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Giobbe
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(Testo CEI74)

15
2. SECONDO CICLO DI DISCORSI
Giobbe si condanna con le sue stesse parole

1Elifaz il Temanita prese a dire:

2Potrebbe il saggio rispondere con ragioni campate in aria
e riempirsi il ventre di vento d'oriente?
3Si difende egli con parole senza costrutto
e con discorsi inutili?
4Tu anzi distruggi la religione
e abolisci la preghiera innanzi a Dio.
5Sì, la tua malizia suggerisce alla tua bocca
e scegli il linguaggio degli astuti.
6Non io, ma la tua bocca ti condanna
e le tue labbra attestano contro di te.
7Sei forse tu il primo uomo che è nato,
o, prima dei monti, sei venuto al mondo?
8Hai avuto accesso ai segreti consigli di Dio
e ti sei appropriata tu solo la sapienza?
9Che cosa sai tu che noi non sappiamo?
Che cosa capisci che da noi non si comprenda?
10Anche fra di noi c'è il vecchio e c'è il canuto
più di tuo padre, carico d'anni.
11Poca cosa sono per te le consolazioni di Dio
e una parola moderata a te rivolta?
12Perché il tuo cuore ti trasporta
e perché fanno cenni i tuoi occhi,
13quando volgi contro Dio il tuo animo
e fai uscire tali parole dalla tua bocca?
14Che cos'è l'uomo perché si ritenga puro,
perché si dica giusto un nato di donna?
15Ecco, neppure dei suoi santi egli ha fiducia
e i cieli non sono puri ai suoi occhi;
16quanto meno un essere abominevole e corrotto,
l'uomo, che beve l'iniquità come acqua.
17Voglio spiegartelo, ascoltami,
ti racconterò quel che ho visto,
18quello che i saggi riferiscono,
non celato ad essi dai loro padri;
19a essi soli fu concessa questa terra,
né straniero alcuno era passato in mezzo a loro.
20Per tutti i giorni della vita il malvagio si tormenta;
sono contati gli anni riservati al violento.
21Voci di spavento gli risuonano agli orecchi
e in piena pace si vede assalito dal predone.
22Non crede di potersi sottrarre alle tenebre,
egli si sente destinato alla spada.
23Destinato in pasto agli avvoltoi,
sa che gli è preparata la rovina.
24Un giorno tenebroso lo spaventa,
la miseria e l'angoscia l'assalgono
come un re pronto all'attacco,
25perché ha steso contro Dio la sua mano,
ha osato farsi forte contro l'Onnipotente;
26correva contro di lui a testa alta,
al riparo del curvo spessore del suo scudo;
27poiché aveva la faccia coperta di grasso
e pinguedine intorno ai suoi fianchi.
28Avrà dimora in città diroccate,
in case dove non si abita più,
destinate a diventare macerie.
29Non arricchirà, non durerà la sua fortuna,
non metterà radici sulla terra.
30Alle tenebre non sfuggirà,
la vampa seccherà i suoi germogli
e dal vento sarà involato il suo frutto.
31Non confidi in una vanità fallace,
perché sarà una rovina.
32La sua fronda sarà tagliata prima del tempo
e i suoi rami non rinverdiranno più.
33Sarà spogliato come vigna della sua uva ancor acerba
e getterà via come ulivo i suoi fiori,
34poiché la stirpe dell'empio è sterile
e il fuoco divora le tende dell'uomo venale.
35Concepisce malizia e genera sventura
e nel suo seno alleva delusione.

(Testo TILC)

15
SECONDO CICLO DI DISCORSI

1A questo punto Elifaz di Teman disse:

ELlFAZ

Elifaz rimprovera Giobbe

2'Una persona giudiziosa
non parla al vento,
3non si riempie la bocca di sciocchezze,
non fa discorsi sconclusionati,
né dice cose a proprio danno.
4Tu, invece, sei irriverente,
sei uno scandalo per chi vuol pregare.
5Il tuo errore è evidente in quel che dici,
anche se adoperi il linguaggio dei furbi.
6Non io, ma la tua stessa bocca
e le tue labbra
ti accusano e ti condannano.
7Credi di essere il primo uomo che è
nato?
C'eri tu, quando Dio
creava le montagne?
8Hai conosciuto forse i piani di Dio
e ti sei impadronito della sapienza?
9Tu non sai niente
che anche noi non sappiamo;
noi comprendiamo
quel che comprendi tu.
10Fra noi c'è gente con i capelli bianchi,
qualcuno è più vecchio di tuo padre.

11Non ti bastano l'aiuto di Dio
e le nostre parole di conforto?
12Perché ti fai sviare dalla tua collera?
A che cosa miri?

13Perché sei adirato contro Dio
e ti lasci sfuggire bestemmie?
14Quale uomo può essere veramente
innocente?
L'uomo mortale può essere senza colpa?
15Dio non si fida nemmeno degli angeli;
ai suoi occhi nemmeno i cieli sono puri.
16L'uomo è corrotto e indegno,
perché beve il male come acqua.

La sorte del malvagio

17'Ascoltami, Giobbe.
Ti spiegherò quel che ho visto,
18senza nascondere nulla,
come lo hanno detto i sapienti
dopo averlo appreso dai loro padri.
19Ad essi fu data la terra promessa,
non c'erano stranieri fra di loro.
20Il malvagio vive sempre nel terrore,
il tiranno ha i giorni contati.
21Urla di terrore rimbombano
nelle sue orecchie;
i ladri lo aggrediscono
quando si sente al sicuro.
22Non ha speranza di sfuggire alle tenebre,
questa è la sua sorte:
essere ucciso con la spada.
23È destinato in pasto agli avvoltoi,
sa che lo aspetta un futuro terribile.
24Angoscia e paura lo assalgono
come un re pronto alla battaglia,
25perché si è ribellato a Dio
e ha sfidato l'Onnipotente.
26-27Ora che è diventato grasso e sazio,
si è lanciato a capofitto contro Dio,
armato di scudo e corazza.
28Abita in città che saranno distrutte,
in case dove più nessuno troverà dimora,
destinate a diventare
un mucchio di rovine.
29Tra poco non sarà più un uomo ricco,
le sue proprietà non dureranno,
né potrà aumentarle.
30Egli non sfuggirà alle tenebre.
Sarà come un albero,
un fuoco brucerà i suoi rami,
il soffio di Dio lo spazzerà via.
31Non si fidi delle apparenze vane,
perché la vanità sarà la sua ricompensa.
32Seccherà come un ramo,
prima del tempo,
e non rinverdirà più.
33 Sarà come una vite
che perde i grappoli acerbi,
come un ulivo
che lascia cadere i suoi fiori.
34I malvagi non avranno discendenti,
il fuoco divorerà le case dei corrotti.
Essi preparano imbrogli,
concepiscono disgrazie
e partoriscono inganni'.

(Testo CEI2008)

15
SECONDO DISCORSO DI ELIFAZ

1 Elifaz di Teman prese a dire:

Le accuse di Elifaz a Giobbe

2«Potrebbe il saggio rispondere con ragioni campate in aria
e riempirsi il ventre del vento d'oriente?
3Si difende egli con parole inutili
e con discorsi inconcludenti?
4Ma tu distruggi la religione
e abolisci la preghiera innanzi a Dio.
5Infatti la tua malizia istruisce la tua bocca
e scegli il linguaggio degli astuti.
6Non io, ma la tua bocca ti condanna
e le tue labbra attestano contro di te.
7Sei forse tu il primo uomo che è nato,
o prima dei monti sei stato generato?
8Hai tu avuto accesso ai segreti consigli di Dio
e ti sei appropriato tu solo della sapienza?
9Che cosa sai tu, che noi non sappiamo?
Che cosa capisci, che non sia chiaro anche a noi?
10Sia il vecchio che il canuto sono fra di noi,
carichi di anni più di tuo padre.
11Poca cosa sono per te le consolazioni di Dio
e una parola moderata rivolta a te?
12Perché il tuo cuore ti stravolge,
perché ammiccano i tuoi occhi,
13quando volgi contro Dio il tuo animo
e fai uscire tali parole dalla tua bocca?
14Che cos'è l'uomo perché si ritenga puro,
perché si dica giusto un nato da donna?
15Ecco, neppure nei suoi santi egli ha fiducia
e i cieli non sono puri ai suoi occhi,
16tanto meno un essere abominevole e corrotto,
l'uomo che beve l'iniquità come acqua.

La sorte del malvagio

17Voglio spiegartelo, ascoltami,
ti racconterò quel che ho visto,
18quello che i saggi hanno riferito,
che non hanno celato ad essi i loro padri;
19solo a loro fu concessa questa terra,
né straniero alcuno era passato in mezzo a loro.
20Per tutti i giorni della vita il malvagio si tormenta;
sono contati gli anni riservati al violento.
21Voci di spavento gli risuonano agli orecchi
e in piena pace si vede assalito dal predone.
22Non crede di potersi sottrarre alle tenebre,
egli si sente destinato alla spada.
23Abbandonato in pasto ai falchi,
sa che gli è preparata la rovina.
Un giorno tenebroso 24lo spaventa,
la miseria e l'angoscia l'assalgono
come un re pronto all'attacco,
25perché ha steso contro Dio la sua mano,
ha osato farsi forte contro l'Onnipotente;
26correva contro di lui a testa alta,
al riparo del curvo spessore del suo scudo,
27poiché aveva la faccia coperta di grasso
e pinguedine intorno ai suoi fianchi.
28Avrà dimora in città diroccate,
in case dove non si abita più,
destinate a diventare macerie.
29Non si arricchirà, non durerà la sua fortuna,
le sue proprietà non si estenderanno sulla terra.
30Alle tenebre non sfuggirà,
il fuoco seccherà i suoi germogli
e il vento porterà via i suoi fiori.
31Non si affidi alla vanità che è fallace,
perché vanità sarà la sua ricompensa.
32Prima del tempo saranno disseccati,
i suoi rami non rinverdiranno più.
33Sarà spogliato come vigna della sua uva ancora acerba
e getterà via come ulivo i suoi fiori,
34poiché la stirpe dell'empio è sterile
e il fuoco divora le tende dell'uomo venale.
35Concepisce malizia e genera sventura
e nel suo seno alleva l'inganno».



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