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LITURGIA

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Sabato 1 Dicembre 2007

Domenica 2 Dicembre 2007

Lunedì 3 Dicembre 2007

Martedì 4 Dicembre 2007

Mercoledì 5 Dicembre 2007

  Mercoledì della XXXIV settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)

DO343 ;
Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Verde

Tra la prima lettura della Messa di oggi e il Vangelo, a prima vista non si scorge nessun rapporto. Da una parte, il racconto di un banchetto regale turbato da un episodio misterioso; dall'altra, la predizione fatta da Gesù di persecuzioni contro i suoi discepoli. È possibile tuttavia avvertire tra i due testi un rapporto di contrasto, molto significativo.
Infatti, vediamo, nella prima lettura, il trionfo di un personaggio ricco, potente, giunto al più alto grado del successo umano: il re Baldassar esercita la sua dominazione su un immenso impero e può far organizzare celebrazioni grandiose: l'imbandisce un gran banchetto a mille dei suoi dignitari" (Dn 5, 1).
Nel Vangelo, una sorte diversa viene annunziata da Gesù ai suoi discepoli: "Metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni... sarete traditi... sarete odiati da tutti..." (Lc 21, 12.16.17). Invece della felicità esultante di un banchetto, la sorte misera di chi è braccato come i criminali.
Il contrasto violento tra le due situazioni sa di scandaloso, perché non si accorda affatto con le esigenze della giustizia. Il re Baldassar, infatti, abusa della sua potenza per commettere atti sacrileghi: comanda che siano portati al banchetto i vasi sacri del tempio di Gerusalemme e profana questi vasi, usandoli per bere e ubriacarsi (Dn 5,25). Prende quindi la figura dell'empio trionfante e insolente, come appare nel salmo 73 (72),312.
Scandalosa anche è l'infelicità dei discepoli di Gesù, perché non meritano di essere perseguitati, incarcerati, odiati. L'unico motivo che provoca contro di loro l'ostilità è il loro attaccamento alla persona di Gesù, la loro fede in lui. Gesù lo dice: "Vi perseguiteranno... a causa del mio nome" (Lc 19, 12); "sarete odiati da tutti per causa del mio nome" (Lc 19, 17). Com'è strano! Come mai l'essere attaccati alla persona più buona e generosa che esista può provocare persecuzione e odio? E completamente illogico! Però è così. E una manifestazione del "mistero dell'iniquità" (2 Ts 2, 7).
La Sacra Scrittura non ci lascia sotto l'impressione dello scandalo, ci dimostra che, in realtà, la situazione dei discepoli perseguitati è molto preferibile a quella del re trionfante. U trionfo del re è fragile; i suoi godimenti sono superficiali. Al livello più profondo, egli si trova in una insicurezza completa, perché gli manca il solo appoggio veramente importante, cioè la giusta relazione con Dio. L'apparizione di una mano che scrive "sulla parete della sala reale" (Dn 5,5) non provoca l'insicurezza, ma la rivela: da un istante all'altro, il re trionfante si trasforma in un uomo che trema; "i ginocchi gli battevano l'uno contro l'altro" (Dn 5,6).
Invece, i discepoli perseguitati a causa della loro fede in Gesù si trovano paradossalmente in perfetta sicurezza. La loro sensibilità può essere sconvolta; nel profondo del cuore, però, sono tranquilli, nella pace. Trascinati davanti ai tribunali, non debbono nemmeno preoccuparsi di preparare la loro difesa. Gesù promette loro: "Io vi darò lingua e sapienza, a cui tutti i vostri avversari non potranno resistere" (Lc 21,15). Effettivamente, gli avversari di santo Stefano "non riuscivano a resistere alla sapienza ispirata con cui egli parlava" (At 6,10). I discepoli di Gesù sanno che, perdendo la loro vita per lui, la salvano (cfr. Mt 16,25; Mc 8,35; Lc 9,24). Niente sarà perso. "Nemmeno un capello del vostro capo perirà" (Lc 21,18). Anche se abbandonato da tutti, come Paolo nel suo ultimo processo (2 Tm 4, 16), il vero discepolo ha il Signore vicino, che gli dà forza (4, 17) e lo libererà da ogni male, salvandolo per il suo regno eterno (4,18).
La sola cosa importante, quindi, è che la nostra relazione personale con Cristo sia autentica. Lo è davvero? Se viviamo veramente per lui, niente ci può nuocere, tutto diventa occasione di progresso e di vittoria. In tutte le prove, "siamo più che vincitori, per virtù di colui che ci ha amati" (Isrn 8,37).

Antifona d'ingresso
Il Signore parla di pace
al suo popolo, e ai suoi fedeli
e a quanti ritornano a lui con tutto il cuore. (Sal 85,9)


Colletta
Ridesta, Signore, la volontà dei tuoi fedeli
perché, collaborando con impegno alla tua opera
di salvezza,
ottengano in misura sempre più abbondante
i doni della tua misericordia.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

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Prima lettura

Dn 5,1-6.13-14.16-17.23-28
Apparvero le dita di una mano d’uomo, che scrivevano.

Dal libro del profeta Daniele
Il re Baldassar imbandì un gran banchetto a mille dei suoi dignitari e insieme con loro si diede a bere vino.
Quando Baldassar ebbe molto bevuto comandò che fossero portati i vasi d’oro e d’argento che Nabucodonosor suo padre aveva asportati dal tempio, che era in Gerusalemme, perché vi bevessero il re e i suoi grandi, le sue mogli e le sue concubine.
Furono quindi portati i vasi d’oro, che erano stati asportati dal tempio di Gerusalemme, e il re, i suoi grandi, le sue mogli e le sue concubine li usarono per bere; mentre bevevano il vino, lodavano gli dei d’oro, d’argento, di bronzo, di ferro, di legno e di pietra.
In quel momento apparvero le dita di una mano d’uomo, le quali scrivevano sulla parete della sala reale, di fronte al candelabro. Nel vedere quelle dita che scrivevano, il re cambiò d’aspetto: spaventosi pensieri lo assalirono, le giunture dei suoi fianchi si allentarono, i ginocchi gli battevano l’uno contro l’altro.
Fu allora introdotto Daniele alla presenza del re ed egli gli disse: “Sei tu Daniele un deportato dei Giudei, che il re mio padre ha condotto qua dalla Giudea? Ho inteso dire che tu possiedi lo spirito degli dei santi e che si trova in te luce, intelligenza e sapienza straordinaria. Mi è stato detto che tu sei esperto nel dare spiegazioni e sciogliere enigmi. Se quindi potrai leggermi questa scrittura e darmene la spiegazione, tu sarai vestito di porpora, porterai al collo una collana d’oro e sarai il terzo signore del regno”.
Daniele rispose al re: “Tieni pure i tuoi doni per te e da’ ad altri i tuoi regali: tuttavia io leggerò la scrittura al re e gliene darò la spiegazione.
Tu hai insolentito contro il Signore del cielo e sono stati portati davanti a te i vasi del suo tempio e in essi avete bevuto tu, i tuoi dignitari, le tue mogli, le tue concubine: tu hai reso lode agli dei d’oro, d’argento, di bronzo, di ferro, di legno, di pietra, i quali non vedono, non odono e non comprendono e non hai glorificato Dio, nelle cui mani è la tua vita e a cui appartengono tutte le tue vie.
Da lui fu allora mandata quella mano che ha tracciato quello scritto, di cui la lettura è questa: Mene, Tekel, Peres, e questa ne è l’interpretazione: Mene: Dio ha computato il tuo regno e gli ha posto fine. Tekel: tu sei stato pesato sulle bilance e sei stato trovato mancante. Peres: il tuo regno è diviso e dato ai Medi e ai Persiani”.

Parola di Dio

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Salmo responsoriale

Salmo da Dn 3

A te la lode e la gloria, splendore del creato.

Benedite, sole e luna, il Signore.
Benedite, stelle del cielo, il Signore

Benedite, piogge e rugiade, il Signore.
Benedite, o venti tutti, il Signore.

Benedite, fuoco e calore, il Signore.
Benedite, freddo e caldo, il Signore.

Canto al Vangelo (Apoc 2,10)
Alleluia, alleluia.
Sii fedele fino alla morte, dice il Signore,
e ti darò la corona della vita.
Alleluia.

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Vangelo

Lc 21,12-19
Sarete odiati da tutti per causa del mio nome, ma nemmeno un capello del vostro capo perirà.


+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e a governatori, a causa del mio nome. Questo vi darà occasione di render testimonianza.
Mettetevi bene in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò lingua e sapienza, a cui tutti i vostri avversari non potranno resistere, né controbattere.
Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e metteranno a morte alcuni di voi; sarete odiati da tutti per causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo perirà.
Con la vostra perseveranza salverete le vostre anime”.

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Nella fugacità del tempo, Dio è presente con il suo amore provvidenziale e salvifico. E anche ora sostiene la nostra preghiera. Con fiducia, quindi, diciamo:
Ascoltaci, o Signore.

Perché gli uomini scorgano, al di là degli avvenimenti negativi della vita, la presenza di Dio Padre e di Cristo liberatore. Preghiamo:
Perché la Chiesa, con pazienza vigile e operosa, affronti le inevitabili incomprensioni e le persecuzioni, confortata dalla promessa di Cristo di essere presente fino alla fine dei tempi. Preghiamo:
Perché coloro che, per paura o vergogna, nascondono la propria fede, trovino, nell'esempio dei martiri, il sostegno alla loro debolezza. Preghiamo:
Perché i perseguitati religiosi e politici vivano nella certezza che Dio, grazie alla loro sofferenza, elargirà alla Chiesa e alle nazioni un futuro ricco di benedizioni. Preghiamo:
Perché chi, nella nostra comunità, si sente più solido nella fede, comprenda le difficoltà dei più deboli e li aiuti a crescere valorizzando il positivo che c'è in loro. Preghiamo:
Perché il Signore ci aiuti a soffrire in silenzio.
Perché, come cristiani, rifiutiamo ogni privilegio.

Dio onnipotente, che sei il Signore della storia, dirigi le vicende umane per la crescita del tuo regno, e sostieni con la tua forza coloro che lavorano per il tuo nome. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Preghiera sulle offerte
Accogli, Signore, questi santi doni
che ci hai comandato di offrire in tuo onore,
perché, obbedienti alla tua parola,
diventiamo anche noi un’offerta a te gradita.
Per Cristo nostro Signore.


Antifona di comunione
Popoli tutti, lodate il Signore,
perché grande è il suo amore per noi. (Sal 117,1.2)

Oppure:
“Ecco, io sono con voi tutti i giorni
sino alla fine del mondo”, dice il Signore. (Mt 28,20)


Preghiera dopo la comunione
O Dio, che in questi santi misteri
ci hai dato la gioia di unirci alla tua stessa vita,
non permettere che ci separiamo mai da te,
fonte di ogni bene.
Per Cristo nostro Signore.

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Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 28-11-2007)
La missione della Chiesa
Gesù continua ad ammonire i discepoli sul futuro della Chiesa. Egli non stabilisce dei tempi certi per la sua venuta: è piuttosto interessato all'esortazione per non far cadere nell'ingannevole interpretazione di troppi segni; Egli chiede una riflessione interna profonda. Vi è però una certezza: il ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 28-11-2007)

Dalla Parola del giorno Quando Baldassàr ebbe molto bevuto comandò che fossero portati i vasi d'oro e d'argento che Nabucodònosor suo padre aveva asportati dal tempio, che era in Gerusalemme, perché vi bevessero il re e i suoi grandi, le sue mogli e le sue concubine [...].Mentre bevevano i ...
(continua)
mons. Vincenzo Paglia     (Omelia del 28-11-2007)

Il testo evangelico usa il tipico linguaggio apocalittico della Scrittura per descrivere gli "ultimi tempi". Leggendo, comunque, questa pagina del Vangelo viene in mente quanto continua ad accadere anche all'inizio di questo secolo: tragedie, guerre, genocidi, violenze incredibili, fame. E continuan ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 29-11-2006)

Dalla Parola del giorno Vidi pure come un mare di cristallo misto a fuoco e coloro che avevano vinto la bestia e la sua immagine e il numero del suo nome, stavano ritti sul mare di cristallo. Accompagnando il canto con le arpe divine, cantavano il cantico di Mosè, servo di Dio, e il cantic ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 29-11-2006)
Neppure un capello del vostro capo perirà
L'evangelista Luca distingue bene tra i segni che preannunciano la fine di Gerusalemme e del mondo, sempre in tono apocalittico, e le difficoltà ordinarie che i discepoli di Cristo dovranno sostenere nel corso dei secoli. "Metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno". E' quanto è avvenuto prim ...
(continua)
mons. Vincenzo Paglia     (Omelia del 29-11-2006)

Il testo evangelico usa il tipico linguaggio apocalittico della Scrittura per descrivere gli "ultimi tempi". Leggendo, comunque, questa pagina del Vangelo viene in mente quanto continua ad accadere anche all'inizio di questo secolo: tragedie, guerre, genocidi, violenze incredibili, fame. E continuan ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 23-11-2005)
Commento Luca 21,12-19
Dalla Parola del giorno Io vi darò lingua e sapienza a cui tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere. Come vivere questa Parola? Lo svolgersi della storia è segnato dalla continua lotta tra il bene e il male. Il cristiano non può esimersene. Deve far fro ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 23-11-2005)
Con la vostra perseveranza salverete le vostre anime
Ormai i tempi si stanno compiendo, Gesù è prossimo a celebrare la sua pasqua a Gerusalemme. Il tempo della Passione si sta avvicinando. Il brano del Vangelo di oggi è quasi una cerniera, un punto di svolta. Gesù ha già preannunciato ai suoi discepoli la sua Passione e la sua Morte. Questi eventi cos ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 24-11-2004)

Dalla Parola del giorno Cantavano il canto di Mosè e il cantico dell'Agnello: "Grandi e mirabili sono le tue opere, o Signore Dio onnipotente; giuste e veraci le tue vie o Re delle genti". Come vivere questa Parola? In questo mirabile tratto dell'Apocalisse i "vincitori della B ...
(continua)
don Paolo Curtaz     (Omelia del 26-11-2003)

Quando parliamo di martiri pensiamo sempre alle prime comunità cristiane, ci immaginiamo spietati e corrotti imperatori romani sacrificare inermi famiglie cristiane gettandole in pasto ai leoni. Un calcolo approssimativo ci dice che in questi due millenni circa 40 milioni di cristiani hanno perso la ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 26-11-2003)

Dalla Parola del giorno Metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e a governatori, a causa del mio nome. Questo vi darà occasione di rendere testimonianza. Come vivere questa Parola? Gesù aveva de ...
(continua)
padre Lino Pedron     (Omelia del 26-11-2003)
Commento su Luca 21, 12-19
Prima della distruzione di Gerusalemme, i cristiani sono stati perseguitati dai giudei e dall'impero romano, come ci descrive Luca negli Atti degli apostoli. Essi sono colpiti per la loro fede in Gesù: "A causa del mio nome" (v.12). Essere cristiani è un reato. Aderendo a Gesù si rischia di passare ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 27-11-2002)

Dalla Parola del giorno Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e metteranno a morte alcuni di voi; sarete odiati da tutti per causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo perirà. Con la vostra perseveranza salverete le vostre anime. ...
(continua)
don Paolo Curtaz     (Omelia del 27-11-2002)
Commento Luca 21,12-19
Troppi pochi cristiani che abitano del mondo occidentale sanno della difficile situazione di tanti fratelli cristiani sparsi nel mondo. Quando parliamo di martiri, pensiamo sempre alle prime comunità cristiane, ci immaginiamo spietati e corrotti imperatori romani sacrificare inermi famiglie cristian ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 28-11-2001)

Dalla liturgia del giorno Sarete odiati da tutti per causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo perirà. Come vivere questa Parola? Ecco il guadagno dell'essere discepoli di Cristo: la persecuzione. Tuttavia, proprio "questo vi darà occasione di rendere testimonia ...
(continua)
Eremo San Biagio     (Omelia del 29-11-2000)

Dalla Parola del giorno Metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno [...] Questo vi sarà occasione di rendere testimonianza. Mettetevi bene in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò lingua e sapienza, a cui tutti i vostri avversari non potranno resistere, né controbat ...
(continua)

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