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LITURGIA

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Mercoledì 25 Giugno 2008

Giovedì 26 Giugno 2008

Venerdì 27 Giugno 2008

Sabato 28 Giugno 2008

  San Luigi Gonzaga

S0621 ; PO116
Grado della Celebrazione: Memoria
Colore liturgico: Bianco

Ascolta il Vangelo >

Il Vangelo oggi ci parla di un tesoro nascosto che riempie di gioia, un tesoro che non è fatto di cose, neppure di grazie, ma è una persona: Gesù, il rapporto profondo con lui. Anche san Paolo esprime la gioia per questo tesoro, per il quale ha lasciato perdere tutto:
"Quello che poteva essere per me un guadagno, l'ho considerato una perdita a motivo di Cristo. Anzi, tutto ormai reputo una perdita di fronte alla sublimità della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore". Lui stesso, Paolo, è stato "afferrato da Cristo" ed ora corre verso la meta...
Così san Luigi lasciò tutti gli onori e le ricchezze pur di trovare Gesù Cristo, e lo trovò nella preghiera e nella carità.
San Paolo ci indica anche qual è il campo dove trovare questo "tesoro": "Conoscere lui, la potenza della sua risurrezione, la partecipazione alle sue sofferenze, diventandogli conforme nella morte...". Ecco il campo: la partecipazione al mistero di Cristo in tutte le sue dimensioni: morte e risurrezione, in un rapporto totale con lui.
Noi molto sovente cerchiamo altri tesori, magari illudendoci di cercare lui: un po' di soddisfazioni nel lavoro (lecite!), un po' di riconoscimenti, un po' di riconoscenza, un po' di salute... E in queste lecitissime ricerche non cerchiamo più davvero l'unico tesoro che merita la nostra attenzione. E ci dimentichiamo che c e reciprocità tra l'essere trovati in lui e trovare il tesoro.
Se cerchiamo il vero tesoro, lui, egli si fa trovare e contemporaneamente noi siamo in lui.

Antifona d'ingresso
Chi ha mani innocenti e cuore puro
salirà sul monte del Signore,
e starà nel suo santo luogo. (cf. Sal 24,4.3)


Colletta
O Dio, principio e fonte di ogni bene,
che in san Luigi Gonzaga
hai unito in modo mirabile l’austerità e la purezza,
fa’ che per i suoi meriti e le sue preghiere,
se non lo abbiamo imitato nell’innocenza,
lo seguiamo sulla via della penitenza evangelica.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

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Prima lettura

2Cr 24,17-25
Avete ucciso Zaccaria tra il tempio e l’altare.

Dal secondo libro delle Cronache
Dopo la morte di Ioiada, i capi di Giuda andarono a prostrarsi davanti al re, che allora diede loro ascolto. Costoro trascurarono il tempio del Signore Dio dei loro padri, per venerare i pali sacri e gli idoli. Per questa loro colpa si scatenò l’ira di Dio su Giuda e su Gerusalemme. Il Signore mandò loro profeti perché li facessero ritornare a lui. Essi comunicarono loro il proprio messaggio, ma non furono ascoltati.
Allora lo spirito di Dio investì Zaccaria, figlio del sacerdote Ioiada, che si alzò in mezzo al popolo e disse: “Dice Dio: Perché trasgredite i comandi del Signore? Per questo non avete successo; poiché avete abbandonato il Signore, anch’egli vi abbandona”. Ma congiurarono contro di lui e per ordine del re lo lapidarono nel cortile del tempio.
Il re Ioas non si ricordò del favore fattogli da Ioiada padre di Zaccaria, ma ne uccise il figlio, che morendo disse: “Il Signore lo veda e ne chieda conto!”.
All’inizio dell’anno successivo, marciò contro Ioas l’esercito degli Aramei. Essi vennero in Giuda e in Gerusalemme, sterminarono fra il popolo tutti i capi e inviarono l’intero bottino al re di Damasco.
L’esercito degli Aramei era venuto con pochi uomini, ma il Signore mise nelle loro mani un grande esercito, perché essi avevano abbandonato il Signore Dio dei loro padri.
Gli Aramei fecero giustizia di Ioas. Quando furono partiti, lasciandolo gravemente malato, i suoi ministri ordirono una congiura contro di lui per vendicare il figlio del sacerdote Ioiada e lo uccisero nel suo letto. Così egli morì e lo seppellirono nella città di Davide, ma non nei sepolcri dei re.

Parola di Dio

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Salmo responsoriale

Sal 88

La bontà del Signore durerà in eterno.

Un tempo, Signore, tu hai detto:
“Ho stretto un’alleanza con il mio eletto,
ho giurato a Davide mio servo:
stabilirò per sempre la tua discendenza,
ti darò un trono che duri nei secoli.

Gli conserverò sempre la mia grazia,
la mia alleanza gli sarà fedele.
Stabilirò per sempre la sua discendenza,
il suo trono come i giorni del cielo.

Se i suoi figli abbandoneranno la mia legge
e non seguiranno i miei decreti,
se violeranno i miei statuti
e non osserveranno i miei comandi,
punirò con la verga il loro peccato
e con flagelli la loro colpa.

Ma non gli toglierò la mia grazia
e alla mia fedeltà non verrò mai meno.
Non violerò la mia alleanza,
non muterò la mia promessa”.

Canto al Vangelo (2Cor 8,9)
Alleluia, alleluia.
Gesù Cristo, da ricco che era, si fece povero,
per arricchire noi con la sua povertà.
Alleluia.

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Vangelo

Mt 6,24-34
Non affannatevi per il domani.


+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Nessuno può servire a due padroni: o odierà l’uno e amerà l’altro o preferirà l’uno e disprezzerà l’altro: non potete servire a Dio e a mammóna.
Perciò vi dico: per la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete o berrete, e neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita forse non vale più del cibo e il corpo più del vestito?
Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non contate voi forse più di loro? E chi di voi, per quanto si dia da fare, può aggiungere un’ora sola alla sua vita? E perché vi affannate per il vestito?
Osservate come crescono i gigli del campo: non lavorano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro.
Ora se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani verrà gettata nel forno, non farà assai più per voi, gente di poca fede? Non affannatevi dunque dicendo: Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo? Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno.
Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. Non affannatevi dunque per il domani, perché il domani avrà già le sue inquietudini. A ciascun giorno basta la sua pena”.

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Fratelli, mediante il battesimo il Padre ci ha accolti nel suo grande disegno di salvezza. Supplichiamolo perché ci aiuti a vivere ogni giorno confidando nella sua provvidenza, dicendo:
Signore, aumenta la nostra fede.

Per il popolo di Dio, perché riconfermi il suo rifiuto agli idoli del denaro e del potere e mantenga viva la coscienza di essere chiamato alla santità. Preghiamo:
Per le autorità civili e i potenti del mondo, perché la ricerca del bene dell'uomo li spinga a realizzare una distribuzione più equa delle risorse. Preghiamo:
Per i poveri e i sofferenti, perché la memoria di Cristo, provvidenza di Dio, li aiuti a vivere le difficoltà quotidiane fiduciosi della benevolenza divina. Preghiamo:
Per i genitori e gli educatori, perché infondano nelle giovani generazioni il distacco dalle cose materiali e la volontà di possedere i beni spirituali. Preghiamo:
Per noi cristiani, perché vinciamo la continua tentazione del compromesso che il mondo ci propone, per servire in tutto Colui che è morto per i nostri peccati. Preghiamo:
Per chi si vive ancora autocentrato.
Per i disoccupati del nostro quartiere.

Padre buono, che nell'eucaristia ci offri come cibo quotidiano il corpo del tuo unico Figlio, donaci di testimoniare nella carità la tua provvidenza per ogni uomo. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Preghiera sulle offerte
Concedi, Signore,
che, sull’esempio di san Luigi Gonzaga,
partecipiamo al banchetto celeste,
rivestiti dell’abito nuziale,
per ricevere l’abbondanza dei tuoi doni.
Per Cristo nostro Signore.


Antifona di comunione
Ha dato loro il pane del cielo;
l’uomo ha mangiato il pane degli angeli. (Sal 78,24-25)


Preghiera dopo la comunione
O Dio,
che ci hai nutriti con il pane degli angeli,
fa’ che ti serviamo con carità e purezza,
e sull’esempio di san Luigi Gonzaga,
viviamo in perenne rendimento di grazie.
Per Cristo nostro Signore.

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Eremo San Biagio     (Omelia del 21-06-2008)
Commento su Mt 6,25
Dalla Parola del giorno "Non affannatevi". Come vivere questa Parola? È un insegnamento di Gesù, un imperativo, oggi, quanto mai terapeutico. La vita va talmente di corsa al lavoro e nelle varie strutture operative, che la famiglia ne risente, e anche la singola persona. L'affa ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 21-06-2008)
A ciascun giorno basta la sua pena
La chiesa ricorda oggi la bella figura di San Luigi Gonzaga, che consuma la sua vita in breve tempo, soli 23 anni, nel servizio degli appestati a Roma dove portava il suo aiuto di carità. La nobiltà dei natali non gli impedì di dedicare la sua vita al servizio del Signore nella Compagnia di Gesù, do ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 23-06-2007)
Gli inutili affanni del mondo
Il mondo e le sue attrattive (è il "mammona" del vangelo odierno) o Dio; è l'esigenza di una scelta radicale, sgorga dalla coerenza e dalla fede che il cristiano vuole professare e di vivere. "Non potete servire a Dio e a mammona". Ci sono nella nostra vira compromessi irrealizzabili, anche se spess ...
(continua)
mons. Vincenzo Paglia     (Omelia del 23-06-2007)

Non è possibile seguire due padroni, essere cioè servi del Vangelo e delle cose del mondo. Il cuore non può dividersi. Il Signore richiede ai discepoli un amore esclusivo come il suo. Il nostro Dio è un Dio geloso e pieno d'amore. Essere liberi dalla schiavitù delle cose, vuol dire affidarsi totalme ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 18-06-2005)

Dalla Parola del giorno Ti basta la mia grazia; la mia potenza infatti si manifesta pienamente nella debolezza. (2 Cor 12,9) Come vivere questa Parola? Siamo soliti pensare ai santi come a persone straordinarie, neppure sfiorate dal limite o comunque sempre vittoriose su di ess ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 21-06-2003)

Dalla Parola del giorno Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non contate voi forse più di loro? E chi di voi, per quanto si dia da fare, può aggiungere un'ora sola alla sua vita? E perché vi affannate pe ...
(continua)
don Paolo Curtaz     (Omelia del 21-06-2003)
Commento Matteo 6,24-34
Sano, straordinario, equilibrato monito di Gesù: "Non affannarti". Affanno, detto "stress" nella terminologia attuale, quando, cioè, la vita viene avvelenata dalla vita, dalle ansie organizzative, dalle paure, dal domani. I nostri padri vivevano in un certo clima fatalista, sapendo che la vita era g ...
(continua)
padre Lino Pedron     (Omelia del 21-06-2003)
Commento su Matteo 6, 24-34
Dio vuole per sé tutto l'uomo e non tollera compromessi: "Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente" (Mt 22,37). Dietro tutte le forme di idolatria si nasconde il maligno. Egli si nasconde dietro il mammona, che è l'insieme delle cose che posse ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 22-06-2002)

Dalla Parola del giorno Nessuno può servire a due padroni: o odierà l'uno e amerà l'altro, o preferirà l'uno e disprezzerà l'altro: non potete servire a Dio e a mammona. Come vivere questa Parola? La parola "mammona", di origine fenicia, era passata nel linguaggio corrente dell ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 24-06-2000)

Dalla Parola del giorno Nessuno può servire a due padroni: o odierà l'uno e amerà l'altro, o preferirà l'uno e disprezzerà l'altro: non potete servire Dio e il denaro. Perciò vi dico per la vostra vita non affannatevi (...) il Padre vostro Celeste sa di che cosa avete bisogno. Come ...
(continua)

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