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LITURGIA

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Giovedì 17 Luglio 2008

Venerdì 18 Luglio 2008

  SAN BENEDETTO

S0711 ;
Grado della Celebrazione: FESTA
Colore liturgico: Bianco

Ascolta il Vangelo >

Noi potremmo facilmente tenere il Vangelo a distanza pensando: “Sono i discepoli ad essere coinvolti, o, tutt’al più, i santi come Benedetto, che Dio ha chiamato a realizzare una grande opera”. Ma il Vangelo non è solo un libro di storia. Non si accontenta di raccontare gli avvenimenti. Gli apostoli, i santi e i missionari rimandano a me. Guardate Pietro che ha accompagnato Gesù e gli altri discepoli che hanno abbandonato tutto; o guardate Benedetto che, giovane studente, rifiuta la vita brillante di Roma per ritirarsi nella solitudine! Tutti sono implicati nella storia. Noi saremmo semplici spettatori? Il Vangelo non ci riguarderebbe?
Eppure il Vangelo parla dell’avvento di un nuovo regno, del segreto inaudito che fa sì che Dio permetta che nasca un regno senza fine. Ciò significa dunque che Dio ha delle aspettative su di noi. È il dramma dell’amore. E la mia storia con Dio. La storia del regno dei cieli è già cominciata. Bisogna continuare a raccontare la storia come storia di Dio e del suo mondo. In questo Vangelo, è la sua storia che Gesù racconta quando dice: “Nella nuova creazione, quando il Figlio dell’uomo sarà seduto sul trono della sua gloria...” (Mt 19,28).
Per Gesù, ciò vuol dire amore fino alla croce.
Egli sa: “Mio padre mi manda nel mondo per amore e dice: Tu genererai un popolo nuovo. La tua missione è di diffondere l’amore nel mondo intero”. Dio vuole che il suo amore si riversi nel mondo. Si tratta del dramma dell’amore. Noi possiamo parteciparvi lasciando che Dio ci mostri il nostro posto. Poiché egli si indirizza a noi, personalmente. Quante volte abbiamo rifiutato questo invito: eppure la redenzione ha luogo qui e ora, oggi. Non è in teoria, ma nell’istante stesso che Gesù ama, agisce e parla. Ciò che importa è che io alzi gli occhi per vedere cosa accade. A cosa serve, se qualcuno mi perdona in teoria ma non nel suo cuore, né ora? La pratica di Gesù ci mostra una cosa: egli è andato incontro a tutti. Il suo invito valeva per tutti. Non debbo, dunque avere paura. Non sono tenuto a diventare prima un uomo a posto, posso venire quale sono. E, per una comunità, ciò significa semplicemente poter esistere anche con le proprie debolezze.

Antifona d'ingresso
Farò di te un grande popolo e ti benedirò,
renderò grande il tuo nome e sarai per tutti una benedizione. (cf. Gen 12,2)


Colletta
O Dio, che hai scelto san Benedetto abate
e lo hai costituito maestro
di coloro che dedicano la vita al tuo servizio,
concedi anche a noi
di non anteporre nulla all’amore del Cristo
e di correre con cuore libero e ardente
nella via dei tuoi precetti.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

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Prima lettura

Pr 2,1-9
Inclina il tuo cuore alla prudenza.

Dal libro dei Proverbi
Figlio mio, se tu accoglierai le mie parole
e custodirai in te i miei precetti,
tendendo il tuo orecchio alla sapienza,
inclinando il tuo cuore alla prudenza,
se appunto invocherai l’intelligenza
e chiamerai la saggezza,
se la ricercherai come l’argento
e per essa scaverai come per i tesori,
allora comprenderai il timore del Signore
e troverai la scienza di Dio,
perché il Signore dà la sapienza,
dalla sua bocca esce scienza e prudenza.
Egli riserva ai giusti la sua protezione,
è scudo a coloro che agiscono con rettitudine,
vegliando sui sentieri della giustizia
e custodendo le vie dei suoi amici.
Allora comprenderai l’equità e la giustizia,
la rettitudine con tutte le vie del bene.

Parola di Dio

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Salmo responsoriale

Sal 111

Beato chi cammina nelle vie del Signore.

Beato l’uomo che teme il Signore
e trova grande gioia nei suoi comandamenti.
Potente sulla terra sarà la sua stirpe,
la discendenza dei giusti sarà benedetta.

Spunta nelle tenebre come luce per i giusti,
buono, misericordioso e giusto.
Felice l’uomo pietoso che dà in prestito,
amministra i suoi beni con giustizia.
Egli non vacillerà in eterno:
il giusto sarà sempre ricordato.

Non temerà annunzio di sventura,
saldo è il suo cuore, confida nel Signore.
Egli dona largamente ai poveri,
la sua giustizia rimane per sempre,
la sua potenza s’innalza nella gloria.

Canto al Vangelo (Gv 15,5)
Alleluia, alleluia.
Io sono la vite, voi i tralci, dice il Signore;
chi rimane in me porta molto frutto.
Alleluia.

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Vangelo

Gv 15,1-8
Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto


+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Io sono la vera vite e il Padre mio è il vignaiolo. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo toglie e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto.
Voi siete già mondi, per la parola che vi ho annunziato. Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può far frutto da se stesso se non rimane nella vite, così anche voi se non rimanete in me.
Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e si secca, e poi lo raccolgono e lo gettano nel fuoco e lo bruciano.
Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quel che volete e vi sarà dato. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli”.

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Vivere uniti a Cristo è il segreto di una vita feconda e felice. Benedetto da Norcia, innestato nella vera vite del vangelo, ha dato frutti che ancor oggi fanno sentire la loro fragranza in tutto l'Occidente. Per questo preghiamo:
Salva il tuo popolo, Signore.

Dalla tua Chiesa salga a te la lode perenne, fatta di preghiera e di servizio, di liturgia e di vita. Ti preghiamo:
Gli Ordini monastici e religiosi siano sempre ricchi di vocazioni, come piante vigorose e feconde. Ti preghiamo:
I popoli d'Europa sappiano armonizzare tra loro, diffondendo pace e progresso tra le genti. Ti preghiamo:
I tuoi figli ti offrano la primizia del loro tempo, saggiamente dosando preghiera e lavoro. Ti preghiamo:
Rendi noi, qui riuniti, docili tralci nelle tue mani anche quando viene il momento della potatura, che tu saggiamente decidi. Ti preghiamo:
Perchè l'Europa riscopra le sue matrici cristiane.
Per i superiori degli ordini religiosi.

O Dio, che per la potenza del tuo amore ci hai inseriti nel mistero salvifico di Cristo, non permettere che ci separiamo mai da te, ma fà che diamo frutti di vita eterna. Te lo chiediamo in nome di Gesù, vita nostra, che con te vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

Preghiera sulle offerte
Guarda, Signore, le offerte che ti presentiamo
nella festa di san Benedetto abate,
e fa’ che sul suo esempio cerchiamo te solo,
per meritare i doni dell’unità e della pace.
Per Cristo nostro Signore.


Prefazio dei santi I,
oppure Prefazio dei santi II,
oppure Prefazio dei santi religiosi.


Antifona di comunione
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio. (Mt 5,9)

Oppure:
La pace di Cristo regni nei vostri cuori,
perché ad essa siete chiamati in un solo corpo. (Col 3,15)


Preghiera dopo la comunione
O Dio, che in questo sacramento
ci hai dato il pegno della vita eterna,
fa’ che, secondo lo spirito di san Benedetto,
celebriamo fedelmente la tua lode
e amiamo i fratelli con carità sincera.
Per Cristo nostro Signore.

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Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 11-07-2008)
La vite e i tralci
Ci fa da guida in questo giorno particolarmente solenne per noi monaci e per tutta la chiesa, la splendida immagine evangelica della vite e dei tralci. La leggiamo nel contesto monastico e ci lasciamo guidare dallo stesso Patriarca S. Benedetto. Egli con un linguaggio altamente teologico e biblico v ...
(continua)
a cura dei Carmelitani     (Omelia del 11-07-2008)

1) Preghiera O Dio, che nell'umiliazione del tuo Figlio hai risollevato l'umanità dalla sua caduta, donaci una rinnovata gioia pasquale, perché, liberi dall'oppressione della colpa, partecipiamo alla felicità eterna. Per il nostro Signore Gesù Cristo... 2) Lettura del Van ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 11-07-2007)
Benedetto di nome e di fatto
Tutta la chiesa oggi rivolge lo sguardo ai secoli passati per ricordare la figura del Patriarca dei Monaci d'Occidente, che oltre 1500 anni fa iniziò la sua missione di vita eremitica, prima, e poi cenobitica. I monasteri che si ispirano alla sua Regola si diffondono in tutta l'Europa che viene evan ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 11-07-2007)

Dalla Parola del giorno Figlio mio, se tu accoglierai le mie parole e custodirai in te i miei precetti, tendendo il tuo orecchio alla sapienza, inclinando il tuo cuore alla prudenza... se la ricercherai come l'argento e per essa scaverai come per i tesori, allora comprenderai il timore del ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 11-07-2006)
La vite e i tralci
La vite e i tralci... Ci fa da guida in questo giorno particolarmente solenne per noi monaci e per tutta la chiesa, la splendida immagine evangelica della vite e dei tralci. La leggiamo nel contesto monastico e ci lasciamo guidare dallo stesso Patriarca S. Benedetto. Egli con un linguaggio altament ...
(continua)
don Luciano Sanvito     (Omelia del 11-07-2006)
Un tipo senza fronzoli
Il mondo di oggi vive su quegli accessori che, grazie alle pubblicità smisurate e smisuranti, prendono il posto delle realtà primarie e fondamentali. Possiamo dire che oggi a dare valore alle cose e alle persone è proprio il fronzolo, l'accessorio e il superfluo. In questo contesto appare significa ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 11-07-2003)

Dalla Parola del giorno Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto. Come vivere questa Parola? Questa parola è il cuore di una vera vita cristiana. Il Patrono d'Europa, S.Benedetto, l'ha vissuta a fondo, proponendola anche ai suoi seguaci. Così ...
(continua)
padre Lino Pedron     (Omelia del 11-07-2003)
Commento su Giovanni 15,1-8
In questo brano Gesù scongiura i suoi amici di rimanere in lui, nel suo amore, per portare molto frutto e per godere la gioia in pienezza. L'espressione dominante di questo testo è "rimanere in", che ricorre sette volte. Gesù si presenta come la vite della verità: in questo modo afferma di essere ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 11-07-2002)

Dalla Parola del giorno Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può far frutto da se stesso se non rimane nella vite, così anche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla.
(continua)
Archivio Parrocchia     (Omelia del 11-07-2001)
Giovanni 15,1-8
Il Vangelo odierno insiste sul frutto e sull'interiorità e corrisponde bene alla vocazione benedettina di interiorità e di fecondità interiore. Gesù ci domanda di portare frutto e ci indica le condizioni perché si realizzi questa che è esigenza essenziale, dato che "ogni tralcio che in me non porta ...
(continua)

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