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VENERDI SANTO (PASSIONE DEL SIGNORE)
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Le Letture di oggi sono tratte dal Nuovo Lezionario,
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EVENS ;
Colore liturgico: Rosso
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La più grande lezione che Gesù ci dà nella passione, consiste nell’insegnarci che ci possono essere sofferenze, vissute nell’amore, che glorificano il Padre.
Spesso, è la “tentazione” di fronte alla sofferenza che ci impedisce di fare progressi nella nostra vita cristiana. Tendiamo infatti a credere che la sofferenza è sempre da evitare, che non può esserci una sofferenza “santa”. Questo perché non abbiamo ancora sufficientemente fatto prova dell’amore infinito di Dio, perché lo Spirito Santo non ci ha ancora fatto entrare nel cuore di Gesù. Non possiamo immaginarci, senza lo Spirito Santo, come possa esistere un amore più forte della morte, non un amore che impedisca la morte, ma un amore in grado di santificare la morte, di pervaderla, di fare in modo che esista una morte “santa”: la morte di Gesù e tutte le morti che sono unite alla sua.
Gesù può, a volte, farci conoscere le sofferenze della sua agonia per farci capire che dobbiamo accettarle, non fuggirle. Egli ci chiede di avere il coraggio di rimanere con lui: finché non avremo questo coraggio, non potremo trovare la pace del suo amore.
Nel cuore di Gesù c’è un’unione perfetta fra amore e sofferenza: l’hanno capito i santi che hanno provato gioia nella sofferenza che li avvicinava a Gesù.
Chiediamo umilmente a Gesù di concederci di essere pronti, quando egli lo vorrà, a condividere le sue sofferenze. Non cerchiamo di immaginarle prima, ma, se non ci sentiamo pronti a viverle ora, preghiamo per coloro ai quali Gesù chiede di viverle, coloro che continuano la missione di Maria: sono più deboli e hanno soprattutto bisogno di essere sostenuti.
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La celebrazione si svolge in tre momenti: Liturgia della Parola, Adorazione della Croce, Comunione eucaristica.
In questo giorno la santa comunione ai fedeli viene distribuita soltanto durante la celebrazione della Passione del Signore; ai malati, che non possono prendere parte a questa celebrazione, si può portare la comunione in qualunque ora del giorno.
Il sacerdote e il diacono indossano le vesti di color rosso, come per la Messa.
Si recano poi all’altare e, fatta la debita riverenza, si prostrano a terra o, secondo l’opportunità, s’inginocchiano. Tutti, in silenzio, pregano per breve tempo.
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Antifona d'ingresso
Non vi è Antifona d'inizio; la solenne azione liturgica comincia con la preghiera silenziosa, in ginocchio, di tutta l'assemblea.
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Colletta
Al posto della Colletta il sacerdote innalza l'Orazione(Non si dice Preghiamo)
Ricordati, Padre, della tua misericordia;
santifica e proteggi sempre questa tua famiglia,
per la quale Cristo, tuo Figlio,
inaugurò nel suo sangue il mistero pasquale.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
Oppure:
O Dio, che nella passione del Cristo nostro Signore
ci hai liberati dalla morte, eredità dell’antico peccato
trasmessa a tutto il genere umano,
rinnovaci a somiglianza del tuo Figlio;
e come abbiamo portato in noi, per la nostra nascita,
l’immagine dell’uomo terreno,
così per l’azione del tuo Spirito,
fa’ che portiamo l’immagine dell’uomo celeste.
Per Cristo nostro Signore.
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Prima lettura
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Is 52,13- 53,12
Egli è stato trafitto per le nostre colpe. (Quarto canto del Servo del Signore)
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Dal libro del profeta Isaìa
Ecco, il mio servo avrà successo,
sarà onorato, esaltato e innalzato grandemente.
Come molti si stupirono di lui
– tanto era sfigurato per essere d’uomo il suo aspetto
e diversa la sua forma da quella dei figli dell’uomo –,
così si meraviglieranno di lui molte nazioni;
i re davanti a lui si chiuderanno la bocca,
poiché vedranno un fatto mai a essi raccontato
e comprenderanno ciò che mai avevano udito.
Chi avrebbe creduto al nostro annuncio?
A chi sarebbe stato manifestato il braccio del Signore?
È cresciuto come un virgulto davanti a lui
e come una radice in terra arida.
Non ha apparenza né bellezza
per attirare i nostri sguardi,
non splendore per poterci piacere.
Disprezzato e reietto dagli uomini,
uomo dei dolori che ben conosce il patire,
come uno davanti al quale ci si copre la faccia;
era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima.
Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze,
si è addossato i nostri dolori;
e noi lo giudicavamo castigato,
percosso da Dio e umiliato.
Egli è stato trafitto per le nostre colpe,
schiacciato per le nostre iniquità.
Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui;
per le sue piaghe noi siamo stati guariti.
Noi tutti eravamo sperduti come un gregge,
ognuno di noi seguiva la sua strada;
il Signore fece ricadere su di lui
l’iniquità di noi tutti.
Maltrattato, si lasciò umiliare
e non aprì la sua bocca;
era come agnello condotto al macello,
come pecora muta di fronte ai suoi tosatori,
e non aprì la sua bocca.
Con oppressione e ingiusta sentenza fu tolto di mezzo;
chi si affligge per la sua posterità?
Sì, fu eliminato dalla terra dei viventi,
per la colpa del mio popolo fu percosso a morte.
Gli si diede sepoltura con gli empi,
con il ricco fu il suo tumulo,
sebbene non avesse commesso violenza
né vi fosse inganno nella sua bocca.
Ma al Signore è piaciuto prostrarlo con dolori.
Quando offrirà se stesso in sacrificio di riparazione,
vedrà una discendenza, vivrà a lungo,
si compirà per mezzo suo la volontà del Signore.
Dopo il suo intimo tormento vedrà la luce
e si sazierà della sua conoscenza;
il giusto mio servo giustificherà molti,
egli si addosserà le loro iniquità.
Perciò io gli darò in premio le moltitudini,
dei potenti egli farà bottino,
perché ha spogliato se stesso fino alla morte
ed è stato annoverato fra gli empi,
mentre egli portava il peccato di molti
e intercedeva per i colpevoli.
Parola di Dio
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Salmo responsoriale
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Sal 30
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Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito.
In te, Signore, mi sono rifugiato,
mai sarò deluso;
difendimi per la tua giustizia.
Alle tue mani affido il mio spirito;
tu mi hai riscattato, Signore, Dio fedele.
Sono il rifiuto dei miei nemici
e persino dei miei vicini,
il terrore dei miei conoscenti;
chi mi vede per strada mi sfugge.
Sono come un morto, lontano dal cuore;
sono come un coccio da gettare.
Ma io confido in te, Signore;
dico: «Tu sei il mio Dio,
i miei giorni sono nelle tue mani».
Liberami dalla mano dei miei nemici
e dai miei persecutori.
Sul tuo servo fa’ splendere il tuo volto,
salvami per la tua misericordia.
Siate forti, rendete saldo il vostro cuore,
voi tutti che sperate nel Signore.
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Seconda lettura
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Eb 4,14-16; 5,7-9
Cristo imparò l’obbedienza e divenne causa di salvezza per tutti coloro che gli obbediscono.
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Dalla lettera agli Ebrei
Fratelli, poiché abbiamo un sommo sacerdote grande, che è passato attraverso i cieli, Gesù il Figlio di Dio, manteniamo ferma la professione della fede. Infatti non abbiamo un sommo sacerdote che non sappia prendere parte alle nostre debolezze: egli stesso è stato messo alla prova in ogni cosa come noi, escluso il peccato.
Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia per ricevere misericordia e trovare grazia, così da essere aiutati al momento opportuno.
[Cristo, infatti,] nei giorni della sua vita terrena, offrì preghiere e suppliche, con forti grida e lacrime, a Dio che poteva salvarlo da morte e, per il suo pieno abbandono a lui, venne esaudito. Pur essendo Figlio, imparò l’obbedienza da ciò che patì e, reso perfetto, divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono.
Parola di Dio
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Canto al Vangelo (Fil 2,8-9)
Gloria e lode a te, Cristo Signore!
Per noi Cristo si è fatto obbediente fino alla morte
e a una morte di croce.
Per questo Dio lo esaltò
e gli donò il nome che è al di sopra di ogni nome.
Gloria e lode a te, Cristo Signore!
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Vangelo
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Gv 18,1- 19,42
Passione del Signore.
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Passione di nostro Signore Gesù Cristo secondo Giovanni
- Catturarono Gesù e lo legarono
In quel tempo, Gesù uscì con i suoi discepoli al di là del torrente Cèdron, dove c’era un giardino, nel quale entrò con i suoi discepoli. Anche Giuda, il traditore, conosceva quel luogo, perché Gesù spesso si era trovato là con i suoi discepoli. Giuda dunque vi andò, dopo aver preso un gruppo di soldati e alcune guardie fornite dai capi dei sacerdoti e dai farisei, con lanterne, fiaccole e armi. Gesù allora, sapendo tutto quello che doveva accadergli, si fece innanzi e disse loro: «Chi cercate?». Gli risposero: «Gesù, il Nazareno». Disse loro Gesù: «Sono io!». Vi era con loro anche Giuda, il traditore. Appena disse loro «Sono io», indietreggiarono e caddero a terra. Domandò loro di nuovo: «Chi cercate?». Risposero: «Gesù, il Nazareno». Gesù replicò: «Vi ho detto: sono io. Se dunque cercate me, lasciate che questi se ne vadano», perché si compisse la parola che egli aveva detto: «Non ho perduto nessuno di quelli che mi hai dato». Allora Simon Pietro, che aveva una spada, la trasse fuori, colpì il servo del sommo sacerdote e gli tagliò l’orecchio destro. Quel servo si chiamava Malco. Gesù allora disse a Pietro: «Rimetti la spada nel fodero: il calice che il Padre mi ha dato, non dovrò berlo?».
- Lo condussero prima da Anna
Allora i soldati, con il comandante e le guardie dei Giudei, catturarono Gesù, lo legarono e lo condussero prima da Anna: egli infatti era suocero di Caifa, che era sommo sacerdote quell’anno. Caifa era quello che aveva consigliato ai Giudei: «È conveniente che un solo uomo muoia per il popolo».
Intanto Simon Pietro seguiva Gesù insieme a un altro discepolo. Questo discepolo era conosciuto dal sommo sacerdote ed entrò con Gesù nel cortile del sommo sacerdote. Pietro invece si fermò fuori, vicino alla porta. Allora quell’altro discepolo, noto al sommo sacerdote, tornò fuori, parlò alla portinaia e fece entrare Pietro. E la giovane portinaia disse a Pietro: «Non sei anche tu uno dei discepoli di quest’uomo?». Egli rispose: «Non lo sono». Intanto i servi e le guardie avevano acceso un fuoco, perché faceva freddo, e si scaldavano; anche Pietro stava con loro e si scaldava.
Il sommo sacerdote, dunque, interrogò Gesù riguardo ai suoi discepoli e al suo insegnamento. Gesù gli rispose: «Io ho parlato al mondo apertamente; ho sempre insegnato nella sinagoga e nel tempio, dove tutti i Giudei si riuniscono, e non ho mai detto nulla di nascosto. Perché interroghi me? Interroga quelli che hanno udito ciò che ho detto loro; ecco, essi sanno che cosa ho detto». Appena detto questo, una delle guardie presenti diede uno schiaffo a Gesù, dicendo: «Così rispondi al sommo sacerdote?». Gli rispose Gesù: «Se ho parlato male, dimostrami dov’è il male. Ma se ho parlato bene, perché mi percuoti?». Allora Anna lo mandò, con le mani legate, a Caifa, il sommo sacerdote.
- Non sei anche tu uno dei suoi discepoli? Non lo sono!
Intanto Simon Pietro stava lì a scaldarsi. Gli dissero: «Non sei anche tu uno dei suoi discepoli?». Egli lo negò e disse: «Non lo sono». Ma uno dei servi del sommo sacerdote, parente di quello a cui Pietro aveva tagliato l’orecchio, disse: «Non ti ho forse visto con lui nel giardino?». Pietro negò di nuovo, e subito un gallo cantò.
- Il mio regno non è di questo mondo
Condussero poi Gesù dalla casa di Caifa nel pretorio. Era l’alba ed essi non vollero entrare nel pretorio, per non contaminarsi e poter mangiare la Pasqua. Pilato dunque uscì verso di loro e domandò: «Che accusa portate contro quest’uomo?». Gli risposero: «Se costui non fosse un malfattore, non te l’avremmo consegnato». Allora Pilato disse loro: «Prendetelo voi e giudicatelo secondo la vostra Legge!». Gli risposero i Giudei: «A noi non è consentito mettere a morte nessuno». Così si compivano le parole che Gesù aveva detto, indicando di quale morte doveva morire.
Pilato allora rientrò nel pretorio, fece chiamare Gesù e gli disse: «Sei tu il re dei Giudei?». Gesù rispose: «Dici questo da te, oppure altri ti hanno parlato di me?». Pilato disse: «Sono forse io Giudeo? La tua gente e i capi dei sacerdoti ti hanno consegnato a me. Che cosa hai fatto?». Rispose Gesù: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù». Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re?». Rispose Gesù: «Tu lo dici: io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce». Gli dice Pilato: «Che cos’è la verità?».
E, detto questo, uscì di nuovo verso i Giudei e disse loro: «Io non trovo in lui colpa alcuna. Vi è tra voi l’usanza che, in occasione della Pasqua, io rimetta uno in libertà per voi: volete dunque che io rimetta in libertà per voi il re dei Giudei?». Allora essi gridarono di nuovo: «Non costui, ma Barabba!». Barabba era un brigante.
- Salve, re dei Giudei!
Allora Pilato fece prendere Gesù e lo fece flagellare. E i soldati, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero addosso un mantello di porpora. Poi gli si avvicinavano e dicevano: «Salve, re dei Giudei!». E gli davano schiaffi.
Pilato uscì fuori di nuovo e disse loro: «Ecco, io ve lo conduco fuori, perché sappiate che non trovo in lui colpa alcuna». Allora Gesù uscì, portando la corona di spine e il mantello di porpora. E Pilato disse loro: «Ecco l’uomo!».
Come lo videro, i capi dei sacerdoti e le guardie gridarono: «Crocifiggilo! Crocifiggilo!». Disse loro Pilato: «Prendetelo voi e crocifiggetelo; io in lui non trovo colpa». Gli risposero i Giudei: «Noi abbiamo una Legge e secondo la Legge deve morire, perché si è fatto Figlio di Dio».
All’udire queste parole, Pilato ebbe ancor più paura. Entrò di nuovo nel pretorio e disse a Gesù: «Di dove sei tu?». Ma Gesù non gli diede risposta. Gli disse allora Pilato: «Non mi parli? Non sai che ho il potere di metterti in libertà e il potere di metterti in croce?». Gli rispose Gesù: «Tu non avresti alcun potere su di me, se ciò non ti fosse stato dato dall’alto. Per questo chi mi ha consegnato a te ha un peccato più grande».
- Via! Via! Crocifiggilo!
Da quel momento Pilato cercava di metterlo in libertà. Ma i Giudei gridarono: «Se liberi costui, non sei amico di Cesare! Chiunque si fa re si mette contro Cesare». Udite queste parole, Pilato fece condurre fuori Gesù e sedette in tribunale, nel luogo chiamato Litòstroto, in ebraico Gabbatà. Era la Parascève della Pasqua, verso mezzogiorno. Pilato disse ai Giudei: «Ecco il vostro re!». Ma quelli gridarono: «Via! Via! Crocifiggilo!». Disse loro Pilato: «Metterò in croce il vostro re?». Risposero i capi dei sacerdoti: «Non abbiamo altro re che Cesare». Allora lo consegnò loro perché fosse crocifisso.
- Lo crocifissero e con lui altri due
Essi presero Gesù ed egli, portando la croce, si avviò verso il luogo detto del Cranio, in ebraico Gòlgota, dove lo crocifissero e con lui altri due, uno da una parte e uno dall’altra, e Gesù in mezzo. Pilato compose anche l’iscrizione e la fece porre sulla croce; vi era scritto: «Gesù il Nazareno, il re dei Giudei». Molti Giudei lessero questa iscrizione, perché il luogo dove Gesù fu crocifisso era vicino alla città; era scritta in ebraico, in latino e in greco. I capi dei sacerdoti dei Giudei dissero allora a Pilato: «Non scrivere: “Il re dei Giudei”, ma: “Costui ha detto: Io sono il re dei Giudei”». Rispose Pilato: «Quel che ho scritto, ho scritto».
- Si sono divisi tra loro le mie vesti
I soldati poi, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti, ne fecero quattro parti – una per ciascun soldato –, e la tunica. Ma quella tunica era senza cuciture, tessuta tutta d’un pezzo da cima a fondo. Perciò dissero tra loro: «Non stracciamola, ma tiriamo a sorte a chi tocca». Così si compiva la Scrittura, che dice: «Si sono divisi tra loro le mie vesti e sulla mia tunica hanno gettato la sorte». E i soldati fecero così.
- Ecco tuo figlio! Ecco tua madre!
Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé.
Dopo questo, Gesù, sapendo che ormai tutto era compiuto, affinché si compisse la Scrittura, disse: «Ho sete». Vi era lì un vaso pieno di aceto; posero perciò una spugna, imbevuta di aceto, in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. Dopo aver preso l’aceto, Gesù disse: «È compiuto!». E, chinato il capo, consegnò lo spirito.
(Qui si genuflette e di fa una breve pausa)
- E subito ne uscì sangue e acqua
Era il giorno della Parascève e i Giudei, perché i corpi non rimanessero sulla croce durante il sabato – era infatti un giorno solenne quel sabato –, chiesero a Pilato che fossero spezzate loro le gambe e fossero portati via. Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe all’uno e all’altro che erano stati crocifissi insieme con lui. Venuti però da Gesù, vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua. Chi ha visto ne dà testimonianza e la sua testimonianza è vera; egli sa che dice il vero, perché anche voi crediate. Questo infatti avvenne perché si compisse la Scrittura: «Non gli sarà spezzato alcun osso». E un altro passo della Scrittura dice ancora: «Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto».
- Presero il corpo di Gesù e lo avvolsero con teli insieme ad aromi
Dopo questi fatti Giuseppe di Arimatèa, che era discepolo di Gesù, ma di nascosto, per timore dei Giudei, chiese a Pilato di prendere il corpo di Gesù. Pilato lo concesse. Allora egli andò e prese il corpo di Gesù. Vi andò anche Nicodèmo – quello che in precedenza era andato da lui di notte – e portò circa trenta chili di una mistura di mirra e di áloe. Essi presero allora il corpo di Gesù e lo avvolsero con teli, insieme ad aromi, come usano fare i Giudei per preparare la sepoltura. Ora, nel luogo dove era stato crocifisso, vi era un giardino e nel giardino un sepolcro nuovo, nel quale nessuno era stato ancora posto. Là dunque, poiché era il giorno della Parascève dei Giudei e dato che il sepolcro era vicino, posero Gesù.
Parola del Signore
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Preghiera dei fedeli
Al posto della Preghiera dei Fedeli si innalza la
PREGHIERA UNIVERSALE
I. Per la santa Chiesa
Preghiamo, fratelli carissimi, per la santa Chiesa di Dio:
il Signore le conceda unità e pace,
la protegga su tutta la terra,
e doni a noi, in una vita serena e tranquilla,
di render gloria a Dio Padre onnipotente.
Dio onnipotente ed eterno,
che hai rivelato in Cristo la tua gloria a tutte le genti,
custodisci l’opera della tua misericordia,
perché la tua Chiesa, diffusa su tutta la terra,
perseveri con saldezza di fede
nella confessione del tuo nome.
Per Cristo nostro Signore.
II. Per il Papa
Preghiamo il Signore per il nostro santo padre il papa N.:
il Signore Dio nostro,
che lo ha scelto nell’ordine episcopale,
gli conceda vita e salute
e lo conservi alla sua santa Chiesa,
come guida e pastore del popolo santo di Dio.
Dio onnipotente ed eterno,
sapienza che regge l’universo,
ascolta la tua famiglia in preghiera,
e custodisci con la tua bontà
il Papa che tu hai scelto per noi,
perché il popolo cristiano,
da te affidato alla sua guida pastorale,
progredisca sempre nella fede.
Per Cristo nostro Signore.
III. Per tutti gli ordini sacri e per tutti i fedeli
Preghiamo per il nostro vescovo N.,
per tutti i vescovi,
i presbiteri e i diaconi,
per tutti coloro che svolgono un ministero nella Chiesa
e per tutto il popolo di Dio.
Dio onnipotente ed eterno
che con il tuo Spirito guidi e santifichi
tutto il corpo della Chiesa,
accogli le preghiere che ti rivolgiamo,
perché secondo il dono della tua grazia
tutti i membri della comunità
nel loro ordine e grado
ti possano fedelmente servire.
Per Cristo nostro Signore.
IV. Per i catecumeni
Preghiamo per i [nostri] catecumeni:
il Signore Dio nostro
illumini i loro cuori
e apra loro la porta della sua misericordia,
perché mediante l’acqua del battesimo
ricevano il perdono di tutti i peccati
e siano incorporati in Cristo Gesù,
nostro Signore.
Dio onnipotente ed eterno,
che rendi la tua Chiesa sempre feconda di nuovi figli,
aumenta nei [nostri] catecumeni
l’intelligenza della fede,
perché, nati a vita nuova nel fonte battesimale,
siano accolti fra i tuoi figli di adozione.
Per Cristo nostro Signore.
V. Per l’unità dei cristiani
Preghiamo per tutti i fratelli che credono in Cristo:
il Signore Dio nostro conceda loro
di vivere la verità che professano
e li raduni e li custodisca
nell’unica sua Chiesa.
Dio onnipotente ed eterno,
che riunisci i dispersi
e li custodisci nell’unità,
guarda benigno al gregge del tuo Figlio,
perché coloro che sono stati consacrati
da un solo Battesimo
formino una sola famiglia
nel vincolo dell’amore e della vera fede.
Per Cristo nostro Signore.
VI. Per gli Ebrei
Preghiamo per gli Ebrei:
il Signore Dio nostro,
che li scelse primi fra tutti gli uomini
ad accogliere la sua parola,
li aiuti a progredire sempre
nell’amore del suo nome
e nella fedeltà alla sua alleanza.
Dio onnipotente ed eterno,
che hai fatto le tue promesse
ad Abramo e alla sua discendenza,
ascolta la preghiera della tua Chiesa,
perché il popolo primogenito della tua alleanza
possa giungere alla pienezza della redenzione.
Per Cristo nostro Signore.
VII. Per i non cristiani
Preghiamo per coloro che non credono in Cristo,
perché, illuminati dallo Spirito Santo,
possano entrare anch’essi
nella via della salvezza.
Dio onnipotente ed eterno,
fa’ che gli uomini che non conoscono il Cristo
possano conoscere la verità
camminando alla tua presenza in sincerità di cuore,
e a noi tuoi fedeli concedi di entrare profondamente
nel tuo mistero di salvezza
e di viverlo con una carità sempre più grande tra noi,
per dare al mondo
una testimonianza credibile del tuo amore.
Per Cristo nostro Signore.
VIII. Per coloro che non credono in Dio
Preghiamo per coloro che non credono in Dio,
perché, vivendo con bontà
e rettitudine di cuore,
giungano alla conoscenza del Dio vero.
Dio onnipotente ed eterno,
tu hai messo nel cuore degli uomini
una così profonda nostalgia di te,
che solo quando ti trovano hanno pace:
fa’ che, al di là di ogni ostacolo,
tutti riconoscano i segni della tua bontà
e, stimolati dalla testimonianza della nostra vita,
abbiano la gioia di credere in te,
unico vero Dio e padre di tutti gli uomini.
Per Cristo nostro Signore.
IX. Per i governanti
Preghiamo per coloro che sono chiamati
a governare la comunità civile,
perché il Signore Dio nostro
illumini la loro mente e il loro cuore
a cercare il bene comune
nella vera libertà e nella vera pace.
Dio onnipotente ed eterno,
nelle tue mani sono le speranze degli uomini
e i diritti di ogni popolo:
assisti con la tua sapienza coloro che ci governano,
perché, con il tuo aiuto,
promuovano su tutta la terra
una pace duratura,
il progresso sociale e la libertà religiosa.
Per Cristo nostro Signore.
X. Per i tribolati
Preghiamo, fratelli carissimi,
Dio Padre onnipotente,
perché liberi il mondo da ogni disordine:
allontani le malattie, scacci la fame,
renda libertà ai prigionieri, giustizia agli oppressi,
conceda sicurezza a chi viaggia,
il ritorno ai lontani da casa,
la salute agli ammalati, ai morenti la salvezza eterna.
Dio onnipotente ed eterno,
conforto degli afflitti,
sostegno dei tribolati,
ascolta il grido dell’umanità sofferente,
perché tutti si rallegrino
di avere ricevuto nelle loro necessità
il soccorso della tua misericordia.
Per Cristo nostro Signore.
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Adorazione della Santa Croce
Il sacerdote, o il diacono, con i ministranti - oppure un altro ministro idoneo - si reca alla porta della chiesa (oppure il sacerdote attende all’altare che gli venga portata la Croce).
Quivi riceve la Croce non velata: i ministranti portano i candelieri accesi. Si forma la processione che, attraverso la chiesa, giunge nel presbiterio.
Chi porta la Croce fa una sosta presso la porta, in mezzo alla chiesa e davanti all’ingresso del presbiterio. Ogni volta innalza la Croce, invitando i presenti all’adorazione con le parole: Ecco il legno della Croce e tutti rispondono: Venite, adoriamo. Dopo ogni risposta, tutti s’inginocchiano e fanno una breve adorazione in silenzio. Chi porta la Croce rimane in piedi, tenendola alquanto elevata.
Infine si depone la Croce con i candelieri all’ingresso del presbiterio.
Ecco il legno della Croce,
al quale fu appeso il Cristo,
Salvatore del mondo.
R. Venite, adoriamo.
Il sacerdote, il clero e i fedeli si recano processionalmente all’adorazione della Croce, facendo davanti ad essa genuflessione semplice o un altro segno di venerazione (ad esempio baciando la Croce), secondo l’uso del luogo.
Mentre si svolge l’adorazione, si cantano l’antifona Adoriamo la tua Croce , i Lamenti del Signore e l’Inno o si eseguono altri canti adatti; restano seduti coloro che hanno compiuto l’adorazione.
ANTIFONA
Adoriamo la tua Croce, Signore,
lodiamo e glorifichiamo la tua santa risurrezione.
Dal legno della Croce è venuta la gioia in tutto il mondo.
Dio abbia pietà di noi e ci benedica; (Sal 67,2 su di noi faccia splendere il suo volto e abbia misericordia.)
Adoriamo la tua Croce, Signore...
LAMENTI DEL SIGNORE I
Popolo mio che male ti ho fatto?
In che ti ho provocato? Dammi risposta.
“Io ti ho guidato fuori dall’Egitto,
e tu hai preparato la Croce al tuo Salvatore.
Popolo mio ...
Perché ti ho guidato quarant’anni nel deserto,
ti ho sfamato con manna,
ti ho introdotto in paese fecondo,
tu hai preparato la Croce al tuo Salvatore.
Popolo mio ...
Che altro avrei dovuto fare e non ti ho fatto?
Io ti ho piantato, mia scelta e florida vigna,
ma tu mi sei divenuta aspra e amara:
poiché mi hai spento la sete con aceto,
e hai piantato una lancia nel petto del tuo Salvatore.
Popolo mio ...
LAMENTI DEL SIGNORE II
Io per te ho flagellato l’Egitto e i primogeniti suoi,
e tu mi hai consegnato per essere flagellato.
Popolo mio, che male ti ho fatto?
In che ti ho provocato? Dammi risposta.
Io ti ho guidato fuori dall’Egitto
e ho sommerso il faraone nel Mar Rosso,
e tu mi hai consegnato ai capi dei sacerdoti.
Io ho aperto davanti a te il mare,
e tu mi hai aperto con la lancia il costato.
Io ti ho fatto strada con la nube,
e tu mi hai condotto al pretorio di Pilato.
Io ti ho nutrito con manna nel deserto,
e tu mi hai colpito con schiaffi e flagelli.
Io ti ho dissetato dalla rupe con acqua di salvezza
e tu mi hai dissetato con fiele e aceto.
Io per te ho colpito i re dei Cananei,
e tu hai colpito il mio capo con la canna.
Io ti ho posto in mano uno scettro regale,
e tu hai posto sul mio capo una corona di spine.
Io ti ho esaltato con grande potenza,
e tu mi hai sospeso al patibolo della croce.
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Preghiera sulle offerte
Oggi non ci sono offerte da presentare al Padre e si fa la comunione con il pane eucaristico consacrato il giorno precedente.
L'Assemblea con il celebrante recita il PADRE NOSTRO.
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Preghiera dopo la comunione
Dio onnipotente ed eterno,
che hai rinnovato il mondo
con la gloriosa morte e risurrezione del tuo Cristo,
conserva in noi
l’opera della tua misericordia,
perché la partecipazione a questo grande mistero
ci consacri per sempre al tuo servizio.
Per Cristo nostro Signore.
ORAZIONE SUL POPOLO
Scenda, o Padre, la tua benedizione
su questo popolo,
che ha commemorato la morte del tuo Figlio
nella speranza di risorgere con lui;
venga il perdono e la consolazione,
si accresca la fede,
si rafforzi la certezza nella redenzione eterna.
E l’assemblea si scioglie in silenzio.
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| don Marco Pedron (Omelia del 21-03-2008)
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Il Figlio di Dio condannato dai servi di Dio
Questa sera noi celebriamo il Venerdì Santo: Gesù viene preso, condannato e crocifisso.
In questa vicenda noi viviamo il dramma dell'innocente che viene crocefisso. In questa vicenda noi ci riconosciamo perché a volte, in parte, siamo anche noi quell'uomo che viene deriso, attaccato, giudicato, colp ...
(continua)
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| padre Gian Franco Scarpitta (Omelia del 21-03-2008)
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Il soffrire divino in carne umana
In orari alquanto pigri e scomodi, oggi si raggiungerà la chiesa parrocchiale per partecipare alla funzione di commemorazione della crocifissione di Gesù, celebrando e rendendo attuale per noi il percorso a cui fu costretto il Signore nella via verso il Calvario, prima fustigato, picchiato, deriso, ...
(continua)
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| mons. Antonio Riboldi (Omelia del 21-03-2008)
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Venerdì santo: un amore senza confini
"Stavano presso la croce di Gesù, sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Cleofa e Maria di Màgdala. Allora Gesù, vedendo la madre e il discepolo che Egli amava, disse alla madre: Donna, ecco tuo figlio. Poi disse al discepolo: Ecco tua madre! E da quel momento il discepolo la prese nella sua c ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 21-03-2008)
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Dalla Parola del giorno
E dopo aver ricevuto l'aceto, Gesù disse: "Tutto è compiuto!". E, chinato il capo, spirò.
Come vivere questa Parola?
A commento delle ultime parole di Gesù sulla croce, Giovanni Paolo II, esperto del patire, diceva: "Esse manifestano la sua coscienza d'a ...
(continua)
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| Omelie.org - autori vari (Omelia del 21-03-2008)
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1. Sembra l'ora del grande fallimento! Non solo per l'imminente morte nel terribile patimento, ma per la desolazione dell'abbandono che porta, come avrebbe portato in chiunque, all'inevitabile tentazione: ne vale la pena? Dopo le tentazioni del deserto, Satana disse che sarebbe tornato al momento op ...
(continua)
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| Il pane della domenica (Omelia del 21-03-2008)
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Tutto è compiuto
La passione
Non ci sono parole. Quali parole potremmo inventare noi, miseri mortali, quando la Parola fatta carne si tramuta in "forte grido" e poi si spegne nel silenzio buio e gelido della morte? Non ci resta allora che "tacere e adorare"; non ci resta che "adorare e aderire".
Del resto, n ...
(continua)
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| Comunità Missionaria Villaregia (giovani) (Omelia del 21-03-2008)
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Oggi in tutte le Chiese del mondo si adora la Croce, non si celebra l'Eucaristia, ma "si volge lo sguardo verso colui che hanno trafitto". Ogni parola sembra stonata, ogni gesto si congela nella rigidità dell'incomprensione per ciò che accade. Accogliamo con il cuore queste parole:
Vi chiedo solo ...
(continua)
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| Monaci Benedettini Silvestrini (Omelia del 21-03-2008)
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Tutto è compiuto...
Il racconto giovanneo ci presenta un groviglio di situazioni, nelle quali intervengono diverse persone: i discepoli, le donne, i sacerdoti, il governatore, i soldati. Ognuno a modo suo si accosta impotente all'uomo Gesù, che va verso la sua passione e morte con responsabile consapevolezza, sapendo c ...
(continua)
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| padre Mimmo Castiglione (Omelia del 21-03-2008)
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Il canto del galletto Narciso!
Nello scrigno dei miei preziosi un gallo!
Mi fa sempre compagnia, canta spesso in allegria.
Ed io piango con singhiozzi che non vogliono finire!
Memoria del giorno più bello della nostra vita!
O almeno così dovrebbe essere!
È la festa della buona e bella notizia!
Qual ...
(continua)
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| Agenzia SIR (Omelia del 21-03-2008)
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A far "santo" questo venerdì non è la sofferenza di una morte in croce, ma è l'amore "fino alla fine" che ha portato il Figlio di Dio a morire in croce. Questo è l'amore più forte della morte perché sa abbracciare anche la morte e superarla con l'amore. È l'unico giorno in cui non si celebra ...
(continua)
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| Messa Meditazione (Omelia del 21-03-2008)
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Insieme a Maria ai piedi della croce
Lettura
Come ogni anno, il Venerdì Santo riviviamo con Cristo la sua passione. Giuda conduce le guardie dove si trova Gesù ed Egli non si tira indietro: «Sono io». Tante volte Gesù era sfuggito ai giudei che cercavano di ucciderlo, ma ora il tempo è compiuto e si lascia catturare. Pietro cerc ...
(continua)
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| don Ezio Stermieri (Omelia del 06-04-2007)
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attirerò tutti a me
Questa liturgia del Venerdì Santo rende attuali le parole di Gesù: "Quando sarò elevato da terra attirerò tutti a me" e contemporanee a noi quelle di Isaia: Volgeranno lo sguardo a Colui che hanno trafitto.
Eccoci qui, parte di un'umanità alla ricerca di una Parola, di uno Sguardo, di un sentimento ...
(continua)
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| mons. Antonio Riboldi (Omelia del 06-04-2007)
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Il trionfo dell’amore che si fa dono
Da ieri sera, dopo la S. Messa 'in Coena Domini', deposto Gesù in quello che siamo abituati a chiamare 'sepolcro', la Chiesa si è raccolta nel silenzio, a cominciare dalle campane 'mute'.
Come si volesse rispettare l'amore che si sacrifica totalmente sulla croce per ridare a noi, che davvero con i n ...
(continua)
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| don Maurizio Prandi (Omelia del 06-04-2007)
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Commento Giovanni 18,1- 19,42
Mi piace condividere con voi queste riflessioni che nascono dall'ascolto di una meditazione di padre Enzo Bianchi, priore della comunità di Bose. Credo possano nutrire la nostra vita durante il grande silenzio di questi giorni in preparazione alla Pasqua.
Siamo di fronte ad una storia di vio ...
(continua)
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| mons. Vincenzo Paglia (Omelia del 06-04-2007)
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Oggi tutto è spoglio, nella chiesa e sull'altare. Tutto è silenzio. La stessa liturgia è più silenziosa e tutti ci siamo prostrati, già all'inizio, sentendo una indicibile oppressione. È come crollato un grande muro e ora appaiono unicamente le macerie. Si sente solo un pianto: quello di Dio. Sì, Di ...
(continua)
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| Monaci Benedettini Silvestrini (Omelia del 06-04-2007)
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Ecco il legno della croce
In questa giornata non si celebra l'eucaristia, ma la lunga liturgia della Parola si conclude con la distribuzione dell'Eucaristia consacrata in precedenza. I testi biblici sono stati scelti per aiutare la comunità ad entrare nella realtà dell'immolazione del Figlio di Dio. Isiaia aveva profetizzato ...
(continua)
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| Omelie.org - autori vari (Omelia del 06-04-2007)
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Come ogni anno, il venerdì santo, la liturgia ci fa riascoltare il racconto della Passione di Gesù secondo l'intensa narrazione che ne fa il discepolo amato, l 'evangelista Giovanni.
Siamo al centro del mistero cristiano, un mistero che fa sorgere nel cuore di ogni uomo una domanda antica di giorni: ...
(continua)
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| don Marco Pratesi (Omelia del 06-04-2007)
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Umiliazione e glorificazione del Servo
Straordinaria la prima lettura, il quarto canto del Servo del Signore, nel quale il profeta, quasi quinto evangelista, traccia i tratti di un misterioso personaggio sofferente nel quale, per chi abbia letto i Vangeli, è immediato vedere Gesù nella sua passione.
Si tratta di una vicenda al tempo stes ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 06-04-2007)
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Commento su Is 53,5
Dalla Parola del giorno
Egli è stato trafitto per i nostri delitti, schiacciato per le nostre iniquità. Il castigo che ci da salvezza si è abbattuto su di lui; per le sue piaghe noi siamo stati guariti.
Come vivere questa Parola?
Questo è l'ultimo "carme del Servo di JHWH". Gli ...
(continua)
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| padre Gian Franco Scarpitta (Omelia del 06-04-2007)
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Morte di Dio per amore
Karl Rahner interpreta la morte di Gesù come la "morte di Dio"; nel senso che Dio, sebbene in se stesso incorruttibile e immortale, nella persona del Figlio Gesù Cristo vero Dio e vero Uomo abbandona se stesso alla solitudine e si sottopone alla morte. Dio insomma muore, pur essendo vita eterna ed i ...
(continua)
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| don Luciano Sanvito (Omelia del 14-04-2006)
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Non la croce, ma 'attraverso' la croce
Siamo nel cuore del Cristo.
Siamo nella sua percezione della bellezza e della gioia autentica.
La croce esprime infatti al meglio il suo amore e ci fa gustare ciò che vale di Cristo e quello che di Lui dobbiamo ammirare e accogliere.
Tutto questo non è però la croce, ma avviene 'attraverso' la croc ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 14-04-2006)
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Dalla Parola del giorno
Gesù disse: «Tutto è compiuto». E chinato il capo consegnò lo Spirito.
Come vivere questa Parola?
Una croce è piantata sul Calvario del mondo. Una croce! Prima o poi, coscientemente o inconsapevolmente, tutti ce la troviamo a sbarrarci la strada, e biso ...
(continua)
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| mons. Antonio Riboldi (Omelia del 14-04-2006)
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Detto questo, spirò
E' certamente questo giorno, 'venerdì santo', il giorno che svela fino dove arriva il farsi dono, perché chi "è davvero morto viva". E' il giorno in cui meravigliosamente Dio non svela soltanto che ci ama, ma cosa occorre pagare per amare e farsi "pane spezzato per la vita eterna".
E' stata lunga qu ...
(continua)
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| Omelie.org - autori vari (Omelia del 14-04-2006)
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* Con questa Liturgia entriamo in quello che è stato chiamato " il Giorno più santo" e realmente è tale se lo prolunghiamo fino al mattino della Resurrezione. In esso, infatti, la Storia della salvezza ha raggiunto il suo vertice, perché ha trovato compimento il divino disegno della redenzione dell' ...
(continua)
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| mons. Vincenzo Paglia (Omelia del 14-04-2006)
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Inizia la passione di Gesù: queste pagine non narrano solo il momento finale della sua vita, riassumono tutta la sua passione per gli uomini. Gesù ha amato i discepoli fino all'ultimo. Esce dal cenacolo e si dirige verso l'orto degli Ulivi, anche se sa bene che verranno a catturarlo. Gesù, infatti, ...
(continua)
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| Monaci Benedettini Silvestrini (Omelia del 14-04-2006)
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"Donna, ecco tuo figlio!", "Ecco tua madre!"
Sono le frasi che Gesù sulla Croce pronuncia dirette a Maria ed a Giovanni. Un momento prima di morire si ricorda di sua madre, si ricorda di noi; dalla croce ha la forza dello Spirito di continuare la sua missione di Amore. La morte non può sconfiggere questa forza e i legami che sembrerebbero spez ...
(continua)
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| Agenzia SIR (Omelia del 14-04-2006)
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Il Venerdì Santo non è giorno di lutto né di pianto, ma è amorosa contemplazione del sacrificio redentore, da cui è scaturita la nostra salvezza. Il segno esterno di partecipazione è il digiuno e l'astinenza e, nelle chiese, l'adorazione della croce.
Giuda, il traditore: è il primo pe ...
(continua)
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| a cura dei Carmelitani (Omelia del 14-04-2006)
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La Passione di Gesù secondo Giovanni
1. Raccogliamoci in preghiera – Statio
Vieni, tu refrigerio,
delizia e nutrimento delle anime nostre.
Vieni, e togli tutto quello che è di mio,
e infondi in me solo quello che è tuo.
Vieni, tu che sei nutrimento d'ogni casto pensiero,
circolo d'ogni clemenza e cumulo d'ogni purità.
Vi ...
(continua)
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| don Marco Pratesi (Omelia del 14-04-2006)
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Contemplare il Crocifisso
La liturgia oggi ci invita a contemplare Gesù crocifisso. Avere lo sguardo fisso in Gesù è in effetti un impegno di sempre per il cristiano. Siamo chiamati a contemplare assiduamente il mistero di Cristo, per gustare appieno l'amore e la verità di Dio: "gustate e vedete quanto è buono il Signore"! ( ...
(continua)
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| padre Gian Franco Scarpitta (Omelia del 14-04-2006)
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Imparare l'obbedienza
Chi non ha mai trascorso un conveniente periodo da suddito difficilmente potrà essere all'altezza di ruoli di governo o di alta responsabilità, poiché, non avendo fatto esperienza in prima persona dell'obbedienza e della sottomissione con cui si deve rendere conto di ogni cosa agli altri, impartirà ...
(continua)
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| Monastero Janua Coeli (Omelia del 25-03-2005)
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Ho sete
Giorni di grande preghiera e di incontri ravvicinati in Colui che va immergendosi nel silenzio dell'Amore consumato fino alla fine. Di fronte alla persona amata che muore, cosa si può dire? tacere e stare lì, accanto, a raccogliere tutto ciò che è ancora è quanto si può fare. Come Maria. Come le ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 25-03-2005)
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Commento Giovanni 18,1- 19,42
Dalla Parola del giorno
Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco il tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco la tua ...
(continua)
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| don Marco Pratesi (Omelia del 25-03-2005)
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Passione secondo Giovanni
Come gli altri evangelisti, ma in misura più abbondante, Giovanni dà una sua lettura della passione. Senza pretendere di esaurirne la ricchezza, vediamo alcuni aspetti significativi.
Gesù è pienamente consapevole di quanto accade (18,4; 19,28). Dona se stesso liberamente, totalmente cosciente della ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 09-04-2004)
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Dalla Parola del giorno
Dopo questo, Gesù, sapendo che ogni cosa era stata ormai compiuta, disse per adempiere le Scritture: "Ho sete".
Come vivere questa Parola?
E' anzitutto una richiesta umanissima, l'esigenza di uno che, martoriato in tutto il corpo, si sente morire anche ...
(continua)
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| don Mario Campisi (Omelia del 09-04-2004)
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"...Uno spettacolo per l'umanità..."
La Passione secondo Luca esprime bene ciò che si stava compiendo sotto gli occhi di tutti, presenti alla crocifissione di Gesù: uno "spettacolo".
L'uomo di ieri, come quello di oggi, non sa altro che manifestare la sua fantasia attraverso lo spettacolo. Ci può essere uno spettacolo comico, tragi-co ...
(continua)
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| mons. Antonio Riboldi (Omelia del 09-04-2004)
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Giorno del dolore
La Chiesa oggi pare si chiuda nella riflessione per quanto è avvenuto quel venerdì santo, prima nello strazio subito da Gesù nel disprezzo, nella flagellazione, nella incoronazione di spine, nel salire il Calvario con sulle spalle la croce, su cui doveva essere inchiodato, come fosse "la feccia degl ...
(continua)
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| don Marco Pratesi (Omelia del 09-04-2004)
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O Crux, ave spes unica!
L'esperienza del male e della sofferenza, delle ingiustizie e della morte, contraddice la Buona Notizia dell'amore di Dio e, di per sé, tende a distruggere la fede e la speranza. Pensiamo alle domande che ci investono quando il male non riguarda più gli altri, ma ci tocca personalmente: malattie, do ...
(continua)
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| padre Gian Franco Scarpitta (Omelia del 09-04-2004)
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Il Venerdì della pazzia
Esponendo un suo sottile ragionamento, Paolo afferma che "mentre i Giudei chiedono miracoli e i pagani cercano la sapienza, noi predichiamo Cristo cricoifisso, scandalo per i Giudei, stoltezza per i pagani; ma per coloro che sono chiamati, sia Giudei che Greci, predichiamo Cristo potenza di Dio e sa ...
(continua)
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| Totustuus (Omelia del 09-04-2004)
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Commento Giovanni 18,1- 19,42
La meditazione della Passione di Nostro Signore Gesù Cristo è stata e continua ad essere fonte di santità cristiana e cammino di conversione profonda per gli uomini. Oggi, in questa suggestiva liturgia del Venerdì Santo, insieme austera ed espressiva, la nostra anima si prostra — come faranno i mini ...
(continua)
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| don Paolo Curtaz (Omelia del 18-04-2003)
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Commento Giovanni 18,1- 19,42
Venerdì della Passione del Signore, Dio muore. La Chiesa, tutta la Chiesa, oggi, resta attonita in silenzio e preghiera. Le chiese, spoglie, accolgono i fedeli che meditano davanti a un uomo nudo appeso ad una croce. Non è folclore ciò che ci apprestiamo a vivere, non è devozione. E' memoriale, attu ...
(continua)
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| padre Gian Franco Scarpitta (Omelia del 18-04-2003)
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"Che cos'è la verita?"
Gesù si rivolge a Pilato con queste parole: "Tu lo dici. Io sono re, e per questo sono nato e sono venuto nel mondo: per rendere testimonianza alla verità. Chi appartiene alla verità ascolta la mia voce." Ma Pilato risponde a Gesù: "E che cos'è la verita?" (Gv 18, 37-38)
Già. Ce lo domandiamo anc ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 29-03-2002)
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Dalla Parola del giorno
Io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per rendere testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce.
Come vivere questa Parola?
Che forza e quale maestà in queste parole pronunciate da Gesù durante ...
(continua)
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| padre Raniero Cantalamessa (Omelia del 29-03-2002)
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Non ci ha amato per scherzo: meditazione sulla Passione
Se siamo stati completamente uniti a lui con una morte simile alla sua, lo saremo anche con la sua risurrezione (Rom. 6, 5). Qual è la morte "simile a quella di Cristo" che san Paolo ci inculca in questo testo? Non quella esteriore del corpo, legata a circostanze tanto straordinarie: flagellazione, ...
(continua)
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| padre Raniero Cantalamessa (Omelia del 29-03-2002)
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Risplende il Mistero della Croce
Oggi risplende su tutta la Chiesa il mistero della croce: "Fulget crucis mysterium". La liturgia ci ha proposto una certa visione della croce; nonostante tutti gli sforzi, essa rimane una visione dolorosa che fa leva soprattutto sui sentimenti di pentimento e di compassione. Nel momento culminante d ...
(continua)
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| padre Raniero Cantalamessa (Omelia del 29-03-2002)
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La Pasqua di Cristo
Stiamo vivendo un momento liturgico particolarmente intenso e commovente. La liturgia della parola, questa sera, è tutto. Il sacramento tace per lasciare il posto all'evento, cioè alla contemplazione del fatto da cui tutti i sacramenti sono nati.
E' l'unica occasione - insieme con la Domenica delle ...
(continua)
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| Totustuus (Omelia del 29-03-2002)
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Passione di nostro Signore Gesù Cristo secondo san Giovanni
Nesso tra le letture
La Passione del Signore secondo san Giovanni ci presenta, specialmente, l'"esaltazione di Cristo". Sulla croce, Cristo regna, Cristo è esaltato, Cristo trionfa sul peccato e sul diavolo (vangelo). Perciò, oggi, non è effettivamente un giorno di lutto, bensì è il giorno in cui s ...
(continua)
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| don Fulvio Bertellini (Omelia del 29-03-2002)
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Venerdì Santo: il silenzio di Dio
"Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la sua bocca" (I lettura).
Il silenzio di Gesù è uno degli aspetti più caratteristici della Passione. A partire dall'arresto, Gesù resta quasi prevalentemente passivo, con pochissime risposte, spesso quasi più enigmatiche del silenzio. Il tacere di Gesù se ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 21-04-2000)
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Dalla Parola del giorno
Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo del dolori che ben conosce il patire (...). Egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolore (...). E' stato trafitto per i nostri peccati (...). Il castigo, che dà a noi la salvezza, si è abbattuto ...
(continua)
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