LITURGIA

> 4 giugno 2007 <

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Mercoledi 6 Giugno 2007

Giovedi 7 Giugno 2007

Venerdi 8 Giugno 2007

Sabato 9 Giugno 2007

Domenica 10 Giugno 2007

Lunedi 11 Giugno 2007

Lunedì della IX settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)

60841 - DO091

Colore liturgico: Verde

Fra la prima e la seconda lettura c'è un forte contrasto. Nella prima troviamo l'atteggiamento egoistico che vuole tutto per sé, fino ad arrivare all'omicidio: "Uccidiamolo, e l'eredità sarà nostra"; nella seconda l'atteggiamento di servizio che non teme di esporsi ai maggiori pericoli: "Tobia si alzò da mensa e, lasciato il pranzo, si recò digiuno presso quel morto, lo prese, lo portò nella sua casa...".
Siamo sempre chiamati a scegliere fra questi due atteggiamenti fondamentali: o tenere tutto e cercare di impossessarci del più possibile per soddisfare il nostro egoismo, o dare tutto per favorire il diffondersi dell'amore. Se scegliamo la generosità siamo con Cristo, che è venuto per servire; se prendiamo l'altra strada ci allontaniamo da lui e ci schieriamo concretamente con quelli che l'hanno ucciso.
Ma in questa parabola che evoca la passione di Gesù e anche la sua risurrezione voglio riflettere sull'atteggiamento del Padre, che ci aiuterà ad amare e a onorare il Figlio. "Il Padre ama il Figlio", dice Gesù nel Vangelo di Giovanni. Qui l'amore del Padre è rivelato da un aggettivo: "Il figlio prediletto". "Aveva ancora uno, il figlio prediletto". Se amiamo Gesù, crescendo nel suo amore, siamo nello stesso orientamento del Padre e corrispondiamo al suo desiderio, espresso in questa parabola da una profonda e bellissima frase: "Avranno rispetto per mio figlio". Sono parole che dicono tutto l'amore del Padre e la sua intenzione nel mandare il figlio prediletto in mezzo a noi: "Avranno rispetto per mio figlio". Cerchiamo di approfondire queste parole nella preghiera, perché esprimono il desiderio di Dio, un desiderio che non è messo in difficoltà dall'atteggiamento ostile degli uomini. Di fronte all'opposizione umana il Padre si mostra se si può dire il primo Riparatore. La Sacra Scrittura ci fa intravedere il mistero di Cristo come la manifestazione di una riparazione messa in atto dal Padre stesso: "La pietra che i costruttori hanno scartata è diventata testata d'angolo". Alla umiliazione estrema inflitta a Gesù dagli uomini il Padre ha risposto con una grande glorificazione: la pietra rifiutata è stata messa al posto più importante.
"Dal Signore è stato fatto questo", cioè da Dio Padre. "Avranno rispetto per mio figlio". Adesso, cioè dopo la passione e la morte, questo desiderio divino è diventato ancor più coinvolgente per noi, perché Gesù ha dato la vita, diventando così fondamento della nostra fede e del nostro amore. Lasciamoci dunque sempre più guidare verso Gesù dall'amore del Padre, perché questo amore anche attraverso noi possa comunicarsi a tutti gli uomini.

Antifona d'ingresso
Volgiti a me, Signore, e abbi misericordia,
perché sono triste e angosciato;
vedi la mia miseria e la mia pena
e perdona tutti i miei peccati. (Sal 25,16.18)


Colletta
O Dio, che nella tua provvidenza
tutto disponi secondo il tuo disegno di salvezza,
allontana da noi ogni male
e dona ciò che giova al nostro vero bene.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

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Prima lettura

Tb 1,3; 2,1-8
Tobi seguiva le vie della verità.

Dal libro di Tobia
Io, Tobi, passavo i giorni della mia vita seguendo le vie della verità e della giustizia. Ai miei fratelli e ai miei compatrioti, che erano stati condotti con me in prigionia a Ninive, nel paese degli Assiri, facevo molte elemosine.
Per la nostra festa di Pentecoste, cioè la festa delle settimane, avevo fatto preparare un buon pranzo e mi posi a tavola: la tavola era imbandita di molte vivande. Dissi al figlio Tobia: “Figlio mio, va’, e se trovi tra i nostri fratelli deportati a Ninive qualche povero, che sia però di cuore fedele, portalo a pranzo insieme con noi. Io resto ad aspettare che tu ritorni”.
Tobia uscì in cerca di un povero tra i nostri fratelli. Di ritorno disse: “Padre!”. Gli risposi: “Ebbene, figlio mio”. Riprese: “Padre, uno della nostra gente è stato strangolato e gettato nella piazza, dove ancora si trova”. Io allora mi alzai, lasciando intatto il pranzo; tolsi l’uomo dalla piazza e lo posi in una camera in attesa del tramonto del sole, per poterlo seppellire. Ritornai e, lavatomi, presi il pasto con tristezza, ricordando le parole del profeta Amos su Betel:
“Si cambieranno le vostre feste in lutto,
tutti i vostri canti in lamento”.
E piansi. Quando poi calò il sole andai a scavare una fossa e ve lo seppellii.
I miei vicini mi deridevano dicendo: “Non ha più paura! Proprio per questo motivo è già stato ricercato per essere ucciso. È dovuto fuggire ed ora eccolo di nuovo a seppellire i morti”.

Parola di Dio

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Salmo responsoriale

Sal 111

L'uomo giusto dà gloria al Signore.

Beato l’uomo che teme il Signore
e trova grande gioia nei suoi comandamenti.
Potente sulla terra sarà la sua stirpe,
la discendenza dei giusti sarà benedetta.

Onore e ricchezza nella sua casa,
la sua giustizia rimane per sempre.
Spunta nelle tenebre come luce per i giusti,
buono, misericordioso e giusto.

Felice l’uomo pietoso che dà in prestito,
amministra i suoi beni con giustizia.
Egli non vacillerà in eterno:
il giusto sarà sempre ricordato.

Acclamazione al Vangelo (Ap 1,5)
Alleluia, alleluia.
Signore Gesù, testimone fedele, primogenito dei morti,
tu ci hai amati e hai lavato le nostre colpe
nel tuo sangue.
Alleluia.

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Vangelo

Mc 12,1-12
Afferrato il figlio prediletto, lo uccisero e lo gettarono fuori della vigna.


+ Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù prese a parlare ai sommi sacerdoti, agli scribi e agli anziani in parabole: “Un uomo piantò una vigna, vi pose attorno una siepe, scavò un torchio, costruì una torre, poi la diede in affitto a dei vignaioli e se ne andò lontano.
A suo tempo inviò un servo a ritirare da quei vignaioli i frutti della vigna. Ma essi, afferratolo, lo bastonarono e lo rimandarono a mani vuote. Inviò loro di nuovo un altro servo: anche quello lo picchiarono sulla testa e lo coprirono di insulti. Ne inviò ancora un altro, e questo lo uccisero; e di molti altri, che egli ancora mandò, alcuni li bastonarono, altri li uccisero.
Aveva ancora uno, il figlio prediletto: lo inviò loro per ultimo, dicendo: Avranno rispetto per mio figlio! Ma quei vignaioli dissero tra di loro: Questi è l’erede; su, uccidiamolo e l’eredità sarà nostra. E afferratolo, lo uccisero e lo gettarono fuori della vigna.
Che cosa farà dunque il padrone della vigna? Verrà e sterminerà quei vignaioli e darà la vigna ad altri. Non avete forse letto questa Scrittura: ‘‘La pietra che i costruttori hanno scartata è diventata testata d’angolo; dal Signore è stato fatto questo ed è mirabile agli occhi nostri’’?”.
Allora cercarono di catturarlo, ma ebbero paura della folla; avevano capito infatti che aveva detto quella parabola contro di loro. E, lasciatolo, se ne andarono.

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Al Signore, Dio della nostra vita e della nostra salvezza, eleviamo la preghiera perché ci conceda di lavorare sempre con generosità nella sua vigna. Diciamo insieme:
Venga il tuo regno, Signore.

Per la Chiesa, perché con amore e dedizione curi il popolo che Dio le ha affidato. Preghiamo:
Per le autorità pubbliche, perché non esercitino il loro potere con la forza o per interesse personale. Preghiamo:
Per i perseguitati a causa della fede e della coerenza della vita, perché attingano dallo Spirito il coraggio della perseveranza. Preghiamo:
Per chi è stato ucciso nell'esercizio della propria missione, perché Dio lo accolga nel suo regno. Preghiamo:
Per la nostra comunità, perché non si unisca alla mentalità che soffoca la novità e la profezia, ma sappia sempre ubbidire a Dio. Preghiamo:
Per chi, con sofferenza, ha abbandonato la fede.
Per le nazioni che accolgano i missionari del vangelo.

O Dio, che hai affidato la salvezza dell'umanità anche alla nostra comunità, aiutaci a collaborare con fedeltà e dedizione, con disponibilità e coraggio, alla realizzazione del regno del tuo Figlio, Cristo nostro Signore, che vive e regna con te nei secoli dei secoli. Amen

Preghiera sulle offerte
Fiduciosi nella tua misericordia, Signore,
ci accostiamo con doni al tuo santo altare,
perché il mistero che ci unisce al tuo Figlio
sia per noi principio di vita nuova.
Per Cristo nostro Signore.


Antifona di comunione
Innalzo a te il mio grido e tu mi rispondi, o Dio;
tendi a me il tuo orecchio, ascolta le mie parole. (Sal 17,6)

Oppure:
Dice il Signore: “In verità vi dico:
tutto quello che domandate nella preghiera,
abbiate fede di averlo ottenuto e vi sarà accordato”. (Mc 11,23.24)


Preghiera dopo la comunione
O Padre, che ci hai nutriti
con il corpo e il sangue del tuo Figlio,
guidaci con il tuo Spirito,
perché non solo con le parole, ma con le opere e la vita
possiamo renderti testimonianza
e così entrare nel regno dei cieli.
Per Cristo nostro Signore.

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(in collaborazione con
Qumran2)