Omelie riferite al libro: Vangelo secondo Luca, capitolo 20

CPM-ITALIA Centri di Preparazione al Matrimonio (coppie - famiglie)     (Omelia del 10 Novembre 2013)
Commento su Secondo Maccabei 7,1-2.9-14; Seconda Tessalonicesi 2,16-3,5; Salmo 16; Luca 20,27-38
Triste vicenda quella dei sette fratelli del secondo libro dei Maccabei. Ma quanta speranza essa infonde. Speranza, non rassegnazione. Il quarto dei fratelli, torturato, ridotto in fin di vita, dice al suo aguzzino: «È preferibile morire per mano degli uomini, quando da Dio si ha la speranza di e ...
(continua)
Monastero Domenicano Matris Domini     (Omelia del 10 Novembre 2013)
Commento su Luca 20, 27-38
Collocazione del brano
Al termine del suo viaggio Gesù entra trionfalmente a Gerusalemme (Lc 19,29-39) e in città si dedica apertamente alla predicazione e all'insegnamento. I sommi sacerdoti e gli scribi cercavano un pretesto per farlo arrestare. Per questo motivo in questi suoi ultimi ...

(continua)
don Roberto Rossi     (Omelia del 10 Novembre 2013)
L'eternità, tempo dell'amore infinito di Dio, dato ai nostri cuori
Lungo la sua storia il popolo ebraico, così come ci riporta la Bibbia, si è aperto un po' alla volta alla fede nella Vita eterna. Con il libro dei Maccabei, di cui oggi abbiamo letto un piccolo tratto, si arriva a questa fede certa. Gesù, poi, non farà altro che parlare di Vita eterna e del valore d ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 10 Novembre 2013)
Video commento a Lc 20, 27-38

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(continua)

Paolo Curtaz     (Omelia del 06 Novembre 2016)
Video commento a Lc 20,27-38

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(continua)

mons. Antonio Riboldi     (Omelia del 10 Novembre 2013)
La grande speranza: risorgeremo
Il vero significato della vita, dono di Dio, è che noi cristiani siamo - o dovremmo essere - testimoni di Gesù Risorto, Speranza del mondo, ossia dovremmo vivere con lo sguardo rivolto oltre questa vita terrena, ?ancorati oltre' come ha affermato Papa Francesco, indicando, con le nostre scelte, i no ...
(continua)
don Claudio Doglio     (Omelia del 10 Novembre 2013)
Video commento a Lc 20, 27-38

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(continua)

don Claudio Doglio     (Omelia del 06 Novembre 2016)
Video commento a Lc 20,27-38

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(continua)

Paolo Curtaz     (Omelia del 10 Novembre 2013)
Commento su Lc 20,27-38
Il caso della vedova con molti mariti permette a Gesù di manifestare la sua fede: la resurrezione non è la continuazione dei rapporti terreni, ma una nuova dimensione, una pienezza iniziata e mai conclusa, che non annienta gli affetti ma li trasfigura.

Il Dio di Gesù è il Dio dei viventi, ...
(continua)

don Domenico Luciani     (Omelia del 07 Novembre 2010)
Video commento su Lc 20,27-38

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(continua)

don Domenico Luciani     (Omelia del 10 Novembre 2013)
Video commento su Lc 20,27-38

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(continua)

Paolo Curtaz     (Omelia del 10 Novembre 2013)
Novissimi
Non si parla volentieri della morte, come se non dovesse mai sopraggiungere. Eppure, ad essere molto chiari, è l'unica certezza che abbiamo! Il nostro vive in una curiosa contraddizione: da una parte la morte riempie le nostre serie televisive preferite, dall'altra non si portano i bambini ad un f ...
(continua)
don Domenico Luciani     (Omelia del 06 Novembre 2016)
Video commento su Lc 20,27-38

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(continua)

padre Giuseppe De Nardi     (Omelia del 06 Novembre 2016)
Sulla Tua Parola - Lc 20,27-38

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(continua)

don Gianfranco Calabrese     (Omelia del 06 Novembre 2016)
Video commento su Luca 20,27-38

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(continua)

padre Ermes Ronchi     (Omelia del 10 Novembre 2013)
È l'amore che vince la morte
La storiella paradossale di una donna, sette volte ve­dova e mai madre, è adoperata dai sadducei come caricatura della fede nella risurrezione dei morti: di quale dei sette fratelli che l'hanno sposata sarà moglie quella donna nella vita eterna? Per loro la sola eternità possibile sta nella generaz ...
(continua)
padre Ermes Ronchi     (Omelia del 06 Novembre 2016)
L'amore dei risorti: purezza degli angeli, pienezza di Dio
I sadducei si cimentano in un apologo paradossale, quello di una donna sette volte vedova e mai madre, e lo sottopongono a Gesù come caricatura della sua fede nella risurrezione. Lo sappiamo: non è facile credere nella vita eterna. Forse perché la immaginiamo come durata indefinita, anziché come int ...
(continua)
don Roberto Fiscer     (Omelia del 06 Novembre 2016)
#StradeDorate - Commento su Luca 20,27-38

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(continua)

mons. Antonio Riboldi     (Omelia del 06 Novembre 2016)
Dio non è Dio dei morti, ma dei vivi
Che senso avrebbe, nascendo, sperimentare la vita, se tutto, ma proprio tutto, finisse con la nostra morte? Che senso la bontà, la gioia, le fatiche e le ansie, il nostro ?affannarci', se poi tutto si rivelasse solo una breve, molto breve, e tante volte infelice esperienza su questa terra? A queste ...
(continua)
Diocesi di Vicenza     (Omelia del 06 Novembre 2016)
La Parola - commento a Lc 20,27-38
Commento a cura di don Luigi Maistrello, cappellano della Casa circondariale di san Pio X. Registrato nella chiesa parrocchiale della Madonna della Pace, (Stanga) Vicenza.

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(continua)

Sulla strada - TV2000     (Omelia del 06 Novembre 2016)
Commento su Luca 20,27-38

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(continua)

padre Gian Franco Scarpitta     (Omelia del 10 Novembre 2013)
Vivere la vita da risorti
Dialogare e confrontarsi è molto bello e costruttivo, anche quando siamo di opinioni differenti. Comunicare con chi non condivide il nostro pensiero, scambiare idee e opinioni, metterci a raffronto con gli altri è esaltante ed arricchisce. Il dialogo insomma è molto bello e promettente. Purché si sv ...
(continua)
don Roberto Farruggio     (Omelia del 06 Novembre 2016)
Video commento alla liturgia - XXXII Domenica del Tempo Ordinario (Anno C)

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(continua)

don Roberto Farruggio     (Omelia del 06 Novembre 2016)
Video commento alla liturgia con i ragazzi - XXXII Domenica del Tempo Ordinario (Anno C)

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(continua)

padre Gian Franco Scarpitta     (Omelia del 06 Novembre 2016)
Via i criteri mondani dalla vita piena
Nel mondo giudaico vigeva la cosiddetta "Legge del Levirato (ebraico Levir = cognato) per la quale, quando una donna restava vedova senza aver avuto figli, era tenuta a sposare il fratello del coniuge estinto per garantire la continuità nella discendenza e pacificare ogni situazione relativa all'ere ...
(continua)
padre Antonio Rungi     (Omelia del 10 Novembre 2013)
Noi crediamo nel Dio della vita oltre questa vita
Noi crediamo nel Dio della vita oltre la vita, di quella vita oltre il tempo che si chiama eternità. Noi crediamo nella risurrezione finale perché Cristo, Figlio di Dio, è risorto dai morti e ci attende tutti nel suo Regno di pace e felicità eterna. La verità fondamentale della nostra fede è credere ...
(continua)
padre Antonio Rungi     (Omelia del 06 Novembre 2016)
La nostra certa fede nella risurrezione finale: un inno alla vita per sempre
Si conclude oggi la settimana liturgica e di preghiera dedicata ai Santi e ai Defunti. Siamo stati invitati in questi giorni a contemplare la Gerusalemme celeste e a pensare, seriamente, ai nostri fratelli defunti, che sono ancora in attesa della visione beatifica di Dio nel Purgatorio.
Le anim ...

(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 10 Novembre 2013)
Commento su Lc 20 36-37
Infatti non possono più morire, perché sono uguali agli Angeli e, poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio. Che poi i morti risorgano, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando dice: Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe. Lc 20 36-37< ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 06 Novembre 2016)
Commento su Lc 20, 37-38
«Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe. Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui».
Lc 20, 37-38

Come vivere questa Parola?
L'uomo è una realtà storica, vive nel tempo: si pone in continuità con un tempo trascorso da cui tra ...

(continua)

Agenzia SIR     (Omelia del 10 Novembre 2013)
Commento su Lc 20,27-38
La risurrezione - la vita oltre la morte - è questione di sempre e di tutti, ma è innanzitutto il messaggio centrale della predicazione cristiana. Anzi, il profeta Ezechiele indica la capacità di far risorgere come il modo certo per riconoscere il vero Dio. Solo Dio può e fa risorgere dopo la ...
(continua)
Agenzia SIR     (Omelia del 06 Novembre 2016)

Gesù parla nel tempio di Gerusalemme. È la punta e il riassunto del suo magistero. Davvero Gesù è il volto delle nozze tra Dio e l'umanità, è lui stesso lo sposo e il dibattito tra sadducei e farisei circa la risurrezione dei morti diventa occasione della rivelazione della vita nuova in Dio. ...
(continua)
Omelie.org - autori vari     (Omelia del 10 Novembre 2013)

COMMENTO ALLE LETTURE Commento a cura di don Nazzareno Marconi Vita eterna Il cammino attraverso cui Dio ha educato il suo popolo a comprendere il mistero della vita eterna è stato lungo e faticoso. Israele non credeva in una vita dopo la morte, e solo molto lentamente g ...
(continua)
Omelie.org - autori vari     (Omelia del 06 Novembre 2016)

COMMENTO ALLE LETTURE Commento a cura di Paolo Ricciardi Non so perché novembre è associato solo al ricordo dei defunti, quando il primo giorno del mese è la festa di tutti i Santi, celebrata qualche giorno fa. Come sempre, noi uomini tendiamo a vedere gli aspetti che ci buttano g ...
(continua)
don Claudio Doglio     (Omelia del 06 Novembre 2016)
Dio è il Dio dei vivi, non dei morti
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Wilma Chasseur     (Omelia del 10 Novembre 2013)
Audio commento a Lc 20,27-38
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Wilma Chasseur     (Omelia del 06 Novembre 2016)
Audio commento alla liturgia - Lc 20,27-38
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Omelie.org (bambini)     (Omelia del 10 Novembre 2013)

Gesù è proprio un personaggio scomodo. Questa volta vediamo un gruppo di persone nuove, chiamate "sadducei", che vogliono porgli delle domande trabocchetto. Chi erano i sadducei? Erano osservanti, studiosi della legge ed erano aristocratici. Erano ricchi e per questo occupavano posti di potere. Il ...
(continua)
Omelie.org (bambini)     (Omelia del 06 Novembre 2016)

Buon giorno ragazzi e buona Domenica. Non so se già lo sapete ma, quando gli evangelisti incominciano a mettere per iscritto quello che gli apostoli avevano raccontato di Gesù, sono passati davvero tanti anni dalla sua morte. Voi vi domanderete:" E allora come facevano a ricordare tutto? Non c'eran ...
(continua)
don Maurizio Prandi     (Omelia del 06 Novembre 2016)
Prendere o consegnarsi?
La preghiera Colletta suggerita per questa trentaduesima domenica del tempo ordinario credo ci possa aiutare a fare un po' di sintesi rispetto ai temi che oggi attraversano le letture che abbiamo ascoltato: O Dio, Padre della vita e autore della risurrezione, davanti a te anche i
(continua)
mons. Roberto Brunelli     (Omelia del 10 Novembre 2013)
Sette fratelli nella vita ventura
Tutte le civiltà del mondo antico non attribuivano ai numeri un semplice valore aritmetico, come facciamo noi, ma spesso li caricavano di una valenza simbolica: con i numeri richiamavano memorie, esprimevano concetti. Lo fa anche la Bibbia, specie con alcuni (il tre, il sette, il dodici, il quaranta ...
(continua)
padre Fernando Armellini     (Omelia del 06 Novembre 2016)
Video commento su Lc 20,27-38

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(continua)

mons. Roberto Brunelli     (Omelia del 06 Novembre 2016)
La storia di una donna dai sette mariti
Le ultime domeniche dell'anno liturgico - oggi è la terz'ultima - invitano a considerare il futuro, le "realtà ultime" del mondo nel suo insieme, e di ciascun uomo in particolare. E' un invito a regolare il transitorio presente in base all'esito che gli atteggiamenti di oggi produrranno in forma def ...
(continua)
Giovani Missioitalia     (Omelia del 10 Novembre 2013)
Il Dio dei morti o il Dio dei Vivi

Il Vangelo di Luca che leggeremo in questa XXXII domenica del T.O. ci presenta un'ennesima diatriba teologica in cui Gesù è messo provocatoriamente al centro nel tentativo di strumentalizzare politicamente una sua risposta. Niente di più attuale purtroppo! Quante volte tra ...
(continua)

mons. Gianfranco Poma     (Omelia del 10 Novembre 2013)
Tutti vivono per Dio!
Nella domenica XXXII del tempo ordinario, la Liturgia, omettendo importanti brani che leggiamo in altri momenti dell'anno, ci colloca, con Gesù, al termine del viaggio verso Gerusalemme, all'interno del Tempio, partecipi di una disputa con i Sadducei (Lc.20,27-38). È l'unica volta che si parla dei ...
(continua)
Ileana Mortari - rito romano     (Omelia del 10 Novembre 2013)
Dio non è Dio dei morti, ma dei vivi
Il brano rientra nella sezione di Luca del cap.20, in cui troviamo una serie di dispute di Gesù con esponenti delle autorità religiose di Israele: i dottori della Legge (o scribi), i farisei e i sadducei; nella fattispecie qui si tratta del terzo gruppo. Nati probabilmente nei circoli degli e ...
(continua)
Wilma Chasseur     (Omelia del 10 Novembre 2013)
Chi sono i figli della risurrezione?

I Sadducei e la risurrezione. Non ci credevano proprio! Anche se godevano di una certa considerazione e autorevolezza, alla risurrezione non ci credevano per niente e posero a Gesù una domanda assurda, proprio per mettere in ridicolo, anche se velatamente, il suo insegnamento sull ...
(continua)

dom Luigi Gioia     (Omelia del 10 Novembre 2013)
Dio non è dei morti, ma dei viventi
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don Alberto Brignoli     (Omelia del 10 Novembre 2013)
Dove c'è Speranza, c'è Vita
Ci avviciniamo alla conclusione dell'anno liturgico, e come ogni anno i testi della Liturgia della Parola ci parlano di ciò che va "oltre il qui e ora", di ciò che "trascende" la realtà attuale, delle "cose ultime" che vanno ben al di là del quotidiano: ciò che in termini teologici si definisce come ...
(continua)
don Alberto Brignoli     (Omelia del 06 Novembre 2016)
La vita non finisce, e neppure la speranza
Ho pure provato a pensarci, qualche volta, ma ho abbandonato prontamente il pensiero. Non so se per paura, o forse perché dentro di me lo ritenessi inutile: ma più di tanto, non vi ho mai indugiato o macchinato sopra. Ripeto, forse tutto nasce da un timore, dalla paura - tutta umana, credo - nel pen ...
(continua)
mons. Giuseppe Giudice     (Omelia del 10 Novembre 2013)
Non perdere di vista l'eterno
Gesù ci ha amati e ci ha donato una consolazione eterna e una buona speranza. Credere nel Dio dei viventi! Credere nella risurrezione! Credere nella vita! La fede diventa vera se non si perde nelle coordinate del tempo, ma si apre incessantemente all'eterno. Noi sappiamo che ci sazieremo contempl ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 10 Novembre 2013)
Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui

L'argomentazione di falsità, stoltezza, insipienza, menzogna è proprio dello stolto, dell'arrogante, del prepotente. Costui prima si consegna al male, poi giustifica ogni sua azione ricorrendo all'affermazione che Dio non esiste. Dicendo che Dio non esiste, non si nega soltanto Di ...
(continua)

Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 06 Novembre 2016)
Non prendono né moglie né marito
Quando si è senza alcuna fede nella Parola del Dio vivente, non solo si possiede una visione meschina, misera, delle cose della terra e della nostra stessa vita, ma ancora più meschina e povera è la visione che si ha delle cose eterne. San Paolo ci rivela nella Lettera ai Romani che tra ciò che vien ...
(continua)
don Marco Pozza     (Omelia del 10 Novembre 2013)
I sadducei: esperti fabbricatori di boomerang
Come ottenere un effetto boomerang. Stavolta nemmeno la fantasia più assurda - una donna va in sposa a sette mariti che muoiono tutti senza lasciare discendenza alcuna, ndr! - riesce a smantellare la speranza più incomprensibile: quella della Risurrezione. A farne le spese, stavolta, l'ala ar ...
(continua)
Gaetano Salvati     (Omelia del 10 Novembre 2013)
Commento su Luca 20,27-38
La liturgia della Parola di oggi ci invita a riflettere sulla speranza data da Dio il giorno della risurrezione del Figlio: in Lui tutto è possibile, tutto è sopportabile perché dona la capacità di contemplare il Suo volto, "di essere di nuovo risuscitati" (2Mac 7,14). La prospettiva della risurrezi ...
(continua)
don Luciano Cantini     (Omelia del 10 Novembre 2013)
Coinvolti dalla vita futura
Si avvicinarono a Gesù Gesù è nel tempio a insegnare siamo ormai alla conclusione del viaggio che Luca racconta; "i capi dei sacerdoti e gli scribi" come "i capi del popolo" cercano un modo per porre fine allo scandalo del suo insegnamento (Lc 19,47). In questo contesto leggiam ...
(continua)
don Luciano Cantini     (Omelia del 06 Novembre 2016)
Degni della vita futura
Dicono
I sadducei, i più ricchi e potenti della casta sacerdotale cercano a modo loro di porre fine allo scandalo dell'insegnamento di Gesù dopo il fallimento dei farisei (cfr Lc 19,47). Si fanno forti della lettura della Torah che non parla di resurrezione per raccontare una paraboletta ...

(continua)
Giovani Missioitalia     (Omelia del 07 Novembre 2010)
32 Domenica del T.O. (AnnoC)
Qualche anno fa era in voga una canzone che diceva "siamo figli delle stelle..." Ascoltando quei versi e quella musica provavo sempre sensazioni di grandezza, di appartenere ad una realtà che mi sorpassava, di essere parte di un'esistenza più grande di quella misera che ogni giorno mi era messa sott ...
(continua)
Riccardo Ripoli     (Omelia del 10 Novembre 2013)
Dio non è Dio dei morti, ma dei vivi
Adolescienza, scelte che segnano la vita Tra ragazzi a scuola il lunedì mattina ci raccontavamo cosa avessimo fatto nei fine settimana e quando dicevo che ero stato a Messa erano in molti a scuotere la testa, a commentare "è roba da vecchi". Passava il tempo e crescendo molti dei miei amici, come ...
(continua)
fr. Massimo Rossi     (Omelia del 10 Novembre 2013)

La riflessione sulla morte e sulla risurrezione è collocata oggi, non tanto perché siamo nel mese dei morti - io preferisco chiamarlo il mese dei Santi... -, quanto perché tra due domeniche termina l'anno liturgico; e come ogni fine d'anno, anche quest'anno la liturgia ci esorta a riflettere sulle u ...
(continua)
fr. Massimo Rossi     (Omelia del 06 Novembre 2016)

L'esempio portato dai sadducei, della donna presa in moglie da sette fratelli, rasenta il grottesco. Sarcasmo puro! altro che Charlie Hebdo, tristemente famoso per le sue vignette satiriche.... Irridere i morti è un atto grave, irriguardoso della vita e del dolore di chi ha perd ...
(continua)
don Luca Garbinetto     (Omelia del 06 Novembre 2016)
Nel risorto, amore senza misura
Perché in Paradiso non ci saranno più ?né moglie né marito'? Perché l'amore esclusivo e totalizzante che qui sulla terra è sacramento dell'amore di Dio verso l'umanità dovrebbe essere cancellato e dimenticato ?nella vita futura'? Possiamo pensare di desiderare il Cielo, se lassù non riconosceremo pi ...
(continua)
Carla Sprinzeles     (Omelia del 06 Novembre 2016)
Commento su 2Maccabei 7,1-2.9-14; Luca 20,27-38
Oggi riflettiamo sul senso di quello che viviamo, sul senso della nostra vita: tutto finirà.
Il senso non sta nelle cose, non sta nelle nostre azioni, non sta nelle realizzazioni, ma nella vita definitiva che si sviluppa attraverso tutto questo.
Come si perviene alla vita definitiva?
...

(continua)
Missionari della Via     (Omelia del 06 Novembre 2016)

Il Vangelo di oggi ci fa riflettere su una questione essenziale: la fede nella risurrezione.
I sadducei, ossia una parte del popolo ebreo, ricca e potente, non credevano alla risurrezione: la loro era una religiosità terrena, ridotta a semplice etica per vivere meglio qui sulla terra. Anche og ...

(continua)
don Simone Salvadore     (Omelia del 06 Novembre 2016)
Ciò che facciamo in vita riecheggia nell'eternità
"Ciò che facciamo in vita, riecheggia nell'eternità".
È una frase a grande effetto del film "Il Gladiatore", pronunciata dal protagonista, il Generale Massimo Decimo Meridio nell'imminenza di un attacco di cavalleria.
Eppure sono convinto, che non rimarranno su questa terra e nel mondo che ...

(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 24 Novembre 2012)
Commento su Luca 20,27-40
Ci sono persone che passano il tempo a confermare le proprie opinioni, anche a costo di sfiorare il ridicolo. Persone schierate, paladini assoluti della verità (la loro), che guardano con sufficienza gli altri e che si identificano con le proprie idee... Come i sadducei di oggi, l'aristocrazia di Ge ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 23 Novembre 2013)
Commento su Lc 20,27-40
Il nostro Dio è il Dio dei viventi perché a Mosè, nel roveto, parla dei patriarchi come di persone vive e presenti. Questa semplice e geniale intuizione di Gesù, questa esegesi in presa diretta che rivela, ancora una volta, la straordinaria conoscenza che Gesù ha della Parola, dovrebbe mettere tutti ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 22 Novembre 2014)

Grande Gesù! Conosce bene la Scrittura, l'ha meditata, né fa un'esegesi ampia, profonda, corretta. Davanti all'assurda trappola ingegnata dai sadducei per metterlo in difficoltà riguardo alla resurrezione dai morti, verità in cui non credono, Gesù riesce a spostare il dialogo dall'esempio paradossal ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 21 Novembre 2015)

Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui. L'assurdo caso che i sadducei presentano a Gesù per smentire la fede nella resurrezione ha almeno ottenuto il risultato di donarci una parola straordinaria. In un raffinato (e per molti versi incomprensibile) scontro teologico ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 23 Novembre 2013)
Commento su Luca 20, 38
Dio non è dei morti, ma dei viventi, perché tutti vivono per lui Lc 20, 38
Come vivere questa Parola?
Di fronte a Gesù, i Sadducei, che negano la risurrezione e richiamano la legge secondo cui la vedova doveva sposare il fratello del marito defunto, presentano (con ...

(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 22 Novembre 2014)
Commento su Lc 20, 36
"(...) non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio".
Lc 20, 36
Come vivere questa Parola?
Scommetto che questa asserzione lucida e forte del Signore Gesù, quanti si vantano di seguire certe linee di pensie ...

(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 21 Novembre 2015)
Commento su Lc. 20, 34-36
" Gesù rispose loro: «I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono né moglie né marito: infatti non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, poiché sono figli della risurre ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 19 Novembre 2016)
Commento su Lc 20, 37-38
«Che poi i morti risorgano, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando dice: "Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe. Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui"».
Lc 20, 37-38

Come vivere questa Parola?
Vero che ...

(continua)

Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 25 Novembre 2017)
Commento su Lc 20, 27-40
«Si avvicinarono a Gesù alcuni sadducei - i quali dicono che non c'è risurrezione - e gli posero questa domanda: ?Maestro, Mosè ci ha prescritto: ?Se muore il fratello di qualcuno che ha moglie, ma è senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello'. C'erano du ...
(continua)
Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 23 Novembre 2013)
La Madre del Signore

Vari elementi hanno concorso alla istituzione della festa odierna della Vergine. Il Protovengelo di Giacomo, uno scritto apòcrifo, non riconosciuto come testo ispirato e perciò non annoverato tra i libri della Bibbia, ci narra della nascita di Maria Santissima da Gioacchino ed Ann ...
(continua)

Monaci Benedettini Silvestrini     (Omelia del 19 Novembre 2016)
Dio non è Dio dei morti, ma dei vivi
Torna il tema della risurrezione dei morti, argomento sollecitato dai sadducei i quali negano che ci sia una risurrezione dopo la morte. Adducono un argomento da un fatto accaduto o sicuramente possibile. È il caso di una vedova senza figli che, in successione, prima di morire, diventa moglie di set ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 19 Novembre 2011)
Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui
I sadducei sono gente strana. Hanno una fede assai lacunosa, quasi vana. Credono tutto ciò che passa al vaglio della loro mente contorta. Quanto è oltre di essa, viene rifiutato, negato, non confessato. Soprattutto pensano di poter stabilire le cose del Cielo partendo da quelle della terra. Ciò che ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 24 Novembre 2012)
Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui
Gesù è saggio, infinitamente intelligente. Nessuno mai lo potrà contraddire, mettere in difficoltà. I sadducei non credono nei Libri Deuterocanonici, nei quali è largamente affermata la risurrezione dell'ultimo giorno. Se Gesù avesse risposto, facendo appello o al Libro della Sapienza o al Secondo L ...
(continua)
Riccardo Ripoli     (Omelia del 24 Novembre 2012)
Dio non è Dio dei morti, ma dei vivi; perché tutti vivono per lui
Quante persone oggi, ora mentre tu leggi, sono immerse nella sofferenza. Non come modo di dire, ma stanno vivendo una vita piena di dolori, sconfitte, mancanza di lavoro, di affetto, con malformazioni fisiche, sotto le bombe di una guerra, vittima di abusi dei propri genitori. Quanti stanno male, qu ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 23 Novembre 2013)
Poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio

Pensare il mondo di lassù come un prolungamento del mondo di quaggiù è grande stoltezza. San Paolo ci rivela che neanche possiamo immaginare ciò che è il Cielo. Se bisogna vantarsi - ma non conviene - verrò tuttavia alle visioni e alle rivelazioni del Signore. So che un uomo ...
(continua)

Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 22 Novembre 2014)
Dicono che non c'è risurrezione
La risurrezione, nella sua duplice modalità o essenza di vita e di morte eterna, di luce e di tenebra, di gloria e di disonore, è rivelazione già acquisita nel popolo di Dio. Venuto meno il primo, allo stesso modo esponevano allo scherno il secondo e, strappatagli la pelle del capo con i capelli ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 21 Novembre 2015)
Dio non è dei morti, ma dei viventi
Chi è stato afferrato da questa verità, chi da essa è stato conquistato, è Paolo. Lui ha un solo desiderio: immergersi pienamente nella vita che è Cristo Signore, in questa vita perdersi, annientarsi, divenire con essa una cosa sola. La sua stessa vita sulla terra è una corsa per raggiungere Cristo ...
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Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 19 Novembre 2016)
I quali dicono che non c'è risurrezione
I sadducei dicono che non c'è risurrezione, in aperta contraddizione con tutta la rivelazione. È vero che essi non credevano nella canonicità di alcuni Libri, tuttavia la verità della vita dopo la morte è in ogni pagina dei Libri nei quali essi credevano. Non potendo però negare la loro canonicità c ...
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Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 25 Novembre 2017)
Non prendono né moglie né marito
Il popolo del Signore aveva chiara dinanzi agli occhi la fede nella risurrezione nella sua duplice forma: di gloria e di infamia eterna. Sapeva bene per rivelazione che l'obbedienza produce una benedizione eterna, mentre la disobbedienza dona maledizione, infamia, condanna, tenebre, morte e non vita ...
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Riccardo Ripoli     (Omelia del 23 Novembre 2013)
Dipendenza
Tutti vivono per lui Si sente parlare tantissimo di tossicodipendenza e di alcolismo, si prendono le distanze da questa dipendenza, la stigmatizziamo, così come critichiamo la dipendenza dal gioco da altri mali che affliggono la nostra società. Siamo talmente impauriti di cadere in trappola in un ...
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Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 19 Novembre 2011)
Commento su Luca 20,38
Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui. Lc 20,38
Come vivere questa Parola?
Con questa solare affermazione Gesù chiude la bocca ai Sadducei: una setta ebraica che negava la resurrezione dei morti. L'obiezione era stata posta da loro, che rite ...

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