di Lui, pochi lo conoscono e lo riconoscono veramente. Alcuni lo identificano con Giovanni Battista, altri, facendo riferimento alla scrittura sacra e alla tradizione, dicono che è Elia, tornato vivo dal carro di fuoco che l'aveva trasp ...
(continua)
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| padre Lino Pedron (Omelia del 05-02-2010)
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I discepoli sono partiti e la scena è vuota. Marco la riempie con due brani che servono d'intermezzo: l'opinione di Erode su Gesù e l'assassinio di Giovanni Battista. Questo episodio, collocato tra l'invio in missione dei discepoli e il loro ritorno, acquista un significato preciso: è un segno premo ...
(continua)
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| don Luciano Sanvito (Omelia del 06-02-2009)
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Amici per la pelle...
Amici per la pelle...
Il rapporto tra Erode e Giovanni Battista è quello di una sottile amicizia.
Una amicizia che è a fior di pelle, che non è accolta da Erode, che però ascolta e stima Giovanni; un annuncio che è a fior di pelle da parte di Giovanni, che denuncia Erode perché sia capace di rit ...
(continua)
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| a cura dei Carmelitani (Omelia del 06-02-2009)
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Commento Marco 6,14-29
1) Preghiera
Dio grande e misericordioso,
concedi a noi tuoi fedeli
di adorarti con tutta l’anima
e di amare i nostri fratelli nella carità del Cristo.
Egli è Dio, e vive e regna con te...
2) Lettura
Dal Vangelo secondo Marco 6,14-29
In quel tempo, il re Erode sentì parlare di Ge ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 06-02-2009)
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Commento su Marco 6,21-24
Dalla Parola del giorno
Erode per il suo compleanno fece un banchetto per i grandi della sua corte, gli ufficiali e i notabili della Galilea. Entrata la figlia della stessa Erodìade, danzò e piacque a Erode e ai commensali. Allora il re disse alla ragazza: «Chiedimi quello che vuoi e io te lo darò» ...
(continua)
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| Monaci Benedettini Silvestrini (Omelia del 06-02-2009)
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La verità decapitata!
Anche durante l’esperienza terrena di Gesù, molti chiàcchierano di Lui, pochi lo conoscono e lo riconoscono veramente. Alcuni lo identificano con Giovanni Battista, altri, facendo riferimento alla scrittura sacra e alla tradizione, dicono che è Elia, tornato vivo dal carro di fuoco che l’aveva trasp ...
(continua)
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| mons. Vincenzo Paglia (Omelia del 02-02-2007)
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Erode cercava di bloccare la predicazione di Giovanni perché le sue parole lo interpellavano, giudicavano i suoi comportamenti e pretendevano da lui un cambiamento di vita. Il suo cuore man mano si indurì e cadde vittima delle pretese omicide della figlia, istigata da Erodiade. Erode volle essere pi ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 03-02-2006)
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Dalla Parola del giorno
In ogni sua opera Davide glorificò il Santo altissimo con parole di lode; cantò inni a lui con tutto il cuore e amò colui che lo aveva creato.
Come vivere questa Parola?
Ben Sirac, autore dell'Ecclesiastico (oggi: Siracide), là dove celebra l'elogio dei Padri, presenta ...
(continua)
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| mons. Vincenzo Paglia (Omelia del 03-02-2006)
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Erode cercava di bloccare la predicazione di Giovanni perché le sue parole lo interpellavano, giudicavano i suoi comportamenti e pretendevano da lui un cambiamento di vita. Il suo cuore man mano si indurì e cadde vittima delle pretese omicide della figlia, istigata da Erodiade. Erode volle essere pi ...
(continua)
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| Monaci Benedettini Silvestrini (Omelia del 03-02-2006)
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La decapitazione di San Giovanni Battista
La santità di San Giovanni Battista è riconosciuta da tutti, anche da Erode. Gesù stesso parla di lui sempre con riconoscenza ed affetto; anche quando sottolinea la diversità del suo discepolato da quello di San Giovanni, vi è sempre una grande considerazione sul messaggio e sull'opera di Giovanni.
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(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 06-02-2004)
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Dalla Parola del giorno
Il Signore gli perdonò i peccati, innalzò la sua potenza per sempre, gli concesse un'alleanza regale e un trono di gloria in Israele.
Come vivere questa parola?
Ben Sira, autore del libro del Siracide, tessendo "l'elogio degli uomini illustri" attraverso i quali splendid ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 07-02-2003)
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Dalla Parola del giorno
Fratelli, perseverate nell'amore fraterno.
Come vivere questa Parola?
È importante notare che la pericope della lettera agli Ebrei che oggi ci è proposta, inizia con un invito fondamentale. In definitiva è sull'amore fraterno che saremo giudicati. Ecco perché la raccoman ...
(continua)
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| Paolo Curtaz (Omelia del 07-02-2003)
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Commento Marco 6,14-29
Da sempre essere cristiani è un segno di scandalo per le tenebre. Dove c'è il male e c'è un vangelo predicato con energia nascono conflitti. Sapete quante migliaia di cristiani vengono uccisi ogni anno a causa del vangelo? Quanti sindacalisti, catechisti, operatori pastorali sono spazzati via dai re ...
(continua)
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| padre Lino Pedron (Omelia del 07-02-2003)
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Commento su Marco 6,14-29
I discepoli sono partiti e la scena è vuota. Marco la riempie con due brani che servono d'intermezzo: l'opinione di Erode su Gesù e l'assassinio di Giovanni Battista. Questo episodio, collocato tra l'invio in missione dei discepoli e il loro ritorno, acquista un significato preciso: è un segno premo ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 08-02-2002)
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Dalla Parola del giorno
Il re Erode ne fu rattristato: tuttavia, a motivo del giuramento e dei commensali, non volle opporle un rifiuto.
Come vivere questa Parola?
C'era davvero di che essere rattristato! La figlia di Erodiade, che aveva danzato magistralmente, al re che giura di essere pronto ...
(continua)
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