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S0930 ; PO262
Grado della Celebrazione: Memoria Colore liturgico: Bianco
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Ringraziamo Dio per il grande dono della Scrittura: è un dono del suo amore, un dono antico e sempre nuovo che dobbiamo sfruttare nella fede.
Nel Vangelo Gesù ci dice appunto che il nostro tesoro è contemporaneamente antico e nuovo. E ogni epoca è invitata a discendere in questa miniera inesauribile per trovare nuove ricchezze, e le trova davvero.
Il modo attuale di studiare la Scrittura non assomiglia a quello dei secoli passati: vi scopriamo aspetti nuovi, che ci aiutano ad apprezzarne meglio la varietà e la ricchezza. Così si rinnova continuamente il gusto e l'interesse per lo studio della Bibbia.
Sappiamo che la Scrittura si studia bene soltanto nella fede. "Le Sacre Scritture scrive Paolo a Timoteo possono istruirti per la salvezza, che si ottiene per mezzo della fede in Cristo Gesù". Lo studio della Scrittura è fatto per mezzo della fede, che lo guida. Per aver fede bisogna prima capire un po' la Scrittura, perché se non si capisce niente dell'annuncio di salvezza non è possibile aderirvi, quindi per arrivare a credere è necessario fare un certo lavoro di intelligenza, un certo studio. Ma d'altra parte per approfondire la Scrittura è necessaria la fede: credere per, comprendere.
Se qualcuno ha il senso delle cose spirituali capisce profondamente la Bibbia anche se non ha cultura, perché la fede illumina gli occhi del suo cuore e questa illuminazione è più preziosa di tutti i mezzi della scienza, che possono far luce su aspetti secondari, ma non raggiungono il centro, che è il "proprio" della fede.
Non bisogna disprezzare lo studio faticoso degli scienziati, perché i loro sforzi sono necessari per far penetrare la fede in tutti i settori della vita e di ogni epoca. Ma Dio ha rivelato i tesori della Scrittura non soltanto agli intelligenti, ma anche a chi è meno dotato, mediante la fede, luce divina.
Siamo dunque riconoscenti al Signore per questo tesoro che tutti noi utilizziamo e aiutiamo ad approfondirlo insieme agli studiosi, perché la scienza aiuta a comprendere le Scritture, ma ancor più aiuta la santità.
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Antifona d'ingresso
Non si allontani dalla tua bocca il libro della legge;
meditalo giorno e notte
per osservare esattamente quanto vi è prescritto:
così porterai a buon fine le tue imprese. (Gs 1,8)
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Colletta
O Dio, che hai dato al sacerdote san Girolamo
una conoscenza viva e penetrante della Sacra Scrittura,
fa’ che il tuo popolo
si nutra sempre più largamente della tua parola,
e trovi in essa una sorgente di vita.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
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Prima lettura
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Gb 3,1-3.11-17.20-23
Perché dare la luce a un infelice?
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Dal libro di Giobbe
Giobbe aprì la bocca e maledisse il suo giorno; prese a dire:
Perisca il giorno in cui nacqui
e la notte in cui si disse: “È stato concepito un uomo!”.
E perché non sono morto fin dal seno di mia madre
e non spirai appena uscito dal grembo?
Perché due ginocchia mi hanno accolto,
due mammelle mi hanno allattato?
Sì, ora giacerei tranquillo,
dormirei e avrei pace
con i re e i governanti della terra,
che si sono costruiti mausolei,
o con i principi, che hanno oro
e riempiono le case d’argento.
Oppure, come aborto nascosto, più non sarei,
come i bimbi che non hanno visto la luce.
Laggiù i malvagi cessano d’agitarsi
laggiù riposano gli sfiniti di forze.
Perché dare la luce a un infelice
e la vita a chi ha l’amarezza nel cuore,
a quelli che aspettano la morte e non viene,
che la cercano più d’un tesoro,
che godono alla vista di un tumulo,
gioiscono se possono trovare una tomba...
a un uomo, la cui via è nascosta
e che Dio da ogni parte ha sbarrato?
Parola di Dio
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Salmo responsoriale
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Sal 87
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Accogli, Signore, il mio grido di preghiera.
Signore, Dio della mia salvezza,
davanti a te grido giorno e notte.
Giunga fino a te la mia preghiera,
tendi l’orecchio al mio lamento.
Io sono colmo di sventure,
la mia vita è vicina alla tomba.
Sono annoverato tra quelli che scendono nella fossa,
sono come un uomo ormai privo di forza.
È tra i morti il mio giaciglio,
sono come gli uccisi stesi nel sepolcro,
dei quali tu non conservi il ricordo
e che la tua mano ha abbandonato.
Mi hai gettato nella fossa profonda,
nelle tenebre e nell’ombra di morte.
Pesa su di me il tuo sdegno
e con tutti i tuoi flutti mi sommergi.
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Canto al Vangelo (Gv 1,11-12)
Alleluia, alleluia.
Egli venne fra la sua gente,
ma i suoi non l’hanno accolto.
Quanti lo accolgono diventano figli di Dio.
Alleluia.
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Vangelo
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Lc 9,51-56
Si diresse decisamente verso Gerusalemme.
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Dal Vangelo secondo Luca
Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato tolto dal mondo, Gesù si diresse decisamente verso Gerusalemme e mandò avanti dei messaggeri.
Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per fare i preparativi per lui. Ma essi non vollero riceverlo, perché era diretto verso Gerusalemme.
Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: “Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?”. Ma Gesù si voltò e li rimproverò. E si avviarono verso un altro villaggio.
Parola del Signore
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Preghiera dei fedeli
Dio ci ha tanto amati da mandare il suo Unigenito fra noi, perché avessimo la vita e l'avessimo in abbondanza. Ricolmi di gioia e di pace per questo annuncio, proclamiamo la bontà del Signore e preghiamo:
Ascoltaci, o Signore.
Padre dei credenti, perché i battezzati, con umile coraggio, sappiano essere messaggeri di Cristo, portatori di pace e di speranza tra gli uomini. Ti preghiamo:
Padre della storia, perché quanti operano nel sociale, si prendano a cuore la causa dei poveri e degli oppressi e, riparando ingiustizie e sofferenze, affrettino l'avvento del regno. Ti preghiamo:
Padre della luce, perché chi è nella prova, riceva forza dall'eucaristia, sacramento dell'amore di Cristo, crocifisso innocente per tutti gli uomini. Ti preghiamo:
Padre della vita, perché i bambini che oggi fanno il loro ingresso nell'esistenza, siano accolti con tenero amore. Ti preghiamo:
Padre della gioia, perché in questa eucaristia che ci riconcilia nell'unico corpo di Cristo, troviamo la fonte della pace e della concordia. Ti preghiamo:
Perché la nostra comunità diventi un luogo di dialogo e di accoglienza.
Perché la pazienza sia la virtù dei cristiani.
Padre misericordioso, che ti compiaci della gioia dei tuoi figli, dalla tua bontà osiamo sperare tutto ciò che è bene per noi, perché, pieni del tuo amore, sappiamo vivere da veri discepoli del tuo figlio Gesù, che è Dio e vive e regna per i secoli eterni. Amen.
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Preghiera sulle offerte
Accogli, Signore, i nostri doni
e fa’ che, illuminati interiormente dalla tua parola,
sull’esempio di san Girolamo
ci accostiamo con fede viva al tuo altare
per offrirti il sacrificio di salvezza.
Per Cristo nostro Signore.
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Antifona di comunione
Ho trovato le tue parole e le ho divorate;
la tua parola è gioia e letizia del mio cuore:
perché il tuo nome è stato invocato su di me, o Signore Dio. (Ger 15,16)
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Preghiera dopo la comunione
Il sacrificio, che abbiamo celebrato
nella festa di san Girolamo,
risvegli, Signore, il nostro spirito,
perché nella meditazione della Sacra Scrittura
vediamo il cammino da seguire
e, seguendolo fedelmente, raggiungiamo la vita eterna.
Per Cristo nostro Signore.
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| Monaci Benedettini Silvestrini (Omelia del 30-09-2008)
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Vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?
Nonostante il cordiale disprezzo reciproco tra gli abitanti della Samaria e quelli di Gerusalemme e della Giudea, Luca ci fa capire che l'ammonimento del vangelo è la mitezza, la pazienza, che non si sostituisce a Dio giudicando e condannando. Invocare il fuoco e la consumazione è spontaneo, ma non ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 30-09-2008)
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Commento a Gb 3,1-3.11-12
Dalla Parola del giorno
Dopo, Giobbe aprì la bocca e maledisse il suo giorno; prese a dire: Perisca il giorno in cui nacqui e la notte in cui si disse: «È stato concepito un uomo!». E perché non sono morto fin dal seno di mia madre e non spirai appena uscito dal grembo? Perché due ginocchi ...
(continua)
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| a cura dei Carmelitani (Omelia del 30-09-2008)
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Commento Luca 9,51-56
1) Preghiera
O Dio, che riveli la tua onnipotenza
soprattutto con la misericordia e il perdono,
continua a effondere su di noi la tua grazia,
perché, camminando verso i beni da te promessi,
diventiamo partecipi della felicità eterna.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
...
(continua)
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| Monaci Benedettini Silvestrini (Omelia del 02-10-2007)
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I loro angeli nel cielo vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli
Stupendo questo piccolo brano del Vangelo, in una settimana liturgica nella quale lo stesso Gesù ci parla spesso dei piccoli e dei semplici. L'invito all'umiltà nel servizio verso i fratelli non è solo una norma di comportamento; nella festa degli angeli assume un significato ben preciso. L'invito d ...
(continua)
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| mons. Vincenzo Paglia (Omelia del 02-10-2007)
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Luca fa iniziare da questo brano la sezione centrale del suo Vangelo: il viaggio di Gesù con i discepoli verso Gerusalemme. Sino ad ora Gesù si è fermato in Galilea, ma sapeva che il Vangelo - anche a costo della morte - doveva essere predicato anche a Gerusalemme. I discepoli volevano fermarlo, ma ...
(continua)
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| mons. Vincenzo Paglia (Omelia del 03-10-2006)
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Gesù, con tono pieno di tenerezza, afferma che chi accoglie uno dei suoi discepoli accoglie lui stesso. E' un'affermazione che richiama ad avere un cuore disponibile e generoso: accogliendo un discepolo si accoglie lo stesso maestro. Queste parole però richiamano la dignità alla quale i discepoli so ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 03-10-2006)
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Dalla Parola del giorno
Gesù si diresse decisamente verso Gerusalemme.
Come vivere questa Parola?
L'avverbio "decisamente" ci colpisce, nella determinazione che esprime una decisione libera, una scelta precisa. Gesù ben conosce quello che l'aspetta ma va incontro alla sua passi ...
(continua)
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| Monaci Benedettini Silvestrini (Omelia del 03-10-2006)
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Si diresse risolutamente verso Gerusalemme
Riferisce l'evangelista Luca che Gesù e i suoi discepoli stavano andando a Gerusalemme. Egli sapeva che andava a morire. Lo muoveva solo un forte desiderio di amore: "Si diresse risolutamente verso Gerusalemme". Passarono vicino ad un villaggio di Samaritani, ma essi si rifiutarono di riceverlo. Anc ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 27-09-2005)
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Dalla Parola del giorno
In quei giorni, dieci uomini di tutte le lingue delle genti afferreranno un Giudeo per il lembo del mantello e gli diranno: Vogliamo venire con voi, perché abbiamo compreso che Dio è con voi.
Come vivere questa Parola?
Il profeta Zaccaria richiama Israe ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 28-09-2004)
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Dalla Parola del giorno
Perché dare la luce e un infelice e la vita a chi ha l'amarezza nel cuore?
Come vivere questa Parola?
La domanda che Giobbe si pone dentro la terribile esperienza della sua sventura è spesso latente anche in noi. Perché il dolore? Perché certe persone co ...
(continua)
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| don Paolo Curtaz (Omelia del 30-09-2003)
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Gesù si dirige decismente verso Gerusalemme; meglio, in greco Luca scrive: fece la faccia dura. Gesù ha deciso, sa che Gerusalemme è il luogo dove si giocherà la partita finale, altro è essere una star nel Nord, introno al pescoso lago di Tiberiade, altro affrontare la capitale, la città santa che v ...
(continua)
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| padre Lino Pedron (Omelia del 30-09-2003)
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Commento su Luca 9,51-56
Gesù, che si dirige coraggiosamente verso Gerusalemme, esprime la sua decisione totale di fare la volontà del Padre, morendo per amore sulla croce. Il verbo "sarebbe stato tolto dal mondo" (v.51) indica il compiersi del disegno di Dio. Gesù viene tolto dal mondo dagli uomini ed elevato fino al cielo ...
(continua)
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| don Paolo Curtaz (Omelia del 01-10-2002)
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Commento Luca 9,51-56
Gesù si dirige decisamente verso Gerusalemme, letteralmente Luca scrive: "con il volto duro", con fermezza, e nei successivi 10 capitoli troveremo sempre Gesù in cammino verso questo interminabile viaggio. E' a Gerusalemme che si gioca tutto, Gesù sa dei rischi che corre, l'incomprensione aleggia ne ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 03-10-2000)
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Dalla Parola del giorno
Non vollero riceverlo, perché era diretto verso Gerusalemme. Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: "Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?". Ma Gesù si voltò e li rimproverò.
Come vivere questa Parola?
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(continua)
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