Omelie riferite al libro: Vangelo secondo Luca, capitolo 8

Paolo Curtaz     (Omelia del 20 Settembre 2013)
Commento su Lc 8,1-3
È un piccolo inserto lucano sfuggito certamente a qualche copista sessista. Scherzi dello Spirito Santo! Così, grazie a questi tre versetti, veniamo a conoscenza del fatto che nel gruppo più stretto dei discepoli c'erano anche delle donne che vivevano con il gruppo dei seguaci itineranti. Conosciamo ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 19 Settembre 2014)

Un versetto appena, uscito dalla penna di Luca, che descrive un elemento della vita della prima comunità e che, se letto bene, dovrebbe farci saltare sulla sedia. Sì perché, nel gruppo dei discepoli, c'erano delle discepole. E non donne di servizio ma, fra di esse, anche persone di rango. E che non ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 18 Settembre 2015)

Tre versetti fuggiti ad ogni censura maschilista. Anche di quella clericale che, dopo i primi secoli, pensò bene di ribadire la superiorità maschile anche nella Chiesa. Eppure il testo è doppiamente sconvolgente per le informazioni che Luca ci fornisce. Dicendoci, anzitutto, che nel gruppo dei disce ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 19 Settembre 2014)
Commento su Lc 8, 1-2
"Gesù se ne andava per città e villaggi predicando e annunciando la buona notizia del Regno di Dio. C'erano con lui i Dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e infermità".
Lc 8, 1-2
Come vivere questa Parola?
Com'è bella questa itineranza di G ...

(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 16 Settembre 2011)
Le collaboratrici di Cristo
È di primaria importanza il ruolo che le donne svolgono nella vita di Gesù. Sappiamo tutti della Madre sua, della vergine Maria. Quello delle altre donne è meno appariscente di quello degli Apostoli e dei discepoli, ma non per questo meno incisivo. Cristo ha goduto dell'amicizia di alcune di loro co ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 16 Settembre 2011)
C'erano con lui i Dodici e alcune donne
Sempre il Signore si è preso cura dei suoi profeti, messaggeri, inviati. Quando non lo ha fatto con gli uomini, si è servito degli animali. Con Elia di serve prima di alcuni corvi e poi di una vedeva straniera, in Sarepta di Sidone: "Elia, il Tisbita, uno di quelli che si erano stabiliti in Gàlaad, ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 20 Settembre 2013)
E molte altre, che li servivano con i loro beni

Il nostro corpo ha bisogno delle cose di questa terra per vivere, lavorare, operare, compiere la missione che Dio ci ha affidato. Procurarsi il necessario a volte è difficile. Davide sperimenta quanto è faticosa la via del chiedere. Spesso non c'è risposta. Ma Abigàil, la mo ...
(continua)

Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 19 Settembre 2014)
Predicando e annunciando la buona notizia del regno di Dio
Dalla parola, dalla buona notizia, dal Vangelo la storia dell'umanità cambia, si muta. Il Vangelo è più che il sole. Un giorno senza sole e la terra manca del suo calore che la rigenera e la feconda. Un giorno senza Vangelo e l'anima viene privata della luce che la riscalda, riaccende in essa la ver ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 18 Settembre 2015)
La buona notizia del regno di Dio
Mai il Signore ha lasciato un solo suo messaggero, un suo profeta, un ministro della sua Parola privo di un tozzo di pane. Elia, profeta del Dio Altissimo, prima è stato nutrito dai corvi, poi da una vedova di Sarepta di Sidone e infine anche da un angelo. A lui fu rivolta questa parola del Sign ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 16 Settembre 2016)
E alcune donne che erano state guarite
Gesù non è un "Predicatore" vano della Parola del Signore. La sua vita è la testimonianza perfetta che quanto Lui dice è purissima verità. Ogni sua Parola si compie in Lui, è testata da Lui, è certificata da Lui come verissima. La sua storia quotidiana è la garanzia della verità di quanto esce dalla ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 24 Settembre 2012)
Commento su Luca 8,16-18
Siamo chiamati a mettere la fiamma della fede in alto, perché illumini la nostra e l'altrui vita. Smettiamola di vergognarci della nostra fede, di nascondere le nostre convinzioni. Il mondo ha bisogno di testimoni, non di pavidi credenti, di animali da sacrestia che non sanno dare ragione della sper ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 23 Settembre 2013)
Commento su Lc 8,16-18
La luce ricevuta dal vangelo illumina tutta la nostra vita, contagia le nostre scelte, cambia il nostro modo di essere e le nostre decisioni, ci converte. E si vede. Se non si vede, dice il Signore, non è un buon segno, significa che abbiamo paura della luce, che finiamo col mettere la luce potente ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 22 Settembre 2014)

Quando la Parola abbondantemente seminata germoglia e porta frutto, anche chi gli è attorno beneficia della sua bontà e se ne nutre. Se davvero la Parola ci abita e orienta le nostre scelte, non siamo solo noi a gioire e godere della vita nuova in Cristo ma anche chi ci sta attorno. Accade come se n ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 22 Settembre 2014)
Commento su Lc 8,16
«La lampada si pone su un candelabro, perché chi entra veda la luce»
Lc 8,16
Come vivere questa Parola?
La luce svolge un ruolo essenziale nella vita di ogni persona umana: illumina, dà gioia (bellissimo uno spettacolo al sorgere della luce all'aurora), ci rende sicur ...

(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 19 Settembre 2011)
Noi siamo il tempio di Dio
«Fate attenzione a come ascoltate» - dice il Signore. Quando ascoltiamo la Parola di Dio dobbiamo preoccuparci di approfondirla, accoglierla con tutto il cuore. Questo vale oggi per il passo del libro di Esdra che parla di ricostruzione del tempio di Gerusalemme per ordine di Ciro - infedele, non cr ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 19 Settembre 2011)
Nessuno accende una lampada e la copre con un vaso
Gesù vuole i suoi discepoli saggi, intelligenti, capaci di grande discernimento, aperti alla più grande verità. Li vuole con uno spirito di sapienza vivo, in tutto simile a ciò che la Scrittura Antica dice della sapienza: "La sapienza è un tesoro inesauribile per gli uomini; chi lo possiede ottiene ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 24 Settembre 2012)
Nessuno accende una lampada e la copre con un vaso

La scelta di essere discepoli di Gesù non può essere vissuta nel nascondimento, nel deserto, lontano dagli uomini, nel buio di una coscienza senza alcuna relazione con la storia. È quanto si vorrebbe oggi: un cristiano senza storia, senza relazioni, senza decisioni, senza discerni ...
(continua)

Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 22 Settembre 2014)
Nessuno accende una lampada e la copre con un vaso
Il mondo vuole oscurare la luce. Le modalità usate sono molteplici e sempre nuove. Con Gesù prima si è servito della calunnia più infamante, gravissimo peccato contro lo Spirito Santo. Di Gesù infatti, per screditarlo, ne faceva un alleato di Beelzebùl. In quel tempo fu portato a Gesù un indemon ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 19 Settembre 2016)
Sarà tolto anche ciò che crede di avere
Ormai tutto il mondo, e anche quasi la totalità dei cristiani, hanno un Dio fabbricato, fuso, non però con oro e argento, ma con i molti loro pensieri. Apparentemente si adora un Dio fuori di noi, in verità adoriamo i nostri pensieri come vero Dio. Così il pensiero dell'uomo sta realmente divenendo ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 25 Settembre 2017)
A chi ha, sarà dato
Gesù chiede ai suoi discepoli di condurre una vita ricca di ogni virtù, nella quale non vi è nulla di meno onesto, di disonesto, così da doverla nascondere o tutta o parte di essa. Una lampada si accende per illuminare tutta la casa. Il cristiano accende la sua vita perennemente dalla vita di Cristo ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 24 Settembre 2018)
Perché chi entra veda la luce
Dio è luce eterna di verità, giustizia, santità, misericordia, speranza, compassione. L'uomo non è luce eterna. A Lui è chiesto di accendere la lampada della sua vita in Dio. Non solo la lampada va accesa in Dio. Essa illumina se la si alimenta con l'olio della Parola del Signore trasformata da noi ...
(continua)
Riccardo Ripoli     (Omelia del 24 Settembre 2012)
Non c'è nulla di nascosto che non debba essere manifestato
In un'accesa discussione davanti ad un giudice minorile tra noi ed il servizio sociale di un comune, avverso la decisione di voler mettere uno dei nostri bimbi in una comunità (un bambino già provato da un'adozione internazionale fallita che con noi aveva trovato il calore e la tranquillità di una f ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 25 Settembre 2012)
Commento su Luca 8,19-21
È un aspetto un po' taciuto dai predicatori di tutti i tempi, forse perché davvero destabilizzante a prenderlo sul serio... In Marco, in particolare, ma anche negli altri vangeli, emerge una novità rispetto alla diffusa mentalità culturale e religiosa del tempo: il prevalere dell'esperienza di fede ...
(continua)
Riccardo Ripoli     (Omelia del 25 Settembre 2012)
Chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, questi è per me fratello, sorella e madre
Nella scelta delle persone con cui navigare nel mare della vita guardiamo mille parametri, come la bellezza, la simpatia, la ricchezza, la posizione sociale, il tipo di lavoro che svolge, gli ambienti che frequenta, se vestiti e pettinatura sono alla moda, il modello della macchina. La superficialit ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 24 Settembre 2013)
Commento su Lc 8,19-21
Gesù propone un modello famigliare e di relazione che supera ampiamente l'idea sociale e culturale che ci siamo fatti della famiglia e delle relazioni umane (anche noi cattolici!). All'epoca di Gesù l'influenza del clan famigliare era determinante, fortissima, e tutto ruotava intorno alle decisioni ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 23 Settembre 2014)

L'ascolto della Parola porta frutto in noi e illumina la nostra vita. Ma non solo: ci rende famigliari di Dio e concittadini dei santi, come direbbe san Paolo. L'ascolto della Parola e la sua messa in pratica ci permette di entrare in un gruppo, un insieme di persone che, come noi, vivono la stessa ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 22 Settembre 2015)

Ascoltare la parola di Dio e metterla in pratica, confrontarci quotidianamente con la Scrittura, farne una lettura spirituale, cioè nello Spirito Santo, e lasciarla calare nelle decisioni che dobbiamo affrontare, ci rende famigliari del Signore Gesù, suoi fratelli nella fede. È una delle tante inaud ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 20 Settembre 2011)
Commento su Luca 8,20-21
Gli fecero sapere: "Tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e desiderano vederti". Ma egli rispose loro: "Mia madre e miei fratelli sono questi: coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica". Lc 8, 20-21
Come vivere questa parola?
Ieri Gesù ci ha esortato a ...

(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 25 Settembre 2012)
Commento su Luca 8,19-21
Mia madre e i miei fratelli sono coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica. Lc 8,19-21
Come vivere questa Parola?
Che bella notizia ci viene offerta oggi! Siamo per Gesù fratelli se accogliamo la sua parola e la viviamo.
È così entusiasmante e ...

(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 23 Settembre 2014)
Commento su Lc 8,22
«Mia madre e miei fratelli sono coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica»
Lc 8,22
Come vivere questa Parola?
Il vangelo oggi ci dà una bellissima ed entusiasmante notizia: possiamo essere fratelli e sorelle di Gesù e addirittura sua madre se accog ...

(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 20 Settembre 2011)
La famiglia di Dio
La prima lettura di oggi parla della «casa di Dio», la seconda, il Vangelo, della famiglia di Gesù. E' facile vedere il rapporto poiché nella Scrittura la parola «casa» può significare sia un edificio sia una famiglia. Per esempio quando la Bibbia parla della «Casa di Davide» può significare la sua ...
(continua)
Riccardo Ripoli     (Omelia del 25 Settembre 2012)
Mia madre e miei fratelli sono coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica
Arriva per ogni ragazzo il momento di uscire di casa per compiere scelte di vita guardando alla vita futura di adulto. Chi deciderà di formarsi una nuova famiglia, chi sceglierà di concentrarsi sulla professione, chi prenderà strade che lo portino al servizio del prossimo. In ogni circostanza verrà ...
(continua)
Riccardo Ripoli     (Omelia del 25 Settembre 2012)
Chi compie la volontà di Dio, costui è mio fratello, sorella e madre
Più volte tra coloro che praticano l'affido è emerso il disagio di chi rema contro la volontà di aiutare il prossimo, di aiutare un bambino, di accogliere un ragazzo nella propria casa, ma è pure venuta alla luce la grande gioia di sentirsi dare una pacca sulla spalla, di ricevere un sorriso, di sen ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 20 Settembre 2011)
Tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e desiderano vederti
Tra Cristo Gesù e la Madre sua vi è come una specie di muro che impedisce a Cristo Gesù di instaurare con Lei qualsiasi relazione che non fosse divina, cioè dettata dalla più pura e santa obbedienza alla volontà del Padre. Questa verità la riscontriamo quando ancora Gesù aveva dodici anni: "I suoi g ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 25 Settembre 2012)
Coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica

Il regno di Dio è l'esigenza dinanzi alla quale ogni altra esigenza dell'uomo deve scomparire. Questa verità è così annunziata da San Paolo. Riguardo alle vergini, non ho alcun comando dal Signore, ma do un consiglio, come uno che ha ottenuto misericordia dal Signore e merit ...
(continua)

Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 24 Settembre 2013)
E andarono da lui la madre e i suoi fratelli

La libertà di Gesù è grande. La sua non è però libertà da tutto e da tutti per essere solo di se stesso. È invece libertà da tutto l'universo creato, animato e inanimato, per essere tutto e interamente dell'universo animato e inanimato, ma solo per compiere in esso la volontà del ...
(continua)

Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 23 Settembre 2014)
Coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica
Nel Vangelo troviamo soltanto cinque episodi che rivelano il rapporto tra Gesù e la Madre sua. In essi è come se fossimo posti dinanzi ad una distanza infinita di Cristo nei riguardi della Madre. Se però leggiamo nello Spirito Santo questi episodi, appare con tutta evidenza che le apparenze non sono ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 22 Settembre 2015)
Tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori
La madre e i suoi fratelli, cioè i parenti più stretti, vengono a trovare Gesù. Dobbiamo subito precisare che le motivazioni di Maria e dei suoi parenti non sono le stesse. Sappiamo che la Madre di Gesù è sempre mossa dallo Spirito Santo. Di certo non è venuta per convenienze umane. Le ragioni in Ma ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 20 Settembre 2016)
Mia madre e miei fratelli sono questi
Dall'eternità, nell'eternità e nel tempo e dopo il tempo, Gesù è sempre dalla volontà del Padre. Il suo è più che un voto, più che una promessa, è il dono di se stesso al Padre per ogni istante del tempo e dell'eternità. È verità profetizzata, rivelata nel Salmo. Ho sperato, ho sperato nel Signo ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 25 Settembre 2018)
Mia madre e i miei fratelli sono questi
Il Libro dell'Esodo rivela che un giorno Mosè fu visitato da Ietro, suo suocero. Questi, osservando quanto il genero faceva, si accostò a Lui e gli offrì dei saggi consigli. Poi però lo rinviò al suo Dio, perché fosse Lui a confermare o dichiarare vane le sue parole. Sappiamo che Mosè ascoltò quanto ...
(continua)
Ileana Mortari - rito ambrosiano     (Omelia del 01 Febbraio 2015)
Dov'è la vostra fede?
Il miracolo della tempesta sedata (presente nei 3 sinottici) rappresenta una tappa fondamentale nel cammino di fede dei discepoli di Cristo. Un giorno, Gesù dice ai suoi di voler passare all'altra riva del Mare di Galilea (dove abitano genti straniere, pagane) e così salgono tutti su una barca. M ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito ambrosiano     (Omelia del 01 Febbraio 2015)
Maestro, maestro, siamo perduti!
Ogni gesto e azione di Gesù, anche i più naturali, come il dormire sulla barca, è per noi Parola di grande rivelazione. Tutta la vita di Gesù è Parola. È questa la differenza tra noi e Lui. In Lui tutto il suo corpo è Parola del Dio vivente. In noi neanche le parole sono Parola, perché intrise di ta ...
(continua)
don Michele Cerutti     (Omelia del 01 Febbraio 2015)

Gesù è un uomo famoso un grande guaritore, un maestro e inizia una missione e in una giornata molto bella invita i discepoli a prendere la barca e andare all'altra riva del lago di Genezaret. E' sempre così quando siamo nelle nostre sicurezze e pensiamo che tutto sia tranquillo Gesù ci chiede nella ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 22 Settembre 2012)
Commento su Luca 8,4-15
Dalla Parola nasce la fede, la Bibbia è Dio-in-azione, lo sappiamo bene. Quanti, fra noi, hanno ascoltato con cuore nuovo il Vangelo, scoprendo in esso un significato inatteso e una forza che li ha spinti alla conversione? E la Parola è la protagonista della parabola di oggi, la Parola che Dio getta ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 20 Settembre 2014)

Anche oggi Dio passa a seminare la sua Parola. A piene mani, come fa lui, senza tirarsi indietro, consapevole dell'importanza di ciò che fa. Un gesto ampio, come quello del seminatore, e generoso: non ha paura di seminare sull'asfalto, sapendo che i vegetali hanno la forza di spaccarlo... La Parola ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 19 Settembre 2015)

Dio continua a seminare con abbondanza la sua Parola nelle nostre vite, col gesto ampio e generoso del seminatore della parabola. È un seme, la Parola, se non viene accolto e coltivato secca nella terra o fra le pietre. Non basta ascoltare per farla germogliare ma occorre coltivarla, capirla, studia ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 20 Settembre 2014)
Commento su Lc 8.15
"Beati coloro che custodiscono la Parola di Dio con cuore integro e buono e producono frutto con perseveranza".
Canto al Vangelo (cfr. Lc 8.15)
Come vivere questa Parola?
Beati vuol dire contenti. E' un genere di contentezza che non va di pari passo con il mangiar ben ...

(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 17 Settembre 2011)
A voi è dato conoscere i misteri del regno di Dio
La conoscenza di Dio, del suo mistero, della sua essenza, natura ed anche della sua opera di giustizia, carità, provvidenza, amore, misericordia, santità, grande pietà di redenzione e di riconciliazione, è un suo dono, una purissima elargizione della sua benevolenza e accondiscendenza divina verso l ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 22 Settembre 2012)
Vedendo non vedano e ascoltando non comprendano

Gesù parla del regno di Dio raccontando delle parabole, in apparenza assai semplici, in realtà sono cariche del mistero della salvezza che si compie nel tempo. Il mistero va annunziato sempre con somma prudenza, saggezza, intelligenza nello Spirito Santo. Vi sono cuori cattivi, ma ...
(continua)

Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 20 Settembre 2014)
Chi ha orecchi per ascoltare, ascolti!
A chi deve essere dato il Vangelo? A tutti. Ad ogni uomo. In ogni tempo. Senza alcuna distinzione. Al Missionario di Gesù Signore non è stata data alcuna facoltà per discernere a chi dare e a chi non dare il Vangelo. Lui invece è stato mandato in tutto il mondo per dare il Vangelo ad ogni creatura e ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 19 Settembre 2015)
La custodiscono e producono frutto con perseveranza
Perché sulla terra si costruisca il regno dei cieli la sola cosa necessaria è che venga seminata la Parola di Dio. Uno può essere l'uomo più pieno di carità di questo mondo, può dare anche il suo corpo per essere mangiato, tutte le sue sostanze per essere consumate, ma se non annunzia la Parola il r ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 17 Settembre 2016)
La custodiscono e producono frutto con perseveranza
Da Gesù, gli Apostoli sono stati mandati nel mondo, non per annunziare la Parola della salvezza, o il Vangelo della verità e della grazia, ma per fare suoi discepoli tutti i popoli, tutte le nazioni, tutte le lingue. All'universalità della Parola donata mai corrisponderà l'universalità della rispost ...
(continua)
Riccardo Ripoli     (Omelia del 22 Settembre 2012)
Il seme caduto sulla terra buona
Quanti ragazzi abbiamo fatto crescere. Più di cinquecento bambini hanno usato il nostro cuore per attraversare il confine con un altro mondo, un mondo a loro sconosciuto. Quante cose abbiamo insegnato loro, chi ha imparato a cucinare ed oggi è cuoco in qualche albergo, altri si sono avvicinati ai ca ...
(continua)
don Raffaello Ciccone     (Omelia del 01 Febbraio 2015)
Commento su Sap 19,6-9; Rm 8,28-32; Lc 8,22-25
Sapienza 19,6-9
Durante la dominazione greca sulla Palestina (attorno al secolo II/I a.C.), mentre la diffusione della cultura ellenista si scontrava fortemente con la riflessione ebraica sulla legge, i giudei, egiziani di Alessandria, ebbero la fortuna di avere tra loro l'autore di ques ...

(continua)