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CHIESA

      

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LITURGIA

> 17 Luglio 2008 <

Martedì 15 Luglio 2008

Mercoledì 16 Luglio 2008

Giovedì 17 Luglio 2008

Venerdì 18 Luglio 2008

Sabato 19 Luglio 2008

Domenica 20 Luglio 2008

Lunedì 21 Luglio 2008

Martedì 22 Luglio 2008

Mercoledì 23 Luglio 2008

Giovedì 24 Luglio 2008

  Giovedì della XV settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)

PO154 ;
Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Verde

Ascolta il Vangelo >
Nel suo Vangelo san Matteo riporta una parola che rivela come Gesù intende la sua missione specifica, a chi si indirizza il suo messaggio e come questo trasforma la vita.
Gesù non si rivolge agli uomini che sono sicuri di se stessi, che pensano di conoscere Dio e la sua volontà, e che si credono chiamati e autorizzati ad imporre agli altri le regole di una vita che piace a Dio. Gesù fa appello ai molti uomini che sono diventati “schiavi” e gemono sotto gli ordini e i comandamenti di questo mondo. La testa piegata e gli occhi bassi, essi camminano sotto il giogo che hanno loro imposto i dottori. Passo dopo passo, coscienti della propria limitatezza, nella timida speranza che Dio abbia pietà di loro.
L’immagine del “giogo leggero”, che non schiaccia gli uomini, rappresenta le direttive di vita che dà Gesù, e che si oppongono a quelle degli antichi dottori (ma non alla Bibbia dell’Antico Testamento).
Gesù conosce il Padre come nessun altro. Sa come il Padre vuole che siano gli uomini. La vita di colui che impara da lui - che è mite e umile di cuore - cambia dal di dentro: egli trova riposo e sollievo.

Antifona d'ingresso
Nella giustizia contemplerò il tuo volto,
al mio risveglio mi sazierò della tua presenza. (Sal 17,15)


Colletta
O Dio, che mostri agli erranti la luce della tua verità,
perché possano tornare sulla retta via,
concedi a tutti coloro che si professano cristiani
di respingere ciò che è contrario a questo nome
e di seguire ciò che gli è conforme.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

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Prima lettura

Is 26,7-9.12.16-19
Si sveglieranno ed esulteranno quelli che giacciono nella polvere.

Dal libro del profeta Isaia
Il sentiero del giusto è diritto,
il cammino del giusto tu rendi piano.
Sì, nella via dei tuoi giudizi,
Signore, noi speriamo in te;
al tuo nome e al tuo ricordo
si volge tutto il nostro desiderio.
Di notte anela a te l’anima mia,
al mattino ti cerca il mio spirito,
perché quando pronunzi i tuoi giudizi sulla terra,
giustizia imparano gli abitanti del mondo.
Signore, ci concederai la pace,
poiché tu dai successo a tutte le nostre imprese.
Signore, nella tribolazione ti abbiamo cercato;
a te abbiamo gridato nella prova,
che è la tua correzione.
Come una donna incinta che sta per partorire
si contorce e grida nei dolori,
così siamo stati noi di fronte a te, Signore.
Abbiamo concepito, sentito le doglie,
abbiamo partorito solo vento;
non abbiamo portato salvezza al paese
e non sono nati abitanti nel mondo.
Ma di nuovo vivranno i tuoi morti,
risorgeranno i loro cadaveri.
Si sveglieranno ed esulteranno
quelli che giacciono nella polvere,
perché la tua rugiada è rugiada luminosa,
la terra darà alla luce le ombre.

Parola di Dio

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Salmo responsoriale

Sal 101

Il popolo che hai creato, benedice il tuo nome.

Tu, Signore, rimani in eterno,
il tuo ricordo per ogni generazione.
Tu sorgerai, avrai pietà di Sion,
perché è tempo di usarle misericordia.
Ai tuoi servi sono care le sue pietre
e li muove a pietà la sua rovina.

I popoli temeranno il nome del Signore
e tutti i re della terra la tua gloria,
quando il Signore avrà ricostruito Sion
e sarà apparso in tutto il suo splendore.
Egli si volge alla preghiera del misero
e non disprezza la sua supplica.

Questo si scriva per la generazione futura
e un popolo nuovo darà lode al Signore.
Il Signore si è affacciato dall’alto del suo santuario,
dal cielo ha guardato la terra,
per ascoltare il gemito del prigioniero,
per liberare i condannati a morte.

Canto al Vangelo (Is 42,1-3)
Alleluia, alleluia.
Ecco il mio Servo che io sostengo:
non farà udire in piazza la sua voce,
non spezzerà una canna incrinata.
Alleluia.

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Vangelo

Mt 11,28-30
Io sono mite e umile di cuore.


+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse: “Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero”.

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Fratelli, accettare il giogo di Cristo significa scoprire la libertà, la gioia e la pace. Per questo, preghiamo insieme e diciamo:
Liberaci, o Signore.

Dio, fonte dell'unità, fà maturare i gemiti dello Spirito presenti nel mondo verso Cristo, principio e fine di ogni cosa. Preghiamo:
Dio giusto, rendi la tua Chiesa ovunque lievito di liberazione, capace di vedere le ingiustizie e di svegliare i rassegnati. Preghiamo:
Dio dei nostri padri, aiuta il tuo popolo a testimoniare al mondo che tu sei vicino ad ogni uomo con amore fedele. Preghiamo:
Dio Salvatore, dà ad ogni uomo che lavora la certezza di costruire un mondo nuovo con te. Preghiamo:
Dio consolatore, aiuta i poveri, i malati, gli ultimi, con il dono della fiducia in te. Preghiamo:
Per i giovani del nostro quartiere alla ricerca di una loro identità.
Per chi è tentato dal potere, dal denaro e dalla gloria.

Dio dei nostri padri, ogni giorno della nostra vita ci fai fare l'esperienza della tua fedeltà. Apri i nostri cuori all'azione dello Spirito, perché diventiamo tuoi veri figli, per l'amore, la misericordia e la salvezza del tuo Figlio Gesù che vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

Preghiera sulle offerte
Guarda, Signore, i doni della tua Chiesa in preghiera,
e trasformali in cibo spirituale
per la santificazione di tutti i credenti.
Per Cristo nostro Signore.


Antifona di comunione
Il passero trova la casa, la rondine il nido dove porre i suoi piccoli,
presso i tuoi altari, Signore degli eserciti, mio re e mio Dio.
Beato chi abita la tua casa: sempre canta le tue lodi. (Sal 84,4-5)

Oppure:
Dice il Signore: “Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue,
rimane in me e io in lui”. (Gv 6,56)


Preghiera dopo la comunione
Signore, che ci hai nutriti alla tua mensa,
fa’ che per la comunione a questi santi misteri
si affermi sempre più nella nostra vita
l’opera della redenzione. Per Cristo nostro Signore.

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Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 17-07-2008)
Il ristoro per le nostre anime
Fatica e oppressione ci accompagnano inevitabilmente per quel lento ed inarrestabile accumulo di pesi che quotidianamente si posano sulle nostre spalle e gravano sul nostro spirito. È la fatica del nostro ritorno a Dio da cui ci eravamo allontanati, è la fatica del deserto e degli aneliti inappagati ...
(continua)
a cura dei Carmelitani     (Omelia del 17-07-2008)
Commento Matteo 11,28-30
1) Preghiera O Dio, che mostri agli erranti la luce della tua verità, perché possano tornare sulla retta via, concedi a tutti coloro che si professano cristiani di respingere ciò che è contrario a questo nome e di seguire ciò che gli è conforme. Per il nostro Signore Gesù Cristo...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 19-07-2007)
Io sono
Mosè comprende quanto sia ardua l'impresa alla quale il Signore Dio lo manda. Vorrebbe rinunciare a questo incarico opponendo tante difficoltà che prevede nella loro realtà sia parte del faraone come da parte del suo popolo, di dura cervice. Gli si obietterà: Chi ti manda a liberarci? Come si chiama ...
(continua)
mons. Vincenzo Paglia     (Omelia del 19-07-2007)

Il Signore, come un amico buono, chiama a sé tutti coloro che sono affaticati e appesantiti dalla vita: da quel pubblicano al piccolo gruppo di uomini e donne che lo seguono, sino alle folle di prive di speranza, oppresse dallo strapotere dei ricchi, colpite dalla violenza della guerra, della fame, ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 20-07-2006)
Il ristoro per le nostre anime
Fatica e oppressione ci accompagnano inevitabilmente per quel lento ed inarrestabile accumulo di pesi che quotidianamente si posano sulle nostre spalle e gravano sul nostro spirito. È la fatica del nostro ritorno a Dio da cui ci eravamo allontanati, è la fatica del deserto e degli aneliti inappagati ...
(continua)
don Luciano Sanvito     (Omelia del 20-07-2006)
In vacanza con la verità
Noi abbiamo sempre un giogo che ci fa lavorare, in ogni momento. E' il giogo morale che la vita ci impone nel suo farsi, e che poi noi imponiamo agli altri, a livello personale, a livello famigliare, a livello amicale, a livello umano, sociale e religioso (soprattutto questo). Noi lavoriamo anche d ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 17-07-2003)

Dalla Parola del giorno «Mi diranno: Come si chiama? E io che cosa risponderò a loro?». Dio disse a Mosè: «Io sono colui che sono!». Poi disse: «Dirai agli Israeliti: "Io sono" mi ha mandato a voi». Come vivere questa Parola? Quando Mosè riceve il mandato di andare dagli Israel ...
(continua)
padre Lino Pedron     (Omelia del 17-07-2003)
Commento su Matteo 11,28-30
Gli affaticati e gli oppressi sono coloro che penavano sotto le pesanti prescrizioni della legge e che si sentivano smarriti davanti alla dottrina difficile e complicata dei rabbini. Gesù invita tutti costoro a cercare nel suo vangelo la vera volontà di Dio: una volontà esigente, ma lineare e sempli ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 18-07-2002)
Is 26,7-8
Dalla Parola del giorno Il cammino del giusto tu rendi piano. Sì, nella via dei tuoi giudizi, Signore, noi speriamo in te; al tuo nome e al tuo ricordo si volge tutto il nostro desiderio. Come vivere questa Parola? Queste espressioni sono nel contesto di una pagina di Isaia in ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 20-07-2000)

Dalla Parola del giorno Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero. Come vivere questa Parola? Sembra davvero una contraddizione. Il giogo non ...
(continua)

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