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GIOVEDI
SANTO (MESSA IN CENA DOMINI)
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50281 - EQ064B
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Colore liturgico: Bianco
Gesù
trascorre le ultime ore della sua vita terrena in
compagnia dei suoi discepoli. Il Maestro manifesta
un amore straordinario per gli apostoli, impartendo
loro insegnamenti e raccomandazioni. Durante
lultima Cena, Gesù ha mostrato - con
le sue parole - lamore infinito che aveva per
i suoi discepoli e gli ha dato validità
eterna istituendo lEucaristia, facendo dono
di sé: egli ha offerto il suo Corpo e il suo
Sangue sotto forma di pane e di vino perché
diventassero cibo spirituale per noi e
santificassero il nostro corpo e la nostra anima.
Egli ha espresso il suo amore nel dolore che
provava quando ha annunciato a Giuda Iscariota il
suo tradimento ormai prossimo e agli apostoli la
loro debolezza. Egli ha fatto percepire il suo
amore lavando i piedi agli apostoli e permettendo
al suo discepolo prediletto, Giovanni, di
appoggiarsi al suo petto. Nella sua vita pubblica,
Gesù ha raccomandato più di una volta
ai suoi discepoli di non cercare di occupare il
primo posto, ma di aspirare piuttosto
allumiltà del cuore. Ha detto e
ripetuto che il suo regno, cioè la Chiesa,
non deve essere ad immagine dei regni terreni o
delle comunità umane in cui ci sono dei
primi e degli ultimi, dei governanti e dei
governati, dei potenti e degli oppressi. Al
contrario, nella sua Chiesa, quelli che sono
chiamati a reggere dovranno in realtà essere
al servizio degli altri; perché il dovere di
ogni credente è di non cercare
lapparenza, ma i valori interiori, di non
preoccuparsi del giudizio degli uomini, ma di
quello di Dio.
Nonostante linsegnamento così chiaro
di Gesù, gli apostoli continuarono a
disputarsi i primi posti nel Regno del Messia.
Durante lultima Cena, Gesù non si
è accontentato di parole, ma ha dato
lesempio mettendosi a lavare loro i piedi. E,
dopo aver finito, ha detto: Voi mi chiamate
Maestro e Signore e dite bene perché lo
sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro ho
lavato i vostri piedi, anche voi dovete lavarvi i
piedi gli uni gli altri (Gv 13,13-14).
La Cena si ripete nei secoli. Infatti Gesù
ha investito gli apostoli e i loro successori del
potere e del dovere di ripetere la Cena eucaristica
nella santa Messa.
Cristo si sacrifica durante la Messa. Ma, per
riprendere le parole di san Paolo, egli resta lo
stesso ieri, oggi e sempre (Eb
13,8).
I credenti che partecipano al Sacrificio
eucaristico cambiano, ma il loro comportamento nei
confronti di Cristo è più o meno lo
stesso di quello degli apostoli nel momento della
Cena. Ci sono stati e ci sono tuttora dei santi e
dei peccatori, dei fedeli e dei traditori, dei
martiri e dei rinnegatori.
Volgiamo lo sguardo a noi stessi. Chi siamo? Qual
è il nostro comportamento nei confronti di
Cristo? Dio ci scampi dallavere qualcosa in
comune con Giuda, il traditore. Che Dio ci permetta
di seguire san Pietro sulla via del pentimento. Il
nostro desiderio più profondo deve
però essere quello di avere la sorte di san
Giovanni, di poter amare Gesù in modo tale
che egli ci permetta di appoggiarci al suo petto e
di sentire i battiti del suo cuore pieno
damore; di giungere al punto che il nostro
amore si unisca al suo in modo che possiamo dire
con san Paolo: Non sono più io che
vivo, ma Cristo vive in me (Gal
2,20).
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Antifona d'ingresso
Di nullaltro mai ci glorieremo
se non della croce di Gesù Cristo,
nostro Signore:
egli è la nostra salvezza, vita e
risurrezione;
per mezzo di lui siamo stati salvati e
liberati. (cf. Gal 6,14)
Si dice il Gloria.
Durante il canto dellinno, si
suonano le campane. Terminato il canto,
non si suoneranno più fino alla
Veglia pasquale.
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Colletta
O Dio, che ci hai riuniti per celebrare la
santa Cena
nella quale il tuo unico Figlio,
prima di consegnarsi alla morte,
affidò alla Chiesa il nuovo ed
eterno sacrificio,
convito nuziale del suo amore,
fa che dalla partecipazione a
così grande mistero
attingiamo pienezza di carità e di
vita.
Per il nostro Signore Gesù
Cristo...
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Prima lettura
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Es 12,1-8.11-14
Prescrizioni per la cena pasquale.
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Dal libro dellÈsodo
In quei giorni, il Signore disse a
Mosé e ad Aronne nel paese
dEgitto: Questo mese
sarà per voi linizio dei
mesi, sarà per voi il primo mese
dellanno. Parlate a tutta la
comunità di Israele e dite: Il
dieci di questo mese ciascuno si procuri
un agnello per famiglia, un agnello per
casa. Se la famiglia fosse troppo piccola
per consumare un agnello, si
assocerà al suo vicino, al
più prossimo della casa, secondo il
numero delle persone; calcolerete come
dovrà essere lagnello,
secondo quanto ciascuno può
mangiarne.
Il vostro agnello sia senza difetto,
maschio, nato nellanno; potrete
sceglierlo tra le pecore o tra le capre e
lo serberete fino al quattordici di questo
mese: allora tutta lassemblea della
comunità dIsraele lo
immolerà al tramonto. Preso un
po del suo sangue, lo porranno sui
due stipiti e sullarchitrave delle
case, in cui lo dovranno mangiare. In
quella notte ne mangeranno la carne
arrostita al fuoco; la mangeranno con
azzimi e con erbe amare. Ecco in qual modo
lo mangerete: con i fianchi cinti, i
sandali ai piedi, il bastone in mano; lo
mangerete in fretta. È la Pasqua
del Signore!
In quella notte io passerò per il
paese dEgitto e colpirò ogni
primogenito nel paese dEgitto, uomo
o bestia; così farò
giustizia di tutti gli dei
dellEgitto. Io sono il Signore! Il
sangue sulle vostre case sarà il
segno che voi siete dentro: io
vedrò il sangue e passerò
oltre, non vi sarà per voi flagello
di sterminio, quando io colpirò il
paese di Egitto.
Questo giorno sarà per voi un
memoriale; lo celebrerete come festa del
Signore: di generazione in generazione, lo
celebrerete come un rito
perenne.
Parola di Dio
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Salmo responsoriale
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Sal 115
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Il tuo calice, Signore, è
dono di salvezza.
Che cosa renderò al Signore
per quanto mi ha dato?
Alzerò il calice della salvezza
e invocherò il nome del
Signore.
Preziosa agli occhi del Signore è
la morte dei suoi fedeli.
Io sono tuo servo, figlio della tua
ancella;
hai spezzato le mie catene.
A te offrirò sacrifici di lode e
invocherò il nome del Signore.
Adempirò i miei voti al Signore
davanti a tutto il suo popolo.
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Seconda lettura
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1Cor 11,23-26
Ogni volta che mangiate di questo pane e bevete di
questo calice, voi annunziate la morte del
Signore.
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Dalla prima lettera di san Paolo
apostolo ai Corinzi
Fratelli, io ho ricevuto dal Signore
quello che a mia volta vi ho trasmesso: il
Signore Gesù, nella notte in cui
veniva tradito, prese del pane e, dopo
aver reso grazie, lo spezzò e
disse: Questo è il mio corpo,
che è per voi; fate questo in
memoria di me.
Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese
anche il calice, dicendo: Questo
calice è la Nuova Alleanza nel mio
sangue; fate questo, ogni volta che ne
bevete, in memoria di me.
Ogni volta infatti che mangiate di questo
pane e bevete di questo calice, voi
annunziate la morte del Signore
finché egli venga.
Parola di Dio
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Acclamazione al Vangelo (Gv
13,34)
Gloria e lode a te, Cristo Signore!
Vi dò un comandamento nuovo, dice
il Signore:
che vi amiate a vicenda, come io ho amato
voi.
Gloria e lode a te, Cristo Signore!
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Vangelo
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Gv 13,1-15
Li amò sino alla fine.
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+ Dal
Vangelo secondo Giovanni
Prima della festa di Pasqua, Gesù,
sapendo che era giunta la sua ora di
passare da questo mondo al Padre, dopo
aver amato i suoi che erano nel mondo, li
amò sino alla fine.
Mentre cenavano, quando già il
diavolo aveva messo in cuore a Giuda
Iscariota, figlio di Simone, di tradirlo,
Gesù, sapendo che il Padre gli
aveva dato tutto nelle mani e che era
venuto da Dio e a Dio ritornava, si
alzò da tavola, depose le vesti e,
preso un asciugatoio, se lo cinse attorno
alla vita. Poi versò
dellacqua nel catino e
cominciò a lavare i piedi dei
discepoli e ad asciugarli con
lasciugatoio di cui si era
cinto.
Venne dunque da Simon Pietro e questi gli
disse: Signore, tu lavi i piedi a
me?. Rispose Gesù:
Quello che io faccio, tu ora non lo
capisci, ma lo capirai dopo. Gli
disse Simon Pietro: Non mi laverai
mai i piedi?. Gli rispose
Gesù: Se non ti
laverò, non avrai parte con
me. Gli disse Simon Pietro:
Signore, non solo i piedi, ma anche
le mani e il capo!. Soggiunse
Gesù: Chi ha fatto il bagno,
non ha bisogno di lavarsi se non i piedi
ed è tutto mondo; e voi siete
mondi, ma non tutti. Sapeva infatti
chi lo tradiva; per questo disse:
Non tutti siete mondi.
Quando dunque ebbe lavato loro i piedi e
riprese le vesti, sedette di nuovo e disse
loro: Sapete ciò che vi ho
fatto? Voi mi chiamate Maestro e Signore e
dite bene, perché lo sono. Se
dunque io, il Signore e il Maestro, ho
lavato i vostri piedi, anche voi dovete
lavarvi i piedi gli uni gli altri. Vi ho
dato infatti lesempio, perché
come ho fatto io, facciate anche
voi.
Parola del Signore
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Lavanda dei piedi
Dove motivi pastorali
lo consigliano, dopo lomelia ha
luogo la lavanda dei piedi. I prescelti
per il rito - uomini o ragazzi - vengono
accompagnati dai ministri agli scanni
preparati per loro in un luogo adatto.
Il sacerdote (deposta, se è
necessario, la casula) si porta davanti a
ciascuno di essi e, con laiuto dei
ministri, versa dellacqua sui piedi
e li asciuga.
Durante il rito, si cantano alcune
antifone, scelte tra quelle proposte, o
altri canti adatti alla
circostanza.
ANTIFONA PRIMA (cf. Gv 13,4.5.15)
Il Signore si alzò da tavola
versò dellacqua in un
catino,
e cominciò a lavare i piedi ai
discepoli:
ad essi volle lasciare questo esempio.
ANTIFONA SECONDA (Gv 13,6.7.8)
Signore, tu lavi i piedi a
me?.
Gesù gli rispose dicendo:
Se non ti laverò, non avrai
parte con me.
V. Venne dunque a Simon Pietro, e disse a
lui Pietro:
- Signore, tu lavi...
V. Quello che io faccio, ora non lo
comprendi,
ma lo comprenderai un giorno.
- Signore, tu lavi...
ANTIFONA TERZA (cf. Gv 13,14)
Se vi ho lavato i piedi,
io, Signore e Maestro,
quanto più voi avete il dovere
di lavarvi i piedi lun
laltro.
ANTIFONA QUARTA (Gv 13,35)
Da questo tutti sapranno
che siete miei discepoli,
se vi amerete gli uni gli altri.
V. Gesù disse ai suoi
discepoli:
- Da questo tutti sapranno...
ANTIFONA QUINTA (Gv 13,34)
Vi do un comandamento nuovo:
che vi amiate gli uni gli altri
come io ho amato voi, dice il
Signore.
ANTIFONA SESTA (cf. 1Cor 13,13)
Fede, speranza e carità,
tutte e tre rimangano tra voi:
ma più grande di tutte è la
carità.
V. Fede, speranza e carità,
tutte e tre le abbiamo qui al
presente:
ma più grande di tutte è la
carità.
- Fede...
Subito dopo la lavanda dei
piedi - quando questa ha luogo - oppure
dopo lomelia, si dice la preghiera
universale.
In questa Messa si omette il Credo.
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Liturgia Eucaristica
Allinizio della
Liturgia eucaristica, si può
disporre la processione dei fedeli che
portano doni per i poveri.
Mentre si svolge la processione, si esegue
il canto seguente o un altro canto
adatto.
Dovè carità e
amore, lì cè
Dio.
Ci ha riuniti tutti insieme Cristo,
amore.
Rallegriamoci, esultiamo nel Signore!
Temiamo e amiamo il Dio vivente,
e amiamoci tra noi con cuore sincero.
Noi formiamo, qui riuniti, un solo
corpo:
evitiamo di dividerci tra noi,
via le lotte maligne, via le liti
e regni in mezzo a noi Cristo Dio.
Fa che un giorno contempliamo il tuo
volto
nella gloria dei beati, Cristo Dio.
E sarà gioia immensa, gioia
vera:
durerà per tutti i secoli senza
fine.
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Preghiera sulle offerte
Concedi a noi tuoi fedeli, Signore,
di partecipare degnamente ai santi
misteri,
perché ogni volta che
celebriamo
questo memoriale del sacrificio del
Signore,
si compie lopera della nostra
redenzione.
Per Cristo nostro Signore.
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Prefazio della SS. Eucarestia
I
LEucaristia memoriale del
sacrificio di Cristo
È veramente cosa buona e
giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre e in ogni luogo
a te, Signore, Padre santo,
Dio onnipotente e misericordioso,
per Cristo nostro Signore.
Sacerdote vero ed eterno,
egli istituì il rito del sacrificio
perenne;
a te per primo si offrì vittima di
salvezza,
e comandò a noi di perpetuare
lofferta in sua memoria.
Il suo corpo per noi immolato è
nostro cibo e ci dà forza,
il suo sangue per noi versato
è la bevanda che ci redime da ogni
colpa.
Per questo mistero del tuo amore,
uniti agli angeli e ai santi,
cantiamo con gioia linno della tua
lode: Santo...
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Antifona di comunione
Questo è il mio corpo, che
è per voi;
questo calice è la nuova
alleanza
nel mio sangue, dice il Signore.
Fate questo ogni volta che ne
prendete,
in memoria di me. (1Cor 11,24.25)
Terminata la
distribuzione della comunione, si lascia
sull'altare la pisside con le particole
per la comunione del giorno seguente; la
Messa si conclude con l'orazione dopo la
comunione.
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Preghiera dopo la comunione
Padre onnipotente,
che nella vita terrena ci nutri alla Cena
del tuo Figlio,
accoglici come tuoi commensali
al banchetto glorioso del cielo.
Per Cristo nostro Signore.
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Reposizione del SS.
Sacramento
Dopo l'orazione, il
sacerdote, in piedi, dinanzi all'altare,
pone l'incenso nel turibolo, si
inginocchia e incensa per tre volte il
Santissimo Sacramento; quindi, indossato
il velo omerale, prende la pisside e la
ricopre con il velo.
Si forma la processione che, attraverso la
chiesa, accompagna il Santissimo
Sacramento al luogo della reposizione,
preparato in una cappella convenientemente
ornata. Apre la processione il crocifero;
si portano le candele accese e l'incenso.
Intanto si canta l'inno Pange lingua
(eccetto le due ultime strofe) o un altro
canto eucaristico.
Giunta la processione al luogo della
reposizione, il sacerdote depone la
pisside; quindi pone l'incenso nel
turibolo e, in ginocchio, incensa il
Santissimo Sacramento, mentre si canta il
Tantum ergo sacramentum ; chiude poi il
tabernacolo o la custodia della
reposizione.
Dopo alcuni istanti di adorazione in
silenzio, il sacerdote e i ministri si
alzano, genuflettono e ritornano in
sacrestia.
Segue la spogliazione dell'altare; se
è possibile, si rimuovono le croci
dalla chiesa; quelle che rimangono in
chiesa, è bene velarle.
Si esortino i fedeli, tenute presenti le
circostanze e le diverse situazioni
locali, a dedicare un po' di tempo nella
notte all'adorazione davanti al Santissimo
Sacramento nel tabernacolo. Se
l'adorazione si protrae oltre la
mezzanotte, si faccia senza alcuna
solennità.
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