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LITURGIA

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  Sant'Ignazio di Antiochia

S1017 ; PO285
Grado della Celebrazione: Memoria
Colore liturgico: Rosso

Ascolta il Vangelo >

Nelle tre virtù teologali la speranza si trova tra la fede e la carità: si appoggia alla fede e dà slancio alla carità. Avere molta speranza è come orientarsi verso la cima di una montagna: chi vuoi raggiungerla desidera superare tutti gli ostacoli per poter contemplare il meraviglioso panorama che si gode dall'alto.
Sant'Ignazio d'Antiochia era colmo di un'immensa speranza; non assomigliava a quelli che san Paolo descrive nella lettera ai Filippesi, privi di speranza perché sono "tutti intenti alle cose della terra". Nella lettera agli Efesini san Paolo attribuisce alla mancanza di speranza tutta l'immoralità del mondo pagano: non avendo speranza, si sono abbandonati ai loro desideri impuri, che li trascinano in basso. I cristiani invece sono uomini e donne ricchi di una grande speranza, sanno di essere cittadini del cielo "e di là aspettano come Salvatore il Signore Gesù Cristo, il quale trasfigurerà il nostro misero corpo per conformarlo al suo corpo glorioso".
Anche il Signore, nel Vangelo di oggi, ci anima a una grande speranza: la speranza di conservare la nostra vita per la vita eterna, di essere con lui dove egli e, cioè nella gloria del Padre, di essere onorati dal Padre: "Se uno mi serve, il Padre lo onorerà". "Chi ha questa speranza dice san Giovanni si conserva puro". E la speranza a dare la forza di resistere alle tentazioni, a dare il coraggio di resistere nelle difficoltà. Nella Colletta della messa di oggi chiediamo a Dio che la passione di sant'Ignazio di Antiochia sia per noi fonte di fortezza nella fede. Perché possiamo pregare cosi? Perché essa è una manifestazione di grande speranza. Sant'Ignazio ha avuto il coraggio di perdere la vita per guadagnarla. Scrivendo ai Romani egli dice:
"C'è in me un'acqua viva che mi sussurra: Vieni al Padre!". E l'espressione della sua speranza: la parola di Cristo è diventata in lui come una sorgente che vuol zampillare fino al Padre. Egli ardeva dal desiderio di guadagnare Cristo e per questo vedeva la necessità di essere simile a lui nella passione, di essere macinato dai denti delle belve per diventare frumento di Cristo. "Se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto", leggiamo nel Vangelo. Nella sua grande speranza egli corre incontro al martirio, con un coraggio intrepido; scrive ai Romani di non intervenire per allontanare da lui quelle sofferenze che sono la ragione della sua speranza, perché grazie ad esse potrà ricevere la più grande grazia di Dio, la vittoria del martirio e infine la gloria di essere accanto a Cristo.
Ed ora Ignazio splende ai nostri occhi come un santo ardente di fervore e di amore, che ci fa vergognare dei nostri atteggiamenti di fronte alle piccole difficoltà della nostra vita. Il Signore vuol darci molto; per questo ci manda qualche sofferenza, che dovrebbe non diminuire ma far crescere la nostra speranza. Come san Paolo scrive ripetutamente, dovremmo poter dire: "Noi ci vantiamo anche nelle tribolazioni, ben sapendo che la tribolazione produce la pazienza, la pazienza una virtù provata e la virtù provata la speranza". Ed è una speranza che non delude.

Antifona d'ingresso
Sono stato crocifisso con Cristo:
non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me;
io vivo nella fede del Figlio di Dio,
che mi ha amato e ha dato se stesso per me. (Gal 2,19-20)


Colletta
Dio onnipotente ed eterno,
che nel sacrificio dei martiri
edifichi la tua Chiesa, mistico corpo del Cristo,
fa’ che la gloriosa passione
che meritò a sant’Ignazio una corona immortale,
ci renda sempre forti nella fede.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

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Prima lettura

Ef 1,11-14
Noi per primi abbiamo sperato in Cristo, e anche voi avete ricevuto il sigillo dello Spirito Santo.

Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesini
Fratelli, in Cristo siamo stati fatti anche eredi,
essendo stati predestinati secondo il piano di colui
che tutto opera efficacemente,
conforme alla sua volontà,
perché noi fossimo a lode della sua gloria,
noi, che per primi abbiamo sperato in Cristo.
In lui anche voi,
dopo aver ascoltato la parola della verità,
il vangelo della vostra salvezza
e avere in esso creduto,
avete ricevuto il suggello dello Spirito Santo
che era stato promesso,
il quale è caparra della nostra eredità,
in attesa della completa redenzione di coloro
che Dio si è acquistato, a lode della sua gloria.

Parola di Dio

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Salmo responsoriale

Sal 32

La bontà del Signore ci ricolma di grazia.

Esultate, giusti, nel Signore:
ai retti si addice la lode.
Lodate il Signore con la cetra,
con l’arpa a dieci corde a lui cantate.

Retta è la parola del Signore
e fedele ogni sua opera.
Egli ama il diritto e la giustizia,
della sua grazia è piena la terra.

Beata la nazione il cui Dio è il Signore,
il popolo che si è scelto come erede.
Il Signore guarda dal cielo,
egli vede tutti gli uomini.

Canto al Vangelo (Lc 12,32.30)
Alleluia, alleluia.
Non temere, piccolo gregge,
il Padre vostro sa di che avete bisogno.
Alleluia.

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Vangelo

Lc 12,1-7
Anche i capelli del vostro capo sono tutti contati.


+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, radunatesi migliaia di persone a tal punto che si calpestavano a vicenda, Gesù cominciò a dire anzitutto ai discepoli: “Guardatevi dal lievito dei farisei, che è l’ipocrisia. Non c’è nulla di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che non sarà conosciuto. Pertanto ciò che avrete detto nelle tenebre, sarà udito in piena luce; e ciò che avrete detto all’orecchio nelle stanze più interne, sarà annunziato sui tetti.
A voi miei amici, dico: Non temete coloro che uccidono il corpo e dopo non possono far più nulla. Vi mostrerò invece chi dovete temere: temete Colui che, dopo aver ucciso, ha il potere di gettare nella Geenna. Sì, ve lo dico, temete Costui.
Cinque passeri non si vendono forse per due soldi? Eppure nemmeno uno di essi è dimenticato davanti a Dio. Anche i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non temete, voi valete più di molti passeri”.

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
La salvezza non è frutto del nostro sforzo, ma è dono gratuito dell'incondizionato amore di Dio. Resi forti da questo amore, rivolgiamogli ora la nostra preghiera:
Ascoltaci, o Signore, nostra salvezza.

Perché la Chiesa non si lasci condizionare da disegni o progetti unicamente umani ma, serva della parola, annunci il vangelo nella sua integralità. Preghiamo:
Perché i rapporti tra i cristiani siano sempre sostenuti dalla carità, qualificati dalla franchezza, e improntati a piena fiducia l'uno per l'altro. Preghiamo:
Perché gli anziani e i malati che si sentono inutili alla società, offrano a Dio la loro impotenza e sappiano l'immenso valore che ogni giornata ha gli occhi di Dio. Preghiamo:
Perché ogni uomo si lasci umanizzare dalla grazia di Dio, sappia vivere riconciliato con la vita, amandola ed apprezzandola sempre e ovunque come dono del Creatore. Preghiamo:
Perché i credenti di questa comunità rafforzino la loro fede nello Spirito Santo, che è sigillo e caparra della nostra completa redenzione, e vivano nell'attesa del Signore che viene a rivelare pienamente il suo mistero. Preghiamo:
Per chi ha timore di conoscere se stesso in profondità.
Per chi ha l'impressione di essere dimenticato da Dio.

O Dio Padre, che hai inviato nel mondo tuo Figlio Gesù per realizzare il tuo disegno di salvezza, aiutaci a comprendere sempre più profondamente il mistero della sua morte perché possiamo partecipare alla sua gloriosa risurrezione. Per lo stesso Cristo nostro Signore. Amen.

Preghiera sulle offerte
Accogli, Signore,
l’offerta del nostro servizio sacerdotale,
come hai gradito il sacrificio di sant’Ignazio,
frumento del Cristo macinato nel martirio,
per formare il pane a te consacrato.
Per Cristo nostro Signore.


Antifona di comunione
Sono frumento del Cristo:
ch’io sia macinato dai denti delle belve
per diventare pane puro e santo.


Preghiera dopo la comunione
Ci sostenga e ci rinnovi, Signore,
il pane che abbiamo spezzato alla tua mensa
nella nascita al cielo
del martire sant’Ignazio,
perché con le parole e con le opere
ci dimostriamo autentici cristiani.
Per Cristo nostro Signore.

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Eremo San Biagio     (Omelia del 17-10-2008)

Dalla Parola del giorno Essendosi radunate migliaia di persone a tal punto che si calpestavano a vicenda, Gesù cominciò a dire anzitutto ai discepoli: “Guardatevi dal lievito dei farisei, che è l’ipocrisia. Come vivere questa Parola? Notiamo due realtà. Anzitutto un fatto eloqu ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 19-10-2007)

Dalla Parola del giorno Cinque passeri non si vendono forse per due soldi? Eppure nemmeno uno di essi è dimenticato davanti a Dio. Anche i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non temete, voi valete più di molti passeri. Come vivere questa Parola? Un paragone suggestivo ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 19-10-2007)
Non temete, voi valete più di molti passeri
Tante volte Gesù è attorniato da molte persone. L'evangelista Luca ci riferisce dell'enorme folla che Lo segue; questa folla è tanto grande che le persone si calpestano per la ressa che circonda lo stesso Gesù. Il desiderio di stare vicino a questo maestro e di sentire il suo insegnamento è così for ...
(continua)
mons. Vincenzo Paglia     (Omelia del 19-10-2007)

Molta gente si raccoglieva attorno a Gesù; erano migliaia, scrive Luca, tanto da "calpestarsi a vicenda". Coloro che accorrevano avevano un grande bisogno di conforto e di speranza, e in Gesù trovavano una risposta. Non così i farisei i quali, soddisfatti di se stessi, non riconoscevano a Gesù alcun ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 20-10-2006)

Dalla Parola del giorno Tenetevi lontani dal lievito dei farisei, dalla loro ipocrisia! Come vivere questa Parola? Gesù, nel Vangelo di oggi, ci avverte di "tenerci lontani", in altre parole, di essere vigilanti. Quest'avvertimento è sempre valido. Viviamo in una società spess ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 20-10-2006)
Anche i capelli del vostro capo sono tutti contati
Dinanzi ad una moltitudine di persone, che si accalcava attorno a lui per ascoltarlo, Gesù si rivolse anzitutto ai discepoli "guardatevi dal lievito dei farisei, che è l'ipocrisia". Le parole di incoraggiamento di Cristo sono inquadrate in un contesto di persecuzione e di ostilità in cui saranno sit ...
(continua)
mons. Vincenzo Paglia     (Omelia del 20-10-2006)

Molta gente si raccoglieva attorno a Gesù; erano migliaia, scrive Luca, tanto da "calpestarsi a vicenda". Coloro che accorrevano avevano un grande bisogno di conforto e di speranza, e in Gesù trovavano una risposta. Non così i farisei i quali, soddisfatti di se stessi, non riconoscevano a Gesù alcun ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 14-10-2005)

Dalla Parola del giorno Nel frattempo, radunatesi migliaia di persone che si calpestavano a vicenda, Gesù cominciò a dire anzitutto ai discepoli: «Guardatevi dal lievito dei farisei, che è l'ipocrisia». Come vivere questa Parola? Parliamo di lievito. Nella Bibbia di solit ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 14-10-2005)
Guardatevi dal lievito dei farisei
Se perdiamo di vista la gerarchia dei valori ci può capitare di temere più per la nostra integrità fisica che per quella dello spirito. Gesù rivolgendosi ai suoi discepoli, li ammonisce per ristabilire l'ordine migliore e preservarli dal terribile male dell'ipocrisia: «Temete Colui che dopo aver ucc ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 15-10-2004)

Dalla Parola del giorno Radunatesi migliaia di persone che si calpestavano a vicenda, Gesù cominciò a dire anzitutto ai discepoli: «Guardatevi dal lievito dei farisei, che è l'ipocrisia». Come vivere questa Parola? Sullo sfondo di una folla che si accalca attorno a Gesù al punt ...
(continua)
don Paolo Curtaz     (Omelia del 17-10-2003)

Voi valete più di molti passeri. Mi intenrisce Gesù che conclude la sua dura requisitoria contro i farisei rassicurandoci: valiamo più di molti passeri: cioè Dio ti conosce, sei nelle sue mani, conta i capelli del tuo capo, non è distratto, né lontano, né indifferente. E' un Dio di tenerezza quello ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 17-10-2003)

Dalla Parola del giorno «Cinque passeri non si vendono forse per due soldi? Eppure nemmeno uno di essi è dimenticato davanti a Dio. Anche i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non temete, voi valete più di molti passeri». Come vivere questa Parola? Un paragone suggestiv ...
(continua)
padre Lino Pedron     (Omelia del 17-10-2003)
Commento su Luca 12, 1-7
La nota più spiccata dei farisei, e che meglio li caratterizza, è l'ipocrisia. Il termine indica la capacità di recitare in teatro. Gli ipocriti sono gli attori, i commedianti. Alla radice dei comportamenti dell'ipocrisia sta il protagonismo. Sopra il volto degli uomini c'è questa maschera da commed ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 18-10-2002)

Dalla Parola del giorno Essendosi radunate migliaia di persone a tal punto che si calpestavano a vicenda, Gesù cominciò a dire anzitutto ai discepoli: «Guardatevi dal lievito dei farisei, che è l'ipocrisia». Come vivere questa Parola? Notiamo due realtà. Anzitutto un fatto eloq ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 19-10-2001)

Dalla Parola del giorno Radunatesi migliaia di persone, a tal punto che si calpestavano a vicenda, Gesù cominciò a dire soprattutto ai discepoli: "Guardatevi dal lievito dei farisei che è l'ipocrisia". Come vivere questa Parola? C'è un lievito buono: quello che, nascosto in un ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 20-10-2000)
Commento Luca 12,1-7
Dalla Parola del giorno Radunatesi migliaia di persone a tal punto che si calpestavano a vicenda, Gesù cominciò a dire anzitutto ai discepoli: "Guardatevi dal lievito dei Farisei che è l'ipocrisia". Come vivere questa Parola? L'accalcarsi della folla attorno a Gesù dice la simp ...
(continua)

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