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Mercoledì della XXVI settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)
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61333 - DO263
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Colore liturgico: Verde
C'è un contrasto molto forte fra la prima lettura e il Vangelo. Le esigenze di Gesù sono radicali: "Seguimi... Lascia che i morti seppelliscano i loro morti... Nessuno che ha messo mano all'aratro e poi si volge indietro è adatto per il regno di Dio". Nella prima lettura la pietà filiale si esprime in modo commovente:
Neemia è triste perché la città dove sono i sepolcri dei suoi padri è in rovina e vuole ricostruirla, proprio in funzione di quelle care tombe.
Quale trasformazione di sentimenti opera la presenza di Gesù nella vita dell'uomo! Ormai, come leggiamo nella seconda lettera ai Corinzi, siamo nel tempo in cui "quelli che vivono non devono più vivere per se stessi, ma per colui che è morto ed è risuscitato per loro... Ormai noi non conosciamo più nessuno secondo la carne... Se uno è in Cristo, è una creatura nuova; le cose vecchie sono passate, ecco, ne sono nate di nuove".
Il distacco che Gesù chiede a chi lo segue è in vista di questa vita nuova, della nuova creazione che egli ha operato con la sua morte e risurrezione. Ormai siamo "viventi in Dio, in Cristo Gesù".
Chiediamo a lui il dono di vivere davvero da risorti, pieni di slancio per la vita celeste che ci è stata già data e che deve crescere in noi fino a quando la possederemo per sempre.
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Antifona d'ingresso
Signore, tutto ciò che hai fatto ricadere su di noi
l’hai fatto con retto giudizio; abbiamo peccato contro di te,
non abbiamo dato ascolto ai tuoi precetti:
ma ora glorifica il tuo nome e opera con noi
secondo la grandezza della tua misericordia. (Dn 3,31.29.30.43.42)
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Colletta
O Dio, che riveli la tua onnipotenza
soprattutto con la misericordia e il perdono,
continua a effondere su di noi la tua grazia,
perché, camminando verso i beni da te promessi,
diventiamo partecipi della felicità eterna.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
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Prima lettura
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Ne 2,1-8
Se piace al re, mandami nella città dei miei padri, perché io possa ricostruirla.
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Dal libro di Neemia
Avvenne che nel mese di Nisan dell’anno ventesimo del re Artaserse, appena il vino fu pronto davanti al re, io presi il vino e glielo versai. Ora io non ero mai stato triste in sua presenza.
Perciò il re mi disse: “Perché hai l’aspetto triste? Eppure non sei malato; non può esser altro che un’afflizione del cuore”.
Allora io ebbi grande timore e dissi al re: “Viva il re per sempre! Come potrebbe il mio aspetto non esser triste quando la città dove sono i sepolcri dei miei padri è in rovina e le sue porte sono consumate dal fuoco?”.
Il re mi disse: “Che cosa domandi?”. Allora io pregai il Dio del cielo, e poi risposi al re: “Se piace al re e se il tuo servo ha trovato grazia ai suoi occhi, mandami in Giudea, nella città dove sono i sepolcri dei miei padri, perché io possa ricostruirla”.
Il re, che aveva la regina seduta al suo fianco, mi disse: “Quanto durerà il tuo viaggio? Quando ritornerai?”. Io gli indicai un termine di tempo. La cosa piacque al re; mi lasciò andare.
Poi dissi al re: “Se piace al re, mi si diano le lettere per i governatori dell’Oltrefiume, perché mi lascino passare ed entrare in Giudea, e una lettera per Asaf, guardiano del parco del re, perché mi dia il legname per costruire le porte della cittadella presso il tempio, per le mura della città e per la casa che io abiterò”.
Il re mi diede le lettere perché la mano benefica del mio Dio era su di me.
Parola di Dio
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Salmo responsoriale
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Sal 136
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Gerusalemme, città della mia gioia!
Sui fiumi di Babilonia,
là sedevamo piangendo
al ricordo di Sion.
Ai salici di quella terra
appendemmo le nostre cetre.
Là ci chiedevano parole di canto
coloro che ci avevano deportato,
canzoni di gioia, i nostri oppressori:
“Cantateci i canti di Sion!”.
Come cantare i canti del Signore
in terra straniera?
Se ti dimentico, Gerusalemme,
si paralizzi la mia destra.
Mi si attacchi la lingua al palato,
se lascio cadere il tuo ricordo,
se non metto Gerusalemme
al di sopra di ogni mia gioia.
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Acclamazione al Vangelo (Fil 3,7-9)
Alleluia, alleluia.
Tutto considero una perdita e tutto lascio indietro,
per conquistare Cristo ed essere trovato in lui.
Alleluia.
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Vangelo
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Lc 9,57-62
Ti seguirò dovunque tu vada.
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+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, mentre andavano per la strada, un tale disse a Gesù: “Ti seguirò dovunque tu vada”.
Gesù gli rispose: “Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo”.
A un altro disse: “Seguimi”. E costui rispose. “Signore, concedimi di andare prima a seppellire mio padre”.
Gesù replicò: “Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu va’ e annunzia il regno di Dio”.
Un altro disse: “Ti seguirò, Signore, ma prima lascia che io mi congedi da quelli di casa”.
Ma Gesù gli rispose: “Nessuno che ha messo mano all’aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio”.
Parola del Signore
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Preghiera dei fedeli
Fratelli, anche oggi il Signore ci convoca alla mensa della parola e del pane. Rimaniamo in ascolto e disponiamoci alla sequela, invocando su di noi lo spirito del Risorto. Preghiamo insieme:
Donaci, o Padre, un cuore fedele.
Per il popolo dei battezzati, perché al dono della vocazione in Cristo risponda col suo umile si, prezioso agli occhi di Dio. Preghiamo:
Per ogni uomo in attesa della verità, perché gli giunga la buona notizia del vangelo attraverso il dialogo con i credenti. Preghiamo:
Per i discepoli della parola e della carità, perché le fatiche del ministero li rendano forti e lieti nell'impresa di partecipare agli uomini l'amore divino. Preghiamo:
Per chi non crede più, perché la testimonianza dei credenti crei un varco nel cerchio dell'indifferenza o del dubbio. Preghiamo:
Per noi che oggi abbiamo risposto alla chiamata di questa eucaristia, perché la sequela di Cristo ci affratelli e ci rinnovi. Preghiamo:
Perché nella nostra comunità sorgano vocazioni sacerdotali.
Perché ci confrontiamo seriamente con il vangelo odierno.
O Signore, ti abbiamo manifestato con umile fiducia i nostri desideri. Li affidiamo a te perché abbiano compimento, nel nome del nostro Signore Gesù Cristo, che vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.
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Preghiera sulle offerte
Accogli, Padre misericordioso, i nostri doni,
e da quest’offerta della tua Chiesa
fa’ scaturire per noi la sorgente di ogni benedizione.
Per Cristo nostro Signore.
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Antifona di comunione
Ricorda, Signore, la promessa fatta al tuo servo:
in essa mi hai dato speranza,
nella mia miseria essa mi conforta. (Sal 119,49-50)
Oppure:
Da questo abbiamo conosciuto l’amore di Dio:
egli ha dato la sua vita per noi,
e anche noi dobbiamo dar la vita per i fratelli. (1Gv 3,16)
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Preghiera dopo la comunione
Questo sacramento di vita eterna
ci rinnovi, o Padre, nell’anima e nel corpo,
perché, comunicando a questo memoriale
della passione del tuo Figlio,
diventiamo eredi con lui nella gloria.
Per Cristo nostro Signore.
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(in collaborazione con Qumran2)
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