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Mercoledì della XXXIII settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)
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Le Letture di oggi sono tratte dal Nuovo Lezionario,
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PO333 ;
Grado della Celebrazione: Feria Colore liturgico: Verde
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Il brano del vangelo di oggi costituisce la conclusione del racconto del viaggio, che nel terzo Vangelo occupa ben dieci capitoli.
Durante il cammino che lo conduce a Gerusalemme, il Signore insegna ai suoi discepoli come devono vivere e agire per compiere la volontà di Dio. Le sue istruzioni assumono il valore di un testamento: esse sono tutte pregne della gravità di colui che sa che la sua fine è ormai prossima: Gerusalemme vorrà la sua morte.
Tutta l’importanza dell’insegnamento di Gesù si trova riassunta nella parabola di oggi, rinforzata dall’annuncio della caduta della città e della minaccia che ne verrà ai suoi discepoli (Lc 19,27)
Può sembrare strano, allora, che Gesù non accenni nemmeno a esortare a resistere e a opporsi. Questa situazione rischiosa non deve spingerci a rinchiudere l’eredità dell’insegnamento e della salvezza che Gesù ci ha lasciato in un forziere: ad archiviare il tutto come se si trattasse di un mero documento storico, almeno fino al ritorno (cf. Lc 19,15) del Re dell’Universo. Ciò stupisce ancora di più perché la prima comunità cristiana di Gerusalemme, che ha conservato questa parabola, si aspettava che il ritorno trionfale del Signore seguisse di poco la risurrezione di Gesù, con il pericolo di cadere nella tentazione dell’ultimo servo: non affrontare alcun rischio, ma tenere riposta la “mina” in un fazzoletto (cf. Lc 19,20).
Ma al Vangelo è estranea ogni mentalità del barricarsi. Lo Spirito di Dio, scendendo sulla terra, spalanca le porte alla folla impaurita. Il cristianesimo, se è ben compreso, è caratterizzato dall’apostolato e dalla missione. Nessuno è cristiano per salvare soltanto se stesso. E colui che è abitato da Cristo non tiene certo alla salvezza soltanto di se stesso! Il suo regno lo spinge all’azione. Il suo cuore è pieno di gioia e di gratitudine per il dono prezioso della vita eterna. Allora, non può impedirsi di parlare: “Noi non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato” (At 4,20). E nessuno deve impedirlo! La mentalità ristretta dei funzionari che hanno paura di perdere il posto non trova spazio nel Vangelo.
Per essere testimoni e per diffondere il Vangelo, non c’è alcun bisogno di studi e di diplomi. I soli criteri sono l’autenticità e la fedeltà al lieto messaggio.
La nuova evangelizzazione dell’Europa non è un’invenzione di papa Giovanni Paolo II. Con tale impulso, il papa non fa che rispondere alla desolazione della incredulità, che irretisce un gran numero di uomini. Questo, del resto, è il dovere di ogni battezzato, se, al ritorno di Cristo, non vuole sentirsi dire: “Servo malvagio! Sapevi che sono un uomo severo, che prendo quello che non ho messo in deposito e mieto quello che non ho seminato [...]. Toglietegli la mina e datela a colui che ne ha dieci” (Lc 19,22-25).
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Antifona d'ingresso
Dice il Signore:
“Io ho progetti di pace e non di sventura;
voi mi invocherete e io vi esaudirò,
e vi farò tornare da tutti i luoghi dove vi ho dispersi”. (Ger 29,11.12.14)
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Colletta
Il tuo aiuto, Signore, ci renda sempre lieti nel tuo servizio,
perché solo nella dedizione a te, fonte di ogni bene,
possiamo avere felicità piena e duratura.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
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Prima lettura
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Ap 4,1-11
Santo il Signore Dio, l’Onnipotente,Colui che era, che è e che viene!
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Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo
Io, Giovanni, vidi: ecco, una porta era aperta nel cielo. La voce, che prima avevo udito parlarmi come una tromba, diceva: «Sali quassù, ti mostrerò le cose che devono accadere in seguito». Subito fui preso dallo Spirito.
Ed ecco, c’era un trono nel cielo, e sul trono Uno stava seduto. Colui che stava seduto era simile nell’aspetto a diaspro e cornalina. Un arcobaleno simile nell’aspetto a smeraldo avvolgeva il trono. Attorno al trono c’erano ventiquattro seggi e sui seggi stavano seduti ventiquattro anziani avvolti in candide vesti con corone d’oro sul capo. Dal trono uscivano lampi, voci e tuoni; ardevano davanti al trono sette fiaccole accese, che sono i sette spiriti di Dio. Davanti al trono vi era come un mare trasparente simile a cristallo. In mezzo al trono e attorno al trono vi erano quattro esseri viventi, pieni d’occhi davanti e dietro.
Il primo vivente era simile a un leone; il secondo vivente era simile a un vitello; il terzo vivente aveva l’aspetto come di uomo; il quarto vivente era simile a un’aquila che vola. I quattro esseri viventi hanno ciascuno sei ali, intorno e dentro sono costellati di occhi; giorno e notte non cessano di ripetere:
«Santo, santo, santo
il Signore Dio, l’Onnipotente,
Colui che era, che è e che viene!».
E ogni volta che questi esseri viventi rendono gloria, onore e grazie a Colui che è seduto sul trono e che vive nei secoli dei secoli, i ventiquattro anziani si prostrano davanti a Colui che siede sul trono e adorano Colui che vive nei secoli dei secoli e gettano le loro corone davanti al trono, dicendo:
«Tu sei degno, o Signore e Dio nostro,
di ricevere la gloria, l’onore e la potenza,
perché tu hai creato tutte le cose,
per la tua volontà esistevano e furono create».
Parola di Dio
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Salmo responsoriale
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Sal 150
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Santo, santo, santo il Signore Dio, l’Onnipotente.
Lodate Dio nel suo santuario,
lodatelo nel suo maestoso firmamento.
Lodatelo per le sue imprese,
lodatelo per la sua immensa grandezza.
Lodatelo con il suono del corno,
lodatelo con l’arpa e la cetra.
Lodatelo con tamburelli e danze,
lodatelo sulle corde e con i flauti.
Lodatelo con cimbali sonori,
lodatelo con cimbali squillanti.
Ogni vivente dia lode al Signore.
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Canto al Vangelo (Gv 15,16)
Alleluia, alleluia.
Io ho scelto voi, dice il Signore,
perché andiate e portiate frutto
e il vostro frutto rimanga.
Alleluia.
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Vangelo
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Lc 19,11-28
Perché non hai consegnato il mio denaro a una banca?
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Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù disse una parabola, perché era vicino a Gerusalemme ed essi pensavano che il regno di Dio dovesse manifestarsi da un momento all’altro.
Disse dunque: «Un uomo di nobile famiglia partì per un paese lontano, per ricevere il titolo di re e poi ritornare. Chiamati dieci dei suoi servi, consegnò loro dieci monete d’oro, dicendo: “Fatele fruttare fino al mio ritorno”. Ma i suoi cittadini lo odiavano e mandarono dietro di lui una delegazione a dire: “Non vogliamo che costui venga a regnare su di noi”. Dopo aver ricevuto il titolo di re, egli ritornò e fece chiamare quei servi a cui aveva consegnato il denaro, per sapere quanto ciascuno avesse guadagnato.
Si presentò il primo e disse: “Signore, la tua moneta d’oro ne ha fruttate dieci”. Gli disse: “Bene, servo buono! Poiché ti sei mostrato fedele nel poco, ricevi il potere sopra dieci città”.
Poi si presentò il secondo e disse: “Signore, la tua moneta d’oro ne ha fruttate cinque”. Anche a questo disse: “Tu pure sarai a capo di cinque città”.
Venne poi anche un altro e disse: “Signore, ecco la tua moneta d’oro, che ho tenuto nascosta in un fazzoletto; avevo paura di te, che sei un uomo severo: prendi quello che non hai messo in deposito e mieti quello che non hai seminato”. Gli rispose: “Dalle tue stesse parole ti giudico, servo malvagio! Sapevi che sono un uomo severo, che prendo quello che non ho messo in deposito e mieto quello che non ho seminato: perché allora non hai consegnato il mio denaro a una banca? Al mio ritorno l’avrei riscosso con gli interessi”. Disse poi ai presenti: “Toglietegli la moneta d’oro e datela a colui che ne ha dieci”. Gli risposero: “Signore, ne ha già dieci!”. “Io vi dico: A chi ha, sarà dato; invece a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha. E quei miei nemici, che non volevano che io diventassi loro re, conduceteli qui e uccideteli davanti a me”».
Dette queste cose, Gesù camminava davanti a tutti salendo verso Gerusalemme.
Parola del Signore
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Preghiera dei fedeli
Il Signore ci invita a prendere coscienza dei doni che ci ha elargito nella creazione e nella redenzione. Perché possiamo portare frutti abbondanti, diciamo insieme:
Dio della vita, ascoltaci.
Perché gli uomini siano attenti più alla presenza silenziosa della grazia e del bene che alle manifestazioni rumorose del peccato e del male. Preghiamo:
Perché la Chiesa manifesti la gloria del Padre con l'impegno paziente nell'evangelizzazione, il coraggio nella prova e la perseveranza nel bene. Preghiamo:
Perché coloro che soffrono a causa dei propri limiti e difetti, rendano grazie al Signore per ciò che di buono hanno ricevuto, piuttosto che lamentarsi per ciò di cui mancano. Preghiamo:
Perché ogni lavoro non sia valutato unicamente in base al guadagno, ma anche per il beneficio offerto all'umanità. Preghiamo:
Perché la nostra comunità non si lasci vincere dalla pigrizia e dai sentimenti di sfiducia di fronte agli insuccessi, ma con umiltà ponga la propria speranza nel Signore. Preghiamo:
Perché la nostra eucaristia sia lode piena al Signore.
Perché viviamo nell'attesa del ritorno del Signore.
O Dio, creatore del cielo e della terra, che hai fatto l'uomo a tua immagine, fà che, riconoscenti per la vita che abbiamo ricevuto e dei doni di cui l'hai arricchita, portiamo frutti abbondanti per la nostra salvezza. Per Cristo nostro Signore. Amen.
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Preghiera sulle offerte
Quest’offerta che ti presentiamo, Dio onnipotente,
ci ottenga la grazia di servirti fedelmente
e ci prepari il frutto di un’eternità beata.
Per Cristo nostro Signore.
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Antifona di comunione
Il mio bene è stare vicino a Dio,
nel Signore Dio riporre la mia speranza. (Sal 73,28)
Oppure:
Dice il Signore:
“In verità vi dico: tutto quello che domandate nella preghiera,
abbiate fede di averlo ottenuto e vi sarà accordato”. (Mc 11,23.24)
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Preghiera dopo la comunione
O Padre, che ci hai nutriti con questo sacramento,
ascolta la nostra umile preghiera:
il memoriale, che Cristo tuo Figlio
ci ha comandato di celebrare,
ci edifichi sempre nel vincolo del tuo amore.
Per Cristo nostro Signore.
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| don Luciano Sanvito (Omelia del 17-11-2010)
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Regno minato
REGNO MINATO E' IL REGNO DI DIO
PIENO DI MINE CHE IL SIGNORE AFFIDA A CIASCUNO.
MINE CHE SE FATE FRUTTARE PORTANO VITA,
ALTRIMENTI DIVENTANO UN ARSENALE DI MORTE CONTRO DI ME
Il Regno è dunque minato.
Ogni dono ricevuto, se ben trafficato, ottiene a noi la vita piena, la gioia.
Ogni dono nas ...
(continua)
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| don Luciano Sanvito (Omelia del 18-11-2009)
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L'attuazione del Regno
IL REGNO SI ATTUA NEL MOMENTO IN CUI FACCIO FRUTTARE LE REALTA' CHE MI SONO STATE AFFIDATE PERCHE' IO LO ESPRIMA
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* Il momento dell'espressione del Regno e della sua manifestazione avviene quand ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 18-11-2009)
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Dalla Parola del giorno
"Era vicino a Gerusalemme e i discepoli credevano che il regno di Dio dovesse manifestarsi da un momento all'altro".
Come vivere questa Parola?
Nel vangelo di oggi sentiamo la premura di Gesù di far capire ai discepoli che il suo regno non è di questo mondo e che egli do ...
(continua)
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| Monaci Benedettini Silvestrini (Omelia del 18-11-2009)
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I talenti: oltre i calcoli umani
Siamo i depositari dei beni di Dio. Egli ci ha colmato di doni, primo fra tutti quello prezioso della libertà. «Grandi cose ha fatto il Signore per noi!», esclamavano, colmi di riconoscenza, gli antichi cantori. I talenti o le mine di cui parla il vangelo di oggi, questo ci ricorda e ci ammonisce ch ...
(continua)
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| a cura dei Carmelitani (Omelia del 18-11-2009)
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1) Preghiera
Il tuo aiuto, Signore, ci renda sempre lieti nel tuo servizio,
perché solo nella dedizione a te, fonte di ogni bene,
possiamo avere felicità piena e duratura.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
2) Lettura
Dal Vangelo secondo Luca 19,11-28
In quel tempo, Gesù disse una ...
(continua)
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| Monaci Benedettini Silvestrini (Omelia del 19-11-2008)
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Non vogliamo che costui regni su di noi
La parabola che leggiamo oggi è molto simile a quella dei talenti, raccontata da Matteo e Marco. Qui i talenti diventano mine, ma stanno a significare sempre i doni di Dio da mettere laboriosamente a frutto. Come non è lecito mettere sotterra l’unico talento ricevuto, è sbagliato e peccaminoso nasco ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 19-11-2008)
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Commento a Lc 19,12
Dalla Parola del giorno
Un uomo di nobile stirpe partì per un paese lontano per ricevere un titolo regale e poi ritornare.
Come vivere questa Parola?
Come non vedere, dietro l’immagine, la persona divina del Verbo incarnato, risorto e asceso al cielo da dove tornerà, come promesso? Allora il Re ...
(continua)
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| a cura dei Carmelitani (Omelia del 19-11-2008)
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1) Preghiera
Il tuo aiuto, Signore, ci renda sempre lieti nel tuo servizio,
perché solo nella dedizione a te, fonte di ogni bene,
possiamo avere felicità piena e duratura.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
2) Lettura
Dal Vangelo secondo Luca 19,11-28
In quel tempo, Gesù disse una ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 21-11-2007)
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Dalla Parola del giorno
Vi dico: A chiunque ha sarà dato; ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha.
Come vivere questa Parola?
Il senso della parabola è evidente: " l'uomo di nobile stirpe" che torna dal suo viaggio con il titolo regale, ha un obiettivo ben chiaro nel convocare ...
(continua)
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| mons. Vincenzo Paglia (Omelia del 21-11-2007)
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Gesù, circondato da molta folla, è alla fine del viaggio e sta per entrare a Gerusalemme. Qualcuno crede sia giunto il momento della manifestazione del regno di Dio e, forse, ritiene ormai inutile ogni impegno. Ma Gesù racconta una parabola su come si attende il regno dei cieli. E parla di un uomo n ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 22-11-2006)
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Dalla Parola del giorno
Quando fu di ritorno [...] fece chiamare i servi ai quali aveva consegnato il denaro, per vedere quanto ciascuno avesse guadagnato.
Come vivere questa Parola?
Si avvicina per Gesù il tempo della passione, morte e risurrezione e anche il tempo in cui i discepoli non lo ve ...
(continua)
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| Monaci Benedettini Silvestrini (Omelia del 22-11-2006)
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Perché non hai consegnato il mio denaro alla banca?
Il viaggio verso Gerusalemme volgeva ormai alla conclusione. I discepoli covavano aspirazioni e sogni per una prossima manifestazione gloriosa del regno di Dio. Mentre tutti attendevano una sua rivelazione spettacolare, il problema era invece come riconoscerlo e accettarlo nella piccolezza e nel nas ...
(continua)
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| mons. Vincenzo Paglia (Omelia del 22-11-2006)
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Commento Luca 19,11-28
Gesù, circondato da molta folla, è alla fine del viaggio e sta per entrare a Gerusalemme. Qualcuno crede sia giunto il momento della manifestazione del regno di Dio e, forse, ritiene ormai inutile ogni impegno. Ma Gesù racconta una parabola su come si attende il regno dei cieli. E parla di un uomo n ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 16-11-2005)
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Dalla Parola del
giorno
Un uomo di nobile stirpe partì per un paese lontano per ricevere un titolo
regale e poi ritornare. Chiamati dieci servi, consegnò loro dieci mine, dicendo: Impiegatele fino
al mio ritorno. Ma i suoi cittadini lo odiavano e gli mandarono dietro un'ambasceria a dir ...
(continua)
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| Monaci Benedettini Silvestrini (Omelia del 16-11-2005)
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Dette queste cose, Gesu' prosegui' avanti... verso Gerusalemme
Stiamo vicini a Gerusalemme. È l'occasione giusta per la parabola dei talenti. Un bell'insegnamento per noi; un invito per la nostra vita! Ma leggiamo con attenzione il brano evangelico, senza lasciarci sfuggire alcuni particolari importanti. È Gerusalemme, e il viaggio di Gesù si sta per concludere ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 17-11-2004)
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Dalla Parola del giorno
Tu sei degno, o Signore e Dio nostro, di ricevere la gloria, l'onore e la potenza, perché tu hai creato tutte le cose, e per la tua volontà furono create e sussistono.
Come vivere questa Parola?
L'Apocalisse, con le sue descrizioni ardite, ci fa prendere coscienza che l' ...
(continua)
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| Paolo Curtaz (Omelia del 20-11-2003)
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Non valgo a niente. Me lo sento dire molte volte, da troppe persone. E' un paradosso, ma in eguale misura, nella mia vita di prete, trovo gente che si esalta e si nasconde dietro un'apparenza pesante e sciocca e altrettante persone che si macerano amplificando a dismisura la propria fragilità. Bene ...
(continua)
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| padre Lino Pedron (Omelia del 19-11-2003)
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Commento su Luca 19, 11-28
Il regno di Dio è concepito come un mondo superiore che fa irruzione in quello dell'uomo sconvolgendolo e rinnovandolo. Alcuni ritenevano che tale manifestazione incombesse da un momento all'altro, addirittura in concomitanza con l'arrivo di Gesù a Gerusalemme: in quello stesso istante. Per togliere ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 20-11-2002)
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Dalla Parola del giorno
Tu sei degno, o Signore e Dio nostro, di ricevere la gloria, l'onore e la potenza, perché tu hai creato tutte le cose, e per la tua volontà furono create e sussistono.
Come vivere questa Parola?
In questa pagina dell'Apocalisse Giovanni tenta di comunicarci qualcosa dell ...
(continua)
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| Paolo Curtaz (Omelia del 20-11-2002)
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Commento Luca 19,11-28
Ritorna oggi, nella versione di Luca, la parabola dei talenti che abbiamo celebrato domenica scorsa. Invece dei talenti le mine, un'altra moneta, ma l'idea è la stessa: abbiamo ricevuto qualcosa da restituire, dei doni da far fruttare, delle risorse da mettere in campo. Può sconcertare l'apparente d ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 21-11-2001)
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Dalla Parola del giorno
«Ecco la tua mina; l'ho tenuta nascosta in un fazzoletto perché avevo paura di te» [...]. «Signore, la tua mina ha fruttato altre dieci mine». Gli disse: «Bene, bravo servitore, perché ti sei mostrato fedele nel poco, ricevi il potere su dieci città»
Come vivere questa P ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 22-11-2000)
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Dalla Parola del giorno
Signore, la tua mina ha fruttato altre dieci mine. Gli disse: «Bene, bravo servitore; poiché ti sei mostrato fedele nel poco, ricevi il potere sopra dieci città».
Come vivere questa Parola?
Questo è il nucleo luminoso di una parabola che sembrerebbe un po' inquietante. G ...
(continua)
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