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LITURGIA

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Sabato 19 Aprile 2008

Domenica 20 Aprile 2008

Lunedì 21 Aprile 2008

Martedì 22 Aprile 2008

Mercoledì 23 Aprile 2008

Giovedì 24 Aprile 2008

Venerdì 25 Aprile 2008

Sabato 26 Aprile 2008

Domenica 27 Aprile 2008

Lunedì 28 Aprile 2008

  Lunedì della V settimana di Pasqua

EP051 ;
Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Bianco

Ascolta il Vangelo >
Giacobbe amava Rachele e, per fare di lei la sua sposa, fu disposto a servire il suocero Labano per sette anni, che “gli sembrarono pochi giorni tanto era il suo amore per lei” (Gen 29,20). Ingannato da Labano, fu disposto a servire per altri sette anni. La carità “tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta” (1Cor 13,7). La profonda convinzione e la perseveranza sono i segni del vero amore.
Nel Vangelo di oggi, nostro Signore ripete questo concetto almeno tre volte: se uno lo ama, osserverà la sua parola, le sue parole e i suoi comandamenti. Osservare i suoi comandamenti (riassunti in quello dell’amore), osservare le sue parole (cioè il suo insegnamento trasmesso dalla Chiesa), è possibile solo se osserviamo la sua parola, in particolare quando la Parola del Padre si è impossessata dei nostri cuori (sant’Agostino).
È l’opera dello Spirito Santo, l’amore fra il Padre e il Figlio, che è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dei sacramenti. Come la missione del Figlio ha avuto per effetto di condurci presso il Padre, così la missione dello Spirito Santo ha per effetto di condurci al Figlio (san Tommaso d’Aquino). È proprio lo Spirito Santo che ci rende capaci di affrontare ogni cosa per Cristo. Vieni, Spirito Santo!

Antifona d'ingresso
È risorto il buon Pastore,
che ha dato la vita per le sue pecorelle,
e per il suo gregge
è andato incontro alla morte. Alleluia.


Colletta
O Padre, che unisci in un solo volere
le menti dei fedeli,
concedi al tuo popolo di amare ciò che comandi
e desiderare ciò che prometti,
perché fra le vicende del mondo
là siano fissi i nostri cuori
dove è la vera gioia.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

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Prima lettura

At 14,5-18
Vi predichiamo di convertirvi da queste vanità al Dio vivente.

Dagli Atti degli Apostoli
In quei giorni, a Iconio ci fu un tentativo dei pagani e dei Giudei con i loro capi per maltrattare e lapidare Paolo e Barnaba; essi però se ne accorsero e fuggirono nella città della Licaonia, Listra e Derbe e nei dintorni, e là continuavano a predicare il vangelo. C’era a Listra un uomo paralizzato alle gambe, storpio sin dalla nascita, che non aveva mai camminato. Egli ascoltava il discorso di Paolo e questi, fissandolo con lo sguardo e notando che aveva fede di esser risanato, disse a gran voce: “Alzati diritto in piedi!”. Egli fece un balzo e si mise a camminare. La gente allora, al vedere ciò che Paolo aveva fatto, esclamò in dialetto licaonio e disse: “Gli dei sono scesi tra di noi in figura umana!”. E chiamavano Barnaba Zeus e Paolo Hermes, perché era lui il più eloquente.
Intanto il sacerdote di Zeus, il cui tempio era all’ingresso della città, recando alle porte tori e corone, voleva offrire un sacrificio insieme alla folla. Sentendo ciò, gli apostoli Barnaba e Paolo si strapparono le vesti e si precipitarono tra la folla, gridando: “Cittadini, perché fate questo? Anche noi siamo esseri umani, mortali come voi, e vi predichiamo di convertirvi da queste vanità al Dio vivente che ha fatto il cielo, la terra, il mare e tutte le cose che in essi si trovano. Egli, nelle generazioni passate, ha lasciato che ogni popolo seguisse la sua strada; ma non ha cessato di dar prova di sé beneficando, concedendovi dal cielo piogge e stagioni ricche di frutti, fornendovi di cibo e riempiendo di letizia i vostri cuori”. E così dicendo, riuscirono a fatica a far desistere la folla dall’offrire loro un sacrificio.

Parola di Dio

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Salmo responsoriale

Sal 115

A te la gloria, Signore, nei secoli.

Non a noi, Signore, non a noi,
ma al tuo nome da’ gloria,
per la tua fedeltà, per la tua grazia.
Perché i popoli dovrebbero dire:
“Dov’è il loro Dio?”.

Il nostro Dio è nei cieli,
egli opera tutto ciò che vuole.
Gli idoli delle genti sono argento e oro,
opera delle mani dell’uomo.

Siate benedetti dal Signore
che ha fatto cielo e terra.
I cieli sono i cieli del Signore,
ma ha dato la terra ai figli dell’uomo.

Canto al Vangelo (Gv 14,26)
Alleluia, alleluia.
Lo Spirito Santo vi insegnerà ogni cosa,
dice il Signore, e vi ricorderà tutto ciò che vi ho detto.
Alleluia.

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Vangelo

Gv 14,21-26
Lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome vi insegnerà ogni cosa.


+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi mi ama. Chi mi ama sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui”.
Gli disse Giuda, non l’Iscariota: “Signore, come è accaduto che devi manifestarti a noi e non al mondo?”. Gli rispose Gesù: “Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato. Queste cose vi ho detto quando ero ancora tra voi. Ma il Consolatore, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, egli v’insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto”.

Parola del Signore

Preghiera sulle offerte
Accogli, Signore, l’offerta del nostro sacrificio,
perché, rinnovati nello spirito,
possiamo rispondere sempre meglio
all’opera della tua redenzione.
Per Cristo nostro Signore.

Oppure:
Accogli, Signore, i nostri doni
e fa’ che, uniti a Cristo Gesù,
mediatore della nuova alleanza,
sperimentiamo nel sacramento l’opera della redenzione.
Per Cristo nostro Signore.


PREFAZIO PASQUALE V
Cristo sacerdote e vittima

È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
proclamare sempre la tua gloria, o Signore,
e soprattutto esaltarti in questo tempo
nel quale Cristo, nostra Pasqua, si è immolato.
Offrendo il suo corpo sulla croce,
diede compimento ai sacrifici antichi,
e donandosi per la nostra redenzione
divenne altare, vittima e sacerdote.
Per questo mistero, nella pienezza della gioia pasquale,
l’umanità esulta su tutta la terra,
e con l’assemblea degli angeli e dei santi
canta l’inno della tua gloria: Santo...


Antifona di comunione
“Vi lascio la pace, vi dò la mia pace,
non come la dà il mondo, io la dò a voi”,
dice il Signore. Alleluia. (Gv 14,27)

Oppure:
“Se uno mi ama, osserverà la mia parola,
e il Padre mio lo amerà, e noi verremo a lui
e prenderemo dimora presso di lui”. Alleluia. (Gv 14,23)


Preghiera dopo la comunione
O Dio grande e misericordioso,
che nel Signore risorto
riporti l’umanità alla speranza eterna,
accresci in noi l’efficacia del mistero pasquale,
con la forza di questo sacramento di salvezza.
Per Cristo nostro Signore.

Oppure:
La comunione ai santi misteri, Signore,
sia fonte di perfetta libertà per il tuo popolo,
perché, fedele alla tua parola,
cammini nella via della giustizia e della pace.
Per Cristo nostro Signore.

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Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 21-04-2008)
Lo Spirito Santo vi insegnerà ogni cosa
La conoscenza che il credente ha di Dio, il Padre di Gesù, è tale che egli ne osserverà i comandamenti. "Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, quello mi ama. Chi mi ama, sarà amato dal Padre mio e anch'io lo amerò e mi manifesterò a lui". Ecco un'altra grande promessa che sicuramente ha sos ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 21-04-2008)

Dalla Parola del giorno Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi mi ama. Chi mi ama sarà amato dal Padre mio e anch'io lo amerò e mi manifesterò a lui. Come vivere questa Parola? Qui tocchiamo le profondità abissali dell'Amore di Dio per noi, ma cogliamo anche il r ...
(continua)
a cura dei Carmelitani     (Omelia del 21-04-2008)
Commento Giovanni 14,21-26
1) Preghiera O Padre, che unisci in un solo volere le menti dei fedeli, concedi al tuo popolo di amare ciò che comandi e desiderare ciò che prometti, perché fra le vicende del mondo là siano fissi i nostri cuori dove è la vera gioia. Per il nostro Signore Gesù Cristo... ...
(continua)
Messa Meditazione     (Omelia del 21-04-2008)
La conoscenza e la dimora
Lettura Il testo apre delle prospettive sull'esistenza terrena dei discepoli di Gesù: essa si distingue per una relazione che si fonda sull'amore per il Maestro e che si esprime nell'osservanza dei comandamenti. I discepoli che lo amano e che, pertanto, sono amati dal Padre, avranno una conos ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 07-05-2007)
Accogliere ed amare
"Dice il Signore: «Questo popolo si avvicina a me solo a parole e mi onora con le labbra, mentre il suo cuore è lontano da me e il culto che mi rendono è un imparaticcio di usi umani". È un oracolo del profeta Isaia, è una denuncia antica, ma che ancora ci potrebbe riguardare personalmente. Il vero ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 07-05-2007)

Questo brano evangelico si situa nel discorso di commiato di Gesù dai suoi discepoli. Alla conclusione del lungo periodo vissuto con essi, il Signore si rende conto che è un distacco difficile e doloroso, e per questo parla della pace che lascia loro in eredità. Non una pace qualunque, ma quella che ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 07-05-2007)

Dalla Parola del giorno Chi mi ama sarà amato dal Padre mio e anch'io lo amerò e mi manifesterò a lui. Come vivere questa Parola? "Conoscere Dio" – dirà Gesù nella "preghiera sacerdotale" – è essere introdotti in quella pienezza di vita che non vedrà tramonto. Una "conoscenza" ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 15-05-2006)
Lo Spirito Santo vi insegnera' ogni cosa
Gesù è il nostro vero Maestro. La Bibbia contiene la sua Rivelazione; ed è completa. In essa leggiamo il suo vero insegnamento. Non c'è bisogno di aggiungervi nulla. Gesù, nel lasciare i suoi discepoli affida loro un testamento prezioso. I tempi suoi stanno completando; ormai si avvicina l'ora supre ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 10-05-2004)

Dalla Parola del giorno Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Come vivere questa parola? Nel linguaggio giovanneo il verbo dimorare è frequentissimo e molto spesso cammina a braccetto con il verbo a ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 19-05-2003)

Dalla Parola del giorno "Se qualcuno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui." Come vivere questa Parola? Dopo aver detto che molti traducono "in lui", anziché "presso di lui", c'è da osservare qualcosa di es ...
(continua)
don Paolo Curtaz     (Omelia del 19-05-2003)
Commento Giovanni 14,21-26
Il tempo pasquale scorre velocemente e ci avviciniamo alla grande solennità della Pentecoste, alla riflessione sullo Spirito Santo. Accogliere il Signore Gesù significa farsi abitare da lui, diventare dimora, abitazione del Padre; e perché questa unione diventi ancora più intima e feconda, ecco che ...
(continua)
padre Lino Pedron     (Omelia del 19-05-2003)
Commento su Giovanni 14,21-26
L'amore per la persona di Gesù è dimostrato custodendo i suoi precetti, ossia accogliendo la parola di Cristo, facendola penetrare nel cuore e custodendola gelosamente. Il vero discepolo, che dimostra di amare il Signore concretamente, sarà oggetto di un amore speciale del Padre e del Figlio. Questo ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 22-05-2000)

Dalla Parola del giorno Se uno mi ama osserverà la mia Parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a Lui e prenderemo dimora dentro di lui. Come vivere questa Parola? E' un'affermazione che rivela un profondissimo senso d'intimità e, nello stesso tempo, grande concretezza. L'i ...
(continua)

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