Omelie riferite al libro: Vangelo secondo Giovanni, capitolo 21

don Giorgio Zevini     (Omelia del 10 Aprile 2016)
Video Commento a Gv 21,1-19

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(continua)

mons. Vincenzo Paglia     (Omelia del 14 Aprile 2013)
Commento su Atti 5,27-32.40-41; Salmo 29; Apocalisse 5,11-14; Giovanni 21,1-19
Introduzione
La terza volta che Gesù si manifesta ai suoi, dopo la risurrezione, è densa di avvenimenti e di insegnamenti.
Egli si ferma sulla riva del lago a cuocere il pesce per loro, e a presentarsi ancora come uno che serve, perché il Risorto è tutto Amore, Spirito vivificante. ...

(continua)
Monastero Domenicano Matris Domini     (Omelia del 14 Aprile 2013)
Commento su Atti 5,27b-32.40b-41; Salmo 29/30; Apocalisse 5,11-14; Giovanni 21,1-19.
Collocazione del brano
Ci troviamo al termine del vangelo di Giovanni. Il capitolo 21 è infatti l'ultimo, anche se, per le sue caratteristiche sembra proprio essere un'aggiunta posteriore, redatta da uno dei discepoli di Giovanni, forse lo stesso editore del quarto Vangelo. In questo cap ...

(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 13 Aprile 2012)
Commento su Giovanni 21,1-14
Pietro è stato l'ultimo, fra gli apostoli, a credere nel risorto. Non che dubitasse dell'evento, ne era stato coinvolto fin dal giorno della resurrezione, correndo al sepolcro, ed era stato il beneficiario di una misteriosa apparizione personale di Gesù (Lc 24); ma perché quella resurrezione, in un ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 05 Aprile 2013)
Commento su Gv 21,1-14
Pietro è l'ultimo fra i discepoli a convertirsi. C'è troppo dolore nel suo cuore, è troppo fallimentare il suo percorso. Il fatto di avere rinnegato Gesù davanti ad una serva lo ha gettato nello sconforto più assoluto, Gesù è risorto, certo, ma non per lui... Torna a pescare, riprendendo quelle reti ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 25 Aprile 2014)

Pietro è stato l'ultimo, fra i dodici, a convertirsi alla gioia. Troppo dolore nella sua storia, troppo forte, in lui, il senso di frustrazione, il senso di colpa per avere rinnegato il Maestro. La straordinaria pagina di oggi ci racconta l'epilogo della sua vicenda. Pietro sa che il Signore è risor ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 10 Aprile 2015)

Non per tutti gli apostoli è stato semplice ed evidente credere nella resurrezione di Gesù. Gli evangelisti, con coraggio, giungono ad affermare che colui che più di tutti ha faticato è stato Pietro. E proprio Pietro, il principe degli apostoli, colui cui Gesù affida la tutela del deposito della fed ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 25 Aprile 2014)
Commento su Gv 21,13
«Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce».
Gv 21,13
Come vivere questa Parola?
Pietro e altri discepoli sono sulla riva del lago di Tiberiade e decidono di andare a pescare nella notte - tempo propizio per la pesca - ma non prendono null ...

(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 10 Aprile 2015)
Commento su Gv. 21,7
"Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore!». Simon Pietro, appena udì che era il Signore, si strinse la veste attorno ai fianchi, perché era svestito, e si gettò in mare."
Gv. 21, 7

Come vivere questa Parola?
Giovanni vede e riconosce; Pietro, su ...

(continua)

Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 01 Aprile 2016)
Commento su Gv 21,1-14
«Quando già era l'alba, Gesù si presentò sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: "Figlioli, non avete nulla da mangiare?" Gli risposero: "No". Allora disse loro: "Gettate la rete dalla parte destra e troverete". La gettarono e non potevano più tirarla su per ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 21 Aprile 2017)
Commento su Gv 21,1; 3-6; 9-10; 12-14
«Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberiade... Allora uscirono e salirono sulla barca; ma quella notte non presero nulla. Quando già era l'alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: "Figlioli, non avete nulla da mangiare?". ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 13 Aprile 2012)
Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete
Vi è una corrispondenza perfetta tra il miracolo della pesca miracolosa che è all'inizio dei Vangeli sinottici e il racconto posto da Giovanni alla fine del suo Vangelo: "Mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù, stando presso il lago di Gennésaret, vide due b ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 05 Aprile 2013)
Sapevano bene che era il Signore

Cambiano i racconti che parlano di Gesù dopo la sua risurrezione, ma la finalità è una sola: come si riconosce Cristo Gesù? Luca ci rivela che Gesù si conosce attraverso la spiegazione delle Scritture, il dono dell'intelligenza di esse, un segno particolare che Gesù stesso dona ai ...
(continua)

Riccardo Ripoli     (Omelia del 05 Aprile 2013)
Sapevano bene che era il Signore
Quasi tutti abbiamo un cervello che lavora e chi non ha ricevuto il dono dell'intelligenza capisce con il cuore meglio degli altri, siamo praticamente tutti in grado di comprendere perfettamente ciò che accade intorno a noi, o almeno coglierne l'essenza ed il significato. A volte però non vogliamo c ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 25 Aprile 2014)
Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete
Pietro decide di andare a pescare. Manifestata questa sua volontà, altri discepoli decidono di andare con lui. Nessuno potrà mai andare a pescare da solo. Essa ha bisogno di molta energia, di molte mani. Due mani da sole non sono sufficienti non bastano. Possiamo già trarre la prima verità di ogni e ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 10 Aprile 2015)
Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete
L'apostolo Giovanni, mosso e illuminato dallo Spirito Santo, unisce in modo mirabile croce e missione. La rete della missione dovrà essere perennemente gettata dal lato destro della barca, cioè dal corpo della Chiesa, che è il Corpo di Cristo, il Corpo trafitto nel lato destro, dal quale sgorga il f ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 01 Aprile 2016)
Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete
Nei Vangelo vi sono dei racconti che vanno ben oltre ogni logica umana, perché essi seguono solo la logica dello Spirito Santo. Uno di questi racconti scritto solo con la logica dello Spirito di Dio è quanto avviene sul mare di Tiberiade, dopo la risurrezione di Gesù. È un racconto che lascia senza ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 06 Aprile 2018)
Quella notte non presero nulla
Perché l'Apostolo Giovanni pone alla fine del suo Vangelo l'episodio della pesca miracolosa? Non basta a Pietro e agli altri Apostoli lo Spirito Santo per andare nel mondo e pescare uomini per il regno di Dio? Evidentemente no! Infatti pur avendo gli Apostoli ricevuto lo Spirito Santo, pur essendo a ...
(continua)
don Cristiano Mauri     (Omelia del 06 Aprile 2018)

Giovanni introduce l'episodio dell'epilogo utilizzando il verbo «manifestarsi», cosa che non fa nelle altre apparizioni del capitolo 20, nelle quali utilizza il linguaggio dei discorsi d'addio e definisce la presenza pasquale come una «venuta».
La terminologia della manifestazione è però usata ...

(continua)
don Roberto Rossi     (Omelia del 14 Aprile 2013)
Il nostro amore a Gesù, il Signore
"Bisogna ubbidire a Dio piuttosto che agli uomini. Il Dio dei nostri padri ha risuscitato Gesù, che voi avete ucciso appendendolo ad una croce. Dio lo ha innalzato con la sua destra, facendolo capo e salvatore per dare a tutti la grazia della conversione e il perdono dei peccati. E di questi fatti s ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 14 Aprile 2013)
Video commento a Gv 21,1-19

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(continua)

Paolo Curtaz     (Omelia del 10 Aprile 2016)
Video commento a Gv 21,1-9

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(continua)

mons. Antonio Riboldi     (Omelia del 14 Aprile 2013)
Mi ami tu?
Ci sono delle domande che misteriosamente il Cielo ci pone. Forse ci colgono all'improvviso e svelano la verità dei nostri rapporti con Dio o, se vogliamo, i nostri rapporti con il vero senso della vita. Domande che, a volte, suscitano imbarazzo, soprattutto quando vanno diritte alla coscienza, che ...
(continua)
don Roberto Rossi     (Omelia del 10 Aprile 2016)
La gioia dell'amore: Mi ami tu? Signore tu sai che ti voglio bene
L'apostolo Pietro, insieme agli altri, pur in mezzo alle persecuzioni, sa dare il grande annuncio della risurrezione di Gesù: "Dio ha risuscitato Gesù che voi avete ucciso appendendolo ad una croce. Dio lo ha innalzato alla sua destra come capo e salvatore, per dare a tutti conversione e perdono ...
(continua)
Omelie.org (bambini)     (Omelia del 14 Aprile 2013)

Sono passati un po' di giorni dalla Pasqua: sono trascorsi per noi, qui e ora, ma sono trascorsi anche nel racconto del Vangelo che abbiamo appena ascoltato. È un brano molto lungo, in cui avvengono segni importanti e si pronunciano parole preziose, però non possiamo soffermarci su tutto. Possiamo ...
(continua)
don Marco Pedron     (Omelia del 10 Aprile 2016)
Gli occhi dell'amore
In questo vangelo Gv spiega cos'è l'eucarestia. Gesù si fa pane perché lo accolgano, lo mangino, diventino pane come lui. L'eucarestia non è un servizio degli uomini al Signore (ciò che l'uomo fa per Dio), come negli antichi culti liturgici, ma il servizio di Dio per gli uomini (ciò che Dio fa per l ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 14 Aprile 2013)
Pietro e noi
Gesù è risorto. Bene. Evviva. Complimenti vivi. Un applauso. Ma molti sono ancora nel sepolcro. Irrigiditi come cadaveri. Travolti dal dolore, come se l'anima si fosse indurita, senza emozioni, senza desideri, senza sussulti. Come se la resurrezione riguardasse altri, come se non fosse davvero pe ...
(continua)
don Claudio Doglio     (Omelia del 14 Aprile 2013)
Video commento a Gv 21,1-19

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(continua)

don Claudio Doglio     (Omelia del 10 Aprile 2016)
Video commento a Gv 21,1-19

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(continua)

padre Sergio Tellan, OFM cap.     (Omelia del 14 Aprile 2013)
Video commento a Gv 21,1-19

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(continua)

Paolo Curtaz     (Omelia del 14 Aprile 2013)
Commento su Gv 21,1-19
Pietro è stato il più presente alle apparizioni del Risorto. Ma niente, nulla, deserto, il suo cuore è rimasto duro e arido. Gesù è vivo certo, ma non per lui. Gesù è risorto e glorioso, vivo, ma lui, Pietro, è rimasto in quel cortile.

L'inizio del vangelo di oggi, è uno dei più tristi mo ...
(continua)

mons. Gianfranco Poma     (Omelia del 14 Aprile 2013)
E' il Signore!
Il brano che la Liturgia ci fa leggere nella terza domenica di Pasqua (Giov.21,1-19) è la prima parte dell' "epilogo" che aggiunge al Vangelo una dimensione ecclesiologica che riflette la situazione e la professione di fede delle comunità giovannee. Nel corso del IV Vangelo Pietro non ha il posto d' ...
(continua)
don Domenico Luciani     (Omelia del 14 Aprile 2013)
Video commento a Gv 21,1-19

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(continua)

don Domenico Luciani     (Omelia del 10 Aprile 2016)
Video commento su Gv 21,1-19

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(continua)

dom Luigi Gioia     (Omelia del 14 Aprile 2013)
Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro? (Giovanni 21, 1-19)
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(continua)
padre Giuseppe De Nardi     (Omelia del 10 Aprile 2016)
Sulla Tua Parola - Gv 21,1-19

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(continua)

don Gianfranco Calabrese     (Omelia del 10 Aprile 2016)
Video commento su Giovanni 21,1-19

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(continua)

don Roberto Fiscer     (Omelia del 10 Aprile 2016)
#StradeDorate - Commento su Giovanni 21,1-19

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(continua)

don Lello Ponticelli     (Omelia del 10 Aprile 2016)
Prediche senza Pulpito - Commento al Vangelo

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(continua)

padre Ermes Ronchi     (Omelia del 14 Aprile 2013)
Quella domanda: mi ami tu?
Gli Apostoli sono tornati là dove tutto ha avuto inizio, al loro mestiere di prima, alle parole di sempre: vado a pe­scare, veniamo anche noi; e poi notti di fatica, barche vuote, vol­ti delusi. L'ultima apparizione di Gesù è raccontata nel contesto della nor­malità del quotidiano. Dentro di esso, n ...
(continua)
padre Ermes Ronchi     (Omelia del 10 Aprile 2016)
Il Maestro d'umanità e il linguaggio semplice degli affetti
Una mattina sul lago, dopo che Gesù ha preparato il cibo, come una madre, per i suoi amici che tornano da una notte vuota, lo stupendo dialogo tra il Risorto e Pietro, fatto con gli occhi ad altezza del cuore. Tre richieste uguali e ogni volta diverse, il più bel dialogo di tutta la letteratura mond ...
(continua)
Diocesi di Vicenza     (Omelia del 10 Aprile 2016)
La Parola - commento a Gv 21,1-19
A cura di don Andrea Guglielmi, Assistente generale Azione cattolica vicentina. Registrato nell'Oratorio di san Nicola, Vicenza

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(continua)

mons. Antonio Riboldi     (Omelia del 10 Aprile 2016)
Simone di Giovanni, mi ami?
Nel racconto degli Atti degli Apostoli che oggi si legge - At. 5, 27-32 - sembra siano passati centinaia di secoli, dal momento della paura e della fuga degli Apostoli alla vista della terribile fine cui andava incontro il Maestro, che li aveva chiamati, scelti e fatti suoi amici, ma che nell'ora de ...
(continua)
Sulla strada - TV2000     (Omelia del 10 Aprile 2016)
Commento su Giovanni 21,1-19

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(continua)

padre Gian Franco Scarpitta     (Omelia del 14 Aprile 2013)
Apparso perché tutti risorgano con lui
Una volta risorto Gesù, i brani evangelici della nostra liturgia si concentrano sulle sue apparizioni. La volta scorsa si era riflettuto sull'apparire straordinario di Gesù davanti ai suoi apostoli nonostante le porte del cenacolo fossero chiuse, il suo presentarsi mani e piedi ai suoi assecondando ...
(continua)
padre Gian Franco Scarpitta     (Omelia del 10 Aprile 2016)
Presenza ordinaria del Risorto
Questa volta Gesù non elude le porte sprangate e non compare improvvisamente davanti ad occhi inebetiti e confusi. La sua apparizione da Risorto riguarda invece un'esperienza fra le tante, un episodio della vita di tutti i giorni, nel quale in Gesù vediamo un personaggio attivo e concreto, addirittu ...
(continua)
padre Antonio Rungi     (Omelia del 10 Aprile 2016)
Nella rete della misericordia di Dio
La terza domenica di Pasqua ci presenta Gesù che appare agli apostoli e li aiuta nel lavoro di pescatori. Da una notte senza aver pescato nulla, ad una pesca in pieno giorno in cui prendono tutto, raccolgono ogni tipo di pesce, piccoli e grandi, una raccolta straordinaria. E' l'immagine di questo gi ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 10 Aprile 2016)
Commento su Gv 21,4
«Gesù stette sulla riva»
Gv 21,4

Come vivere questa Parola?
Gesù si manifesta ai suoi discepoli per la terza volta: si ferma sulla riva del lago e cuoce il pesce per loro. Egli si presenta come la persona che si mette al servizio degli altri, perché li ama. Anche di front ...

(continua)

Agenzia SIR     (Omelia del 14 Aprile 2013)
Commento su Gv 21,1-19
Dalla tomba vuota all'incontro personale col risorto. Fino all'ultimo, Gesù sta in mezzo alla sua piccola comunità per prepararla alla missione e alle ostilità: deve seguire il Maestro e le tocca uguale destino. Dopo lo sbaraglio della croce gli apostoli sembrano tornati al loro mestiere di p ...
(continua)
Agenzia SIR     (Omelia del 10 Aprile 2016)

Le apparizioni del Signore in mezzo ai suoi hanno a che fare col rapporto fra il vedere (sapere) e la fede (credere). Credere e sapere sono complementari. Certo, il credere va oltre il sapere, perché sulla base della fiducia accettiamo anche quello che non vediamo e non comprendiamo. Ma per c ...
(continua)
Omelie.org - autori vari     (Omelia del 14 Aprile 2013)

COMMENTO ALLE LETTURE Commento a cura di Rocco Pezzimenti 1. Pietro disse vado a pescare e quelli che erano con lui gli risposero "veniamo anche noi con te". Rassegnati per la mancanza del Maestro, ritornano alle loro abituali occupazioni, ma non concludono niente, "in quel ...
(continua)
don Claudio Doglio     (Omelia del 10 Aprile 2016)
L'Agnello immolato è il Signore dell'universo
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Omelie.org - autori vari     (Omelia del 10 Aprile 2016)

COMMENTO ALLE LETTURE Commento a cura di don Massimo Cautero Come cambiano le cose dopo Pasqua! Come cambiano le cose quando, attraversato il tuo Giordano, entrato nella tua terra promessa, guardi le cose che ti circondano, interagisci con ciò con cui hai sempre interagito ma in m ...
(continua)
CPM-ITALIA Centri di Preparazione al Matrimonio (coppie - famiglie)     (Omelia del 10 Aprile 2016)
Commento su Gv 21,1-19
La terza domenica di Pasqua ci offre delle letture veramente interessanti e particolari, dato che con il capitolo 21 si chiude il Vangelo di Giovanni, testo che ancora una volta evidenzia come la nostra vita non può prescindere dalla relazione, ma soprattutto dalla relazione con Cristo.
E' inte ...

(continua)
Wilma Chasseur     (Omelia del 14 Aprile 2013)
Audio commento a Gv 21,1-19
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Omelie.org (bambini)     (Omelia del 10 Aprile 2016)

Siamo ancora immersi nella luce della Pasqua e credo proprio che sentiamo nell'aria e nel cuore la gioia e il profumo della Resurrezione. Questo ci rende particolarmente attenti all'ascolto della Parola di Dio, specialmente quando la Chiesa ci propone un brano come quello di oggi, raccontato dalla v ...
(continua)
don Giovanni Berti     (Omelia del 14 Aprile 2013)
Il risorto insistente... per fortuna
Clicca qui per la vignetta della settimana. Gesù appare diverse volte ai suoi discepoli dopo la resurrezione. Le apparizioni, raccontate dagli evangelisti con sottolineature diverse, sono essenziali per la testimonianza che da q ...
(continua)
don Giovanni Berti     (Omelia del 17 Aprile 2016)
La gioia dell'amore risorto
Clicca qui per la vignetta della settimana. Erano tante le attese riguardo quello che papa Francesco avrebbe scritto sulla famiglia dopo i due sinodi dei vescovi di tutto il mondo nel 2014 e 2015. "Amoris laetitia" è il titolo ...
(continua)
Wilma Chasseur     (Omelia del 10 Aprile 2016)
Audio commento alla liturgia - Gv 21,1-19
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(continua)

mons. Roberto Brunelli     (Omelia del 14 Aprile 2013)
Tre volte la domanda riparatrice
Pur se il tempo (i giorni tra la risurrezione di Gesù e la sua ascensione al cielo) e l'ambiente (il lago di Tiberiade) sono comuni, si può ripartire l'odierno brano del vangelo (Giovanni 21,1-14) in due capitoli. Il primo riguarda una pesca prodigiosa: un gruppo di apostoli, tornati al loro antico ...
(continua)
padre Fernando Armellini     (Omelia del 10 Aprile 2016)
Video commento su Gv 21,1-19

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(continua)

mons. Roberto Brunelli     (Omelia del 10 Aprile 2016)
Obbedire a Dio e non agli uomini
"Era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risorto dai morti": lo precisa il vangelo di oggi (Giovanni 21,1-19), riferendo quanto avvenne un giorno sul lago di Tiberiade. Un manipolo di apostoli, non sapendo che fare (l'avrebbero saputo di lì a poco, al momento della ascen ...
(continua)
Ileana Mortari - rito romano     (Omelia del 14 Aprile 2013)
Signore, Tu sai tutto!
Nel cap.21 di Giovanni, epilogo del 4° vangelo, troviamo l'ultima manifestazione di Gesù risorto ai suoi discepoli e l'"investitura" di Pietro, cui viene affidata la comunità dei credenti. Le due scene evocano immediatamente molti altri passi delle narrazioni evangeliche: il mare di Tiberiade (o ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 14 Aprile 2013)
Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene

Oggi Gesù rivela a Pietro quale dovrà essere la sua missione: quella di amare Lui più di tutti gli altri sempre. Il suo è un vero ministero di amore speciale, grande, quasi infinito per il suo Maestro. Lui dovrà nutrire e pascere pecore e agnelli con questo suo amore. Il suo amore ...
(continua)

Wilma Chasseur     (Omelia del 14 Aprile 2013)
Vita da risorti

Vi chiedete come doveva essere la vita di Gesù da risorto? O, perlomeno, da appena risorto? Curiosità comprensibile, visto che anche noi vivremo un giorno da risorti. Ebbene: pensate che si aggirasse gloriosissimo e luminosissimo, etereo e quasi evanescente dando benedizioni spiri ...
(continua)

Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 10 Aprile 2016)
Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?
Nei pressi di Cesarea di Filippo Pietro, mosso dal Padre, confessa chi è Gesù: "Il Cristo, il Figlio di Dio, il suo Messia". Gesù, perché anche Lui è mosso dal Padre, stabilisce Pietro come pietra di stabilità, fondamento, roccia sulla quale lui edificherà la sua Chiesa per tutto il tempo del ...
(continua)
don Alberto Brignoli     (Omelia del 14 Aprile 2013)
Tutto da capo!
Si riparte, "...di nuovo...": non potevamo iniziare con un avverbio migliore di questo! E si riparte "...sul mare di Tiberiade...". Si riparte dalla Galilea, si inizia un cammino nuovo, ripartendo da capo, come tre anni prima. E si parte con sette discepoli, il numero della totalità, della perfezion ...
(continua)
don Alberto Brignoli     (Omelia del 10 Aprile 2016)
Prima mi servi, e poi mi segui
È dura, quando ti rendi conto di non essere più capace di fare il tuo mestiere. A volte, perché gli anni passano e le forze non sono più quelle di prima; a volte, perché le tecniche cambiano alla velocità della luce e tu non riesci a rimanere aggiornato; a volte, perché la globalizzazione cambia le ...
(continua)
don Luigi Trapelli     (Omelia del 14 Aprile 2013)
Giovanni 21,1-14
Credere in Gesù si collega non solo alla tomba vuota, ma per credere è necessario che Gesù si presenti ai suoi discepoli e si faccia riconoscere. In questo caso Gesù appare presso il lago di Tiberiade, in Galilea e quindi torna nei luoghi iniziali della sua missione. Vi sono sette discepoli, alcuni ...
(continua)
Gaetano Salvati     (Omelia del 14 Aprile 2013)
Commento su Giovanni 21,1-19
Oggi il Risorto si manifesta ai discepoli ed essi lo riconoscono Signore, l'amico capace di accogliere e trasformare le vicende di ansia e di smarrimento in atti di fede e carità. Come racconta san Giovanni, è Lui che sulle rive del "mare di Tiberiade" (Gv 21,1) va incontro agli apostoli, che forse ...
(continua)
Giovani Missioitalia     (Omelia del 14 Aprile 2013)
Mi ami tu? Discepoli imperfetti ma amati

La location è splendida: albeggia, il "mare" è calmo, i piccoli rumori della natura fanno intuire che un nuovo giorno sta per iniziare, il blu della notte si mischia all'arancio del mattino, c'è quasi il sole con ancora le stelle in cielo...che meraviglia! Tutto bello se non fo ...
(continua)

mons. Giuseppe Giudice     (Omelia del 14 Aprile 2013)
L'amore che dona la vera vista
"È il Signore!" è il grido pasquale di Giovanni che esplode sul mare di Tiberiade. Il Vangelo ci fa quasi toccare con mano il cammino di fede dei discepoli che, riconquistati dal Risorto, sono invitati nuovamente a gettare la rete per dare da mangiare al Signore. Egli vuole avere bisogno della nost ...
(continua)
Riccardo Ripoli     (Omelia del 14 Aprile 2013)
Sapevano bene che era il Signore
Quasi tutti abbiamo un cervello che lavora e chi non ha ricevuto il dono dell'intelligenza capisce con il cuore meglio degli altri, siamo praticamente tutti in grado di comprendere perfettamente ciò che accade intorno a noi, o almeno coglierne l'essenza ed il significato. A volte però non vogliamo c ...
(continua)
Riccardo Ripoli     (Omelia del 14 Aprile 2013)
Mi vuoi bene?
E' nella natura umana ricercare nel prossimo la continua verifica dei suoi sentimenti nei nostri confronti. Vorremmo avere ogni giorno la prova che l'amore per noi non è venuto meno, ricerchiamo continuamente nell'altro frasi, atteggiamenti, pensieri che ci indichino i suoi sentimenti, finanche a ch ...
(continua)
don Michele Cerutti     (Omelia del 10 Aprile 2016)

Soffermiamoci sulle tre letture per avere un quadro d'insieme sulla liturgia della Parola.
Dalla prima lettura impariamo il paradosso cristiano: il martire soffre ed è nella gioia! E' Gesù stesso che lo dice con estrema chiarezza dal monte delle Beatitudini: "Beati voi quando vi insulteranno, v ...

(continua)
Michele Antonio Corona     (Omelia del 10 Aprile 2016)

La lettura del vangelo di Giovanni evidenzia ogni volta la tentazione di incasellarne le bellissime pagine in interpretazioni univoche e sicure. Le parole del quarto evangelista, invece, hanno un colore sempre diverso ed un senso continuamente nuovo. Sembrano rispondere pienamente al principio secon ...
(continua)
don Marco Pozza     (Omelia del 14 Aprile 2013)
M'ama o non m'ama? Ma sì che ti ama!
L'ultima merenda. Perché l'uomo, per convincerlo, gli devi prima saziare la pancia. E questo anche Cristo lo sa: "Figlioli, non avete nulla da mangiare?". Questi non lo riconoscono, della Risurrezione ne han sentito parlare, lo scambiano per un fantasma. "Spostati, Cristo: questi ti sbranano ...
(continua)
don Luciano Cantini     (Omelia del 14 Aprile 2013)
Le solite vecchie reti
«Io vado a pescare». Quando l'uomo arriva ad un punto morto e deve decidere, la cosa che gli viene più naturale è tornare indietro. Simone era pescatore e torna a pescare... l'esperienza di vita con Gesù, la tragedia della passione, la esaltante avventura della Resurrezione non riescono a sp ...
(continua)
don Luciano Cantini     (Omelia del 10 Aprile 2016)
Libero per amare
Quella notte
C'è una notte, un buio, una tenebra che fatica ad aprirsi alla luce. Giovanni ce lo dice fin dall'inizio del suo vangelo: la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l'hanno vinta (1,5). A Nicodemo Gesù aveva detto: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hann ...

(continua)
fr. Massimo Rossi     (Omelia del 10 Aprile 2016)
Commento su Giovanni 21,1-19
Domenica scorsa terminavo l'omelia precisando che il Vangelo di Giovanni possiede due conclusioni: una al capitolo 20 e l'altra al 21; quella che avete appena ascoltato costituisce il prologo della seconda conclusione. Le ipotesi che spiegherebbero l'aggiunta sono più d'una. Richiamando il particola ...
(continua)
Missionari della Via     (Omelia del 10 Aprile 2016)

Siamo nei giorni dopo la risurrezione e Gesù si manifesta per la terza volta. Ci focalizziamo sull'esperienza di Pietro: Pietro ha da poco rinnegato Gesù e nonostante già l'abbia visto risorto, forse è ancora in preda alla sconforto: infatti si rimette a pescare, cioè torna a fare quello che faceva ...
(continua)
don Giacomo Falco Brini     (Omelia del 10 Aprile 2016)
Si manifestò di nuovo
Il racconto evangelico di oggi ci parla della terza apparizione ai discepoli. Gesù è già apparso ai suoi per due volte (Gv 21,14). Tommaso ha resistito, ma alla fine è caduto in ginocchio davanti al Signore. Ora essi sanno che il maestro crocifisso è tornato in vita dal mondo dei morti. Ora sanno ch ...
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don Roberto Rossi     (Omelia del 00 0000)
I santi Apostoli, fondamento della fede e della Chiesa
Questa domenica ci porta a celebrare quello che sempre ricordiamo il 29 giugno: la solennità dei Santi Pietro e Paolo, colonne e fondamento della fede cristiana e della Chiesa. Possiamo riprendere alcuni elementi della vocazione, della vita e della missione dei due Santi. Pietro>/b> Simone er ...
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Paolo Curtaz     (Omelia del 25 Maggio 2012)
Commento su Giovanni 21,15-19
Per tre volte aveva giurato di non conoscerlo. Per tre volte ora Pietro è chiamato a riaffermare la propria fede, a ridire la propria appartenenza al Maestro. Pensava di essere cresciuto, Simone, di essere saldo: era questa la ragione per cui il Signore lo aveva chiamato a diventare responsabile dei ...
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Paolo Curtaz     (Omelia del 17 Maggio 2013)
Commento su Gv 21,15-19
Per tre volte Pietro aveva negato di conoscere il Maestro davanti alle sollecitazioni di una servetta. Il principe degli apostoli aveva fatto una ben magra figura, smentendo quanto solennemente promesso qualche ora prima. Per questa ragione, probabilmente, gli evangelisti ci presentano Pietro come l ...
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Paolo Curtaz     (Omelia del 29 Giugno 2013)
Commento su Mt 16,13-19
Oggi la Chiesa celebra in un'unica festa Pietro e Paolo, le colonne che diedero la loro vita nell'annuncio del vangelo e che insieme morirono a Roma. Viviamo in profonda comunione e senso di gratitudine con chi ci diede il Cristo.

Pietro e Paolo, così unici, così diversi, così simili. Un ...
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Paolo Curtaz     (Omelia del 06 Giugno 2014)

Mi ami? Per tre volte Pietro aveva negato di conoscere Gesù. Lo aveva fatto davanti a una serva, intimorito dalla situazione. Tutte le sue certezze e la consapevolezza del nuovo, importante ruolo affidatogli dal Maestro si erano sciolte come neve al sole. Il forte che avrebbe dovuto rassicurare i fr ...
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Paolo Curtaz     (Omelia del 22 Maggio 2015)

E così, scherza e ridi, siamo arrivati alla vigilia della Pentecoste. Abbiamo lungamente meditato sull'impegnativo discorso di Gesù dopo l'ultima cena nel Vangelo di Giovanni. Sempre Giovanni ci accompagna nel raccontarci l'epilogo della faticosa conversione alla gioia di Pietro. Dopo la pesca mirac ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 06 Giugno 2014)
Commento su Gv 21, 18
"Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene".
Gv 21, 18
Come vivere questa Parola?
La settimana si era aperta con una professione di fede in Gesù, accolta e portata nella preghiera da Gesù stesso. Oggi torniamo ad ascoltare ciò che esce dalla bocca dei disc ...

(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 29 Giugno 2015)
Commento su Mt 16,15-17
"Ma voi, chi dite che io sia?". Rispose Simon Pietro: "Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente". E Gesù gli disse: "Beato sei tu,..."
Mt 16,15-17

Come vivere questa Parola?
Dopo un po' di tempo passato insieme, siamo ad una svolta. Gesù chiede con umiltà ai discepoli ...

(continua)

Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 22 Maggio 2015)
Commento su Gv 21, 15-17; 19
«Gesù disse a Simon Pietro: "Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?". Gli rispose: "Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene". Gli disse: "Pasci i miei agnelli". Gli disse di nuovo, per la seconda volta: "Simone, figlio di Giovanni, mi ami tu?". Gli rispose: "Certo, Signore, tu lo ...
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Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 13 Maggio 2016)
Commento su Gv 21,17
Gesù chiese per la terza volta: Simone di Giovanni mi ami? Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli dicesse: mi ami? Egli rispose: Tu sai tutto, tu sai che ti amo".
Gv 21,17

Come vivere questa Parola?
Questa pericope si colloca in una parte molto importante del ...

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Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 25 Maggio 2012)
Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?

Pietro aveva rinnegato il Signore: "Mentre Pietro era giù nel cortile, venne una delle giovani serve del sommo sacerdote e, vedendo Pietro che stava a scaldarsi, lo guardò in faccia e gli disse: «Anche tu eri con il Nazareno, con Gesù». Ma egli negò, dicendo: «Non so e non capi ...
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Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 17 Maggio 2013)
Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene

Mai nell'Antico Testamento era avvenuta una cosa simile. Mai il Signore ha chiesto un amore superiore ad ogni altro amore verso di Lui prima di affidare la missione profetica. Tutto invece scaturiva dall'amore del Signore per l'uomo da salvare. Geremia ci rivela che lui era stato ...
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Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 06 Giugno 2014)
Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?
Vedere il peccato dei fratelli e fissarlo nella mente in modo incancellabile è molto facile, a motivo della nostra condizione umana. Tendiamo più a ricordare il male che non il bene. Il male lo vediamo sempre. Il bene lo ignoriamo, non lo consideriamo. Il peccato degli altri è perennemente dinanzi a ...
(continua)
Riccardo Ripoli     (Omelia del 17 Maggio 2013)
Sarai vecchio tenderai le tue mani
Quando si è giovani si pensa che tutto sia facile, che le cose non potranno mai cambiare, che il mondo lo possiamo cambiare a nostro piacimento e che tutti sono pronti ad ascoltarci perché portiamo la novità, il cambiamento, la rivoluzione. Ma il nostro entusiasmo si scontra spesso con la maturità d ...
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Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 29 Giugno 2014)
A te darò le chiavi del regno dei cieli
Per conoscere secondo verità chi è Pietro, dobbiamo distinguere il Pietro della storia, il Pietro della Teologia, il Pietro della letteratura cattolica, il Pietro della quotidianità, il Pietro del dogma, il Pietro del Vangelo. Se comprenderemo chi è il vero Pietro del Vangelo, daremo verità ad ogni ...
(continua)
Riccardo Ripoli     (Omelia del 29 Giugno 2013)
Voi chi dite che io sia?
Anche il più ateo degli atei si sarà certamente interrogato, almeno una volta nella vita, su chi sia Gesù. E' certamente un personaggio storico, una persona sulla quale sono stati scritti moltissimi libri, uno che ha fatto vedere la morale da un'ottica diversa, che ha fornito dei principi applicabil ...
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Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 22 Maggio 2015)
Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?
Pietro aveva rinnegato per ben tre volte Gesù. Tutti sapevano della fragilità di Pietro al momento della Passione di Gesù. Quanto Gesù aveva profetizzato si era avverato. Dopo aver cantato l'inno, uscirono verso il monte degli Ulivi. Gesù disse loro: «Tutti rimarrete scandalizzati, perché sta sc ...
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Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 13 Maggio 2016)
Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?
Il Vangelo secondo Giovanni non riporta la professione di fede su Cristo Gesù fatta da Pietro nei pressi di Cesarea di Filippo. Riferisce invece quella da lui fatta nella sinagoga di Cafarnao nel momento del discorso di Gesù sul pane della vita. È vera professione di fede sul mistero di Gesù, che è ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 02 Giugno 2017)
Ti porterà dove tu non vuoi
Nessun uomo potrà mai darsi una vocazione. Può anche darsela, ma a suo rischio e pericolo. Se la vocazione non è data da Dio, mancherà la grazia che sempre il Signore concede alla vocazione data. Pietro si dona la vocazione di seguire il Maestro. Gesù gli obietta che non è questo il momento. Pietro ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 25 Maggio 2012)
Commento su Giovanni 21,17
Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli domandasse: «Mi vuoi bene?», e gli disse: «Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene». Gv 21,17
Come vivere questa Parola?
In una delle sue apparizioni dopo la resurrezione, Gesù riconferma ufficialmente i ...

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don Walter Magni     (Omelia del 27 Dicembre 2015)
Commento su Giovanni 21,19c-24
Cari amici e care amiche,
cerco di capire la sequenza della liturgia di questi giorni. Siamo partiti celebrando il Natale del Signore, poi il martirio di Santo Stefano ed oggi ci troviamo davanti la figura accattivante dell' Evangelista Giovanni (27 dicembre 2015, III giorno dell'Ottava di Nata ...

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Paolo Curtaz     (Omelia del 26 Maggio 2012)
Commento su Giovanni 21,20-25
No certo, non basterebbe il mondo a contenere i libri che raccontano i "vangeli" del nostro incontro con Dio. Non basterebbe il tempo ad ascoltare la testimonianza di milioni di fratelli e sorelle che, come Giovanni, hanno accolto la Parola e l'hanno lasciata crescere nella propria vita! Simone ha f ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 07 Giugno 2014)

Pietro si preoccupa di Giovanni. È davvero misterioso questo brano. In teoria, ci dicono gli esegeti, questa conclusione serviva a rasserenare gli animi dei complottisti (allora come oggi) che immaginavano una specie di immortalità di Giovanni. Ma mi piace osare di più. Ci sono delle vite di fratell ...
(continua)
Paolo Curtaz     (Omelia del 23 Maggio 2015)

Che cosa sarà di noi? Che cosa sarà degli altri? Pietro vorrebbe sapere qualcosa di più sul suo destino e su quello dei suoi amici, Giovanni in particolare. Ma non gli è concesso. Non ci è concesso. Come i primi discepoli molti anni, prima anche per lui e per noi la sequela di Cristo è una scommessa ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 26 Maggio 2012)
Commento su Giovanni 21,21-22
Pietro dunque, come lo vide, disse a Gesù: «Signore, che cosa sarà di lui?». Gesù gli rispose: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa? Tu seguimi». Gv 21,21-22
Come vivere questa Parola?
Pietro vede Giovanni, l'apostolo che Gesù amava fino a per ...

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Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 23 Maggio 2015)
Commento su Gv 21, 25
«Vi sono ancora molte altre cose compiute da Gesù che, se fossero scritte una per una, penso che il mondo stesso non basterebbe a contenere i libri che si dovrebbero scrivere».
Gv 21, 25

Come vivere questa Parola?
Siamo giunti ormai alla vigilia della solennità di Penteco ...

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Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 03 Giugno 2017)
Commento su Gv. 21, 21-22; 25
«Pietro si voltò e vide che li seguiva quel discepolo che Gesù amava, colui che nella cena si era chinato sul suo petto.... Pietro dunque, come lo vide, disse a Gesù: "Signore, che cosa sarà di lui?". Gesù gli rispose: "Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa? Tu seguimi [... ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 26 Maggio 2012)
Signore, che cosa sarà di lui?
Ogni uomo nella storia è un mistero unico, irripetibile. Questo mistero appartiene solo alla sua coscienza e a nessun altro. San Paolo cerca di spiegare il mistero della persona nel corpo di Cristo, rivelando la legge che governa i carismi elargiti a ciascuno dallo Spirito Santo di Dio: "Riguardo ...
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Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 18 Maggio 2013)
Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa?

La vocazione è personale, così come la missione. Ognuno vive la propria, mettendosi a disposizione degli altri nella carità e nella verità. Così insegna San Paolo. Vi sono diversi carismi, ma uno solo è lo Spirito; vi sono diversi ministeri, ma uno solo è il Signore; vi sono ...
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Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 07 Giugno 2014)
Noi sappiamo che la sua testimonianza è vera
Il Vangelo non si fonda su fantasie e immaginazioni artificiosamente inventate, elaborate dalla mente dell'uomo. A tutto il Vangelo si può applicare quanto Pietro dice della sua fede in Cristo Gesù: "Infatti, vi abbiamo fatto conoscere la potenza e la venuta del Signore nostro Gesù Cristo, non perch ...
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Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 23 Maggio 2015)
Signore, che cosa sarà di lui?
Ogni uomo è segnato da una particolare volontà di Dio su di lui. Già il Libro dei Proverbi poneva il futuro immediato di ogni cosa e persona avvolto da un grande mistero. Alcune cose sono imperscrutabili. Sono non attraversabili. È il non conoscibile. Tre cose sono troppo ardue per me, anzi quat ...
(continua)
Movimento Apostolico - rito romano     (Omelia del 03 Giugno 2017)
Signore, che cosa sarà di lui?
San Paolo sia nella Lettera ai Romani, che nella Prima ai Corinzi e in quella agli Efesini, rivela che le vocazioni sono tante quanti sono i carismi dello Spirito Santo. Alcuni ministeri pur essendo uguali, identici - sono per tutti uguali il ministero di apostolo, presbitero, maestro, dottore, prof ...
(continua)
Casa di Preghiera San Biagio FMA     (Omelia del 14 Aprile 2013)
Commento su Giovanni 21,7
"È il Signore!" Gv 21,7
Come vivere questa parola?
Il racconto delle apparizioni sono l'unica traccia che abbiamo per decifrare qualcosa del mistero della risurrezione. La tomba vuota è prova di un corpo morto e poi sparito che i custodi notturni di quella tomba, gli ...

(continua)