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Martedì della V settimana di Pasqua
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EP052 ;
Grado della Celebrazione: Feria Colore liturgico: Bianco
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Ad Auschwitz, nel campo di concentramento, c’era un carcere: il famigerato Blocco II. Là, in una cella sotterranea san Massi-miliano Kolbe è morto d’inanizione dopo una lunga e penosa agonia, attorniato da ogni tortura e miseria umana. Fuori c’era il cortile in cui circa ventimila uomini furono assassinati; di fianco, l’“ospedale” in cui si praticava la vivisezione su esseri umani, mentre, in fondo alla strada, si trovava il forno crematorio. Eppure, nel cuore di padre Kolbe regnava quella pace che Cristo aveva promesso di dare ai discepoli che, seguendo il suo esempio, sarebbero morti per la vita di altri.
In circostanze simili, san Tommaso More pregava nella torre di Londra: “La perdita dei beni temporali, degli amici, della libertà, della vita e di tutto il resto non è nulla se si guadagna Cristo”.
Il potente di questo mondo regna per mezzo della paura e dell’intimidazione. Ma Cristo dice: “Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore”.
Ci dà in dono la pace, non la pace del mondo, cioè la pace della sazietà e della noia, la pace nata dal compromesso, la pace dei morti viventi, ma la pace dell’unione con Dio, nell’unità del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Una tale pace, nata nel perdono dei peccati e nutrita dall’amore, l’amore di Dio per noi, aumenta in proporzione a ciò che soffriamo per Cristo.
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Antifona d'ingresso
Date lode al nostro Dio,
voi che lo temete, piccoli e grandi,
perché è venuta la salvezza e la potenza
e la sovranità del suo Cristo. Alleluia.
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Colletta
O Padre, che nella risurrezione del tuo Figlio
ci hai aperto il passaggio alla vita eterna,
rafforza in noi la fede e la speranza,
perché non dubitiamo mai di raggiungere quei beni
che tu ci hai rivelato e promesso.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
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Prima lettura
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At 14,19-28
Riferirono alla comunità quello che Dio aveva compiuto per mezzo loro.
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Dagli Atti degli Apostoli
In quei giorni, giunsero da Antiochia e da Iconio alcuni Giudei, i quali trassero dalla loro parte la folla; essi presero Paolo a sassate e quindi lo trascinarono fuori della città, credendolo morto. Allora gli si fecero attorno i discepoli ed egli, alzatosi, entrò in città. Il giorno dopo partì con Barnaba alla volta di Derbe.
Dopo aver predicato il vangelo in quella città e fatto un numero considerevole di discepoli, ritornarono a Listra, Iconio e Antiochia, rianimando i discepoli ed esortandoli a restare saldi nella fede poiché, dicevano, è necessario attraversare molte tribolazioni per entrare nel regno di Dio. Costituirono quindi per loro in ogni comunità alcuni anziani e dopo aver pregato e digiunato li affidarono al Signore, nel quale avevano creduto. Attraversata poi la Pisidia, raggiunsero la Panfilia e dopo avere predicato la parola di Dio a Perge, scesero ad Attalia; di qui fecero vela per Antiochia là dove erano stati affidati alla grazia del Signore per l’impresa che avevano compiuto.
Non appena furono arrivati, riunirono la comunità e riferirono tutto quello che Dio aveva compiuto per mezzo loro e come aveva aperto ai pagani la porta della fede.
E si fermarono per non poco tempo insieme ai discepoli.
Parola di Dio
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Salmo responsoriale
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Sal 144
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Ti rendiamo grazie, o Dio, per la tua gloria.
Ti lodino, Signore, tutte le tue opere
e ti benedicano i tuoi fedeli.
Dicano la gloria del tuo regno
e parlino della tua potenza.
Manifestino agli uomini i tuoi prodigi
e la splendida gloria del tuo regno.
Il tuo regno è regno di tutti i secoli,
il tuo dominio si estende ad ogni generazione.
Canti la mia bocca la lode del Signore
e ogni vivente benedica il suo nome santo,
in eterno e sempre.
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Canto al Vangelo (Lc 24,46.26)
Alleluia, alleluia.
Il Cristo doveva patire e risorgere dai morti,
ed entrare così nella sua gloria.
Alleluia.
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Vangelo
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Gv 14,27-31
Vi dò la mia pace
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Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: “Vi lascio la pace, vi dò la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi.
Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. Avete udito che vi ho detto: Vado e tornerò a voi; se mi amaste, vi rallegrereste che io vado dal Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l’ho detto adesso, prima che avvenga, perché quando avverrà, voi crediate.
Non parlerò più a lungo con voi, perché viene il principe del mondo; egli non ha nessun potere su di me, ma bisogna che il mondo sappia che io amo il Padre e faccio quello che il Padre mi ha comandato”.
Parola del Signore
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Preghiera sulle offerte
Accogli, Signore, i doni della tua Chiesa in festa,
e poiché le hai dato motivo di tanta gioia,
donale anche il frutto di una perenne letizia.
Per Cristo nostro Signore.
Oppure:
Accogli, Signore, l’offerta che ti presentiamo
e riempi dei doni del tuo Spirito
coloro che hai chiamato a seguire il Cristo tuo Figlio.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
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PREFAZIO PASQUALE V
Cristo sacerdote e vittima
È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
proclamare sempre la tua gloria, o Signore,
e soprattutto esaltarti in questo tempo
nel quale Cristo, nostra Pasqua, si è immolato.
Offrendo il suo corpo sulla croce,
diede compimento ai sacrifici antichi,
e donandosi per la nostra redenzione
divenne altare, vittima e sacerdote.
Per questo mistero, nella pienezza della gioia pasquale,
l’umanità esulta su tutta la terra,
e con l’assemblea degli angeli e dei santi
canta l’inno della tua gloria: Santo...
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Antifona di comunione
“Se siamo morti con Cristo,
crediamo che con Cristo anche vivremo”.
Alleluia. (Rm 6,8)
Oppure:
“Bisogna che il mondo sappia che io amo il Padre
e faccio quello che il Padre mi ha comandato”.
Alleluia. (Gv 14,31)
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Preghiera dopo la comunione
Guarda con bontà, o Signore, il tuo popolo,
che hai rinnovato con i sacramenti pasquali
e guidalo alla gloria incorruttibile della risurrezione.
Per Cristo nostro Signore.
Oppure:
Si allieti il tuo popolo, Signore,
per la comunione al sacramento della vita
e, confortato dal tuo dono,
si dedichi a servizio della Chiesa e dei fratelli.
Per Cristo nostro Signore.
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| Monaci Benedettini Silvestrini (Omelia del 22-04-2008)
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Vi dò la mia pace
Gesù prendendo congedo dai suoi, li saluta nella forma abituale: "Vi lascio la mia pace, vi do la mia pace". Sulle sue labbra questo saluto assume un altro significato. Il mondo, con i suoi comuni saluti, non fa' che augurare la pace; Gesù invece la dona, la comunica realmente. Inoltre la pace di Cr ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 22-04-2008)
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Dalla Parola del giorno
Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi.
Come vivere questa Parola?
Gesù ci lascia un'eredità preziosa: ciò di cui l'uomo d'oggi ha particolarmente bisogno. Non si tratta, infatti, di un bene che se c'è te lo godi vo ...
(continua)
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| a cura dei Carmelitani (Omelia del 22-04-2008)
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1) Preghiera
O Padre, che nella risurrezione del tuo Figlio
ci hai aperto il passaggio alla vita eterna,
rafforza in noi la fede e la speranza,
perché non dubitiamo mai di raggiungere quei beni
che tu ci hai rivelato e promesso.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
2) Le ...
(continua)
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| Messa Meditazione (Omelia del 22-04-2008)
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La pace e la croce
Lettura
Nel momento del commiato, Gesù fa ai suoi discepoli il dono della pace e rivolge l'invito alla gioia, al rallegramento, perché egli ritorna al Padre. La parola di Gesù anticipa l'evento della sua dipartita, di modo che questo, quando avverrà, non sia sconvolgente per i discepoli, ma v ...
(continua)
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| Monaci Benedettini Silvestrini (Omelia del 08-05-2007)
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Vi lascio la pace... non abbiate timore
Il Signore nel dare il mandato missionario ai suoi, aveva predetto senza mezzi termini, difficoltà e persecuzioni: gli Apostoli sono i primi testimoni a sperimentare nella realtà ostacoli e astio da parte di alcuni giudei, ma gli intralci non fanno altro che accelerare la diffusione del Vangelo. Son ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 08-05-2007)
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Dalla Parola del giorno
Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono.
Come vivere questa Parola?
Chi non ha mai fatto l'esperienza di trovarsi in un ambiente in cui nessuno lo conosce e del conseguente senso di disagio e di smarrimento? Abbiamo bisogno ...
(continua)
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| Monaci Benedettini Silvestrini (Omelia del 16-05-2006)
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Vi do' la mia pace
La pace è il vero dono di Cristo Risorto. È la sua pace, dono del suo amore. Non è la pace umana che è frutto di equilibrismi per vincere e domare le diverse spinte egoistiche. È pace vera, indice di apertura, disponibilità verso l'altro. Non è la pace come assenza di guerra. È la pace che nasce da ...
(continua)
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| mons. Vincenzo Paglia (Omelia del 16-05-2006)
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Questo brano evangelico si situa nel discorso di commiato di Gesù dai suoi discepoli. Alla conclusione del lungo periodo vissuto con essi, il Signore si rende conto che è un distacco difficile e doloroso, e per questo parla della pace che lascia loro come in eredità. Non una pace qualunque, ma quell ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 11-05-2004)
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Dalla Parola del giorno
Gesù disse ai discepoli: "Vi lascio la pace, vi do la mia pace; non come la dà il mondo io la do a voi".
Come vivere questa parola?
Poniamo attenzione, subito, ai verbi. Gesù ci "lascia" la pace. La riceviamo dunque da lui come un'eredità preziosa ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 20-05-2003)
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Dalla Parola del giorno
"Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi"
Come vivere questa Parola?
Quanto è importante accogliere questa parola del Signore in tutta la sua portata, soprattutto oggi, in questo nostro mondo pieno di conflittualità ...
(continua)
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| don Paolo Curtaz (Omelia del 20-05-2003)
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Commento Giovanni 14,27-31
Stiamo leggendo, in questa seconda parte del tempo pasquale, il lungo discorso che Gesù – secondo Giovanni – pronuncia dopo l'ultima Cena: parole che sono come la sintesi di tutta la predicazione del Maestro, rivolte in particolare ai discepoli, parole intime, profonde, cordiali, che manifestano l'a ...
(continua)
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| padre Lino Pedron (Omelia del 20-05-2003)
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Commento su Giovanni 14, 27-31a
Gesù, dopo aver parlato dello Spirito Santo, dona ai suoi discepoli la sua pace. Essa sintetizza la pienezza dei beni messianici e si differenzia da quella del mondo che si esaurisce nella gioia effimera del piacere e del successo (Gv 16,20). Inondato dalla pace di Cristo, il cuore dei credenti non ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 30-04-2002)
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Dalla liturgia del giorno
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: "Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi.
Come vivere questa Parola?
Nel discorso d'addio che Gesù pronuncia davanti ai suoi discepoli, prima della sua passione, morte e ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 23-05-2000)
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Dalla Parola del giorno
Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non ve la do come la dà il mondo. Non si turbi il vostro cuore e non abbiate paura.
Come vivere questa Parola?
Gesù sta concludendo il primo colloquio coi suoi, dentro il grande discorso di addio. Eredità che Egli vu ...
(continua)
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