LITURGIA

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Martedi 10 Ottobre 2006

Martedì della XXVI settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)

61330 - PO262

Colore liturgico: Verde

La seconda parte del Vangelo di Luca comincia da qui, dal versetto 51 del nono capitolo: Gesù si avvia a Gerusalemme.
Bisogna innanzi tutto notare l’importanza che Luca attribuisce alla città santa di Gerusalemme. È il luogo in cui Gesù porterà a compimento la sua missione, con la redenzione di tutto il mondo. È per questo che il Vangelo di Luca comincia a Gerusalemme (con l’annuncio della nascita di Giovanni Battista a Zaccaria nel tempio) e termina a Gerusalemme (con la preghiera dei discepoli al tempio dopo l’ascensione di Gesù).
Durante il cammino di Gesù verso Gerusalemme, san Luca riferisce i diversi avvenimenti e i diversi insegnamenti di Gesù, primo fra tutti il rifiuto dei Samaritani di ascoltare l’annuncio della “Buona Novella”. Gesù calma le violente reazioni dei discepoli e si dirige verso un altro villaggio. Sant’Agostino dice: “Temi Dio che passa una volta e non fa più ritorno!”. Sì, nella nostra vita spirituale, è molto importante accorgersi della venuta della grazia di Dio ed essere pronti ad accoglierla. “Deus non deserit nisi desertatur”. “Dio non abbandona se non viene abbandonato”. Ancora oggi nel mondo, quanti rifiutano la “Buona Novella”. Nel mondo quante menzogne, calunnie, attacchi e critiche ingiuste si sono fatte e si fanno contro il Papa e il Vaticano, contro tutto ciò che è cattolico. Ma la Chiesa cattolica e la Santa Sede non rispondono. Si comportano come Gesù nei confronti dei Samaritani. Perché la verità non ha bisogno di essere difesa: si difende da sola.

Antifona d'ingresso
Signore, tutto ciò che hai fatto ricadere su di noi
l’hai fatto con retto giudizio; abbiamo peccato contro di te,
non abbiamo dato ascolto ai tuoi precetti:
ma ora glorifica il tuo nome e opera con noi
secondo la grandezza della tua misericordia. (Dn 3,31.29.30.43.42)


Colletta
O Dio, che riveli la tua onnipotenza
soprattutto con la misericordia e il perdono,
continua a effondere su di noi la tua grazia,
perché, camminando verso i beni da te promessi,
diventiamo partecipi della felicità eterna.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

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Prima lettura

Gb 3,1-3.11-17.20-23
Perché dare la luce a un infelice?

Dal libro di Giobbe
Giobbe aprì la bocca e maledisse il suo giorno; prese a dire:
Perisca il giorno in cui nacqui
e la notte in cui si disse: “È stato concepito un uomo!”.
E perché non sono morto fin dal seno di mia madre
e non spirai appena uscito dal grembo?
Perché due ginocchia mi hanno accolto,
due mammelle mi hanno allattato?
Sì, ora giacerei tranquillo,
dormirei e avrei pace
con i re e i governanti della terra,
che si sono costruiti mausolei,
o con i principi, che hanno oro
e riempiono le case d’argento.
Oppure, come aborto nascosto, più non sarei,
come i bimbi che non hanno visto la luce.
Laggiù i malvagi cessano d’agitarsi
laggiù riposano gli sfiniti di forze.
Perché dare la luce a un infelice
e la vita a chi ha l’amarezza nel cuore,
a quelli che aspettano la morte e non viene,
che la cercano più d’un tesoro,
che godono alla vista di un tumulo,
gioiscono se possono trovare una tomba...
a un uomo, la cui via è nascosta
e che Dio da ogni parte ha sbarrato?

Parola di Dio

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Salmo responsoriale

Sal 87

Accogli, Signore, il mio grido di preghiera.

Signore, Dio della mia salvezza,
davanti a te grido giorno e notte.
Giunga fino a te la mia preghiera,
tendi l’orecchio al mio lamento.

Io sono colmo di sventure,
la mia vita è vicina alla tomba.
Sono annoverato tra quelli che scendono nella fossa,
sono come un uomo ormai privo di forza.

È tra i morti il mio giaciglio,
sono come gli uccisi stesi nel sepolcro,
dei quali tu non conservi il ricordo
e che la tua mano ha abbandonato.

Mi hai gettato nella fossa profonda,
nelle tenebre e nell’ombra di morte.
Pesa su di me il tuo sdegno
e con tutti i tuoi flutti mi sommergi.

Acclamazione al Vangelo (Gv 1,11-12)
Alleluia, alleluia.
Egli venne fra la sua gente,
ma i suoi non l’hanno accolto.
Quanti lo accolgono diventano figli di Dio.
Alleluia.

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Vangelo

Lc 9,51-56
Si diresse decisamente verso Gerusalemme.


+ Dal Vangelo secondo Luca
Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato tolto dal mondo, Gesù si diresse decisamente verso Gerusalemme e mandò avanti dei messaggeri.
Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per fare i preparativi per lui. Ma essi non vollero riceverlo, perché era diretto verso Gerusalemme.
Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: “Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?”. Ma Gesù si voltò e li rimproverò. E si avviarono verso un altro villaggio.

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Dio ci ha tanto amati da mandare il suo Unigenito fra noi, perché avessimo la vita e l'avessimo in abbondanza. Ricolmi di gioia e di pace per questo annuncio, proclamiamo la bontà del Signore e preghiamo:
Ascoltaci, o Signore.

Padre dei credenti, perché i battezzati, con umile coraggio, sappiano essere messaggeri di Cristo, portatori di pace e di speranza tra gli uomini. Ti preghiamo:
Padre della storia, perché quanti operano nel sociale, si prendano a cuore la causa dei poveri e degli oppressi e, riparando ingiustizie e sofferenze, affrettino l'avvento del regno. Ti preghiamo:
Padre della luce, perché chi è nella prova, riceva forza dall'eucaristia, sacramento dell'amore di Cristo, crocifisso innocente per tutti gli uomini. Ti preghiamo:
Padre della vita, perché i bambini che oggi fanno il loro ingresso nell'esistenza, siano accolti con tenero amore. Ti preghiamo:
Padre della gioia, perché in questa eucaristia che ci riconcilia nell'unico corpo di Cristo, troviamo la fonte della pace e della concordia. Ti preghiamo:
Perché la nostra comunità diventi un luogo di dialogo e di accoglienza.
Perché la pazienza sia la virtù dei cristiani.

Padre misericordioso, che ti compiaci della gioia dei tuoi figli, dalla tua bontà osiamo sperare tutto ciò che è bene per noi, perché, pieni del tuo amore, sappiamo vivere da veri discepoli del tuo figlio Gesù, che è Dio e vive e regna per i secoli eterni. Amen.

Preghiera sulle offerte
Accogli, Padre misericordioso, i nostri doni,
e da quest’offerta della tua Chiesa
fa’ scaturire per noi la sorgente di ogni benedizione.
Per Cristo nostro Signore.


Antifona di comunione
Ricorda, Signore, la promessa fatta al tuo servo:
in essa mi hai dato speranza,
nella mia miseria essa mi conforta. (Sal 119,49-50)

Oppure:
Da questo abbiamo conosciuto l’amore di Dio:
egli ha dato la sua vita per noi,
e anche noi dobbiamo dar la vita per i fratelli. (1Gv 3,16)


Preghiera dopo la comunione
Questo sacramento di vita eterna
ci rinnovi, o Padre, nell’anima e nel corpo,
perché, comunicando a questo memoriale
della passione del tuo Figlio,
diventiamo eredi con lui nella gloria.
Per Cristo nostro Signore.

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(in collaborazione con
Qumran2)