Omelie riferite al libro: Vangelo secondo Matteo, capitolo 9

Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 21 Settembre 2012)
Commento su Matteo 9, 11
I farisei dicevano ai suoi discepoli: come mai il vostro Maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori. Udito questo Gesù disse: non sono i sani che hanno bisogno del medico ma i malati. Andate a imparare che cosa vuol dire: Misericordia io voglio e non sacrifici. Mt 9, 11
...

(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 05 Luglio 2012)
Commento su Matteo 9,1-8
Anche noi siamo stupiti e spaventati: Dio dona agli uomini il potere di perdonare i peccati. Ci spaventa questa idea: forse è più rassicurante farci perdonare da Dio che non vediamo e di cui non sentiamo la voce, piuttosto che da un prete peccatore come noi che, se illuminato dallo Spirito, magari q ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 04 Luglio 2013)
Commento su Mt 9,1-8
Il peccato esiste nonostante quello che si dice in giro. Non è un'invenzione dei preti ma la consapevolezza che l'uomo, creato per essere un capolavoro, spesso gioca male la sua libertà e si allontana dal suo progetto, accontentandosi. Il peccato non è la trasgressione di una legge ma il fall ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 02 Luglio 2015)

Il peccato ci porta alla paralisi totale. Ci impedisce di amare, innalza attorno a noi un muro fatto di nebbia che confonde la luce con le tenebre. Oggi si parla poco e male del peccato, come se fosse una innocente fragilità senza conseguenze. Non è così: in noi coesistono luce e tenebra in proporzi ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 30 Giugno 2016)
Commento su Mt 9, 5
Perché pensate cose malvagie nel vostro cuore? Che cosa infatti è più facile: dire "Ti sono perdonati i peccati", oppure dire "Àlzati e cammina"?
Mt 9, 5

Come vivere questa Parola?
I segni apparenti del benessere (salute, soldi, considerazione sociale) potrebbero essere ...

(continua)

Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 05 Luglio 2012)
Perché pensate cose malvagie nel vostro cuore?

Nel Libro del Levito il perdono dei peccati era opera faticosa, quasi difficile. Per ogni peccato vi era un particolare sacrificio da offrire al Signore. Con i profeti a poco a poco si iniziò a cambiare forme e modalità. La preghiera divenne forma ed essenza per la cancellazione d ...
(continua)

Riccardo Ripoli     (Omelia del 04 Luglio 2013)
Coraggio, figliolo, ti sono rimessi i tuoi peccati
In molte occasioni i miei bimbi mi fanno delle richieste, ma spesso rispondo loro dando cose diverse da quelle che mi hanno domandato, e credo che sia l'atteggiamento di molti genitori che sanno quale sia il bene del figlio. Quale genitore darebbe la cioccolata al proprio bambino solo perché golosam ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 04 Luglio 2013)
Coraggio, figlio, ti sono perdonati i peccati

Gesù sa che è un osservato speciale. Si spiano tutte le sue azioni. Si esaminano tutte le sue parole. Si vuole trovare in esse sempre un appiglio per poterlo accusare, condannare, toglierlo di mezzo. La sua religione è scomoda per tutti. Lui però non cade nelle loro trappole. È ...
(continua)

Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 02 Luglio 2015)
Perché pensate cose malvagie nel vostro cuore?
Ogni azione di Gesù è vissuta nell'altissima saggezza, prudenza, accortezza, verità dello Spirito Santo. Di Lui si può cantare quanto si canta della stessa sapienza. In lei c'è uno spirito intelligente, santo, unico, molteplice, sottile, agile, penetrante, senza macchia, schietto, inoffensivo, a ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 06 Luglio 2017)
Coraggio, figlio, ti sono perdonati i peccati
I veri profeti del Dio vivente, non solo pregano il Signore perché perdoni il peccato del suo popolo, sovente annunziano all'uomo che il suo peccato è perdonato. Mosè prega e ottiene il perdono. Natan annunzia a Davide che il Signore ha cancellato la sua colpa. Con Mosè inizia la mediazione profetic ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 05 Luglio 2018)
Perché pensate cose malvagie?
A volte, leggendo il Vangelo, si ha l'impressione che gli scribi non abbiano mai letto le Scritture Antiche. Ma anche ai nostri giorni, sentendo parlare molti ministri della Parola, molti professori e maestri di essa, sembra che mai abbiano letto il Vangelo. Se un non cristiano, un pagano, prende in ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 04 Luglio 2019)
Perché pensate cose malvagie nel vostro cuore?
Gesù, dicendo al paralitico: ?Coraggio, figlio, ti sono perdonati i peccati?, non fa nulla di nuovo o di particolare. Compie un'azione altamente profetica. Infatti tutti i profeti sono grandi annunziatori del perdono del Signore o dell'invito al pentimento e alla conversione per avere il perdono dei ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 24 Febbraio 2012)
Commento su Matteo 9,14-15
Il digiuno cristiano ha una prospettiva romantica: segnala la nostalgia per lo sposo, dice il Vangelo. La pratica del digiuno, molto seria nei secoli scorsi, di fatto è quasi del tutto trascurata dai paesi cristiani, ed è un vero peccato. I nostri amici musulmani, con l'impegnativo e severo rispetto ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 15 Febbraio 2013)
Commento su Mt 9,14-15
Da sempre la Chiesa propone, durante i venerdì di quaresima, di praticare l'astinenza dalle carni. È un gesto semplice, alla portata di tutti, che serve da una parte a ricordare la morte cruenta di Gesù in croce e, dall'altra, a porre un freno ai nostri appetiti, a ristabilire una gerarchia nella no ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 07 Marzo 2014)

Quaresima è tempo di autenticità, di verità interiore, di conversione autentica. In questo percorso ci aiutano la preghiera e la condivisione ma, anche il digiuno. Digiuno declinato per questo nostri tempi sazi e disperati... Digiuno dal cibo, se possibile, con una vita più sana e la rinuncia a quei ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 20 Febbraio 2015)

Durante i venerdì dell'anno e in quaresima, in particolare, ci è chiesto un piccolo segno: astenerci dal consumo delle carni. Possiamo discutere sulla validità di tale prescrizione nata in un contesto in cui la carne era un lusso. Oggi la carne costa meno di molta frutta e molto meno del pesce... Ch ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 20 Febbraio 2015)
Commento su Mt 9, 15
"Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno"
Mt 9, 15

Come vivere questa Parola?
Interessante la domanda che i discepoli di Giovanni Battista pongono a Gesù preoc ...

(continua)

Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 03 Marzo 2017)
Commento su Mt 9, 14-15
"Allora gli si avvicinarono i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?». E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà lo ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 16 Febbraio 2018)
Commento su Mt 9,15
«Quando lo sposo sarà loro tolto, allora digiuneranno»
Mt 9,15

Come vivere questa Parola?
La presenza di Gesù ci dona gioia e felicità, per cui - in quel momento - non è necessaria la pratica penitenziale del digiuno: il suo amore deve pervadere la nostra vita e darci ent ...

(continua)

Riccardo Ripoli     (Omelia del 15 Febbraio 2013)
Gli si accostarono i discepoli di Giovanni
Spesso capita che le critiche al nostro operato provengano dalla nostra stessa famiglia, non tanto da chi vive con noi nel quotidiano, ma da chi è vicino a nostro "cugino", ovvero da coloro che si prodigano con amore al prossimo, ma con metodologie diverse dalle nostre, ma non per questo meno effica ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 15 Febbraio 2013)
Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro?

Il convito, specie quello nuziale, presso gli Ebrei era segno di grande comunione, fraternità, vera vita. La vera relazione con Dio e con gli uomini è pensata partendo dall'immagine del banchetto. Davide si immagina così sazio di Dio, così come si pensa sazio di cibo. La sazietà d ...
(continua)

Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 07 Marzo 2014)
Allora digiuneranno

Il digiuno anticamente era segno di vera conversione, di ritorno al Signore. Poi divenne opera fine a se stessa e fu dichiarato cosa inutile. Al suo posto Dio chiede opere di vera conversione, vera solidarietà, vera carità dell'uomo verso l'uomo, rigorosa osservanza della sua legg ...
(continua)

Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 20 Febbraio 2015)
Verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto
Gesù è sommamente sapiente. Gli viene fatta una domanda alla quale Lui non può rispondere secondo pienezza di verità. D'altronde non può neanche tacere. Risponde servendosi dello sposalizio, che presso gli Ebrei era un evento di altissimo spessore familiare e tribale. Era una grandissima festa, dura ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 03 Marzo 2017)
Verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto
Nell'Antico Israele il digiuno non era un fatto individuale, ma comunitario. Quando ci si presentava al Signore, si ci accostava a Lui digiunando alla sua presenza in attesa della sua Parola, della sua decisione, del suo comando o disposizione. Allora i figli di Beniamino uscirono da Gàbaa e in ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 07 Luglio 2012)
Commento su Matteo 9,14-17
Gesù è accusato di essere poco devoto. Fa sorridere, ma è proprio così. Gesù non si presenta affatto come un mistico infervorato, non pratica lunghi digiuni e non ostenta le sue preghiere, non si mostra nelle piazze vestito in lunghe vesti, come solevano fare i rabbini del tempo. Il confronto con Gi ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 06 Luglio 2013)
Commento su Mt 9,14-17
Il vino nuovo del vangelo rompe tutto, dilaga, allaga. È talmente innovativo che nessuna riforma religiosa è in grado di contemerlo. Così inatteso e sconcertante che tutti restano scossi dalla qualità della sua forza, dalla virulenza del suo incedere. Inutile tacconare, arrampicarsi sugli specchi, a ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 05 Luglio 2014)

Esiste un modo di conservare le intuizioni del passato che è fecondo ed essenziale, il modo che consegna da una generazione all'altra le grandi scoperte che gli uomini hanno fatto a proprie spese e che ritengono essenziali per il futuro. Anche nella fede, succede così: la scoperta del rapporto con D ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 04 Luglio 2015)

L'incontro con il Dio di Gesù ci cambia la vita. È come quando ci si innamora, e come quando ci si sposa con la persona di cui si è perdutamente innamorati. Molte volte la Bibbia parla in questi termini del rapporto con Dio, come di uno sposo che prende con sé la sua amata sposa. Perciò certi modi d ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 07 Luglio 2012)
Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro?

Il Cantore di Dio come sposo di Israele è il profeta Osea. Le sue parole rivelano tutta la profondità dell'amore di Dio verso il suo popolo. È un amore altamente sponsale. Ti farò mia sposa per sempre, ti farò mia sposa nella giustizia e nel diritto, nell'amore e nella benev ...
(continua)

Riccardo Ripoli     (Omelia del 06 Luglio 2013)
Nessuno mette un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio
Come è difficile vivere. In molti escono dalla vita, vuoi con il suicidio, andando a vivere per la strada, trovando soluzioni illegali ai problemi, chiudendosi in casa o in sé stessi. Ma la vita, per quanto difficile possa essere deve essere vissuta? Perché? Già, perché? Quante volte me lo sono doma ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 06 Luglio 2013)
Si versa vino nuovo in otri nuovi

Dio aveva messo la sua verità nell'otre vecchio del cuore dell'uomo. Con il profeta Ezechiele promette di creare l'otre nuovo, cioè il cuore nuovo. Con il profeta Geremia decide di scrivere nel cuore nuovo la sua Legge. L'una e l'altra sono opera dello Spirito Santo. È Lui che cre ...
(continua)

Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 05 Luglio 2014)
Allora gli si avvicinarono i discepoli di Giovanni
Fortissima perenne tentazione dell'uomo è quella di voler ridurre la novità del Vangelo in delle pratiche religiose attinte dalla tradizione, che neanche il Signore ha mai approvato. Se leggiamo per un attimo il profeta Isaia, noteremo che il Signore chiede all'uomo ben altro digiuno. Gli chiede il ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 04 Luglio 2015)
Né si versa vino nuovo in otri vecchi
La religione è vera se è incarnazione nella vita di colui che crede in tutta la Parola del suo Dio e Signore. Essendo la fede una realtà dinamica, anche la verità è dinamica e di conseguenza anche la sua incarnazione nella vita di ogni singolo credente. Un'opera che non è incarnazione della Parola d ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 02 Luglio 2016)
Nessuno mette un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio
Il vestito è vecchio, perché l'uomo è vecchio. Su quest'uomo vecchio il Signore Dio ha sempre messo stoffa grezza. I comandamenti sono la prima stoffa messa da Dio sull'uomo vecchio, con quali risultati? L'idolatria e l'immoralità mai hanno smesso di regnare nel suo popolo. Dio vede questo vestito v ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 08 Luglio 2017)
Ma si versa vino nuovo in otri nuovi
Gesù si annunzia come il vero sposo dell'umanità. Il fidanzamento è avvenuto il giorno dell'Incarnazione, la frequentazione nel tempo della sua vita pubblica, la celebrazione delle nozze sulla croce. La sua sposa è la Chiesa, alla quale è stata data la missione di portare nel suo corpo, che è vero c ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 06 Luglio 2019)
E così l'uno e gli altri si conservano
Dio ha fondato la relazione dei figli d'Israele con Lui sul fondamento della sua Legge, dei suoi Comandamenti. Il suo popolo invece vuole stabilire una relazione fatta di opere umane senza alcun riferimento ai Comandamenti. Dio non ama questa religione e lo rivela attraverso i profeti. Lui vuole la ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 09 Luglio 2012)
Commento su Matteo 9,18-26
Due dolori si incrociano, due storie, due pene che il Signore fa sue. Una ragazza morta, la figlia di Giairo, e una donna che ha perdite di sangue da dodici anni. Quest'ultima è considerata impura secondo le rigide prescrizioni rituali. Impura: non può toccare nessuno senza contaminarlo. Impura: non ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 08 Luglio 2013)
Commento su Mt 9,18-26
Vuole solo toccare il lembo del mantello, l'emorroissa. Una vita di malattia e di isolamento: se già il flusso mestruale rendeva impura una donna, figuriamoci un problema come quello descritto! Impura e condannata a non avere relazioni: il solo contatto fisico poteva trasmettere l'impurità rituale. ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 07 Luglio 2014)

Nuovamente Matteo sintetizza due miracoli di Marco, tralasciando molti particolari, ad essere sinceri, come se gli premesse solamente riportare la cronaca smarrendo, così, tutte le sfumature del racconto marciano. Ma l'essenziale resta: Gesù è Signore della vita. Così restituisce la vita ad una raga ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 06 Luglio 2015)

Matteo riprende uno dei racconti dell'evangelista Marco e lo semplifica. I protagonisti sono sempre due donne: la ragazzina ammalata e l'emorroissa. Copiando Marco, Matteo aggiunge un dettaglio simpatico: rende pubblico il pensiero segreto della donna che da tempo soffre di perdite di sangue. Una ma ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 09 Luglio 2012)
Se riuscirò anche solo a toccare il suo mantello, sarò salvata

Con Gesù la fede entra in una dimensione altissima. Mai finora il corpo di una persona era stato considerato come fonte di miracolo. Tutto si fondava sulla parola onnipotente del Signore. O era Dio che diceva e le cose avvenivano, o era l'uomo di Dio che diceva in nome di Dio e le ...
(continua)

Riccardo Ripoli     (Omelia del 08 Luglio 2013)
Se riuscirò anche solo a toccare il suo mantello, sarò guarita
La disperazione è una brutta malattia, porta a vedere tutto nero, a non trovare gioia in niente di ciò che si fa', a non vedere l'amore degli altri, a prendere con pessimismo ogni parola che ci viene detto, ogni fatto che ci accade. Sul giornale leggo "Non trova lavoro, ventiseienne si uccide". Com ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 08 Luglio 2013)
Coraggio, figlia, la tua fede ti ha salvata

Come lo Spirito Santo governa la fede nel cuore degli uomini è un vero mistero. Una cosa però è certa, sicura: ogni uomo possiede un modo personalissimo, unico, singolare di vivere la sua fede, sia essa perfetta, imperfetta, appena abbozzata. La vita secondo la fede non è pertanto ...
(continua)

Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 07 Luglio 2014)
Imponi la tua mano su di lei ed ella vivrà
Ogni rigo del Vangelo è per noi insegnamento sempre nuovo. La verità in esso contenuta va attinta ogni giorno come se fosse la prima volta che ci accostiamo ad essa. Al Vangelo bisogna avvicinarsi con stupore sempre fresco, rinnovato. Quando un solo rigo di Vangelo non ci stupisce più, non ci incant ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 06 Luglio 2015)
Imponi la tua mano su di lei ed ella vivrà
Giàiro va da Gesù per chiedergli un grande prodigio: recarsi a casa per risuscitare la figlia appena morta. Lui crede che per Gesù nulla è impossibile e secondo questa fede gli fa la sua richiesta. Nel Vangelo secondo Matteo nessun altro miracolo di risurrezione viene narrato né prima e né dopo. Que ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 04 Luglio 2016)
E lo deridevano
Gesù è deriso dalla folla. È ritenuto un ignorante, un incompetente, uno che non sa distinguere un corpo che dorme da uno che è privo di vita. Lui però è irremovibile. Vuole che la folla esca dalla stanza dove giaceva la ragazza morta. Da Lui dobbiamo noi apprendere come agire, rispondere, reagire. ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 10 Luglio 2017)
Gesù si alzò e lo seguì con i suoi discepoli
Il Vangelo, pagina dopo pagina, ci rivela la verità di Cristo Gesù e come ogni persona si relaziona con essa. Uno dei capi chiede a Gesù: "Mia figlia è morta proprio ora; ma vieni, imponi la tua mano su di lei ed ella vivrà". Quest'uomo crede, nonostante Gesù non abbia compiuto alcuna risurre ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 09 Luglio 2018)
La fanciulla infatti non è morta
Ogni profezia proferita da Dio nell'Antico Testamento trova in Cristo perfetto, pieno compimento. Gesù è colui che apre i nostri sepolcri. Apre il sepolcro del peccato nel quale è tenuto prigioniero il cuore per dare ad esso piena libertà. Apre anche il sepolcro della morte per ridare vita al nostro ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 08 Luglio 2019)
Gesù si alzò e lo seguì con i suoi discepoli
L'uomo che va da Gesù crede che Lui può risuscitargli la figlia e per questo gli fa una richiesta molto chiara ed esplicita: ?Mia figlia è morta proprio ora, ma vieni, imponi la tua mano su di lei ed ella vivrà?. Quest'uomo trasforma la fede in preghiera. Lui è certo che Gesù può e per questo chiede ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 07 Dicembre 2012)
Commento su Matteo 9,27-31
Possiamo vedere in proporzione alla nostra fede. Possiamo aprire gli occhi e uscire dalla cecità solo se sappiamo investire in questa guarigione. Dio rispetta il nostro percorso, ci lascia liberi di camminare e di crescere. Noi crediamo che egli possa guarirci dalla cecità dell'egoismo, del narcisis ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 06 Dicembre 2013)
Commento su Mt 9,27-31
Siamo ciechi, Signore. Non vediamo al di là del nostro naso, non sappiamo riconoscere la tua presenza e la tua azione nel nostro mondo incancrenito. Siamo ciechi, Signore, non vediamo la luce ma sempre e solo il negativo e il buio in noi e attorno a noi. Siamo ciechi e incapaci di leggere alla luce ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 05 Dicembre 2014)

Apri i nostri occhi, Signore, guarisci la nostra cecità, facci uscire dalle tenebre in cui siamo sprofondati! Ma questa guarigione, lo sappiamo bene, non è un gesto magico, un atto inatteso, un evento che ci giunge da fuori. La guarigione, il miracolo interiore, avviene in proporzione alla nostra fe ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 04 Dicembre 2015)

Ritroviamo la vista in proporzione alla nostra fede. I nostri occhi interiori tornano a vedere solo se abbiamo il coraggio, noi per primi, sul serio, di metterci in gioco. E questo mi inquieta, sinceramente. Vorrei, invece, che Gesù mi guarisse senza disturbare troppo. Un miracolo pulito, un cambiam ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 05 Dicembre 2014)
Commento su Mt 9, 29-30a
«Allora [Gesù] toccò loro gli occhi e disse: "Avvenga per voi secondo la vostra fede". E si aprirono loro gli occhi»
Mt 9, 29-30a

Come vivere questa Parola?
Due ciechi chiedono insistentemente a Gesù di aver pietà di loro, di poter essere guariti (cf Mt 9, 27-31). E Gesù, ...

(continua)

Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 04 Dicembre 2015)
Commento su Mt 9, 27-30
«Mentre Gesù si allontanava, due ciechi lo seguirono gridando: "Figlio di Davide, abbi pietà di noi!". Entrato in casa, i ciechi si avvicinarono e Gesù disse loro: "Credete che io possa fare questo?". Gli risposero: "Sì, o Signore!". Allora toccò loro gli occhi e disse: "Avvenga per voi secondo l ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 02 Dicembre 2016)
Commento su Mt 9,27
Due ciechi lo (= Gesù) seguivano urlando: «Figlio di Davide, abbi pietà di noi».
Mt 9,27

Come vivere questa Parola?
Due poveri ciechi chiedono a Gesù con tutto il loro cuore - e la loro voce! - di aver pietà di loro e quindi, concretamente, di guarirli. Essere ciechi in s ...

(continua)

Riccardo Ripoli     (Omelia del 07 Dicembre 2012)
Credete voi che io possa fare questo?
Un giorno uno si alza e grida "fra un mese ci sarà la fine del mondo" e trova un po' di gente che gli crede. Un'attrice famosa reclamizza un prodotto dicendo che è il migliore e ci sono tante persone che corrono a comprare quell'oggetto. Un calciatore dice "aiutiamo questa associazione" ed i suoi se ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 07 Dicembre 2012)
Avvenga per voi secondo la vostra fede
Nell'Antico Testamento non si narrano guarigioni di ciechi. Vi è però la guarigione spirituale del servo di Eliseo. Vi è anche la cecità provocata dal profeta. Ascoltiamo il racconto e poi comprenderemo ogni cosa. Sono questi eventi vero segno di quanto sarebbe avvenuto un giorno con il Messia del S ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 06 Dicembre 2013)
E si aprirono loro gli occhi

Nell'Antico Testamento mai nessun profeta ha aperto gli occhi ad un cieco. Solo per il Messia del Signore è profetizzato un tale potere. Chi lo preannunzia è Isaia. Certo, ancora un po' e il Libano si cambierà in un frutteto e il frutteto sarà considerato una selva. Udranno ...
(continua)

Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 05 Dicembre 2014)
Credete che io possa fare questo?
La Lettera agli Ebre dedica tutto un capitolo alla fede. Non tratta però questa virtù in modo scientifico. Ci parla di essa attraverso persone che hanno creduto, facendo nascere per il mondo intero una speranza nuova. La fede di uno è salvezza per molti. La fede è fondamento di ciò che si spera ...
(continua)
Riccardo Ripoli     (Omelia del 06 Dicembre 2013)
Credete voi che io possa fare questo?
Credete nei vostri sogni La vita ci insegna che idealizzare non è una buona cosa, costruire castelli in aria porta spesso a delusioni, a scontri forzati con la realtà che diventano docce fredde. Ma se guardo un bambino che sogna ad occhi aperti sul suo futuro volendo diventare un pilota, una bal ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 10 Luglio 2012)
Commento su Matteo 9,32-38
Il Signore ci libera da ogni timidezza, scioglie le nostre lingue, ci restituisce la voce per proclamare le sue meraviglie. Quant'è triste vedere come nelle nostre città stracolme di parole nessuno sappia più proclamare una Parola di vita! Quanto manca sulle nostre labbra una Parola che possa restit ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 09 Luglio 2013)
Commento su Mt 9,32-38
Non abbiamo mai visto nulla di simile: non abbiamo mai visto persone ammutolite dalla vita imparare a confidarsi a raccontare le proprie emozioni, a parlare di sé, a trovare le parole, illuminati dalla Parola. Non abbiamo mai visto nulla di simile: persone guarite nel profondo, rese libere dal vange ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 08 Luglio 2014)

Gesù guarisce, restituisce salute e dignità, annuncia la venuta del Regno. Ma non basta la sua azione, non basta la sua predicazione: le persone si radunano, affamate e assetate, a migliaia. Gesù prova compassione, si lascia coinvolgere emotivamente, affettivamente dalle tante persone che cercano un ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 07 Luglio 2015)

Il Signore Gesù restituisce la parola ai muti. È proprio vero: quando iniziamo seriamente un percorso di conversione e ci accostiamo alla Parola che ci rivela a noi stessi, capiamo il progetto di Dio sull'umanità, imparando un nuovo alfabeto. La Parola fa scaturire in noi parole nuove e inattese: di ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 10 Luglio 2012)
La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai!

Quello delle "pecore senza pastore" è il tema dominante di tutto l'Antico Testamento, specie nella rivelazione profetica. Tutti i profeti vedono il disastro spirituale del popolo del Signore e lo attribuiscono ai cattivi pastori, che non si prendono cura delle pecore loro affidate ...
(continua)

Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 09 Luglio 2013)
Non si è mai vista una cosa simile in Israele!

È giusto che ci chiediamo: fin dove potrà mai giungere l'invidia, la gelosia, l'astio, l'odio, l'amore non corrisposto? Dalla storia antica sappiamo dell'invidia e dell'amore non corrisposto che il primo fu la causa della vendita di Giuseppe agli Ismaeliti e il secondo il motivo p ...
(continua)

Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 08 Luglio 2014)
Ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite
Gesù sente il peso dell'umanità che il Padre ha messo sulle sue spalle. Anche se Lui è perfetto e vero Dio, è anche perfetto e vero uomo. Dovendo redimere, salvare, confortare, consolare, dare ristoro ad ogni uomo, avverte la non possibilità di poter assolvere ad un compito così vasto, universale, p ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 07 Luglio 2015)
Vedendo le folle, ne sentì compassione
Il Libro della Sapienza canta la compassione di Dio. Anche le piaghe d'Egitto sono lette come segno della grande compassione del Signore. Infatti le piaghe non erano per la distruzione, ma per la creazione della vera fede nel cuore di tutti, Ebrei ed Egiziani. Ebbero sete e ti invocarono e fu da ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 05 Luglio 2016)
Vedendo le folle, ne sentì compassione
Il Libro della Sapienza, quando contempla la compassione di Dio, ci rivela tutta la sua grande misericordia. Il Signore di tutti ha veramente compassione. Anche le sue correzioni sono sempre mosse dal suo amore, dalla sua misericordia, dalla sua pietà. Prevalere con la forza ti è sempre possibil ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 10 Luglio 2018)
Ne sentì compassione
Dio è il compassionevole, il misericordioso, il pietoso. In cosa consiste questa essenza divina ed eterna del nostro Dio? Nella sua volontà, governata dal suo amore eterno, di condurre ogni uomo dalla disobbedienza e dal peccato all'obbedienza e alla grazia. Possiamo paragonare la misericordia del n ...
(continua)
Riccardo Ripoli     (Omelia del 09 Luglio 2013)
Quel muto cominciò a parlare
Oggigiorno ci sono moltissimi truffatori in giro, molte associazioni fasulle nate solo per spillare denaro al prossimo in nome di qualche finta causa, ed è normale che la gente non si fidi, che agisca con circospezione, pronta anche ad arrivare a mettere un muro a tutti, o addirittura osteggiare qua ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 07 Dicembre 2013)
Commento su Mt 9,35 - 10,1.6-8
Ancora la compassione di Dio che vede la sofferenza delle folle smarrite come pecore senza pastore. Come siamo noi oggi, attorniati da guru e da opinionisti, pronti a venderci l'anima dietro al primo imbonitore passabile, che ci offra una speranza, che accenda una fiamma, che ci indichi una direzion ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 06 Dicembre 2014)

Siamo come pecore senza pastore, sfiniti ed inquieti. Eppure sappiamo che il Signore ci sta accanto, ci ama, cammina con noi. Sappiamo che è diventato uomo perché potessimo incontrare Dio con facilità, usando le nostre parole, i nostri sguardi, le nostre emozioni. Gesù sente compassione, non ha paur ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 05 Dicembre 2015)

Quanto mi mette in crisi questo Vangelo! Quanto lo vorrei cancellare dalla mia vita interiore! Gesù vede le folle sperdute e sfinite, come pecore senza pastore e ne prova compassione. Davanti a questa pagina abbiamo un sussulto interiore di emozione e di gioia. Ecco: Dio vede, ora interviene. Macché ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 06 Dicembre 2014)
Commento su Mt 9, 36
«Vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore!» Mt 9, 36

Come vivere questa Parola?
Dio, pieno di compassione, si china sulle miserie umane per soccorrerle e prospettare un futuro migliore e una ripresa gioiosa. Le pe ...

(continua)

Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 05 Dicembre 2015)
Commento su Mt 9, 35-38; 10, 8
«Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità. Vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore senza pastore. Allora disse ai suoi discepoli: "La messe è ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 03 Dicembre 2016)
Commento su Mt 9, 36
«Vedendo le folle ne sentì compassione»
Mt 9, 36

Come vivere questa Parola?
Oggi ricordiamo s. Francesco Saverio, apostolo delle Indie (ove si recò nel 1542) e poi del Giappone, poi voleva spingersi fino in Cina, ma nel 1552, prima di arrivarvi, morì nell'isola di Sanchia ...

(continua)

Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 09 Dicembre 2017)
Commento su Mt 9,36
«Vedendo le folle ne sentì compassione».
Mt 9,36

Come vivere questa Parola?
Il vangelo evoca due immagini significative per la cultura pastorale-agricola del tempo di Gesù: appunto il pastore che deve prendersi cura del suo gregge e l'agricoltore che deve occuparsi del su ...

(continua)

Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 09 Dicembre 2017)
E' bello cantare al Signore nostro Dio
L'odierna pagina di Matteo sottolinea che gli apostoli sono il prolungamento di Gesù: i loro poteri sono gli stessi del Maestro che glieli trasmette. Ma perché proprio ?dodici? e non sette o otto o dieci? Perché all'interno di Israele tale numero non può avere altro riferimento che alle Dodici tribù ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 07 Dicembre 2013)
Diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli

La prima volta che nella Scrittura si parla di uno spirito cattivo, impuro che si impossessa del cuore e della mente di un uomo, è con Saul. Egli è il primo uomo che viene presentato dalla Parola del Signore come un vero indemoniato. Allora i servi di Saul gli dissero: "Vedi ...
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Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 06 Dicembre 2014)
La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai!
Dio ha costituito il Figlio suo unigenito, fattosi carne nel seno della Vergine Maria, Salvatore e Redentore dell'uomo, di ogni uomo. Assumendo la natura umana, il Verbo eterno ha anche assunto il limite. È qui e non può essere altrove. Vive in questo tempo e non può vivere in un altro, sempre nel s ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 05 Dicembre 2016)
Uomo, ti sono perdonati i tuoi peccati
La Nuova Alleanza è Nuova anche in relazione al perdono. Nell'Antico Patto era obbligo del peccatore chiedere perdono. Sempre il Signore concedeva la sua misericordia a quanti pentiti, ricorrevano a Lui e si sottomettevano alla ritualità prescritta per avere la remissione delle loro colpe. Nel Nuovo ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 09 Dicembre 2017)
La messe è abbondante
La messe è abbondante. È verità che conosciamo già dalla prima promessa fatta da Dio al serpente e poi successivamente confermata con giuramento ad Abramo. La messe abbondante è tutta la discendenza della donna, l'umanità. Sono tutti i popoli della terra, le sue nazioni e le sue tribù. Nessun uomo è ...
(continua)
Riccardo Ripoli     (Omelia del 07 Dicembre 2013)
La messe è molta, ma gli operai sono pochi!
Vergognatevi Le persone si scoraggiano davanti ai grandi mali della nostra società, pensiamo di non poter far nulla per cambiare determinate situazioni ed arriviamo spesso a ritenere che non si possa intervenire per sanare una certa situazione. In quanti vedono ogni giorno qualcosa che non va, ma ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 21 Settembre 2013)
Commento su Matteo 9,9
In quel tempo, mentre andava via, Gesù, vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì. Mt 9,9
Come vivere questa Parola?
Gesù e la chiamata
La festa di oggi ci ripropone un altro aspetto della g ...

(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 06 Luglio 2012)
Commento su Matteo 9,9-13
È seduto al banco delle imposte Matteo, quando incrocia lo sguardo di quel falegname ospite in casa di Simone il pescatore. Pensa che gli voglia chiedere qualcosa, un favore, uno sconto, un aiuto. È temuto Levi, è un pubblicano che riscuote le tasse per conto dei romani. Lo odiano tutti, visceralmen ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 21 Settembre 2012)
Commento su Matteo 9,9-13
La più antica tradizione cristiana attribuisce il primo vangelo a Levi il pubblicano. Un vangelo scritto sull'esempio di Marco, destinato ad una comunità di giudeo-cristiani, forse di Gerusalemme. È Matteo, oggi, che festeggiamo.
Leggere la vicenda umana e spirituale di Matteo ci rallegr ...

(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 05 Luglio 2013)
Commento su Mt 9,9-13
Mette sempre i brividi leggere la chiamata di Levi raccontata da Levi. Sembra un resoconto cronachistico, in realtà si sente che vibra di passione e di compassione, nonostante siano passati trent'anni da quegli eventi. Vibra perché egli si ricorda bene di quel momento in cui l'ospite di Simone il pe ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 21 Settembre 2013)
Commento su Mt 9,9-13
Conclude la nostra settimana la memoria dell'evangelista Matteo, lo scriba diventato discepolo, da sempre identificato con Levi il pubblicano.

Viviamo tempi torbidi e faticosi, dobbiamo ammetterlo. In questo clima da fine Impero anche la fede è continuamente messa in discussione ed assist ...
(continua)

Paolo Curtaz     (Omelia del 04 Luglio 2014)

Matteo parla di Matteo. Racconta il momento in cui ha lasciato tutto per incontrare Tutto. In quel paese diventato importante dopo la divisione del regno di Erode fra i suoi figli, luogo di frontiera e di controllo, poteva esercitare con profitto il suo ruolo di esattore. La sua vita era orientata, ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 21 Settembre 2015)

Oggi la Chiesa celebra il grande evangelista Matteo, uno dei discepoli, l'autore di un vangelo indirizzato in particolare ai giudei diventati cristiani. Un grande dono anche per noi, il suo lavoro. Il destino del Vangelo di Matteo è decisamente curioso: a partire da una scorretta interpretaz ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 21 Settembre 2013)
Gesù gli disse: Seguimi. Ed egli si alzò e lo seguì

Un attimo... è bastato un attimo perché Matteo, seduto al banco delle imposte seguisse Gesù Cristo. Cosa aveva nel cuore, questo esattore delle tasse, tanto disprezzato dagli altri? Aveva in animo di cambiare realmente quella vita che, si, gli garantiva un certo tenore economico, ...
(continua)

Riccardo Ripoli     (Omelia del 05 Luglio 2013)
Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati
Se ci feriamo, se stiamo male fisicamente andiamo dal medico, ma se il nostro stare male dipende dal cuore, dalla nostra anima, dalle cose che non vanno nella vita, da un amore deluso a chi ci rivolgiamo? Se ne possono pensare tante, si può parlare con l'amico o l'amica del cuore, con uno psicologo, ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 21 Settembre 2012)
Gesù vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte

Il mistero dell'uomo è la sua vocazione e questa ha la sua sorgente nel cuore di Dio, il quale non ha schemi predefiniti. Passa e chiama con infinita ed eterna libertà. Il prima non conta, perché la vocazione è cambiamento totale di essere. Amos è questa verità. Ecco ciò che ...
(continua)

Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 05 Luglio 2013)
Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori
Il Signore parla, ma l'uomo non vi presta attenzione. Il Signore rivela il suo cuore ricco di misericordia, compassione, pietà, ma l'uomo persevera nelle sue vie. Dio proclama il perdono dopo il peccato, ma l'uomo non vuole che il peccatore venga perdonato. Mi fu rivolta questa parola del Sign ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 21 Settembre 2013)
Gesù vide un uomo, chiamato Matteo

Il mistero di una vocazione è tutto racchiuso nel cuore di Dio. Le scelte del Signore sono veramente arcane, incomprensibili, indecifrabili. Nel mistero di una vocazione non tutto però dipende da Dio. Dio sceglie. Spetta poi all'uomo rispondere con pronta obbedienza e perenne asco ...
(continua)

Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 04 Luglio 2014)
Gesù vide un uomo, chiamato Matteo
Gesù è libero da tutte le strutture di peccato che condannano l'uomo nella sua carcerata solitudine. Nulla è più triste del carcere del peccato. È un carcere quello del peccato che ti segue, ti insegue, ti perseguita, non ti lascia mai, neanche per un istante. Carcere è la ricchezza. Carcere è il po ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 21 Settembre 2015)
Sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori
Ogni azione che Gesù compie sconvolge la religione dell'uomo, fondata su pensieri della terra, dalla quale sono esclusi i pensieri di Dio. Per la religione dell'uomo ogni pubblico peccatore era uno scomunicato, un reietto, un abbandonato da Dio, un lebbroso spirituale, dal quale si doveva stare a di ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 21 Settembre 2016)
Vide un uomo, chiamato Matteo
La Scrittura Santa attesta che tutte le chiamate del Signore sono misteriose. Le ragioni di ogni scelta sono tutte nella sapienza eterna del Padre. A nessun uomo è data questa sapienza e intelligenza. Dinanzi ad ogni scelta, ci si deve prostrare e adorare il Signore. Invece sovente si mormora, si cr ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 07 Luglio 2017)
Ed egli si alzò e lo seguì
Gesù è vero Sacerdote, vero Re, vero Profeta. Sono questi tre ministeri interamente da vivere in funzione della creazione del vero bene per ogni uomo, attualmente schiavo e prigioniero della falsità e della menzogna del principe del mondo, che si concretizza nella storia come idolatria e immoralità. ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 05 Luglio 2019)
Non sono i sani che hanno bisogno del medico
Indipendentemente dall'agire di Gesù, i farisei, cultori della santità di Dio, avrebbero dovuto sapere che, dal primo peccato nel giardino dell'Eden, è Dio che è sempre andato alla ricerca del peccatore per invitarlo alla conversione e al ritorno nella sua obbedienza. Tutti i profeti sono un invito ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 21 Settembre 2019)
Se ne stavano a tavola con Gesù e con i suoi discepoli
Gesù è il Servo Sofferente di Isaia. Lui è venuto per prendere su di sé tutti i peccati del mondo ed espiarli nel suo corpo sulla croce. Questa verità è annunziata da San Paolo nella Lettera ai Colossesi. Gesù ha tolto il documento che attestava contro di noi. È in lui che abita corporalmente tu ...
(continua)
Riccardo Ripoli     (Omelia del 21 Settembre 2012)
Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati
Vi è mai capitato di dover chiamare la guardia medica? Prima di dire "arriviamo" vi fanno mille domande per capire cosa avete e soprattutto se veramente c'è bisogno di far spostare il medico per farlo venire a casa vostra. E' necessario che una persona sia veramente malata prima che il medico si sen ...
(continua)