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CHIESA

      

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LITURGIA

> 17 Settembre 2008 <

Lunedì 15 Settembre 2008

Martedì 16 Settembre 2008

Mercoledì 17 Settembre 2008

Giovedì 18 Settembre 2008

Venerdì 19 Settembre 2008

Sabato 20 Settembre 2008

Domenica 21 Settembre 2008

Lunedì 22 Settembre 2008

Martedì 23 Settembre 2008

Mercoledì 24 Settembre 2008

  Mercoledì della XXIV settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)

PO243 ;
Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Verde

Ascolta il Vangelo >
Siamo degli stolti. Per tutta la nostra vita, per tutto il giorno, Dio ci chiama e noi non ci accorgiamo di nulla.
Siamo degli stolti. Per la strada, la vecchia che fa fatica a portare le borse della spesa. Nel nostro palazzo, i bambini a cui prestiamo la nostra attenzione solo per dire loro che fanno troppo rumore. Al lavoro, l’uomo che arriva un mattino più felice del solito. Sono tutti figli di Dio per mezzo dei quali Dio ci fa un cenno. I segni di Dio sono sempre inattesi e provocano stupore. Solo raramente corrispondono a quello che ci possiamo aspettare. “È venuto infatti Giovanni il Battista che non mangia pane e non beve vino, e voi dite: ha un demonio. È venuto il Figlio dell’uomo che mangia e che beve, e voi dite: Ecco un mangione e un beone...”.
I segni di Dio sono altrettante grazie, doni gratuiti di Dio.
Noi chiediamo: “Dacci oggi il nostro pane quotidiano”. Dio è là, ogni giorno egli ci fornisce nutrimento per la nostra fede e noi passiamo oltre senza accorgerci di nulla. Cerchiamo allora di non comportarci più come degli stolti e stiamo invece più attenti. Dio ci conceda la sapienza, il suo modo di vedere tutto e tutti, il suo modo di vedere la nostra stessa vita. Infatti la sapienza è Dio stesso in azione, Dio che si rivela nel suo disegno d’amore. Concedimi, Signore, la sapienza che siede accanto a te.

Antifona d'ingresso
Da’, o Signore, la pace a coloro che sperano in te;
i tuoi profeti siano trovati degni di fede;
ascolta la preghiera dei tuoi fedeli
e del tuo popolo, Israele. (cf. Sir 36,15-16)


Colletta
O Dio, che hai creato e governi l’universo,
fa’ che sperimentiamo la potenza della tua misericordia,
per dedicarci con tutte le forze al tuo servizio.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

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Prima lettura

1Cor 12,31-13,13
Rimangono la fede, la speranza e la carità; ma di tutte più grande è la carità.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi
Fratelli, aspirate ai carismi più grandi. E io vi mostrerò una via migliore di tutte.
Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna.
E se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sono nulla.
E se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per esser bruciato, ma non avessi la carità, niente mi giova.
La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell’ingiustizia, ma si compiace della verità. Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta.
La carità non avrà mai fine. Le profezie scompariranno; il dono delle lingue cesserà e la scienza svanirà. La nostra conoscenza è imperfetta e imperfetta la nostra profezia. Ma quando verrà ciò che è perfetto, quello che è imperfetto scomparirà.
Quand’ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Ma, divenuto uomo, ciò che era da bambino l’ho abbandonato.
Ora vediamo come in uno specchio, in maniera confusa; ma allora vedremo a faccia a faccia. Ora conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente, come anch’io sono conosciuto.
Queste dunque le tre cose che rimangono: la fede, la speranza e la carità; ma di tutte più grande è la carità!

Parola di Dio

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Salmo responsoriale

Sal 32

Beato il popolo fondato sull’amore.

Lodate il Signore con la cetra,
con l’arpa a dieci corde a lui cantate.
Cantate al Signore un canto nuovo,
suonate la cetra con arte e acclamate.

Poiché retta è la parola del Signore
e fedele ogni sua opera.
Egli ama il diritto e la giustizia,
della sua grazia è piena la terra.

Beata la nazione il cui Dio è il Signore,
il popolo che si è scelto come erede.
Signore, sia su di noi la tua grazia,
perché in te speriamo.

Canto al Vangelo (Sal 94,8)
Alleluia, alleluia.
Oggi non indurite il vostro cuore,
ma ascoltate la voce del Signore.
Alleluia.

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Vangelo

Lc 7,31-35
Abbiamo suonato il flauto e non avete ballato. Abbiamo cantato un lamento e non avete pianto.


+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, il Signore disse: “A chi dunque paragonerò gli uomini di questa generazione, a chi sono simili? Sono simili a quei bambini che stando in piazza gridano gli uni agli altri:
Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato:
vi abbiamo cantato un lamento e non avete pianto!
È venuto infatti Giovanni il Battista che non mangia pane e non beve vino, e voi dite: Ha un demonio.
È venuto il Figlio dell’uomo che mangia e beve, e voi dite: Ecco un mangione e un beone, amico dei pubblicani e dei peccatori. Ma alla sapienza è stata resa giustizia da tutti i suoi figli”.

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Il Signore vivifica e sempre rinnova la sua Chiesa con molteplici doni, perché sia espressione vivente ed efficace del suo amore. Noi ci rivolgiamo a lui, animati dallo Spirito e dal desiderio ardente di conformarci al suo Figlio Gesù e diciamo:
Dio di carità, ascoltaci!

Perché la comunità dei credenti sia un corpo armonico, uno stare insieme fraterno, nella libertà e nella pace del Risorto. Preghiamo:
Perché l'umanità proceda nella concordia e nella speranza verso Cristo salvatore, alfa e omega del creato. Preghiamo:
Perché i ministri della Chiesa, irradiando la luce della parola con sapienza e autorità, irradino anche il profumo della carità. Preghiamo:
Perché lo scorrere paziente dei giorni, tra fatiche e speranze, ci insegni la docilità di Maria e l'obbedienza amorosa di Cristo. Preghiamo:
Perché, resi nuovi dalla forza di questo sacramento, con la conversione personale collaboriamo al rinnovamento del mondo nella verità e nell'amore. Preghiamo:
Per chi ascolta con indifferenza le domande della fede.
Per gli scontenti e gli arrabbiati.

Accogli le nostre suppliche, Signore, tu che sei un Dio di pietà e di tenerezza. Te lo chiediamo per mezzo del tuo Figlio Gesù, mandato nel mondo a salvezza di tutti, e ora vive e regna con te, in unione con lo Spirito Santo, nei secoli dei secoli. Amen.

Preghiera sulle offerte
Accogli con bontà, Signore,
i doni e le preghiere del tuo popolo,
e ciò che ognuno offre in tuo onore
giovi alla salvezza di tutti. Per Cristo nostro Signore.


Antifona di comunione
Quanto è preziosa la tua misericordia, o Dio!
Gli uomini si rifugiano all’ombra delle tue ali. (Sal 36,8)

Oppure:
Il calice della benedizione che noi benediciamo
è comunione con il sangue di Cristo;
e il pane che spezziamo
è comunione con il corpo di Cristo. (cf. 1Cor 10,16)


Preghiera dopo la comunione
La potenza di questo sacramento, o Padre,
ci pervada corpo e anima,
perché non prevalga in noi il nostro sentimento,
ma l’azione del tuo Santo Spirito.
Per Cristo nostro Signore.

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Eremo San Biagio     (Omelia del 17-09-2008)
Commento su 1Cor 13,2
Dalla Parola del giorno Se conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sono nulla! Come vivere questa Parola? San Paolo dedica una buona parte di questo Inno a mettere in eviden ...
(continua)
a cura dei Carmelitani     (Omelia del 17-09-2008)
Commento Luca 7,31-35
1) Preghiera O Dio, che hai creato e governi l’universo, fa’ che sperimentiamo la potenza della tua misericordia, per dedicarci con tutte le forze al tuo servizio. Per il nostro Signore Gesù Cristo... 2) Lettura del Vangelo Dal Vangelo secondo Luca 7,31-35 I ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 19-09-2007)
Grande è il mistero della tua pietà, Signore!
Il capitolo settimo del Vangelo di Luca contiene una progressiva rivelazione del Signore. I miracoli che compie Gesù, presentati all'inizio del capitolo, sono preannuncio del suo Mistero Pasquale. Possiamo leggerli, infatti nella luce pasquale per scorgervi, in essi il mistero stesso di Gesù. Il cap ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 19-09-2007)

Dalla Parola del giorno Alla sapienza è stata resa giustizia da tutti i suoi figli. Come vivere questa Parola? Gesù si è rivelato, finora, come Colui che è venuto con potenza grande: guarisce e risuscita dai morti; come Colui che sana i peccatori e usa misericordia, perdona. Eg ...
(continua)
mons. Vincenzo Paglia     (Omelia del 19-09-2007)
Commento Matteo 10,1-7
Le parole evangeliche esprimono un giudizio duro sulla generazione che non comprendeva né il Battista né il Figlio dell'uomo. E più avanti ancora Gesù accuserà: "O generazione incredula e perversa, fino a quando sarò con voi e vi sopporterò?" (Lc 9, 41). Anche Pietro, uscendo dal Cenacolo nel giorno ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 20-09-2006)
I bambini che non vogliono giocare
Nel richiamare un antico proverbio ebraico Gesù ci propone la scena di un gruppo di bambini sordo a qualsiasi esortazione per iniziare un gioco. La pigrizia di questi fanciulli è paragonata alla sordità che il popolo d'Israele sta dimostrando nel rifiutare gli insegnamenti, prima di Giovanni il Batt ...
(continua)
mons. Vincenzo Paglia     (Omelia del 20-09-2006)

Le parole evangeliche esprimono un giudizio duro sulla generazione che non comprendeva né il Battista né il Figlio dell'uomo. E più avanti ancora Gesù accuserà: "O generazione incredula e perversa, fino a quando sarò con voi e vi sopporterò?" (Lc 9, 41). Anche Pietro, uscendo dal Cenacolo nel giorno ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 15-09-2004)
Commento su 1Cor 13,4-7
Dalla Parola del giorno La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell'ingiustizia, ma si compiace della verità. Tutto copre ...
(continua)
don Paolo Curtaz     (Omelia del 17-09-2003)

Gesù ha perfettamente ragione: ci comportiamo come bambini capricciosi il più delle volte. Chissà, forse non abbiamo capito il suo invito ad essere come fanciulli: non intendeva certo dire di diventare infantili! Il tema è questo: su sei miliardi di persone almeno sei miliardi hanno qualcosa di cui ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 17-09-2003)

Dalla Parola del giorno "A chi dunque paragonerò gli uomini di questa generazione, a chi sono simili? Sono simili a quei bambini che stando in piazza gridano gli uni agli altri: Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato: vi abbiamo cantato un lamento e non avete pianto!" Com ...
(continua)
padre Lino Pedron     (Omelia del 17-09-2003)
Commento su Luca 7, 31-35
La gente del tempo di Gesù rifiuta il gioco di Dio e contrasta il suo disegno. Dio li chiama alla conversione e alla serietà per mezzo di Giovanni il Battista e non accettano perché lo ritengono pazzo. Li chiama alla gioia e alla festa per mezzo di Gesù e non accettano perché vogliono un Dio severo. ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 18-09-2002)
Commento su 1Cor 7,29-31
Dalla Parola del giorno Se conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sono nulla! Come vivere questa Parola? Queste proposizioni al condizionale evidenziano ideali possibilità ...
(continua)
don Paolo Curtaz     (Omelia del 18-09-2002)
Commento Luca 7,31-35
Gesù è un mangione e un beone, così lontano dallo stereotipo dell'uomo di fede, dell'asceta macerato dalle penitenze! La gente è turbata da questo profeta inusuale, che non esita a frequentare i festini dei pubblicani e a godere del buon cibo che gli viene offerto. Gesù non vive un rancido e sospett ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 19-09-2001)

Dalla Parola del giorno Il Signore disse: A chi dunque paragonerò gli uomini di questa generazione, a chi sono simili? Sono simili a quei bambini che stando in piazza gridano gli uni gli altri: Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, vi abbiamo cantato un lamento e non avete pian ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 20-09-2000)
Commento su 1Cor 12,2
Dalla Parola del giorno E se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sono nulla. Come vivere questa Parola? Tra le più belle pagine della Bib ...
(continua)

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