|
|
|
Giovedì della I settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)
|
Le Letture di oggi sono tratte dal Nuovo Lezionario,
se desideri i testi precedenti clicca qui.
|
|
|
DO014 ;
Grado della Celebrazione: Feria Colore liturgico: Verde
|
|
Meditiamo le parole della lettera agli Ebrei: "Oggi, se udite la sua voce, non indurite i vostri cuori", che sono una esortazione sempre urgente e importante. Per capirla bene bisogna rendersi conto che la voce del Signore non è in primo luogo una voce che comanda, ma una voce che promette, ed è su questo punto che siamo esortati: quando sentiamo la voce del Signore che promette, non dobbiamo chiudere il cuore.
Il salmo fa allusione all'Esodo e precisamente al momento in cui, dopo una rapida traversata del deserto, gli Israeliti giungono in vista della Terra promessa. Mosè manda degli esploratori perché si rendano conto di come sia questa terra, della sua prosperità, dei suoi abitanti, delle sue città e, quando essi ritornano, fa dire al popolo da parte di Dio: "Dio vi dà questo paese, andiamo e prendiamone possesso": è la promessa di Dio. Un paese che, al dire degli esploratori, è magnifico, dove scorrono latte e miele, dove c'è abbondanza di raccolti: è veramente meraviglioso. Per gente che ha appena attraversato un deserto è una cosa addirittura straordinaria. E Dio dice: "E vostro, io ve lo do". E più che una promessa, è già un dono. E gli Israeliti in quel momento, hanno ascoltato un altra voce. Accanto alla voce di Dio che presenta il suo dono, che invita a entrarvi, c'è la voce dell'incredulità: "E troppo bello per essere vero, Dio non ce lo dà, non ce la faremo a impadronircene". Ed è la voce degli esploratori che, dopo aver descritto le meraviglie del paese, hanno aggiunto: "Ma gli abitanti sono terribili, noi al loro confronto siamo delle cavallette, hanno costruito delle fortificazioni Impressionanti, ed è temerario pensare di impossessarcene". E questa voce gira fra il popolo, la fantasia lavora, alla fine tutti dicono che le fortificazioni arrivano fino al cielo... E allora, invece di ascoltare la voce di Dio, di accogliere il suo dono, il popolo si ribella: "Dio ci ha fatto attraversare il deserto per farci arrivare in un luogo inaccessibile. Almeno fossimo rimasti in Egitto! Là la vita non era bella, ma era vita, qui non ci rimane che la morte". Così hanno tentato Dio, l'hanno irritato con la loro incredulità, hanno preso le distanze da lui, non hanno creduto alla sua promessa.
E questa la situazione richiamata dalla lettera agli Ebrei e l'autore ci esorta: "Guardate che non si trovi in nessuno di voi un cuore perverso e senza fede, che si allontani dal Dio vivente. Esortatevi piuttosto a vicenda ogni giorno, perché nessuno di voi si indurisca sedotto dal peccato", cioè da questa altra voce che sempre insinua in noi che non è possibile credere alla promessa di Dio, che è una promessa irreale, troppo difficile da realizzare, che Dio non è veramente disposto a darci ciò che è scritto nel Vangelo. "Noi siamo infatti diventati partecipi di Cristo". Non è con Mosè che noi compiamo il nostro esodo: è con Cristo che attraversiamo il deserto e giungiamo in vista della terra promessa. Ma per non essere oggetto della collera di Dio bisogna rimanere saldi nella fede, perché se noi non crediamo alla parola di Dio, la sua promessa si trasforma in una minaccia, in un giuramento terribile:
"Non entreranno nel mio riposo". La minaccia divina è un gesto d'amore, è fatta per liberarci da tutto ciò che in noi è paura malvagia.
È chiaro che stiamo riflettendo su una situazione che è sempre attuale. Noi possiamo accogliere veramente la volontà di Dio soltanto se abbiamo fede nella sua promessa, che dà senso a tutti i comandamenti. Dio vuol farci vivere nella carità, vùol farci entrare nel suo amore e farci rimanere in esso. Ci promette che questo non soltanto è possibile, ma è già realizzato in Cristo Gesù. E noi continuiamo a dire che è difficile, che ci sono troppe difficoltà. Ora, le difficoltà sono reali, ma non devono renderci increduli di fronte alla promessa divina. Noi siamo con il Signore e sappiamo che egli trasforma tutti gli ostacoli in occasioni di crescita, perché l'ha promesso, perché ci ama. "Noi abbiamo creduto dice san Giovanni all'amore che Dio ha per noi".
Siamo dunque pieni di gioia e nelle difficoltà facciamo come il lebbroso del Vangelo: avviciniamoci al Signore e diciamogli: "Se tu vuoi, puoi. Io sono impotente, ma tu, se vuoi, puoi". Ripetiamoglielo, sapendo che è perfettamente vero e che questa è la preghiera che egli aspetta da noi, per ripeterci la sua promessa e l'assicurazione del dono di Dio.
|
Antifona d'ingresso
Vidi il Signore su di un trono altissimo:
lo adorava una schiera di angeli e cantavano insieme:
“Ecco colui che regna per sempre”.
|
|
Colletta
Ispira nella tua paterna bontà, o Signore,
i pensieri e i propositi del tuo popolo in preghiera,
perché veda ciò che deve fare
e abbia la forza di compiere ciò che ha veduto.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
|
|
|
|
|
|
>
|
Prima lettura
|
|
|
Eb 3,7-14
Esortatevi a vicenda, finché dura questo oggi.
|
|
|
|
|
Dalla lettera agli Ebrei
Fratelli, come dice lo Spirito Santo:
«Oggi, se udite la sua voce,
non indurite i vostri cuori
come nel giorno della ribellione,
il giorno della tentazione nel deserto,
dove mi tentarono i vostri padri mettendomi alla prova,
pur avendo visto per quarant’anni le mie opere.
Perciò mi disgustai di quella generazione
e dissi: hanno sempre il cuore sviato.
Non hanno conosciuto le mie vie.
Così ho giurato nella mia ira:
non entreranno nel mio riposo».
Badate, fratelli, che non si trovi in nessuno di voi un cuore perverso e senza fede che si allontani dal Dio vivente. Esortatevi piuttosto a vicenda ogni giorno, finché dura questo oggi, perché nessuno di voi si ostini, sedotto dal peccato. Siamo infatti diventati partecipi di Cristo, a condizione di mantenere salda sino alla fine la fiducia che abbiamo avuto fin dall’inizio.
Parola di Dio
|
|
|
|
|
|
>
|
Salmo responsoriale
|
|
|
Sal 94
|
|
|
|
|
Ascoltate oggi la voce del Signore: non indurite il vostro cuore.
Entrate: prostràti, adoriamo,
in ginocchio davanti al Signore che ci ha fatti.
È lui il nostro Dio
e noi il popolo del suo pascolo,
il gregge che egli conduce.
Se ascoltaste oggi la sua voce!
«Non indurite il cuore come a Merìba,
come nel giorno di Massa nel deserto,
dove mi tentarono i vostri padri:
mi misero alla prova
pur avendo visto le mie opere.
Per quarant’anni mi disgustò quella generazione
e dissi: “Sono un popolo dal cuore traviato,
non conoscono le mie vie”.
Perciò ho giurato nella mia ira:
non entreranno nel luogo del mio riposo».
|
|
|
|
|
Canto al Vangelo (Mt 4,23)
Alleluia, alleluia.
Gesù annunciava il vangelo del Regno
e guariva ogni sorta di malattie e infermità nel popolo.
Alleluia.
|
|
|
|
|
|
>
|
Vangelo
|
|
|
Mc 1,40-45
La lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.
|
|
|
|
|
|
|
|
+
Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito, la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.
E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro».
Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.
Parola del Signore
|
|
|
|
|
|
|
|
Preghiera dei fedeli
La parola di Dio proclamata davanti a noi è un annuncio di speranza e un invito a rinnovarci, oggi, finchè dura l'"oggi" della nostra vita. Preghiamo con fede come il lebbroso:
Gesù, guarisci.
Gesù Salvatore, guida la tua Chiesa affinché comunichi ai più dimenticati tra gli uomini, agli intoccabili della società, la speranza che viene da te. Noi ti invochiamo:
Gesù Salvatore, sveglia le coscienze dei cristiani perché si oppongano ad ogni forma di corruzione e siano strumenti di pace fra gli uomini. Noi ti invochiamo:
Gesù Salvatore, dona energia e perseveranza a coloro che faticano per eliminare le emarginazioni e i pregiudizi tra i popoli e nelle comunità. Noi ti invochiamo:
Gesù Salvatore, continua a guarire oggi i lebbrosi e insegnaci la solidarietà attiva verso ogni bisognoso. Noi ti invochiamo:
Gesù Salvatore, guarisci questa nostra comunità dalla lebbra dell'egoismo, dell'impurità e della insensibilità. Noi ti invochiamo:
Per gli stranieri e i nomadi che dimorano tra noi.
Per i drogati e i loro genitori.
Dio, Padre buono, concedici di operare da veri fratelli di Cristo, e dopo esserci purificati dal nostro egoismo, di contribuire alla guarigione del nostro vicino. Per Gesù tuo Figlio e nostro fratello, che vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.
|
|
|
|
|
|
|
|
Preghiera sulle offerte
Accogli, Signore, l’offerta che ti presentiamo,
esaudisci la nostra fiduciosa preghiera
e santifica tutta la nostra vita.
Per Cristo nostro Signore.
|
|
Antifona di comunione
Presso di te, Signore, è la sorgente della vita,
nella tua luce noi vedremo la luce. (Sal 36,10)
Oppure:
“Io sono venuto perché abbiano la vita,
e l’abbiano in abbondanza”, dice il Signore. (Gv 10,10)
|
|
Preghiera dopo la comunione
Dio onnipotente, che ci hai nutriti alla tua mensa,
donaci di esprimere in un fedele servizio
la forza rinnovatrice di questi santi misteri.
Per Cristo nostro Signore.
|
|
|
|
|
|
|
torna su
|
| don Luciano Sanvito (Omelia del 14-01-2010)
|
Incontrare Gesù
L'occasione della guarigione si trasforma in un pericolo: che Gesù sia frainteso dalla gente e interpretato come il guaritore dei corpi.
Nonostante avesse detto e raccomandato al lebbroso di non parlare della sua guarigione, Gesù si ritrova a dover evitare la gente che lo sente proclamare come il g ...
(continua)
|
| padre Lino Pedron (Omelia del 14-01-2010)
|
Secondo la concezione ebraica, la lebbra era "la primogenita della morte" (Gb 18,13). Chi veniva segnato da questa malattia doveva tenersi separato dagli altri e non poteva avvicinarsi a nessuno. I lebbrosi erano lasciati languire lungamente in una lenta morte, e per giunta venivano infamati come pe ...
(continua)
|
| Monaci Benedettini Silvestrini (Omelia del 14-01-2010)
|
La speranza cristiana
Sperare oltre ogni speranza. È un sentimento umano che sgorga solo quando siamo animati da una fede in qualcosa o qualcuno che supera le ordinarie possibilità. La speranza del povero lebbroso, prostrato ai piedi di Gesù, in atteggiamento di supplica, è davvero ben riposta. Non sappiamo se egli abbia ...
(continua)
|
| Eremo San Biagio (Omelia del 14-01-2010)
|
Dalla Parola del giorno
Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: Lo voglio, sii purificato.
Come vivere questa Parola?
Al tempo di Gesù la lebbra era una malattia che rendeva la vittima, ‘morte', abbandonato da Dio e dagli uomini. La persona colpita non aveva nessun diritto di f ...
(continua)
|
| don Luciano Sanvito (Omelia del 15-01-2009)
|
Il vero miracolo
La vera guarigione passa attraverso l'autenticazione della Chiesa.
Ogni miracolo che può avvenire per noi diventa efficace anche per tutti e inverità solo quando è autenticato dalla Chiesa.
Un momento di grazia che sia solo per noi rischia di diventare isolamento e perdere la sua efficacia e l ...
(continua)
|
| Eremo San Biagio (Omelia del 15-01-2009)
|
Commento su Eb 3,13
Dalla Parola del giorno
“Esortatevi a vicenda ogni giorno, finché dura quest’oggi.”
Come vivere questa Parola?
All’inizio e in chiusura della pericope biblica, della liturgia odierna, ritorna il richiamo all’oggi, a questo tempo favorevole in cui si gioca la nostra esistenza. È qui, in quest’og ...
(continua)
|
| a cura dei Carmelitani (Omelia del 15-01-2009)
|
Commento Marco 1,40-45
1) Preghiera
Ispira nella tua paterna bontà, o Signore,
i pensieri e i propositi del tuo popolo in preghiera,
perché veda ciò che deve fare
e abbia la forza di compiere ciò che ha veduto.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
2) Lettura
Dal Vangelo secondo Marco 1,40-45
In quel te ...
(continua)
|
| Messa Meditazione (Omelia del 17-01-2008)
|
Lo voglio, guarisci
Lettura
Nella prima lettura è narrata la sconfitta inflitta all'esercito ebraico dai Filistei, nonostante la presenza dell'arca del Signore in mezzo al suo popolo. Nel vangelo, invece, Gesù guarisce un lebbroso restituendogli non solo la salute, ma anche il rapporto con Dio e con gli altri.
Medi ...
(continua)
|
| Monaci Benedettini Silvestrini (Omelia del 17-01-2008)
|
Se vuoi, puoi guarirmi
E' la richiesta del lebbroso davanti a Gesù. Di fronte ad una situazione umanamente disperata, come quella derivante dalla devastazione della lebbra è questa la preghiera che proviene dal cuore del lebbroso del brano odierno del vangelo. È una preghiera che racchiude in sé un preciso atto di fede, d ...
(continua)
|
| a cura dei Carmelitani (Omelia del 17-01-2008)
|
Commento Matteo 19,16-21
1) Preghiera
Ispira nella tua paterna bontà, o Signore,
i pensieri e i propositi del tuo popolo in preghiera,
perché veda ciò che deve fare
e abbia la forza di compiere ciò che ha veduto.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
2) Lettura del Vangelo
Dal Vangelo secondo Marco 1,40-45
In q ...
(continua)
|
| Eremo San Biagio (Omelia del 17-01-2008)
|
Commento su 1Sam 4,3-4.10
Dalla Parola del giorno
Gli anziani di Israele si chiesero: «Perché ci ha percossi oggi il Signore di fronte ai Filistei? Andiamo a prenderci l'arca del Signore a Silo, perché venga in mezzo a noi e ci liberi dalle mani dei nostri nemici». Il popolo mandò subito a Silo a prelevare l'arca del Dio de ...
(continua)
|
| Eremo San Biagio (Omelia del 11-01-2007)
|
Dalla Parola del giorno
Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma se ne stava fuori, in luoghi deserti, e venivano a lui da ogni parte.
Come vivere questa Parola?
Con l'incisività che gli è propria, Marco ha narrato la guarigione del lebbroso. "Lo voglio: sii mondato" aveva det ...
(continua)
|
| Monaci Benedettini Silvestrini (Omelia del 11-01-2007)
|
La speranza cristiana
Sperare oltre ogni speranza. È un sentimento umano che sgorga solo quando siamo animati da una fede in qualcuno o in qualcosa che supera le ordinarie possibilità. Ci fa vivere il futuro carichi di attese. La speranza del povero lebbroso, prostrato ai piedi di Gesù, in atteggiamento di supplica, è da ...
(continua)
|
| Eremo San Biagio (Omelia del 12-01-2006)
|
Commento Marco 1,40-45
Dalla Parola del giorno
Venne a Gesù un lebbroso: lo supplicava in ginocchio e diceva: «Se vuoi, puoi guarirmi!»
Come vivere questa Parola?
Un'invocazione accorata, brevissima. Quasi un grido. Però quanta lucida fede in questa preghiera esistenziale! "Se vuoi, puoi". È l'intuizione interiore, ...
(continua)
|
| mons. Vincenzo Paglia (Omelia del 12-01-2006)
|
Da chi altro poteva andare quel lebbroso, se non da Gesù? Mentre tutti, per timore del contagio, lo scansavano, Gesù lo accolse. È una scena emblematica di come Gesù si rapporta con i più deboli. In quel lebbroso è presente tutta la numerosissima schiera di coloro che ancora oggi non hanno speranza ...
(continua)
|
| Monaci Benedettini Silvestrini (Omelia del 12-01-2006)
|
Gesu' e' la sicurezza in ogni situazione e in lui prevale la legge dell'amore che guarisce e rende nuovo tutto
Il popolo d'Israele si rende conto che l'assenza di Dio in mezzo ad esso è una insicurezza, sconfitta e una morte di fronte ai Filistei. Si vede insicuro e minacciato, va a prendere l'arca di Dio perché Dio era presente in essa e camminava con loro. Ma nonostante la presenza dell'arca in mezzo a lor ...
(continua)
|
| Eremo San Biagio (Omelia del 15-01-2004)
|
Commento su 1Sam 4,2-3
Dalla Parola del giorno
I Filistei si schierarono per attaccare Israele, (che) ebbe la peggio. Quando il popolo fu rientrato nell'accampamento, gli anziani d'Israele si chiesero: "Perché ci ha percossi oggi il Signore di fronte ai Filistei?".
Come vivere questa Parola?
Mentre i figli di Eli "a ...
(continua)
|
| Eremo San Biagio (Omelia del 16-01-2003)
|
Commento Eb 3,7-8
Dalla Parola del giorno
Oggi, se udite la sua voce, non indurite i vostri cuori.
Come vivere questa Parola?
Anzitutto un avverbio di tempo. Sì, oggi. Non domani o dopodomani. Oggi. Subito. Che significa poi udire la voce del Signore? Vuol dire ascoltare, porre vera attenzione alla sua Parola e ...
(continua)
|
| Paolo Curtaz (Omelia del 16-01-2003)
|
Commento Marco 1,40-45
Gesù chiede al lebbroso di tenere nascosto lo straordinario miracolo che ha appena compiuto. E' paradossale, ma Gesù è diffidente verso la devozione suscitata dai miracoli: sa che troppe ambiguità nascono da un miracolo che non sia la conseguenza e il segno di una conversione. Come dargli torto? Qua ...
(continua)
|
| padre Lino Pedron (Omelia del 16-01-2003)
|
Commento su Marco 1,40-45
Secondo la concezione ebraica, la lebbra era "la primogenita della morte" (Gb 18,13). Chi veniva segnato da questa malattia doveva tenersi separato dagli altri e non poteva avvicinarsi a nessuno. I lebbrosi erano lasciati languire lungamente in una lenta morte, e per giunta venivano infamati come pe ...
(continua)
|
| Eremo San Biagio (Omelia del 17-01-2002)
|
Dalla Parola del giorno
[Il lebbroso guarito] cominciò a proclamare e a divulgare il fatto, al punto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma se ne stava fuori, in luoghi deserti, e venivano a lui da ogni parte.
Come vivere questa Parola?
Gesù ha appena esercitato la sua p ...
(continua)
|
| Eremo San Biagio (Omelia del 11-01-2001)
|
Commento Sl 94,8
Dalla Parola del giorno
Ascoltate oggi la sua voce: «Non indurite il cuore (...)».
Come vivere questa Parola?
Questo invito a non indurire il cuore non solo è nel salmo responsoriale ma anche nella lettera agli Ebrei (cfr. 1^ lettura Ebr 3,7). E' importantissimo ed è legato all'ascolto della Pa ...
(continua)
|
|
|
torna su
|
|