LITURGIA

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Mercoledì della XXIV settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)

61280 - DO243

Colore liturgico: Verde

Nel Vangelo di oggi, Gesù fa una descrizione molto vivace e pungente di un atteggiamento bambinesco frequente, quello dei bambini incontentabili che si rivolgono a vicenda dei rimproveri. Non vanno mai d'accordo, rifiutano ogni proposta di gioco. Non vogliono giocare al corteo di nozze; non se la sentono di manifestare grande allegria. Allora si potrebbe giocare a fare un funerale? No, nemmeno questo conviene loro.
Di questa scena ritratta al vivo Gesù si serve per smascherare l'atteggiamento spirituale di molti adulti del suo tempo, specialmente di molta gente perbene, "i farisei e i dottori della legge", nominati poco prima nel Vangelo (Lc 7,30). Gesù osserva che anche loro si mostrano incontentabili. Trovano sempre da ridire, in particolare quando si presenta un messaggero di Dio con un invito alla conversione. Invece di prendere sul serio il messaggio divino, esaminano il messaggero e cercano qualche motivo di criticarlo e quindi di squalificarlo in modo da potersi dispensare, con buona coscienza, dall'accogliere il suo messaggio. Giovanni Battista è venuto, vivendo nel deserto in un modo quanto mai austero, non mangiava pane e non beveva vino, ma si accontentava di ciò che trovava nel deserto. Tale austerità doveva, di per sé, aumentare l'autorevolezza delle sue esortazioni profetiche. I farisei, però, e i dottori della legge hanno manifestato il loro senso critico molto acuto, come si addice a specialisti in materia di religione, e hanno decretato che il modo di vivere adottato da Giovanni non era ragionevole e non poteva essere ispirato da Dio; certamente quindi veniva dal demonio. Non era il caso di prestare attenzione a quel profeta bizzarro.
Dopo Giovanni Battista, si è presentato Gesù e si è comportato in modo molto diverso. Invece di vivere nel deserto, "Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, predicando il Vangelo del Regno e curando ogni malattia e infermità" (Mt 9,35). Gesù viveva in mezzo alla gente, mangiava e beveva, accettava di essere invitato a pranzo tanto da qualche fariseo (Lc 7, 30; 14, 1) qi~to da qualche pubblicano (Lc 19,110>. Non cercava di apparire diverso dagli altri. Sapeva di "doversi rendere in tutto simile ai fratelli", come dice la lettera agli Ebrei (Eb 2, 17). Per chi non apprezzava l'austerità di Giovanni Battista, questo modo di vivere, così semplice e pieno di affabilità, doveva essere accolto in modo molto positivo. Però non era tale il parere dei nostri esperti, cioè dei farisei e dottori della legge. Il loro acuto senso critico si esercitava di nuovo e decretava che Gesù era un uomo troppo ordinario e accessibile per poter essere un Inviato di Dio. "Ecco un beone e un mangione, amico dei pubblicani e dei peccatori" (Lc 7,34).
Meditando questo Vangelo, non dobbiamo dimenticare di applicarlo a noi stessi. Non siamo forse anche noi bambini incontentabili? E, al contempo, grandi esperti nel criticare ogni proposta di cambiamento per la nostra vita, come erano i dottori della legge che criticavano Gesù?
Nella traduzione italiana di questo Vangelo una parola significativa non è stata tradotta con esattezza. Parlando dei bambini mal contenti Gesù precisa che sono "seduti". Possiamo intuire che questi bambini rifiutavano ogni proposta, perché non volevano alzarsi e muoversi. Similmente le critiche espresse dai dottori della legge erano in realtà una tattica adoperata per proteggere il loro "immobilismo" spirituale. Non volevano muoversi, rinunciare alla loro posizione stabile e intraprendere un nuovo cammino nella docilità all0 Spirito Santo. Capita spesso che la critica mossa contro i messaggeri di Dio sia una tattica dello stesso genere. Critichiamo per dispensarci dall'agire, dall'obbedire, dall'essere veramente docili al Signore.
Mi ricordo invece di una religiosa che, dopo aver ricevuto un incarico molto scomodo, al quale avrebbe potuto opporre un atteggiamento critico, faceva unicamente questo commento: "Sono contenta di quanto mi dà il Signore". Parola semplice, quanto mai coerente dal punto di vista della fede viva e dell'amore effettivo, ma non facile a dirsi in certe circostanze! A poco a poco, con la grazia di Dio, dobbiamo imparare a essere dei figli di Dio sempre contenti di quanto egli ci dà.

Antifona d'ingresso
Da’, o Signore, la pace a coloro che sperano in te;
i tuoi profeti siano trovati degni di fede;
ascolta la preghiera dei tuoi fedeli
e del tuo popolo, Israele. (cf. Sir 36,15-16)


Colletta
O Dio, che hai creato e governi l’universo,
fa’ che sperimentiamo la potenza della tua misericordia,
per dedicarci con tutte le forze al tuo servizio.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

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Prima lettura

1Tm 3,14-16
Grande è il mistero della pietà.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo a Timoteo
Carissimo, ti scrivo nella speranza di venire presto da te; ma se dovessi tardare, voglio che tu sappia come comportarti nella casa di Dio, che è la Chiesa del Dio vivente, colonna e sostegno della verità. Dobbiamo confessare che grande è il mistero della pietà:
Egli si manifestò nella carne,
fu giustificato nello Spirito,
apparve agli angeli,
fu annunziato ai pagani,
fu creduto nel mondo,
fu assunto nella gloria.

Parola di Dio

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Salmo responsoriale

Sal 110

Grande è il mistero della tua pietà, Signore!

Renderò grazie al Signore con tutto il cuore,
nel consesso dei giusti e nell’assemblea.
Grandi sono le opere del Signore,
le contemplino coloro che le amano.

Le sue opere sono splendore di bellezza,
la sua giustizia dura per sempre.
Ha lasciato un ricordo dei suoi prodigi:
pietà e tenerezza è il Signore.

Egli dà il cibo a chi lo teme,
si ricorda sempre della sua alleanza.
Mostrò al suo popolo la potenza delle sue opere,
gli diede l’eredità delle genti.

Acclamazione al Vangelo (Sal 94,8)
Alleluia, alleluia.
Oggi non indurite il vostro cuore,
ma ascoltate la voce del Signore.
Alleluia.

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Vangelo

Lc 7,31-35
Abbiamo suonato il flauto e non avete ballato. Abbiamo cantato un lamento e non avete pianto.


+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, il Signore disse: “A chi dunque paragonerò gli uomini di questa generazione, a chi sono simili? Sono simili a quei bambini che stando in piazza gridano gli uni agli altri:
Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato:
vi abbiamo cantato un lamento e non avete pianto!
È venuto infatti Giovanni il Battista che non mangia pane e non beve vino, e voi dite: Ha un demonio.
È venuto il Figlio dell’uomo che mangia e beve, e voi dite: Ecco un mangione e un beone, amico dei pubblicani e dei peccatori. Ma alla sapienza è stata resa giustizia da tutti i suoi figli”.

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Il Signore vivifica e sempre rinnova la sua Chiesa con molteplici doni, perché sia espressione vivente ed efficace del suo amore. Noi ci rivolgiamo a lui, animati dallo Spirito e dal desiderio ardente di conformarci al suo Figlio Gesù e diciamo:
Dio di carità, ascoltaci!

Perché la comunità dei credenti sia un corpo armonico, uno stare insieme fraterno, nella libertà e nella pace del Risorto. Preghiamo:
Perché l'umanità proceda nella concordia e nella speranza verso Cristo salvatore, alfa e omega del creato. Preghiamo:
Perché i ministri della Chiesa, irradiando la luce della parola con sapienza e autorità, irradino anche il profumo della carità. Preghiamo:
Perché lo scorrere paziente dei giorni, tra fatiche e speranze, ci insegni la docilità di Maria e l'obbedienza amorosa di Cristo. Preghiamo:
Perché, resi nuovi dalla forza di questo sacramento, con la conversione personale collaboriamo al rinnovamento del mondo nella verità e nell'amore. Preghiamo:
Per chi ascolta con indifferenza le domande della fede.
Per gli scontenti e gli arrabbiati.

Accogli le nostre suppliche, Signore, tu che sei un Dio di pietà e di tenerezza. Te lo chiediamo per mezzo del tuo Figlio Gesù, mandato nel mondo a salvezza di tutti, e ora vive e regna con te, in unione con lo Spirito Santo, nei secoli dei secoli. Amen.

Preghiera sulle offerte
Accogli con bontà, Signore,
i doni e le preghiere del tuo popolo,
e ciò che ognuno offre in tuo onore
giovi alla salvezza di tutti. Per Cristo nostro Signore.


Antifona di comunione
Quanto è preziosa la tua misericordia, o Dio!
Gli uomini si rifugiano all’ombra delle tue ali. (Sal 36,8)

Oppure:
Il calice della benedizione che noi benediciamo
è comunione con il sangue di Cristo;
e il pane che spezziamo
è comunione con il corpo di Cristo. (cf. 1Cor 10,16)


Preghiera dopo la comunione
La potenza di questo sacramento, o Padre,
ci pervada corpo e anima,
perché non prevalga in noi il nostro sentimento,
ma l’azione del tuo Santo Spirito.
Per Cristo nostro Signore.

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(in collaborazione con
Qumran2)