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DOMENICA
DELLE PALME (ANNO B)
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50250 - BPALM
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Colore liturgico: Rosso
Da "Osanna" a
"Crucifige".
Per festeggiare l'ultima Pasqua della sua vita
terrena Gesù fa ingresso nella città
di Gerusalemme come Signore. La folla festosa lo
saluta come l'Inviato da Dio e lo acclama.
Tuttavia, non era venuto per regnare sul suo
popolo, ma per essere condannato dai capi della
nazione e per morire sulla croce, in un sacrificio
espiatorio per i peccati dell'umanità. Il
suo trono era la croce. Le sue armi l'amore. Il suo
regno la pace. Il suo trionfo la vittoria sul
peccato e sulla morte, sul diavolo e sull'inferno.
Così, la sua entrata trionfale a Gerusalemme
quella domenica non era, per Gesù, che un
pallido preludio del trionfo spirituale al quale lo
avrebbero portato la sofferenza e la morte sulla
croce, poi la risurrezione dai morti.
Ogni cristiano dovrebbe seguire nella sua vita lo
stesso cammino. Non dovrebbe lasciarsi tentare
dalla gloria terrena, ma ricercare piuttosto la
vera gloria nella lotta contro il male in questo
mondo e nella vittoria su di esso. Non possiamo
giungere a questa vittoria e a questa gloria se non
seguendo le orme di Cristo nel cammino della croce.
Per giungere alla vera vittoria, non bisogna
confidare in se stessi, nelle proprie forze, ma
avere fiducia nella grazia di Dio; bisogna prendere
le armi di Dio, che sono, come precisa san Paolo:
verità, giustizia, zelo apostolico, fede,
parola di Dio e preghiera (Ef 6,14-18).
Ma, ahimè, per l'uomo è più
facile guardare la terra che non alzare gli occhi
al cielo; è più piacevole cercare i
piaceri del corpo che non assumersi rinunce e
sacrifici; è più soddisfacente
ricevere le lodi e gli onori di questo mondo che
non aspettare la ricompensa di Dio dopo la morte.
Ecco perché il passaggio dagli "Osanna"
delle palme al "Crucifige" del Venerdì Santo
non è strano per il peccatore. La Domenica
delle palme, il popolo di Gerusalemme gridò:
"Osanna" al passaggio di Cristo che faceva ingresso
in città; il Venerdì Santo, al
momento del processo davanti a Ponzio Pilato, la
folla urlò: "Crocifiggilo". Forse gli
abitanti di Gerusalemme erano peggiori degli altri
uomini? Molti fatti provano l'incostanza
dell'essere umano, mostrano a che punto gli sia
facile passare dagli "Osanna" ai "Crucifige".
Quante volte ciascuno di noi ha preso buone
risoluzioni, promettendo e assicurando di non
commettere più peccati! E l'abbiamo fatto?
Ognuno di noi deve confessare, riprendendo le
parole di san Paolo: "Io trovo dunque in me questa
legge; quando voglio fare il bene, il male è
accanto a me. Infatti acconsento nel mio intimo
alla legge di Dio, ma nelle mie membra vedo
un'altra legge, che muove guerra alla legge della
mia mente e mi rende schiavo della legge del
peccato che è nelle mie membra. Sono uno
sventurato! Chi mi libererà da questo corpo
votato alla morte?" (Rm 7,21-24).
In seguito a ciò, dobbiamo risolverci a
seguire Cristo nella via della croce, perché
è soltanto così che avremo la
certezza di giungere alla salvezza.
Dobbiamo sempre ricordarci che siamo uomini deboli.
Per questo non dobbiamo confidare in noi stessi, ma
chiedere per ogni cosa l'aiuto di Dio e mantenere
con lui stretti legami grazie alla nostra fede e
alle nostre preghiere. Impegniamoci a rinnovarci
nell'amore e nella fede, allora il Signore
verrà a noi come una pioggia benefica e ci
inonderà della sua grazia lungo la via
difficile, ma sicura che porta alla salvezza.
Cristo Re, dall'alto dei cieli, guarda proprio noi
che siamo membra della sua famiglia reale. Ci
guarda con soddisfazione e gioia oppure con
tristezza e dolore. Comportiamoci in modo da essere
all'altezza della nostra nobile vocazione, in modo
che Cristo Re possa gioire alla nostra vista mentre
siamo sulla terra e ci inviti a partecipare alla
sua gloria e alla sua felicità celeste
quando entreremo nell'eternità, dicendoci:
"Bene, servo buono e fedele... sei stato fedele nel
poco, ti darò autorità su molto;
prendi parte alla gioia del tuo padrone" (Mt
25,23).
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Commemorazione dell'ingresso di
Gesù in Gerusalemme
ANTIFONA
Osanna al Figlio di Davide.
Benedetto colui che viene nel nome del
Signore:
è il Re d'Israele.
Osanna nell'alto dei cieli. (Mt 21,9)
Il sacerdote saluta
il popolo con queste parole:
La grazia del Signore nostro
Gesù Cristo,
l'amore di Dio Padre
e la comunione dello Spirito Santo
sia con tutti voi.
R. E con il tuo spirito.
Quindi rivolge al
popolo una breve esortazione, per
illustrare il significato del rito e per
invitarlo a una partecipazione attiva e
consapevole:
Fratelli carissimi,
questa assemblea liturgica è
preludio alla Pasqua del Signore, alla
quale ci stiamo preparando con la
penitenza e con le opere di carità
fin dall'inizio della Quaresima.
Gesù entra in Gerusalemme per dare
compimento al mistero della sua morte e
risurrezione.
Accompagniamo con fede e devozione il
nostro Salvatore nel suo ingresso nella
città santa, e chiediamo la grazia
di seguirlo fino alla croce, per essere
partecipi della sua risurrezione.
Dopo questa
esortazione, il sacerdote dice a mani
giunte una delle orazioni
seguenti:
Preghiamo.
Dio onnipotente ed eterno,
benedici + questi rami [di
ulivo],
e concedi a noi tuoi fedeli,
che accompagniamo esultanti il Cristo,
nostro Re e Signore,
di giungere con lui alla Gerusalemme del
cielo.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
Oppure:
Preghiamo.
Accresci, o Dio, la fede di chi spera in
te,
e concedi a noi tuoi fedeli,
che rechiamo questi rami
in onore di Cristo trionfante,
di rimanere uniti a lui,
per portare frutti di opere buone.
Per Cristo nostro Signore.
E senza nulla dire,
asperge i rami con l'acqua
benedetta.
Segue la
proclamazione del Vangelo dell'ingresso
del Signore.
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Vangelo
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Mc 11,1-10
Benedetto colui che viene nel nome del
Signore
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+ Dal Vangelo
secondo Marco
Quando si avvicinarono a Gerusalemme, verso Betfage
e Betania, presso il monte degli Ulivi, Gesù
mandò due dei suoi discepoli e disse loro:
"Andate nel villaggio che vi sta di fronte, e
subito entrando in esso troverete un asinello
legato, sul quale nessuno è mai salito.
Scioglietelo e conducetelo. E se qualcuno vi
dirà: Perché fate questo?,
rispondete: Il Signore ne ha bisogno, ma lo
rimanderà qui subito".
Andarono e trovarono un asinello legato vicino a
una porta, fuori sulla strada, e lo sciolsero. E
alcuni dei presenti però dissero loro: "Che
cosa fate, sciogliendo questo asinello?". Ed essi
risposero come aveva detto loro il Signore. E li
lasciarono fare.
Essi condussero l'asinello da Gesù, e vi
gettarono sopra i loro mantelli, ed egli vi
montò sopra. E molti stendevano i propri
mantelli sulla strada e altri delle fronde, che
avevano tagliate dai campi. Quelli poi che andavano
innanzi, e quelli che venivano dietro
gridavano:
Osanna!
Benedetto colui che viene nel nome del Signore!
Benedetto il regno che viene, del nostro padre
Davide!
Osanna nel più alto dei cieli!
Parola del Signore
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Dopo il Vangelo si
può fare, secondo le circostanze,
una breve omelia. Per dare l'avvio alla
processione, il celebrante, o un altro
ministro, può fare un'esortazione
con queste parole:
Imitiamo, fratelli carissimi, le folle
di Gerusalemme, che acclamavano
Gesù, Re e Signore, e avviamoci in
pace.
Ha quindi inizio la
processione verso la chiesa, nella quale
si celebra la Messa. Durante la
processione, il coro e il popolo eseguono
i canti adatti alla
celebrazione.
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Colletta
Dio onnipotente ed eterno,
che hai dato come modello agli uomini
il Cristo tuo Figlio, nostro
Salvatore,
fatto uomo e umiliato fino alla morte di
croce,
fa che abbiamo sempre presente
il grande insegnamento della sua
passione,
per partecipare alla gloria della
risurrezione.
Egli è Dio e vive e regna con te...
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Prima lettura
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Is 50,4-7
Non ho sottratto la faccia agli insulti e agli
sputi, sapendo di non restare deluso. (Terzo canto
del Servo del Signore)
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Dal libro del profeta Isaia
Il Signore Dio mi ha dato
una lingua da iniziati,
perché io sappia indirizzare allo
sfiduciato
una parola.
Ogni mattina fa attento il mio
orecchio
perché io ascolti come gli
iniziati.
Il Signore Dio mi ha aperto
lorecchio
e io non ho opposto resistenza,
non mi sono tirato indietro.
Ho presentato il dorso ai
flagellatori,
la guancia a coloro che mi strappavano la
barba;
non ho sottratto la faccia
agli insulti e agli sputi.
Il Signore Dio mi assiste,
per questo non resto confuso,
per questo rendo la mia faccia dura come
pietra,
sapendo di non restare deluso.
Parola di Dio
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Salmo responsoriale
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Sal 21
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Mio Dio, mio Dio, perché mi
hai abbandonato?
Mi scherniscono quelli che mi
vedono,
storcono le labbra, scuotono il capo:
Si è affidato al Signore, lui
lo scampi;
lo liberi, se è suo
amico.
Un branco di cani mi circonda,
mi assedia una banda di malvagi;
hanno forato le mie mani e i miei
piedi,
posso contare tutte le mie ossa.
Si dividono le mie vesti,
sul mio vestito gettano la sorte.
Ma tu, Signore, non stare lontano,
mia forza, accorri in mio aiuto.
Annunzierò il tuo nome ai miei
fratelli,
ti loderò in mezzo
allassemblea.
Lodate il Signore, voi che lo temete,
gli dia gloria la stirpe di Giacobbe,
lo tema tutta la stirpe di Israele.
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Seconda lettura
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Fil 2,6-11
Cristo umiliò se stesso, per questo Dio
lha esaltato.
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Dalla lettera di san Paolo apostolo ai
Filippesi
Cristo Gesù, pur essendo di natura
divina,
non considerò un tesoro geloso
la sua uguaglianza con Dio;
ma spogliò se stesso,
assumendo la condizione di servo
e divenendo simile agli uomini;
apparso in forma umana,
umiliò se stesso
facendosi obbediente fino alla morte
e alla morte di croce.
Per questo Dio lha esaltato
e gli ha dato il nome
che è al di sopra di ogni altro
nome;
perché nel nome di Gesù ogni
ginocchio si pieghi
nei cieli, sulla terra e sotto terra;
e ogni lingua proclami
che Gesù Cristo è il
Signore,
a gloria di Dio Padre.
Parola di Dio
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Acclamazione al
Vangelo (Fil 2,8-9)
Gloria e lode a te, o Cristo!
Per noi Cristo si è fatto
obbediente fino alla morte,
e alla morte di croce.
Per questo Dio lha esaltato
e gli ha dato il nome che è sopra
ogni altro nome.
Gloria e lode a te, o Cristo!
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Vangelo
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Mc 14,1 - 15,47 (forma breve: Mc
15,1-39)
La passione del Signore.
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+
Passione di
nostro Signore Gesù Cristo secondo Marco
C Mancavano due giorni alla Pasqua e agli
Azzimi e i sommi sacerdoti e gli scribi cercavano
il modo di impadronirsi di Gesù con inganno,
per ucciderlo. Dicevano infatti: P Non
durante la festa, perché non succeda un
tumulto di popolo.
Ha unto in anticipo il mio corpo
per la sepoltura
C Gesù si trovava a Betania nella
casa di Simone il lebbroso. Mentre stava a mensa,
giunse una donna con un vasetto di alabastro, pieno
di olio profumato di nardo genuino di gran valore;
ruppe il vasetto di alabastro e versò
lunguento sul suo capo. Ci furono alcuni che
si sdegnarono fra di loro: P
Perché tutto questo spreco di olio
profumato? Si poteva benissimo vendere
questolio a più di trecento denari e
darli ai poveri!. C Ed erano infuriati
contro di lei.
Allora Gesù disse: + Lasciatela
stare; perché le date fastidio? Ella ha
compiuto verso di me unopera buona; i poveri
infatti li avete sempre con voi e potete
beneficarli quando volete, me invece non mi avete
sempre. Essa ha fatto ciò chera in suo
potere, ungendo in anticipo il mio corpo per la
sepoltura. In verità vi dico che dovunque,
in tutto il mondo, sarà annunziato il
vangelo, si racconterà pure in suo ricordo
ciò che ella ha fatto.
Promisero a Giuda Iscariota di
dargli denaro
C Allora Giuda Iscariota, uno dei Dodici, si
recò dai sommi sacerdoti, per consegnare
loro Gesù. Quelli alludirlo si
rallegrarono e promisero di dargli denaro. Ed egli
cercava loccasione opportuna per
consegnarlo.
Dovè la mia stanza,
perché io vi possa mangiare la Pasqua con i
miei discepoli?
Il primo giorno degli Azzimi, quando si immolava la
Pasqua, i suoi discepoli gli dissero: P
Dove vuoi che andiamo a preparare
perché tu possa mangiare la Pasqua?.
C Allora mandò due dei suoi discepoli
dicendo loro: + Andate in città
e vi verrà incontro un uomo con una brocca
dacqua; seguitelo e là dove
entrerà dite al padrone di casa: Il Maestro
dice: Dovè la mia stanza,
perché io vi possa mangiare la Pasqua con i
miei discepoli? Egli vi mostrerà al piano
superiore una grande sala con i tappeti, già
pronta; là preparate per noi. C
I discepoli andarono e, entrati in città,
trovarono come aveva detto loro e prepararono per
la Pasqua.
Uno di voi, colui che mangia con
me, mi tradirà
Venuta la sera, egli giunse con i Dodici. Ora,
mentre erano a mensa e mangiavano, Gesù
disse: + In verità vi dico, uno
di voi, colui che mangia con me, mi
tradirà. C Allora cominciarono
a rattristarsi e a dirgli uno dopo laltro:
P Sono forse io?. C Ed
egli disse loro: + Uno dei Dodici,
colui che intinge con me nel piatto. Il Figlio
delluomo se ne va, come sta scritto di lui,
ma guai a quelluomo dal quale il Figlio
delluomo è tradito! Meglio per
quelluomo se non fosse mai nato!.
Questo è il mio corpo.
Questo è il mio sangue, il sangue
dellalleanza.
C Mentre mangiavano prese il pane e,
pronunziata la benedizione, lo spezzò e lo
diede loro dicendo: + Prendete questo
è il mio corpo. C Poi prese il
calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero
tutti. E disse: + Questo è il
mio sangue, il sangue dellalleanza, versato
per molti. In verità vi dico che io non
berrò più del frutto della vite fino
al giorno in cui lo berrò nuovo nel regno di
Dio.
Prima che il gallo canti due
volte, mi rinnegherai tre volte
C E dopo aver cantato linno, uscirono
verso il monte degli Ulivi. Gesù disse loro:
+ Tutti rimarrete scandalizzati,
poiché sta scritto:
Percuoterò il pastore
e le pecore saranno disperse.
Ma, dopo la mia risurrezione, vi precederò
in Galilea. C Allora Pietro gli
disse: P Anche se tutti saranno
scandalizzati, io non lo sarò. C
Gesù gli disse: + In
verità ti dico: proprio tu oggi, in questa
stessa notte, prima che il gallo canti due volte,
mi rinnegherai tre volte. C Ma egli
con grande insistenza, diceva: P Se
anche dovessi morire con te, non ti
rinnegherò. C Lo stesso
dicevano anche tutti gli altri.
Cominciò a sentire paura
e angoscia
Giunsero intanto a un podere chiamato Getsemani, ed
egli disse ai suoi discepoli: +
Sedetevi qui, mentre io prego. C
Prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni
e cominciò a sentire paura e angoscia.
Gesù disse loro: + La mia anima
è triste fino alla morte. Restate qui e
vegliate. C Poi, andato un po
innanzi, si gettò a terra e pregava che, se
fosse possibile, passasse da lui quellora. E
diceva: + Abbà, Padre! Tutto
è possibile a te, allontana da me questo
calice! Però non ciò che io voglio,
ma ciò che vuoi tu. C Tornato
indietro, li trovò addormentati e disse a
Pietro: + Simone, dormi? Non sei
riuscito a vegliare unora sola? Vegliate e
pregate per non entrare in tentazione; lo spirito
è pronto, ma la carne è debole.
C Allontanatosi di nuovo, pregava dicendo le
medesime parole. Ritornato li trovò
addormentati, perché i loro occhi si erano
appesantiti, e non sapevano che cosa rispondergli.
Venne la terza volta e disse loro: +
Dormite ormai e riposatevi! Basta, è
venuta lora: ecco, il Figlio delluomo
viene consegnato nelle mani dei peccatori.
Alzatevi, andiamo! Ecco, colui che mi tradisce
è vicino.
Arrestatelo e conducetelo via
sotto buona scorta
C E subito, mentre ancora parlava,
arrivò Giuda, uno dei Dodici, e con lui una
folla con spade e bastoni mandata dai sommi
sacerdoti, dagli scribi e dagli anziani. Chi lo
tradiva aveva dato loro questo segno: P
Quello che bacerò, è lui;
arrestatelo e conducetelo via sotto buona
scorta. C Allora gli si accostò
dicendo: P Rabbi C e lo
baciò. Essi gli misero addosso le mani e lo
arrestarono. Uno dei presenti, estratta la spada,
colpì il servo del sommo sacerdote e gli
recise lorecchio. Allora Gesù disse
loro: + Come contro un brigante, con
spade e bastoni siete venuti a prendermi. Ogni
giorno ero in mezzo a voi a insegnare nel tempio, e
non mi avete arrestato. Si adempiano dunque le
Scritture!. C Tutti allora,
abbandonandolo, fuggirono. Un giovanetto
però lo seguiva, rivestito soltanto di un
lenzuolo, e lo fermarono. Ma egli, lasciato il
lenzuolo, fuggì via nudo.
Sei tu il Cristo, il Figlio di
Dio benedetto?
Allora condussero Gesù dal sommo sacerdote,
e là si riunirono tutti i capi dei
sacerdoti, gli anziani e gli scribi. Pietro lo
aveva seguito da lontano, fin dentro il cortile del
sommo sacerdote; e se ne stava seduto tra i servi,
scaldandosi al fuoco. Intanto i capi dei sacerdoti
e tutto il sinedrio cercavano una testimonianza
contro Gesù per metterlo a morte, ma non la
trovavano. Molti infatti attestavano il falso
contro di lui e così le loro testimonianze
non erano concordi. Ma alcuni si alzarono per
testimoniare il falso contro di lui, dicendo: P
Noi lo abbiamo udito mentre diceva: Io
distruggerò questo tempio fatto da mani
duomo e in tre giorni ne edificherò un
altro non fatto da mani duomo. C
Ma nemmeno su questo punto la loro
testimonianza era concorde. Allora il sommo
sacerdote, levatosi in mezzo allassemblea,
interrogò Gesù dicendo: P
Non rispondi nulla? Che cosa testimoniano
costoro contro di te?. C Ma egli
taceva e non rispondeva nulla. Di nuovo il sommo
sacerdote lo interrogò dicendogli: P
Sei tu il Cristo, il Figlio di Dio
benedetto?. C Gesù rispose:
+ Io lo sono! E vedrete il Figlio
delluomo seduto alla destra della Potenza e
venire con le nubi del cielo. C Allora
il sommo sacerdote, stracciandosi le vesti, disse:
P Che bisogno abbiamo ancora di
testimoni? Avete udito la bestemmia; che ve ne
pare?. C Tutti sentenziarono che era
reo di morte. Allora alcuni cominciarono a
sputargli addosso, a coprirgli il volto, a
schiaffeggiarlo e a dirgli: P
Indovina. C I servi intanto lo
percuotevano.
Non conosco quelluomo che
voi dite
Mentre Pietro era giù nel cortile, venne una
serva del sommo sacerdote e, vedendo Pietro che
stava a scaldarsi, lo fissò e gli disse:
P Anche tu eri con il Nazareno, con
Gesù. C Ma egli negò:
P Non so e non capisco quello che vuoi
dire. C Uscì quindi fuori del
cortile e il gallo cantò. E la serva,
vedendolo, ricominciò a dire ai presenti:
C Costui è di quelli.
C Ma egli negò di nuovo. Dopo un poco
i presenti dissero di nuovo a Pietro: P
Tui sei certo di quelli, perché sei
Galileo. C Ma egli cominciò a
imprecare e a giurare: P Non conosco
quelluomo che voi dite. C Per la
seconda volta un gallò cantò. Allora
Pietro si ricordò di quella parola che
Gesù gli aveva detto: Prima che il
gallo canti due volte, mi rinnegherai per tre
volte. E scoppiò in pianto.
Volete che vi rilasci il re dei
Giudei?
[Al mattino i sommi sacerdoti, con gli anziani,
gli scribi e tutto il sinedrio, dopo aver tenuto
consiglio, misero in catene Gesù, lo
condussero e lo consegnarono a Pilato. Allora
Pilato prese a interrogarlo: P Sei tu
il re dei Giudei?. C Ed egli rispose:
+ Tu lo dici. C I sommi
sacerdoti frattanto gli muovevano molte accuse.
Pilato lo interrogò di nuovo: P
Non rispondi nulla? Vedi di quante cose ti
accusano!. C Ma Gesù non
rispose più nulla, sicché Pilato ne
restò meravigliato.
Per la festa egli era solito rilasciare un
carcerato a loro richiesta. Un tale chiamato
Barabba si trovava in carcere insieme ai ribelli
che nel tumulto avevano commesso un omicidio. La
folla, accorsa, cominciò a chiedere
ciò che sempre egli le concedeva. Allora
Pilato rispose loro: P Volete che vi
rilasci il re dei Giudei?. C Sapeva
infatti che i sommi sacerdoti glielo avevano
consegnato per invidia. Ma i sommi sacerdoti
sobillarono la folla perché egli rilasciasse
loro piuttosto Barabba. Pilato replicò:
P Che farò dunque di quello che
voi chiamate il re dei Giudei?. C Ed
essi di nuovo gridarono: P
Crocifiggilo!. C Ma Pilato
diceva loro: P Che male ha
fatto?. C Allora essi gridarono
più forte: P
Crocifiggilo!. C E Pilato,
volendo dar soddisfazione alla moltitudine,
rilasciò loro Barabba e, dopo aver fatto
flagellare Gesù, lo consegnò
perché fosse crocifisso.
Intrecciata una corona di spine,
gliela misero sul capo
Allora i soldati lo condussero dentro il cortile,
cioè nel pretorio, e convocarono tutta la
coorte. Lo rivestirono di porpora, e dopo aver
intrecciato una corona di spine, gliela misero sul
capo. Cominciarono poi a salutarlo: P
Salve, re dei Giudei!. C E gli
percuotevano il capo con una canna, gli sputavano
addosso e, piegando le ginocchia, si prostravano a
lui. Dopo averlo schernito, lo spogliarono della
porpora e gli rimisero le sue vesti, poi lo
condussero fuori per crocifiggerlo.
Condussero Gesù al luogo
del Golgota
Allora costrinsero un tale che passava, un certo
Simone di Cirene che veniva dalla campagna, padre
di Alessandro e Rufo, a portare la croce.
Condussero dunque Gesù al luogo del Golgota,
che significa luogo del cranio, e gli offrirono
vino mescolato con mirra, ma egli non ne prese.
Con lui crocifissero anche due
ladroni
Poi lo crocifissero e si divisero le sue vesti,
tirando a sorte su di esse quello che ciascuno
dovesse prendere. Erano le nove del mattino quando
lo crocifissero. E liscrizione con il motivo
della condanna diceva: Il re dei Giudei. Con lui
crocifissero anche due ladroni, uno alla sua destra
e uno alla sinistra.
Ha salvato altri, non può salvare se
stesso!
I passanti lo insultavano e, scuotendo il capo,
esclamavano: P Ehi, tu che distruggi
il tempio e lo riedifichi in tre giorni, salva te
stesso scendendo dalla croce!. C
Ugualmente anche i sommi sacerdoti con gli scribi,
facendosi beffe di lui, dicevano: P Ha
salvato altri, non può salvare se stesso! Il
Cristo, il re dIsraele, scenda ora dalla
croce, perché vediamo e crediamo.
C E anche quelli che erano stati crocifissi
con lui lo insultavano.
Gesù dando un forte grido, spirò
Venuto mezzogiorno, si fece buio su tutta la terra,
fino alle tre del pomeriggio. Alle tre Gesù
gridò con voce forte: +
Eloì, Eloì, lamà
sabactani?, C che significa: +
Dio mio, Dio mio, perché mi hai
abbandonato?. C Alcuni dei presenti,
udito ciò, dicevano: P Ecco,
chiama Elia!. C Uno corse a inzuppare
di aceto una spugna e, postala su una canna, gli
dava da bere, dicendo: P Aspettate,
vediamo se viene Elia a toglierlo dalla
croce. C Ma Gesù, dando un
forte grido, spirò.
Qui si genuflette e si fa una breve
pausa.
Il velo del tempio si squarciò in due,
dallalto in basso. Allora il centurione che
gli stava di fronte, vistolo spirare in quel modo,
disse: P Veramente questo uomo era
Figlio di Dio!.]
C Cerano anche alcune donne, che
stavano ad osservare da lontano, tra le quali Maria
di Magdala, Maria madre di Giacomo il minore e di
Joses, e Salome, che lo seguivano e servivano
quando era ancora in Galilea, e molte altre che
erano salite con lui a Gerusalemme.
Giuseppe fece rotolare un masso contro
lentrata del sepolcro
Sopraggiunta ormai la sera, poiché era la
Parasceve, cioè la vigilia del sabato,
Giuseppe Arimatea, membro autorevole del sinedrio,
che aspettava anche lui il regno di Dio,
andò coraggiosamente da Pilato, per chiedere
il corpo di Gesù. Pilato si
meravigliò che fosse già morto, e
chiamato il centurione, lo interrogò se
fosse morto da tempo. Informato dal centurione,
concesse la salma a Giuseppe. Egli allora, comprato
un lenzuolo, lo calò giù dalla croce
e, avvoltolo nel lenzuolo, lo depose in un sepolcro
scavato nella roccia. Poi fece rotolare un masso
contro lentrata del sepolcro. Intanto Maria
di Magdala e Maria madre di Joses stavano ad
osservare dove veniva deposto.
Parola del Signore
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Preghiera sulle offerte
Dio onnipotente, la passione del tuo unico
Figlio
affretti il giorno del tuo perdono;
non lo meritiamo per le nostre opere,
ma lottenga dalla tua
misericordia
questo unico mirabile sacrificio.
Per Cristo nostro Signore.
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Prefazio
La passione redentrice del
Signore.
È veramente cosa buona e
giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre e in ogni luogo
a te, Signore, Padre santo,
Dio onnipotente ed eterno,
per Cristo nostro Signore.
Egli, che era senza peccato,
accettò la passione per noi
peccatori
e, consegnandosi a uningiusta
condanna,
portò il peso dei nostri
peccati.
Con la sua morte lavò le nostre
colpe
e con la sua risurrezione
ci acquistò la salvezza.
E noi, con tutti gli angeli del cielo,
innalziamo a te il nostro canto,
e proclamiamo insieme la tua lode:
Santo...
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Antifona di comunione
Padre, se questo calice non
può passare
senza che io lo beva,
sia fatta la tua volontà (Mt
26,42; cf. Mc 14,36; cf. Lc 22,42)
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Preghiera dopo la comunione
O Padre, che ci hai nutriti con i tuoi
santi doni,
e con la morte del tuo Figlio
ci fai sperare nei beni in cui
crediamo,
fa che per la sua risurrezione
possiamo giungere alla meta della nostra
speranza.
Per Cristo nostro Signore.
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(in collaborazione con Qumran2)
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