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Mercoledì della I settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)
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Le Letture di oggi sono tratte dal Nuovo Lezionario,
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DO013 ;
Grado della Celebrazione: Feria Colore liturgico: Verde
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Questo Vangelo mette in evidenza le due dimensioni della vita terrena di Gesù e la loro strettissima unione. La dimensione che appare più chiaramente all'inizio è la sua misericordia. Gesù si avvicina a tutte le miserie e la misericordia è proprio questo: essere accessibile a tutte le sofferenze e portarvi rimedio. U rimedio, prima di tutto, della compassione, dell'interessamento. Gesù lascia che i malati prendano tutto il suo tempo: "Dopo il tramonto del sole gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta". Egli prende per mano gli ammalati: è il suo corpo che comunica la potenza di sanazione di Dio.
Ma noi vediamo anche che Gesù al mattino, molto prima dell'alba, si alza e si ritira lontano dalla gente, "in un luogo deserto", per pregare: è l'altra dimensione della sua esistenza umana, la ricerca del Padre. Egli deve essere nelle cose del Padre suo, deve essere unito a Dio e prega lungamente.
Ma questo desiderio di unione a Dio non gli impedisce di darsi agli altri; anzi, quando vengono a cercarlo, Gesù non risponde: "Devo usare il tempo per pregare", ma: "Andiamocene altrove per i villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!". La preghiera gli dà il massimo slancio di misericordia e di bontà, egli cerca nel cuore del Padre la sorgente dell'amore che deve trasmettere agli uomini.
Le due dimensioni si ritrovano nei due aggettivi che la lettera agli Ebrei applica a Gesù "sommo sacerdote misericordioso e degno di fede nelle cose che riguardano Dio". Degno di fede per il rapporto unico esistente tra lui e Dio; misericordioso verso gli uomini e specialmente verso i peccatori, perché è venuto a portare il perdono, è venuto a togliere i peccati, è venuto a donare agli uomini la vittoria nelle prove, lui che "per essere stato messo alla prova ed avere sofferto personalmente, è in grado di venire in aiuto a quelli che subiscono la prova". Tutta l'esistenza terrena di Gesù non ha altro scopo, secondo la lettera agli Ebrei, che di portare a perfezione nel suo cuore l'apertura agli altri, la misericordia e l'unione con Dio che lo rende "degno di fede".
La lettera agli Ebrei ci presenta qui una nuova concezione del sacerdozio. Nell'Antico Testamento non si metteva l'accento sulla misericordia, ma sulla separazione: il sacerdote era separato dagli uomini per essere dalla parte di Dio. Molti episodi dell'AT ci mostrano che il Sommo Sacerdote doveva essere impietoso, separarsi inesorabilmente, duramente dal peccato e dai peccatori. Invece Gesù non si è messo al di sopra di noi, ma al nostro livello, ha preso la nostra natura di carne e di sangue, non solo, ma le nostre sofferenze, le nostre prove, persino la nostra morte, per poterci aiutare così come siamo. Egli attinge la misericordia dalla sua unione con Dio, sorgente della misericordia, e dal suo contatto con noi. E questa la grande rivelazione dell'incarnazione. L'AT parlava già della misericordia di Dio, ma l'incarnazione di Gesù dimostra che Dio ha voluto aver bisogno di prendere la natura umana per aver maggior compassione: Gesù si è commosso, ha pianto, si è adirato, ha sofferto per poter veramente patire con noi.
Questo è per noi un grandissimo motivo di conforto e di riconoscenza; sappiamo che il Signore è sempre vicino a noi, che qualunque sofferenza, difficoltà, pena non è mai un ostacolo tra noi e lui, anzi è un mezzo di unione. Per questo dobbiamo guardare tutte le cose che nella nostra vita ci sembrano negative non come un ostacolo, ma come un mezzo per crescere nella unione con Dio e nella apertura agli altri. E un grande dono di luce capire che le difficoltà che facilmente ci scoraggiano devono invece aumentare la nostra fiducia, perché sono accompagnate da una grazia di unione particolare con la gloriosa passione di Cristo e nello stesso tempo ci rendono concretamente solidali con tutti i sofferenti. D'altra parte i due aspetti sono inseparabili, perché è unendoci alla passione di Gesù che noi possiamo essere di aiuto a chi soffre, ed è nella solidarietà con chi è nel dolore che ci uniamo davvero a Cristo, che ha voluto soffrire con tutti i sofferenti e i peccatori.
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Antifona d'ingresso
Vidi il Signore su di un trono altissimo:
lo adorava una schiera di angeli e cantavano insieme:
“Ecco colui che regna per sempre”.
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Colletta
Ispira nella tua paterna bontà, o Signore,
i pensieri e i propositi del tuo popolo in preghiera,
perché veda ciò che deve fare
e abbia la forza di compiere ciò che ha veduto.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
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Prima lettura
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Eb 2,14-18
Egli doveva rendersi in tutto simile ai fratelli, per diventare misericordioso.
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Dalla lettera agli Ebrei
Fratelli, poiché i figli hanno in comune il sangue e la carne, anche Cristo allo stesso modo ne è divenuto partecipe, per ridurre all’impotenza mediante la morte colui che della morte ha il potere, cioè il diavolo, e liberare così quelli che, per timore della morte, erano soggetti a schiavitù per tutta la vita.
Egli infatti non si prende cura degli angeli, ma della stirpe di Abramo si prende cura. Perciò doveva rendersi in tutto simile ai fratelli, per diventare un sommo sacerdote misericordioso e degno di fede nelle cose che riguardano Dio, allo scopo di espiare i peccati del popolo. Infatti, proprio per essere stato messo alla prova e aver sofferto personalmente, egli è in grado di venire in aiuto a quelli che subiscono la prova.
Parola di Dio
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Salmo responsoriale
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Sal 104
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Il Signore si è sempre ricordato della sua alleanza.
Rendete grazie al Signore e invocate il suo nome,
proclamate fra i popoli le sue opere.
A lui cantate, a lui inneggiate,
meditate tutte le sue meraviglie.
Gloriatevi del suo santo nome:
gioisca il cuore di chi cerca il Signore.
Cercate il Signore e la sua potenza,
ricercate sempre il suo volto.
Voi, stirpe di Abramo, suo servo,
figli di Giacobbe, suo eletto.
È lui il Signore, nostro Dio:
su tutta la terra i suoi giudizi.
Si è sempre ricordato della sua alleanza,
parola data per mille generazioni,
dell’alleanza stabilita con Abramo
e del suo giuramento a Isacco.
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Canto al Vangelo (Gv 10,27)
Alleluia, alleluia.
Le mie pecore ascoltano la mia voce, dice il Signore,
e io le conosco ed esse mi seguono.
Alleluia.
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Vangelo
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Mc 1,29-39
Gesù guarì molti che erano afflitti da varie malattie.
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Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, subito andò nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva.
Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano.
Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui, si misero sulle sue tracce. Lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti cercano!». Egli disse loro: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!».
E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni.
Parola del Signore
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Preghiera dei fedeli
Gesù è guaritore dei corpi e salvatore di tutto l'uomo. Egli prega ora con noi il Padre che ci ha dato la vita. e continuamente si prende cura dei suoi figli. Con fiducia preghiamo:
Salvaci, o Signore.
La tua Chiesa, Signore, è lacerata nei cristiani, perseguitata in molti paesi, guastata dai nostri peccati: donale salute e freschezza nuova. Noi ti invochiamo:
Molti popoli, o Padre, non hanno conosciuto l'amore che hai manifestato nel tuo Figlio Gesù, e tuttavia lo cercano con cuore sincero: non abbandonarli. Noi ti invochiamo:
Prima che noi ti cercassimo, tu per primo ci hai chiamato e ci sei venuto vicino per donarci la tua vita: sostienici nel cammino quotidiano. Noi ti invochiamo:
I malati che la scienza umana non può più soccorrere sperano ancora nel tuo aiuto: rafforza il loro animo nella prova. Noi ti invochiamo:
Ricordati dei sofferenti nel corpo e nello spirito che vivono tra noi e che forse ignoriamo: guariscili e illumina la loro pena. Noi ti invochiamo:
Per i medici e gli infermieri.
Perché molti ascoltano la chiamata del Signore.
Padre nostro, liberaci dal male che abita nel nostro cuore e che distrugge i nostri corpi, e insegnaci ad alleviare la sofferenza del prossimo. Per Gesù Cristo che ha patito ed è morto per noi e ora vive e regna nei secoli eterni. Amen.
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Preghiera sulle offerte
Accogli, Signore, l’offerta che ti presentiamo,
esaudisci la nostra fiduciosa preghiera
e santifica tutta la nostra vita.
Per Cristo nostro Signore.
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Antifona di comunione
Presso di te, Signore, è la sorgente della vita,
nella tua luce noi vedremo la luce. (Sal 36,10)
Oppure:
“Io sono venuto perché abbiano la vita,
e l’abbiano in abbondanza”, dice il Signore. (Gv 10,10)
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Preghiera dopo la comunione
Dio onnipotente, che ci hai nutriti alla tua mensa,
donaci di esprimere in un fedele servizio
la forza rinnovatrice di questi santi misteri.
Per Cristo nostro Signore.
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| don Luciano Sanvito (Omelia del 13-01-2010)
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Il segno del Regno
"Tutti ti cercano!"...
La tentazione del successo, il richiamo della gente, l'essere ricercato!
Eppure, Gesù risponde:
"Andiamocene altrove..."
La sua mira non è se stesso, ma l'opera del Regno che è importante annunciare.
Le guarigioni da parte di Gesù occupano gran parte della sua giornata. ...
(continua)
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| padre Lino Pedron (Omelia del 13-01-2010)
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La guarigione della suocera di Pietro ci presenta il miracolo del servizio. Può sembrare un miracolo insignificante. Ma i miracoli non sono spettacoli di potenza, ma segni della misericordia di Dio. In questo racconto la piccolezza del segno è tutta a vantaggio della grandezza del significato. Un mi ...
(continua)
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| Monaci Benedettini Silvestrini (Omelia del 13-01-2010)
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Una giornata di Gesù
Gesù passava spesso le notti in preghiera. Le sue giornate erano spese in lunghi viaggi, con soste nei villaggi e nelle città dove si radunavano grandi folle, desiderose di ascoltarlo e dove incontrava l'umanità più povera e bisognosa delle sue guarigioni fisiche e spirituali. Nel vangelo di oggi, d ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 13-01-2010)
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Dalla Parola del giorno
Tutta la città era riunita davanti alla porta.
Come vivere questa Parola?
Quante volte gli evangelisti fanno riferimento alle folle che circondano Gesù sia per ascoltare il suo messaggio di salvezza, sia per la curiosità di vedere qualche miracolo.
Anche Marco nel racco ...
(continua)
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| don Luciano Sanvito (Omelia del 14-01-2009)
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Andare altrove
"Tutti ti cercano!"...
"Andiamocene altrove..."
Dobbiamo crearci la nostra identità non sul modello della richiesta della gente, ma su quel perno che la fa essere tale, attraverso la purificazione da tutti gli interessi momentanei e da tutte le richieste che al momento sembrano appagare e soddis ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 14-01-2009)
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Dalla Parola del giorno
“Doveva rendersi in tutto simile ai fratelli, per diventare un sommo sacerdote misericordioso e fedele nelle cose che riguardano Dio, allo scopo di espiare i peccati del popolo.”
Come vivere questa Parola?
Oggi, la liturgia ci porta a posare lo sguardo contemplativo su G ...
(continua)
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| a cura dei Carmelitani (Omelia del 14-01-2009)
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1) Preghiera
Ispira nella tua paterna bontà, o Signore,
i pensieri e i propositi del tuo popolo in preghiera,
perché veda ciò che deve fare
e abbia la forza di compiere ciò che ha veduto.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
2) Lettura
Dal Vangelo secondo Marco 1,29-39
In quel tem ...
(continua)
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| Messa Meditazione (Omelia del 16-01-2008)
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Si ritirò a pregare
Lettura
Nel vangelo di oggi, Gesù si reca in casa di Simone e Andrea e qui guarisce la suocera di Simone, a letto con la febbre. Con il calare della sera, molti altri malati e indemoniati gli vengono condotti ed egli li guarisce. Nella prima lettura, il sacerdote Eli aiuta il giovane Samuele a disc ...
(continua)
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| Monaci Benedettini Silvestrini (Omelia del 16-01-2008)
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Tutta la città davanti alla porta di casa
In questo breve brano di vangelo, San Marco - nel suo stile tanto semplice quanto efficace - riesce a racchiudere con una intensità particolare un momento significativo della missione terrena di Cristo. Sembra che sia volontaria una contrapposizione tra l'atteggiamento del popolo, di tutti quelli ch ...
(continua)
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| a cura dei Carmelitani (Omelia del 16-01-2008)
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1) Preghiera
Ispira nella tua paterna bontà, o Signore,
i pensieri e i propositi del tuo popolo in preghiera,
perché veda ciò che deve fare
e abbia la forza di compiere ciò che ha veduto.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
2) Lettura del Vangelo
Dal Vangelo secondo Marco 1,29-39
In q ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 16-01-2008)
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Commento su 1Sam 3,10
Dalla Parola del giorno
Venne il Signore, stette di nuovo accanto a lui e lo chiamò ancora come le altre volte: «Samuele, Samuele!». Samuele rispose subito: «Parla, perché il tuo servo ti ascolta!»
Come vivere questa Parola?
Il giovane Samuele, ridestato più volte dal sonno da una voce misteri ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 10-01-2007)
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Dalla Parola del giorno
Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce e, trovatolo, gli dissero: «Tutti ti cercano!».
Come vivere questa Parola?
Queste righe si inseriscono nella pericope del vangelo odierno che è un quadro vivo della persona e dell'attività di Cristo Gesù. Ecco, ...
(continua)
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| Monaci Benedettini Silvestrini (Omelia del 10-01-2007)
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Una giornata di Gesù
Gesù passava spesso le notti in preghiera. Le sue giornate erano spese in lunghi viaggi, con soste nei villaggi e nelle città dove si radunavano grandi folle, desiderose di ascoltarlo e dove incontrava l'umanità più povera e bisognosa delle sue guarigioni fisiche e spirituali. Nel vangelo di oggi, d ...
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| mons. Vincenzo Paglia (Omelia del 11-01-2006)
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Gesù lascia la sinagoga assieme al suo piccolo gruppo. Ormai non è più solo. Egli ha scelto di comunicare il Vangelo del regno assieme ai suoi discepoli. Con loro forma ormai una famiglia. Lo vediamo entrare nella casa, divenuta la dimora di questa piccola famiglia, di questa piccola comunità. E anc ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 11-01-2006)
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Dalla Parola del giorno
La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli, accostatosi, la sollevò prendendola per mano; la febbre la lasciò ed essa si mise a servirli.
Come vivere questa Parola?
Quando parlano a Gesù di questa donna malata, senza indugio Egli ...
(continua)
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| Monaci Benedettini Silvestrini (Omelia del 11-01-2006)
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Dal suo rapporto con il Padre nella preghiera deriva tutta la sua autorita'
«Parla, perché il tuo servo ti ascolta», questo ritornello sarà quello di Gesù per tutta la sua vita. Egli sarà sempre un servo dell'ascolto del suo Padre. Egli sarà sempre in rapporto con il suo Padre nella preghiera. Egli sarà anche il servo della meditazione di tutto quello che ha ricevuto dal Pa ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 14-01-2004)
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Commento su 1Sam 3,19
Dalla Parola del giorno
Samuele acquistò autorità poiché il Signore era con lui, né lasciò andare a vuoto una sola delle sue parole. (1Sam 3,19)
Come vivere questa Parola?
Dio chiama il giovane Samuele in un momento cruciale della storia di Israele: è tempo di sfacelo e di afflizione. In rispos ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 15-01-2003)
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Dalla Parola del giorno
La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli, accostatosi, la sollevò prendendola per mano; la febbre la lasciò ed essa si mise a servirli.
Come vivere questa Parola?
Quando parlano a Gesù di questa donna malata, senza indugio Egli l ...
(continua)
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| Paolo Curtaz (Omelia del 15-01-2003)
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Commento Marco 1,29-39
Nella nostra classifica mentale delle cose più antipatiche del cristianesimo la preghiera è subito dopo l'omelia (che mantiene imperterrita il record della noiosità...). Perché? Semplicemente perché spesse volte la nostra preghiera diventa costrizione, atto di riverenza, giaculatoria distratta e fre ...
(continua)
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| padre Lino Pedron (Omelia del 15-01-2003)
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Commento su Marco 1,29-39
La guarigione della suocera di Pietro ci presenta il miracolo del servizio. Può sembrare un miracolo insignificante. Ma i miracoli non sono spettacoli di potenza, ma segni della misericordia di Dio. In questo racconto la piccolezza del segno è tutta a vantaggio della grandezza del significato. Un mi ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 16-01-2002)
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Dalla Parola del giorno
Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano afflitti da varie malattie e scacciò molti demoni. [...]. Al mattino si alzò quando ancora era buio e, uscito di ca ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 10-01-2001)
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Dalla Parola del giorno
Venuta la sera dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano afflitti da varie malattie (...). Al mattino si alzò quando ancora era buio e, uscito di casa, si ritirò in un luogo ...
(continua)
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