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CHIESA

      

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LITURGIA

> 19 Aprile 2008 <

Giovedì 17 Aprile 2008

Venerdì 18 Aprile 2008

Sabato 19 Aprile 2008

Domenica 20 Aprile 2008

Lunedì 21 Aprile 2008

Martedì 22 Aprile 2008

Mercoledì 23 Aprile 2008

Giovedì 24 Aprile 2008

Venerdì 25 Aprile 2008

Sabato 26 Aprile 2008

  Sabato della IV settimana di Pasqua

EP046 ;
Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Bianco

Ascolta il Vangelo >
“Verità” è un termine chiave. Per lo spirito profano evoca una formula, una teoria, una cosa dello spirito, insomma, e, soprattutto, qualche cosa che si possiede. Cristo rovescia questa concezione della “verità”, rifiutandola in quanto superficiale. Egli non dice: “Io ho”, ma “Io sono”: “Io sono la verità”.
La verità è una persona, non una proposizione. Tutto il mondo cerca la verità, ma nei posti sbagliati, accontentandosi di qualche “ismo” o di qualche ideologia. Tutti gli “ismi”, però, passano presto di moda, come un temporale d’estate.
Cercando la verità, noi cerchiamo la persona vera, cerchiamo il Padre e il Cristo che ne è la manifestazione concreta. Non si tratta di verità del Padre che il Figlio deve imparare per poi trasmettere. Cristo è la verità in se stesso.
Ciò andava al di là dell’intelligenza degli apostoli. Filippo esprime la loro inquietudine con una richiesta precisa: “Signore, mostraci il Padre e basta”. Gli apostoli non riescono ad afferrare l’identità del Figlio e del Padre. Hanno appena saputo che stanno per lasciare Cristo e non sanno che andare presso il Padre significa restare con Gesù e rimanere sempre presso di lui nella terra promessa.

Antifona d'ingresso
Voi siete un popolo redento;
annunziate le grandi opere del Signore,
che vi ha chiamato dalle tenebre
alla sua ammirabile luce. Alleluia. (1Pt 2,9)


Colletta
Dio onnipotente ed eterno,
rendi sempre operante in noi il mistero della Pasqua,
perché, nati a nuova vita nel Battesimo,
con la tua protezione possiamo portare molto frutto
e giungere alla pienezza della gioia eterna.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

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Prima lettura

At 13,44-52
Noi ci rivolgiamo ai pagani.

Dagli Atti degli Apostoli
Il sabato seguente quasi tutta la città si radunò per ascoltare la parola di Dio. Quando videro quella moltitudine, i Giudei furono pieni di gelosia e contraddicevano le affermazioni di Paolo, bestemmiando. Allora Paolo e Barnaba dichiararono con franchezza: “Era necessario che fosse annunziata a voi per primi la parola di Dio, ma poiché la respingete e non vi giudicate degni della vita eterna, ecco noi ci rivolgiamo ai pagani. Così infatti ci ha ordinato il Signore: ‘‘Io ti ho posto come luce per le genti, perché tu porti la salvezza sino all’estremità della terra’’”.
Nell’udir ciò, i pagani si rallegravano e glorificavano la parola di Dio e abbracciarono la fede tutti quelli che erano destinati alla vita eterna.
La parola di Dio si diffondeva per tutta la regione. Ma i Giudei sobillarono le donne pie di alto rango e i notabili della città e suscitarono una persecuzione contro Paolo e Barnaba e li scacciarono dal loro territorio. Allora essi, scossa contro di loro la polvere dei piedi, andarono a Iconio, mentre i discepoli erano pieni di gioia e di Spirito Santo.

Parola di Dio

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Salmo responsoriale

Sal 97

Cantiamo al Signore, salvezza di tutti i popoli.

Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto prodigi.
Gli ha dato vittoria la sua destra
e il suo braccio santo.

Il Signore ha manifestato la sua salvezza,
agli occhi dei popoli ha rivelato la sua giustizia.
Egli si è ricordato del suo amore,
della sua fedeltà alla casa di Israele.

Tutti i confini della terra hanno veduto
la salvezza del nostro Dio.
Acclami al Signore tutta la terra,
gridate, esultate con canti di gioia.

Canto al Vangelo (Gv 8,31-32)
Alleluia, alleluia.
Se rimanete fedeli alla mia parola,
sarete davvero miei discepoli, dice il Signore,
e conoscerete la verità.
Alleluia.

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Vangelo

Gv 14,7-14
Chi ha visto me ha visto il Padre.


+ Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Se conoscete me, conoscerete anche il Padre; fin da ora lo conoscete e lo avete veduto”.
Gli disse Filippo: “Signore, mostraci il Padre e ci basta”.
Gli rispose Gesù: “Da tanto tempo sono con voi e tu non mi ha conosciuto, Filippo? Chi ha visto me ha visto il Padre. Come puoi dire: Mostraci il Padre? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me; ma il Padre che è in me compie le sue opere. Credetemi: io sono nel Padre e il Padre è in me; se non altro, credetelo per le opere stesse.
In verità, in verità vi dico: anche chi crede in me, compirà le opere che io compio e ne farà di più grandi, perché io vado al Padre. Qualunque cosa chiederete nel nome mio, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio. Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò”.

Parola del Signore

Preghiera sulle offerte
Santifica, o Dio, i doni che ti presentiamo
e trasforma in offerta perenne tutta la nostra vita
in unione alla vittima spirituale,
il tuo servo Gesù,
unico sacrificio a te gradito.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

Oppure:
Accogli, Signore,
i doni e le preghiere della tua Chiesa;
questo mistero,
che esprime la pienezza della tua carità,
ci custodisca sempre nella gioia pasquale.
Per Cristo nostro Signore.


PREFAZIO PASQUALE IV
La restaurazione dell’universo per mezzo del mistero pasquale

È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
proclamare sempre la tua gloria, o Signore,
e soprattutto esaltarti in questo tempo
nel quale Cristo, nostra Pasqua, si è immolato.
In lui, vincitore del peccato e della morte,
l’universo risorge e si rinnova,
e l’uomo ritorna alle sorgenti della vita.
Per questo mistero, nella pienezza della gioia pasquale,
l’umanità esulta su tutta la terra,
e con l’assemblea degli angeli e dei santi
canta l’inno della tua gloria: Santo...


Antifona di comunione
“Quelli che mi hai dato, Padre,
voglio che siano con me, dove sono io,
perché contemplino
la gloria che mi hai dato”. Alleluia. (Gv 17,24)

Oppure:
“Io sono nel Padre e il Padre è in me”,
dice il Signore. Alleluia. (Gv 14,11)


Preghiera dopo la comunione
O Dio, che ci hai nutriti con questo sacramento,
ascolta la nostra umile preghiera:
il memoriale della Pasqua,
che Cristo tuo Figlio ci ha comandato di celebrare,
ci edifichi sempre nel vincolo della tua carità.
Per Cristo nostro Signore.

Oppure:
O Dio, nostro Padre, che ci hai dato la gioia
di partecipare a questo sacrificio,
memoriale della morte e risurrezione del tuo Figlio,
fa’ di tutti noi un’offerta perenne per la tua gloria.
Per Cristo nostro Signore.

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Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 19-04-2008)
Chi vede me, vede anche il Padre
Gesù si è dichiarato come l'unica via per andare a Dio, suo Padre, e ora afferma che la conoscenza di lui, è conoscenza del Padre. Il verbo conoscere in ebraico dice più di un rapporto intellettuale con la persona conosciuta, dato che veniva usato per esprimere l'esperienza del rapporto sponsale oss ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 19-04-2008)

Dalla Parola del giorno Le parole che io vi dico, non le dico da me, ma il Padre che è in me compie le sue opere. Credetemi: io sono nel Padre e il Padre è in me; se non altro credetelo per le opere stesse. Come vivere questa Parola? Alla domanda di Filippo: "Signore, mostra ...
(continua)
a cura dei Carmelitani     (Omelia del 19-04-2008)
Commento Giovanni 14,7-14
1) Preghiera Dio onnipotente ed eterno, rendi sempre operante in noi il mistero della Pasqua, perché, nati a nuova vita nel Battesimo, con la tua protezione possiamo portare molto frutto e giungere alla pienezza della gioia eterna. Per il nostro Signore Gesù Cristo... 2) ...
(continua)
Messa Meditazione     (Omelia del 19-04-2008)
Il desiderio di vedere Dio
Lettura Dopo che Gesù ha detto che la comunione di fede con lui porta alla conoscenza del Padre, Filippo chiede di vedere il Padre. Tale richiesta permette a Gesù di formulare ancora più chiaramente l'insegnamento essenziale: Gesù è nel Padre e il Padre è in lui. Ciò che Gesù dice è credibile ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 05-05-2007)
Chi vede me, vede il Padre
Gesù è trasparenza del Padre. Coloro che hanno visto Gesù risorto possono affermarlo con una convinzione che nasce in loro da un'esperienza unica. L'affermazione di Cristo: "chi vede me, vede il Padre", assume quindi nel tempo pasquale la forza della testimonianza dei discepoli stessi. Non è la pote ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 05-05-2007)

Dalla Parola del giorno Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me ha visto il Padre». Come vivere questa Parola? Gesù rivela ai suoi, in prossimità della sua pa ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 13-05-2006)

Dalla Parola del giorno Disse Filippo a Gesù: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me ha visto il Padre». Come vivere questa Parola? Interloquendo con Gesù, Filippo, che forse a ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 13-05-2006)
Chi ha visto me ha visto il Padre
Gesù Cristo sottolinea spesso la sua figliolanza con Dio Padre. Il richiamo alla paternità divina è un modo reale per dimostrare l'importanza della relazione tra noi esseri umani. Filippo, con la sua richiesta di voler vedere il Padre indica una fede reale ma che vuole essere sbrigativa. Vuole andar ...
(continua)
mons. Vincenzo Paglia     (Omelia del 13-05-2006)

I discepoli, all'esortazione di non rattristarsi per la partenza del Maestro che lascia loro indicazioni sulla via per raggiungerlo, rispondono che non sanno dove egli va e quindi non possono conoscere la via. Gesù dice loro che la via è lui stesso. È lui che li condurrà al Padre. Filippo, come per ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 08-05-2004)

Dalla Parola del giorno Il sabato seguente quasi tutta la città si radunò per ascoltare la parola di Dio. Quando videro quella moltitudine, i Giudei furono pieni di gelosia e contraddicevano le affermazioni di Paolo, bestemmiando. Come vivere questa parola? Ancora una volta Pao ...
(continua)
don Paolo Curtaz     (Omelia del 17-05-2003)
Commento Giovanni 14,7-14
Io non credo in Dio, credo nel Dio di Gesù Cristo. Tutti ci facciamo una certa idea di Dio: per credergli o per rifiutarlo e – mediamente – sento dire di Dio delle cose veramente orribili. Mi spiace veramente che così tanta gente abbia una così brutta immagine di Dio e sono convinto (e questi anni d ...
(continua)
padre Lino Pedron     (Omelia del 17-05-2003)
Commento su Giovanni 14, 6-14
Dal tema del viaggio verso la casa del Padre, Gesù con naturalezza passa a parlare della via. Per giungere al Padre bisogna passare per il Figlio. Tommaso desidera concretezza e chiarezza nei discorsi. Egli aveva capito che Gesù parlava di una via nel senso materiale di strada, mentre Gesù sta pa ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 27-04-2002)

Dalla liturgia del giorno Se conoscete me, conoscerete anche il Padre. Come vivere questa Parola? I genitori sono davvero la realtà più conflittuale e preziosa a un tempo per ogni uomo: quando li si ha, è necessario distaccarsene; quando non ci sono più, diventano oggetto di no ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 20-05-2000)

Dalla Parola del giorno Se conoscete me, conoscerete anche il Padre (...). Chi ha visto me ha visto il Padre. Credetemi: io sono nel Padre e il Padre è in me (...). Anche chi crede in me compirà le opere che io compio e ne farà di più grandi (...) perché il Padre sia glorificato. C ...
(continua)

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