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LITURGIA

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Venerdì 19 Settembre 2008

Sabato 20 Settembre 2008

  San Giovanni Crisostomo

S0913 ; PO236
Grado della Celebrazione: Memoria
Colore liturgico: Bianco

Ascolta il Vangelo >

Il Crisostomo (Antiochia c. 349 - Comana sul Mar Nero 14 settembre 407) fu annunziatore fedele della parola di Dio, come presbitero ad Antiochia (386-397) e come vescovo a Costantinopoli (397-404). Qui si dedicò all’evangelizzazione e alla catechesi, all’opera liturgica, caritativa e missionaria. L’anafora eucaristica da lui rielaborata in forma definitiva sull’antico schema antiocheno è ancor oggi la più diffusa in tutto l’Oriente. La sua predicazione nel campo morale e sociale gli procurò dure opposizioni e infine l’esilio (404-407), dove morì. Nella sua opera di maestro e dottore ha rilievo il commento alle Scritture, specialmente alle lettere paoline, e il suo contributo alla dottrina eucaristica.

Antifona d'ingresso
Il Signore gli ha aperto la bocca
in mezzo alla sua Chiesa;
lo ha colmato dello Spirito di sapienza e d'intelletto;
lo ha rivestito di un manto di gloria.


Colletta
O Dio, sostegno e forza di chi spera in te,
che ci hai dato in san Giovanni Crisostomo
un vescovo mirabile per l’eloquenza
e per l’invitta costanza nelle persecuzioni,
fa’ che il popolo cristiano,
illuminato dalla sua dottrina,
sappia imitare la sua fortezza evangelica.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

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Prima lettura

1Cor 10,14-22
Noi tutti che partecipiamo dell’unico pane siamo un corpo solo.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi
Miei cari, fuggite l’idolatria. Parlo come a persone intelligenti; giudicate voi stessi quello che dico: il calice della benedizione che noi benediciamo, non è forse comunione con il sangue di Cristo? E il pane che noi spezziamo, non è forse comunione con il corpo di Cristo? Poiché c’è un solo pane, noi, pur essendo molti, siamo un corpo solo: tutti infatti partecipiamo dell’unico pane. Guardate Israele secondo la carne: quelli che mangiano le vittime sacrificali non sono forse in comunione con l’altare?
Che cosa dunque intendo dire? Che la carne immolata agli idoli è qualche cosa? O che un idolo è qualche cosa? No, ma dico che i sacrifici dei pagani sono fatti a demoni e non a Dio.
Ora, io non voglio che voi entriate in comunione con i demoni; non potete bere il calice del Signore e il calice dei demoni; non potete partecipare alla mensa del Signore e alla mensa dei demoni. O vogliamo provocare la gelosia del Signore? Siamo forse più forti di lui?

Parola di Dio

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Salmo responsoriale

Sal 115

Accogli, Signore, il nostro sacrificio di lode.

Che cosa renderò al Signore
per quanto mi ha dato?
Alzerò il calice della salvezza
e invocherò il nome del Signore.

Offrirò sacrifici di lode
e invocherò il nome del Signore.
Adempirò i miei voti al Signore
davanti a tutto il suo popolo.

Canto al Vangelo (Giac 1,22)
Alleluia, alleluia.
Siate di quelli che mettono in pratica la parola,
e non soltanto ascoltatori.
Alleluia.

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Vangelo

Lc 6,43-49
Perché mi chiamate: Signore, Signore, e poi non fate ciò che dico?


+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Non c’è albero buono che faccia frutti cattivi, né albero cattivo che faccia frutti buoni. Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dalle spine, né si vendemmia uva da un rovo.
L’uomo buono trae fuori il bene dal buon tesoro del suo cuore; l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male, perché la bocca parla dalla pienezza del cuore.
Perché mi chiamate: Signore, Signore, e poi non fate ciò che dico?
Chi viene a me e ascolta le mie parole e le mette in pratica, vi mostrerò a chi è simile: è simile a un uomo che, costruendo una casa, ha scavato molto profondo e ha posto le fondamenta sopra la roccia. Venuta la piena, il fiume irruppe contro quella casa, ma non riuscì a smuoverla perché era costruita bene.
Chi invece ascolta e non mette in pratica, è simile a un uomo che ha costruito una casa sulla terra, senza fondamenta. Il fiume la investì e subito crollò; e la rovina di quella casa fu grande”.

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Fratelli, Dio si dona a noi in Cristo Gesù per renderci santi e perfetti nell'amore. Confidenti nella sua mite onnipotenza, manifestiamo le nostre intenzioni, dicendo:
Signore, insegnaci a servirti nella gioia!

Perché la Chiesa sia fedele nel custodire e condividere il buon tesoro della parola rivelata. Preghiamo:
Perché i credenti diano frutti di bontà e diffondano tra gli uomini la fragranza di Cristo. Preghiamo:
Perché il nostro amare sia puro, il nostro pensare sia vero e l'agire trasparente. Preghiamo:
Perché nessuno riceva scandalo dalla nostra fragilità e tiepidezza. Preghiamo:
Perché la partecipazione a questa eucaristia si traduca in novità di vita, a edificazione della comunità. Preghiamo:
Per coloro che sono alla ricerca di un progetto di vita.
Per gli educatori, che devono offrire l'esempio di una vita coerente.

Signore, tu che ci insegni a pregare nella verità e nell'umiltà, rendici sinceri e umili, a te graditi in tutte le nostre azioni. Te lo chiediamo per Cristo Signore, che conosce i nostri cuori e con te vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

Preghiera sulle offerte
Accetta, Signore, il sacrificio,
che ti offriamo con gioia
nel ricordo di san Giovanni Crisostomo,
e fa’ che secondo il suo insegnamento
uniamo all’offerta eucaristica
il dono di tutta la nostra vita.
Per Cristo nostro Signore.


Antifona di comunione
Il buon pastore dona la vita
per il suo gregge. (cf. Gv 10,11)


Preghiera dopo la comunione
O Signore, il mistero eucaristico,
che ha riunito la tua Chiesa
nella gloriosa memoria di san Giovanni Crisostomo,
ci confermi nel tuo amore
e ci renda fedeli testimoni della tua verità.
Per Cristo nostro Signore.

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Eremo San Biagio     (Omelia del 13-09-2008)
Commento su 1Cor 10,17
Dalla Parola del giorno Poiché c’è un solo Pane, noi, pur essendo molti, siamo un corpo solo: tutti infatti partecipiamo dell’unico Pane. Come vivere questa Parola? L’espressione si inserisce nel contesto di un discorso eucaristico in cui Paolo richiama esplicitamente la comun ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 15-09-2007)
Commento su 1Tim 1,18
Dalla Parola del giorno Cristo Gesù è venuto nel mondo per salvare i peccatori, e di questi il primo sono io. Come vivere questa Parola? San Paolo afferma una venuta "sicura e degna di essere da tutti accolta", infatti, di ciò che più importa chi, come noi, vuol camminare con G ...
(continua)
mons. Vincenzo Paglia     (Omelia del 15-09-2007)

Con l'immagine della casa si chiude il discorso delle Beatitudini. Sono parole che valgono davvero la vita. Non sono semplici esortazioni morali. Rappresentano quello che le fondamenta sono per una casa. Debbono essere solide e resistenti alle intemperie, pena il crollo di tutto l'edificio. Le parol ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 16-09-2006)

Dalla Parola del giorno L'uomo buono trae fuori il bene dal buon tesoro del suo cuore. Come vivere questa Parola? "Nessuno è buono se non Dio solo" (Lc 18,19) afferma Gesù al giovane ricco. L'uomo può esserlo solo se, in quanto abitazione della Trinità, ne promana il profumo e ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 16-09-2006)
Frutti buoni e fondamenta solide
Non è la prima ne l'unica volta che il Signore paragona la nostra vita ad un albero. Ricordiamo tutti la storia del fico arido e ancora meglio quella della vite e dei tralci secchi destinati al fuoco. Gesù, da ottimo psicologo, afferma che l'uomo, ognuno di noi, trae i suoi frutti dal buon tesoro de ...
(continua)
mons. Vincenzo Paglia     (Omelia del 16-09-2006)

Con l'immagine della casa si chiude il discorso delle Beatitudini. Sono parole che valgono davvero la vita. Non sono semplici esortazioni morali. Rappresentano quello che le fondamenta sono per una casa. Debbono essere solide e resistenti alle intemperie, pena il crollo di tutto l'edificio. Le parol ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 10-09-2005)

Dalla Parola del giorno Cristo Gesù è venuto nel mondo per salvare i peccatori e di questi il primo sono io. Come vivere questa Parola? Quello che San Paolo proclama circa la venuta di Gesù a salvare i peccatori, non è altro che quanto il Signore stes-so aveva proclamato ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 11-09-2004)

Dalla Parola del giorno Figlio,...bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto, ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato. Come vivere questa Parola? Un tempo nei monasteri, durante le ore dedicate alla lectio divina, alcuni monaci "circa ...
(continua)
don Paolo Curtaz     (Omelia del 13-09-2003)

Un invito alla concretezza quello del Signore, oggi. Una differenza sostanziale tra il parlare e l'agire, tra il credere di credere e la casa costruita sulla roccia; Gesù non ama l'esteriorità né i salamelecchi, non la pompa magna né la ritualità che non sia piena di desiderio e di verità e che non ...
(continua)
padre Lino Pedron     (Omelia del 13-09-2003)
Commento su Luca 6, 43-49
Nei versetti precedenti a questo brano (38-42) erano state elencate le caratteristiche dei falsi cristiani: ciechi, pretenziosi, severi verso gli altri e benevoli verso di sé e, soprattutto, illusi di non aver bisogno di perdono. Nei versetti 43-45 di questo brano ci viene presentato il nostro probl ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 16-09-2000)

Dalla Parola del giorno L'uomo buono trae fuori il bene dal buon tesoro del suo cuore, l'uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male, perché la bocca parla dalla pienezza del cuore. Come vivere questa Parola? All'interno del grande discorso della montagna, questo ins ...
(continua)

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