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S0205 ; PO042
Grado della Celebrazione: Memoria Colore liturgico: Rosso
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La preghiera di colletta chiede la misericordia del Signore "per intercessione di sant'Agata che risplende nella Chiesa per la gloria della verginità e del martirio". Il martire si dona a Cristo per giungere a Dio mediante il sacrificio della vita; la verginità non ha senso se non nel dono. Senza questo potrebbe essere una specie di egoismo: volersi tenere per sé. Si incontrano molte ragazze che non vogliono donarsi, vogliono mantenere tutta la loro indipendenza per organizzarsi la vita secondo le loro idee e magari secondo i loro capricci: fisicamente sono vergini ma di una verginità che non ha senso ed è semplicemente una manifestazione di egoismo.
La verginità cristiana è un'altra cosa: è donarsi al Signore, rinunciare a se stessi per vivere unicamente per lui.
Nella prima lettura Paolo paragona la comunità ad una vergine casta che egli presenta al Signore e la verginità consacrata è veramente immagine della Chiesa, che il Signore vuole si presenti a lui pura, senza ruga, senza macchia, come Paolo scrive nella lettera agli Efesini. E davvero una delle gioie della verginità cristiana essere una parziale realizzazione dell'ideale che Cristo ha voluto per la sua Chiesa.
Nel passo paolino che si legge oggi, la verginità è associata ad un consiglio contro l'orgoglio, che mette ben in evidenza che la verginità non può mai essere un compiacersi di sé, ma deve essere vissuta nel rapporto profondo con il Signore.
A dire il vero il consiglio: "Chi si vanta si vanti nel Signore" appartiene al contesto precedente ma si applica bene alla verginità cristiana. E un consiglio che sta molto a cuore a Paolo, che vi vede veramente l'essenziale della fede.
Nella lettera ai Romani egli spiega che Dio ha operato la salvezza per mezzo di Cristo e non attraverso le opere della legge, perciò nessuno può vantarsi davanti a lui. Tutta la nostra fierezza, tutto il nostro orgoglio è nel Signore.
Già lo diceva il profeta Geremia "il sapiente non si glori della propria sapienza, né il forte della propria forza né il ricco della sua ricchezza. Unica gloria è la conoscenza del Signore" cioè il rapporto con lui. San Paolo lo riprende con un'espressione più densa: "Chi si vanta si vanti nel Signore".
Mettere il proprio vanto nel Signore è motivo di profonda gioia: "Ciò che ho fatto di bene, di buono l'ho fatto con il Signore". Qualunque cosa facciamo da soli è sempre piena di imperfezioni ma se la facciamo uniti al Signore è realizzata nell'amore e l'amore la rende perfetta.
Possiamo dunque vantarci: vantarci del nostro rapporto con il Signore, della nostra unione al suo mistero. Paolo dirà in questa lettera: "Mi vanterò ben volentieri delle mie debolezze, perché dimori in me la potenza di Cristo".
Ci gloriamo della nostra unione al mistero della passione e risurrezione di Gesù: è una gloria spoglia di ogni orgoglio perché fondata sulla unione a Cristo nella sua umiliazione per essergli uniti nella sua gloria.
Così sono vissute sant'Agata e le altre martiri vergini, in una verginità donata a Cristo nell'amore per lui, nella fiducia in lui, nella sua forza.
Domandiamo al Signore di aver il coraggio di gloriarci solo di lui e di accettare tutti gli avvenimenti in questa luce, cioè di vederli non dalla prospettiva del nostro interesse, ma per la possibilità che ci offrono di essere più profondamente uniti alla passione e alla vittoria di Cristo.
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Antifona d'ingresso
Questa è un amartire della fede,
che sparse per Cristo il suo sangue;
non temette le minacce dei giudici
e raggiunse il regno dei cieli.
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Colletta
Donaci, Signore, la tua misericordia,
per intercessione di sant’Agata,
che risplende nella Chiesa
per la gloria della verginità e del martirio.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
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Prima lettura
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2Sam 18,9-10.14.24-25.30;19,1-4
Figlio mio Assalonne! Fossi morto io invece di te!
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Dal secondo libro di Samuele
In quei giorni, Assalonne s’imbatté nei servi di Davide. Assalonne cavalcava il mulo; il mulo entrò sotto i rami di un grande terebinto e la testa di Assalonne rimase impigliata nel terebinto e così egli restò sospeso fra cielo e terra; mentre il mulo che era sotto di lui passava oltre.
Un uomo lo vide e venne a riferire a Ioab: “Ho visto Assalonne appeso a un terebinto”.
Allora Ioab prese in mano tre dardi e li immerse nel cuore di Assalonne, che era ancora vivo nel folto del terebinto.
Davide stava seduto fra le due porte; la sentinella salì sul tetto della porta dal lato del muro; alzò gli occhi, guardò ed ecco vide un uomo correre tutto solo. La sentinella gridò e avvertì il re.
Il re disse a quell’uomo; “Mettiti là, da parte”. Quegli si mise da parte e aspettò. Ed ecco arrivare l’Etiope che disse: “Buone notizie per il re mio signore! Il Signore ti ha reso oggi giustizia, liberandoti dalle mani di quanti erano insorti contro di te”.
Il re disse all’Etiope: “Il giovane Assalonne sta bene?”. L’Etiope rispose: “Diventino come quel giovane i nemici del re mio signore e quanti insorgono contro di te per farti il male!”.
Allora il re fu scosso da un tremito, salì al piano di sopra della porta e pianse; diceva in lacrime: “Figlio mio! Assalonne figlio mio, figlio mio Assalonne! Fossi morto io invece di te, Assalonne, figlio mio, figlio mio!”.
Fu riferito a Ioab: “Ecco, il re piange e fa lutto per Assalonne”.
La vittoria in quel giorno si cambiò in lutto per tutto il popolo, perché il popolo sentì dire in quel giorno: “Il re è desolato a causa del figlio”.
Il popolo in quel giorno rientrò in città furtivamente, come avrebbe fatto gente vergognosa per essere fuggita in battaglia.
Parola di Dio
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Salmo responsoriale
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Sal 85
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Nell’ora dell’angoscia soccorrimi, Signore.
Signore, tendi l’orecchio, rispondimi,
perché io sono povero e infelice.
Custodiscimi perché sono fedele;
tu, Dio mio, salva il tuo servo che in te spera.
Pietà di me, Signore,
a te grido tutto il giorno.
Rallegra la vita del tuo servo,
perché a te, Signore, innalzo l’anima mia.
Tu sei buono, Signore, e perdoni,
sei pieno di misericordia con chi ti invoca.
Porgi l’orecchio, Signore, alla mia preghiera
e sii attento alla voce della mia supplica.
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Canto al Vangelo (2Tm 1,10)
Alleluia, alleluia.
Il Salvatore nostro Gesù Cristo ha vinto la morte
e ha fatto risplendere la vita
per mezzo del Vangelo.
Alleluia.
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Vangelo
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Mc 5,21-43
Fanciulla, io ti dico, àlzati
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Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, essendo passato di nuovo Gesù all’altra riva, gli si radunò attorno molta folla, ed egli stava lungo il mare. Si recò da lui uno dei capi della sinagoga, di nome Giairo, il quale, vedutolo, gli si gettò ai piedi e lo pregava con insistenza: “La mia figlioletta è agli estremi; vieni a imporle le mani perché sia guarita e viva”. Gesù andò con lui. Molta folla lo seguiva e gli si stringeva intorno.
Or una donna, che da dodici anni era affetta da emorragia e aveva molto sofferto per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza nessun vantaggio, anzi peggiorando, udito parlare di Gesù, venne tra la folla, alle sue spalle, e gli toccò il mantello. Diceva infatti: “Se riuscirò anche solo a toccare il suo mantello, sarò guarita”.
E all’istante le si fermò il flusso di sangue, e sentì nel suo corpo che era stata guarita da quel male. Ma subito Gesù, avvertita la potenza che era uscita da lui, si voltò alla folla dicendo: “Chi mi ha toccato il mantello?”. I discepoli gli dissero: “Tu vedi la folla che ti si stringe attorno e dici: Chi mi ha toccato?”. Egli intanto guardava intorno, per vedere colei che aveva fatto questo. E la donna impaurita e tremante, sapendo ciò che le era accaduto, venne, gli si gettò davanti e gli disse tutta la verità. Gesù rispose: “Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va’ in pace e sii guarita dal tuo male”.
Mentre ancora parlava, dalla casa del capo della sinagoga vennero a dirgli: “Tua figlia è morta. Perché disturbi ancora il Maestro?”. Ma Gesù, udito quanto dicevano, disse al capo della sinagoga: “Non temere, continua solo ad aver fede!”. E non permise a nessuno di seguirlo fuorché a Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo. Giunsero alla casa del capo della sinagoga ed egli vide trambusto e gente che piangeva e urlava. Entrato, disse loro: “Perché fate tanto strepito e piangete? La bambina non è morta, ma dorme”. Ed essi lo deridevano. Ma egli, cacciati tutti fuori, prese con sé il padre e la madre della fanciulla e quelli che erano con lui, ed entrò dove era la bambina. Presa la mano della bambina, le disse: “Talità kum”, che significa: “Fanciulla, io ti dico, alzati!”. Subito la fanciulla si alzò e si mise a camminare; aveva dodici anni. Essi furono presi da grande stupore. Gesù raccomandò loro con insistenza che nessuno venisse a saperlo e ordinò di darle da mangiare.
Parola del Signore
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Preghiera dei fedeli
Fratelli, Dio vede nei nostri cuori, e ne conosce i pensieri e le necessità. Riconoscenti e fiduciosi, manifestiamogli le nostre intenzioni di preghiera, dicendo:
Ascoltaci, o Signore.
Signore, la chiesa è chiamata a diventare sempre più pura e fedele: guida e sostieni lo sforzo della sua conversione quotidiana. Noi ti preghiamo:
Signore, gli uomini d'oggi desiderano ardentemente una vita riconciliata: insegna ai potenti le parole del dialogo, ed educa il cuore di tutti al perdono e alla pace. Noi ti preghiamo:
Signore, ingiustizie e privazioni d'ogni sorta opprimono i poveri: attraverso i tuoi fedeli, provvedi ai piccoli del mondo. Noi ti preghiamo:
Signore, le nuove generazioni guardano trepidanti al futuro: aiuta i giovani a non temere ma ad avere fede in Gesù, che spiana loro la via. Noi ti preghiamo:
Signore, Gesù si dà a noi nella parola e nel pane di questa eucaristia: il contatto con il suo corpo ci rinnovi nella carne e nello spirito. Noi ti preghiamo:
Per gli ammalati della nostra comunità.
Perché non perdiamo mai la fiducia nella preghiera.
Padre buono, che trovi la tua gloria nell'uomo vivente, libera il nostro cuore dai pesi inutili e attiralo a te per intercessione del tuo Unigenito, glorioso vincitore della morte, che ora vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.
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Preghiera sulle offerte
I doni che ti presentiamo
nel glorioso ricordo della santa martire Agata
ti siano graditi, Signore, come fu preziosa ai tuoi occhi
l'offerta della sua vita. Per Cristo ...
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Antifona di comunione
"Io sono la vite e voi i tralci", dice il Signore,
"chi rimane in me e io in lui, porta molto frutto".
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Preghiera dopo la comunione
Signore, che hai glorificato sant'Agata
con la corona del martirio,
per la comunione a questo sacro convito
donaci una forza nuova perchè superiamo ogni male
e raggiungiamo la gloria del cielo. Per Cristo ...
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| Monaci Benedettini Silvestrini (Omelia del 05-02-2008)
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Fanciulla, io ti dico, alzati!
Due miracoli incastonati l'uno nell'altro, come pietre preziose di un unico prezioso gioiello. Il filo d'oro che unisce questi due miracoli è la fede. Ci è presentata la fede della donna malata da dodici anni. Nel silenzio del suo dolore non chiede compassione dagli altri. Vivere nel silenzio e nell ...
(continua)
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| Messa Meditazione (Omelia del 05-02-2008)
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Fede che non si stanca
Lettura
Gesù è appena stato nel territorio dei Geraseni, dal quale, dopo aver liberato un uomo dai demoni, si vede scacciato. La gente, visto in Lui un sovvertitore delle proprie sicurezze economiche, aveva avuto paura. Decide allora di passare all'altra riva, dove incontra Giairo e l'emorroi ...
(continua)
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| a cura dei Carmelitani (Omelia del 05-02-2008)
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1) Preghiera
Dio grande e misericordioso,
concedi a noi tuoi fedeli
di adorarti con tutta l'anima
e di amare i nostri fratelli nella carità del Cristo.
Egli è Dio, e vive e regna con te...
2) Lettura del Vangelo
Dal Vangelo secondo Marco 5,21-43
In quel tempo, essendo passato ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 05-02-2008)
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Commento su 2Sam 19,1
Dalla Parola del giorno
Il re fu scosso da un fremito, salì al piano di sopra della porta e pianse; diceva tra le lacrime: "Figlio mio! Assalonne figlio mio, figlio mio Assalonne! Fossi morto io invece di te, Assalonne, figlio mio, figIio mio!"
Come vivere questa Parola?
Questo brano ...
(continua)
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| Monaci Benedettini Silvestrini (Omelia del 30-01-2007)
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Fanciulla, io ti dico, alzati!
S'intrecciano due miracoli nel brano evangelico di Marco: i beneficiari sono la figlia di Giairo, uno dei capi della sinagoga, già dichiarata morta, ed una donna, che è passata alla storia con il nome di emorroissa, perché soffriva da lunghi anni di emorragia. La fanciulla è richiamata in vita da Ge ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 30-01-2007)
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Commento su Eb 12,1-2
Dalla Parola del giorno
Corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, autore e perfezionatore della fede.
Come vivere questa Parola?
Gli eventi personali e sociali così incalzanti e mutevoli, ogni giorno ci interpellano come cristia ...
(continua)
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| mons. Vincenzo Paglia (Omelia del 30-01-2007)
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Giairo, uno dei capi religiosi di Cafarnao, si avvicina a Gesù per chiedergli la guarigione della figlia. Probabilmente conosce e stima Gesù per averlo visto ed udito nella sinagoga. Pensa sia l'unico che possa salvare la figlia. Per questo rivolge a Gesù una preghiera semplice e sincera, come sono ...
(continua)
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| Monaci Benedettini Silvestrini (Omelia del 31-01-2006)
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E non permise a nessuno di seguirlo fuorche' a Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo.
In alcuni momenti significativi, Gesù chiama a sé alcuni apostoli; sono loro anche i testimoni della Trasfigurazione. Non è un privilegio concesso a pochi. È una consegna che gli apostoli prescelti dovranno custodire per poi condividerlo nella fede della Resurrezione. Indica, quindi la solennità di ...
(continua)
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| mons. Vincenzo Paglia (Omelia del 31-01-2006)
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Giairo, uno dei capi religiosi di Cafarnao, si avvicina a Gesù per chiedergli la guarigione della figlia. Probabilmente conosce e stima Gesù per averlo visto ed udito nella sinagoga. Pensa sia l'unico che possa salvare la figlia. Per questo rivolge a Gesù una preghiera semplice e sincera, come sono ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 03-02-2004)
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Dalla Parola del giorno
Non temere! Continua solo ad avere fede.
Come vivere questa parola?
Questa parola, autorevole e insieme di grande incoraggiamento, Gesù la dice a una persona importante per l'ambiente socioreligioso in cui viveva. Si chiamava Giairo ed era uno dei capi d ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 04-02-2003)
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Dalla Parola del giorno
Corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, autore e perfezionatore della fede.
Come vivere questa Parola?
Sì, come ci dice l'autore della lettera agli Ebrei, la vita somiglia a una corsa nello stadio. Siam ...
(continua)
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| don Paolo Curtaz (Omelia del 04-02-2003)
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Commento Marco 5,21-43
Due miracoli, splendidi, ci aiutano a volgere lo sguardo a questo Dio che ama la vita e che ci guarisce nel profondo. L'emorroissa, tra la folla, è l'unica che, toccando Gesù, avverte la sua forza, la dynamis, entrare in lei e guarirla; eppure, fanno notare scocciati gli apostoli a Gesù, molti lo st ...
(continua)
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| padre Lino Pedron (Omelia del 04-02-2003)
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Commento su Marco 5,21-43
Questo accorrere di popolo è un tratto permanente nella narrativa di Marco (cfr 3,7-8; 4,1). Per primo si avvicina a lui Giairo (nome che significa Dio illumina o Dio risuscita) e lo prega di salvare la sua figlioletta.
L'imposizione delle mani era un gesto usato fin dall'antichità per indicare l ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 05-02-2002)
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Dalla Parola del giorno
Il re fu scosso da un fremito, salì al piano di sopra della porta e pianse; diceva tra le lacrime: "Figlio mio! Assalonne figlio mio, figlio mio Assalonne! Fossi morto io invece di te, Assalonne, figlio mio, figlio mio!"
Come vivere questa Parola?
Davide ...
(continua)
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| Eremo San Biagio (Omelia del 30-01-2001)
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Commento su Eb 12,1-2
Dalla Parola del giorno
Circondati da un così gran numero di testimoni, deposto tutto ciò che è di peso e il peccato che ci assedia, corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, autore e perfezionatore della fede.
Come vivere questa Parol ...
(continua)
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